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Produzione #V810 - Episodio 10

My Fair Dite

(XENA E L'AVVENTURA DI VENERE)


SCRITTO DA
Susanne Beck


DIRETTO DA
Denise Byrd


PRODOTTO DA
C
arol Stephens


TRADUZIONE ITALIANA
Scanto

ADATTAMENTO FOTOGRAFICO
Judi Mair


ARTWORK
Lùcia


TITOLI GRAFICI
Linda (Calli)


ASSISTENZA TECNICA ITALIANA
Harry


 

PROLOGO

 

APERTURA SU:

 

INT. RADURA NELLA FORESTA - MATTINO

 

Gabrielle è in piedi sola al centro di una radura. Ha una benda sugli occhi, e la sua postura è rilassata ma vigile. Un sorriso lieve, quasi interiore, le illumina i tratti del viso.

 

Con un soffice suono ronzante, il chakram di Xena irrompe improvvisamente dalla vegetazione che circonda la radura. Gabrielle drizza le orecchie ed all'ultimo momento possibile, lascia che il suo braccio scatti ad afferrare l'arma, rispedendola indietro nella direzione da cui proviene, sorridendo compiaciuta.

 

Un urlo di battaglia risuona terrorizzando la natura intorno e Xena entra in scena con un salto mortale, agguantando il chakram a mezz'aria ed appendendoselo al fianco, per poi atterrare con la spada sguainata. C'è un ghigno quasi feroce sul suo volto, e i suoi occhi lampeggiano.

 

 

 

Gabrielle para ogni colpo, a volte utilizzando le impugnature dei suoi sai per respingere la spada, altre impiegando le punte per bloccare e defletterne i fendenti. Cede un po' di terreno, ma è sempre pronta per il colpo successivo, non importa quando e da dove arrivi.

 

Con un salto, Xena scavalca Gabrielle e l'attacca alle spalle. Con una torsione del busto, Gabrielle si gira, incastrando i sai nella lama di Xena. Poi con una veloce rotazione del polso strappa via la spada dalla mano di Xena.

 

Sogghignando, Xena pesta il terreno, sollevando in aria un'asta. Lasciando cadere i suoi sai, Gabrielle prende l'asta, e giratasi a fronteggiare Xena, la fa roteare nelle mani troppo velocemente perché possa essere seguita da occhi umani. Xena fa saltare una seconda asta nelle proprie mani e la battaglia si riaccende.

 

Il rumore delle aste di legno che si scontrano violentemente ancora una volta spaventa gli uccelli mattutini che erano tornati a posarsi sugli alberi intorno alla radura. Con un gran frullìo d'ali, volano via di nuovo, alla ricerca di posti più tranquilli e sicuri per nidificare.

 

Nonostante sia ancora bendata, Gabrielle è maestra nell'usare l'asta e si vede. Le sue parate sono perfette come dipinti, e i suoi colpi sono portati con grande forza e precisione. Quando Xena alza un po' l'intensità dello scontro, Gabrielle risponde senza problemi, piegandosi su di un fianco una frazione di secondo prima di essere colpita davvero duramente.

 

Xena inizia a girarle intorno nel tentativo di disorientarla. Due passi a sinistra. Tre a destra. Poi un cerchio completo per poi tornare indietro di tre quarti, facendole piovere addosso colpi senza posa.

 

Gabrielle sta cominciando a stancarsi, ma nessuno se ne accorgerebbe tranne Xena. Prova con una rotazione della gamba. Ridendo, Xena salta al di sopra della compagna, atterrando con la schiena stretta contro quella dell'altra. Con la punta dello stivale tocca una sottile corda sul terreno, che fa scattare un paio di balestre cariche e nascoste. Mentre le frecce puntano sul duo, Gabrielle getta in aria la sua asta e le due punte di metallo si conficcano alle estremità del lungo bastone simultaneamente.

 

Schizzando dalla parte opposta, Xena tocca un altro filo nascosto.

 

Gabrielle gira su se stessa e riposiziona l'asta così da tenerla davanti a sé, parallela al proprio corpo. Le frecce vi si conficcano a meno di un dito di distanza da ciascuna mano.

 

Scivolando alle spalle di Gabrielle, Xena le toglie la benda, lasciandola penzolare davanti al viso della compagna.

 

XENA

(sorridendo)

Molto bene.

 

Gabrielle sorride compiaciuta vedendo le due frecce perfettamente posizionate.

 

GABRIELLE

Piuttosto notevole, se
posso dirmelo da sola.

 

XENA

Puoi farlo.

 

Con una risata, Gabrielle si volta in modo da trovarsi faccia a faccia con Xena, il viso arrossato dallo sforzo, e gli occhi brillanti di orgoglio non troppo trattenuto.

 

GABRIELLE

Ti ringrazio.

 

 

XENA

Piacere mio.

 

Improvvisamente, Gabrielle si getta da un lato con la sua asta, acchiappando un altra freccia.

 

GABRIELLE

Subdolo, Xena. Molto...

 

Le parole le si mozzano in bocca, quando Xena si protende dietro di lei, afferrando un altra freccia ancora che stava per penetrarle nella coscia.

 

Le due si guardano, poi veloci si dividono, aggirando di corsa i boschi da cui sono arrivate le frecce.

 

 

DISSOLVENZA.

 

FINE DEL PROLOGO

 

 

ATTO 1