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ATTO 1

 

APERTURA SU:

 

EST. PRATO - MATTINA

 

Aprendo gli occhi, Xena si trova ad osservare... sé stessa. Questo, in sé e per sé, non è tanto scioccante quanto potrebbe esserlo per un altro, dato che a Xena è capitato diverse volte di trovarsi faccia a faccia con sue sosia ed è più o meno abituata a guardare qualcun altro e vedere il proprio volto e il proprio corpo.

 

Poi abbassa lo sguardo, e si rende conto di essere diventata in qualche modo più piccola e di carnagione più chiara di quanto fosse prima.

 

Torna a fissare i propri occhi, che la stanno guardando meravigliati in un miscuglio di preoccupazione e sconcerto.

 

XENA
(nel corpo di Gabrielle)

Effetto interessante.

 

 

Gabrielle apre la bocca per gridare, ma ne esce invece una risata. Scuote la testa.

 

GABRIELLE
(nel corpo di Xena)

È proprio da te, Xena.

 

XENA

Be', non è che questo genere di
cose mi sia ignoto, Gabrielle. Ricorda
che mi sono già trovata nel corpo di
altre persone prima. Anche nel tuo.

 

Gabrielle si morde l'interno della guancia.

 

GABRIELLE

Sai, non credo di voler
toccare l'argomento.

 

 

Xena leva gli occhi al cielo.

 

GABRIELLE

(proseguendo)

Allora, come rimediamo?

 

XENA

(pensierosamente)

Deve essere stata la cerimonia amazzone
ad averlo causato. Ci aiutò a rivelare e ad
accrescere il legame tra noi. Ma...

 

GABRIELLE

Non ne sei certa?

 

XENA

(indispettita)

No.

 

GABRIELLE

D'accordo allora. Perché non cerchiamo
solo di invertirlo? Ripetiamo ciò che facevamo
prima e vediamo se ci riporta nei nostri corpi?

 

Xena inclina lievemente il capo.

 

XENA

Potrebbe funzionare.

 

GABRIELLE

(sorridendo)

Ottimo. Che stiamo aspettando?

(pausa)

Aspetta un momento.

 

XENA

Che c'è?

 

GABRIELLE

Cos'è questo rumore?

 

Xena si guarda intorno senza notare niente di insolito.

 

XENA

Che rumore?

 

 

GABRIELLE

È...

 

Gabrielle tende un braccio, afferrando quello di Xena, che in realtà è il suo.

 

GABRIELLE

(proseguendo, stupefatta)

È il mio cuore! Riesco a sentire il
mio cuore che batte! Be', questo
spiega molte cose sul tuo udito.

 

Xena fa appena un cenno del capo e inarca le sopracciglia, come a dire 'lo so'.

 

XENA

Bene, vediamo se la
risolviamo. Pronta?

 

Gabrielle fa un profondo respiro, rilasciando l'aria lentamente mentre chiude gli occhi, annuendo a Xena.

 

GABRIELLE

Pronta.

 

XENA

Va bene, stessa cosa di prima.
Rilassati e respira.

 

Entrambe sedute, le due donne iniziano a scivolare in uno stato meditativo.

 

Poi Gabrielle riapre gli occhi di scatto.

 

GABRIELLE

Aspetta.

 

XENA

Cosa?

 

GABRIELLE

(in tono frustrato)

Quest'infernale ronzio.
Non lo senti?

 

 

XENA

(asciutta)

Dato che sei tu ad avere le mie
orecchie al momento, la risposta è no.

 

GABRIELLE

Be', io sì, e mi sta facendo impazzire!
Dèi, Xena, come fai a sopportarlo?

 

XENA

Ignoralo, Gabrielle.

 

Gabrielle leva gli occhi al cielo.

 

GABRIELLE

Ignoralo, dice lei. Per gli dèi,
Xena, hai idea di come sia
avere un intero sciame di...

 

Con un ghigno trionfante, la sua mano scatta afferrando qualcosa a mezz'aria.

 

GABRIELLE

(proseguendo)

Presa!

 

Aprendo le dita, scruta un'irritatissima mosca che con un ronzio ed un battito d'ali sprezzante alla sua carceriera se la squaglia dal prato verso lidi più tranquilli.

 

GABRIELLE

(proseguendo, sorridendo compiaciuta)

Braccia lunghe e riflessi
fulminei. Potrei abituarmici.

 

Xena la fulmina con un'occhiata.

 

XENA

Attenzione, bardo. È il mio
corpo che stai indossando.

 

 

Il sorriso di Gabrielle si allarga, con uno sfolgorìo negli occhi.

 

GABRIELLE

Lo so.

 

Xena leva gli occhi al cielo.

 

XENA

Possiamo tornare ad occuparci
del problema? Mi sento un po'... contratta.

 

GABRIELLE

Moooolto divertente.

(pausa)

D'accordo, riproviamo.

 

Xena annuisce e i suoi occhi si richiudono. Non passano che pochi secondi prima che Gabrielle rispalanchi i suoi e balzi in piedi. Incespicando un poco su gambe che adesso sono alquanto più lunghe di quelle a cui era abituata. D'istinto, si china ad afferrare dei sai che non ci sono, per poi raddrizzarsi avvilita.

 

XENA

Che c'è adesso?

 

GABRIELLE

Abbiamo compagnia, diretta qui.

 

Anche Xena si alza, in modo però più aggraziato grazie all'esperienza già acquisita nell'abitare il corpo di Gabrielle. Ora anche lei sente i rumori che hanno attirato per prima l'attenzione della sua compagna, e si volta in quella direzione.

 

GABRIELLE

(proseguendo)

Un carro e un cavallo.
Vanno a velocità moderata.

 

XENA

Non si tratta di cattivi, allora.

 

 

GABRIELLE

Esatto.

 

Gabrielle scuote la testa cercando di mettere ordine tra pensieri che l'attraversano senza sosta, mentre la sua mente tenta di sincronizzarsi con il corpo di Xena.

 

Xena posa la mano su... be' sulla propria spalla, in un gesto tranquillizzante.

 

XENA

Non combatterlo. Andrà
tutto bene.

 

GABRIELLE

Mi sento come se ogni nervo stesse
cercando di uscirmi... ehm... di uscirti
da sotto la pelle. E tu come stai?

 

 

XENA

Notevolmente tranquilla, che tu
ci creda o no. Ma ancora contratta.

 

Xena si concede un'occhiata personale e ravvicinata alla sua stessa IMMAGINE, sentendosene adeguatamente colpita.

 

Poi entrambe rivolgono la loro attenzione al veicolo che è finalmente in vista. È una carrozza elegante, tirata da un cavallo dal manto candido. Il cocchiere è vestito di una lucente giacca in pelle ed al suo fianco c'è una guardia armata di balestra e dallo sguardo molto serio. Non è chiaro chi ci sia nella carrozza, ma è evidente che chiunque sia deve essere una persona piuttosto importante.

 

Osservano la carrozza mentre le sta superando, per poi fermarsi bruscamente ad un richiamo del passeggero. Un uomo abbastanza alto con l'aria distinta della mezz'età ne scende, gli occhi spalancati dallo stupore.

 

Gabrielle si trova a ricambiare lo sguardo dell'uomo. Per qualche ragione che non riesce ad individuare, le sembra familiare.

 

UOMO

G-G-G-Ga-Gabrielle?

 

È quel balbettìo a farglielo riconoscere, e Gabrielle esibisce un sorriso raggiante.

 

GABRIELLE

Timoteo?

 

Timoteo si gira verso la donna che crede Xena.

 

TIMOTEO

I-Io non c-c-credo che ci siamo
m-m-mai incontrati, X-X-Xena.

 

Gabrielle pensa velocemente mentre Xena nasconde un sorriso dietro la mano.

 

GABRIELLE

Be', no, non ci siamo mai... formalmente...
incontrati, no. Ma Gabrielle ama raccontare
le sue avventure ai tempi dell'Accademia,
e tu sai che meravigliosa narratrice sia.

 

Il sorriso di Xena si allarga.

 

GABRIELLE

(proseguendo)

Ti ha descritto così perfettamente
che ti ho riconosciuto subito.

 

 

Timoteo sorride orgogliosamente e si raddrizza, l'esile torace in fuori come quello di un gallo.

 

TIMOTEO

Lei p-p-parla di me, eh?

 

GABRIELLE

Spesso, sì.

 

L'uomo rivolge il sorriso a colei che pensa essere Gabrielle.

 

TIMOTEO

Avevo sentito dire che non eravate
i-i-invecchiate. E vedo che era tutto
v-v-vero. Sei b-b-bellissima
come sempre, Gabrielle.

 

Spalanca le braccia.

 

Gabrielle guarda Xena, facendole un cenno col sopracciglio.

 

Xena le lancia un'occhiataccia.

 

 

Gabrielle non nasconde il sorriso.

 

Con una riluttanza che è evidente solo a Gabrielle, Xena supera la distanza che la separa da Timoteo, andandolo ad abbracciare cautamente.

 

XENA

(a denti stretti)

È bello rivederti, vecchio mio.

 

Timoteo l'abbraccia strettamente e le sue mani, quasi di propria volontà, cominciano a sconfinare oltre i limiti della decenza. Xena resiste al prepotente impulso di strapparsi di dosso quelle mani vaganti, decidendo invece per uno sguardo a Gabriele che spera sia ben compreso.

 

Gabrielle si schiarisce la gola e fa un passo avanti, inchiodando gli occhi di Timoteo con un'occhiataccia delle sue.

 

L'uomo impallidisce, rilascia Xena,e indietreggia.

 

TIMOTEO

I-I-I-I-I-I....

 

Segretamente lusingata, Gabrielle sorride e avanza ancora, cosa che per qualche motivo provoca un ulteriore impallidimento a Timoteo.

 

TIMOTEO

I-I-I-I-I-I-I....

 

Allungando una mano, Xena gli batte sulla spalla ossuta, in modo consolatorio.

 

XENA

Va tutto bene, Timoteo. Xena si sta solo
divertendo un po'. Giusto, ''Xena''?

 

GABRIELLE

Oh... certo! Sì. Solo un po'
di spasso, Timoteo. Davvero.

 

 

TIMOTEO

G-g-g-g-g... M-m-maledetta
b-b-b-balbuzie! Non l'a-a-avevo
così brutta da a-a-a-mai!

 

XENA

Potrei aiutarti io.

 

Timoteo guarda "Gabrielle", ad occhi sbarrati.

 

TIMOTEO

Da-da-da-vvero?

 

XENA

Sì. Me l'ha insegnato
Xena. Posso?

 

TIMOTEO

P-p-p-p-sicuro!

 

Prima che Timoteo possa battere ciglio, Xena utilizza le sue dita in prestito per colpire due punti a sinistra e a destra della laringe dell'uomo.

 

TIMOTEO

Ahi! Fa male! Cosa hai...

(pausa)

Ehi! La mia balbuzie! È sparita!!

(a ''Gabrielle'')

Grazie! Oh, grazie!!

 

XENA

Piacere mio.

 

TIMOTEO

Ci deve essere un modo
per ricambiare la tua gentilezza.

 

XENA

Non c'è nessun bis...

 

TIMOTEO

Ma certo! Viaggerete tutte e due con me fino ad
Atene in grande stile! La mia carrozza è abbastanza
grande per voi e il vostro bagaglio. E, naturalmente,
insisto che vi tratteniate alla mia villa per il periodo
della cerimonia di investitura! Con tutti gli agi
che una casa possa offrire, e non so pensare
a due persone che lo meritino di più.

 

XENA

Cerimonia d'investitura?

 

GABRIELLE

Atene??

 

 

DISSOLVENZA.

 

FINE DELL'ATTO 1

 

 

ATTO 2