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ATTO 1


APERTURA SU:

EST. CAPITALE EGIZIA - GIORNO

Gabrielle si avvicina alla città. E' sporca di polvere, ustionata dal sole e stremata dal viaggio. La città stessa è anche in condizioni peggiori. Il fumo si leva da bivacchi abbandonati come un velo contro l'intenso azzurro del cielo, e l'odore di bruciato e di morte aleggia pesante nell'aria. Durante il suo viaggio, ha superato molti gruppi di soldati nemici sparpagliati fuori le mura della città, ma è riuscita ad evitarli con una facilità che l'ha sorpresa.

Attraversare le porte incustodite non pone problemi, e appena entrata, smonta da cavallo e accarezza il collo sudato di Argo.

GABRIELLE
(ad Argo)
So che sei assetata, bella.
Tra poco, promesso.

Percorre lentamente la città, con Argo al seguito. Dovunque tracce di massacri. Ci sono molti piccoli fuochi accesi, macerie nelle strade, carri e bancarelle di mercanti sono rovesciati o ridotti in pezzi.

Le strade sono deserte e innaturalmente silenziose. E' presto evidente che qualcuno la segue, me lei non avverte pericoli, e così continua per la sua strada, il volto cupo e senza espressione. Si ode un rumore fuori campo alla sua sinistra, e con un sorriso privo di allegria, lancia un'occhiata in quella direzione, e afferra un ragazzino che si nascondeva dietro un carro distrutto.

GABRIELLE
Perché mi stai seguendo?

RAGAZZO
(divincolandosi, indica il chakram
al fianco di Gabrielle)

Sono stato mandato a prendere colei che porta
quell'arma per accompagnarla dalla mia Regina.

GABRIELLE
La Tua Regina? E chi sarebbe?

RAGAZZO
(spaventato, ma cercando di non darlo a vedere)
La Regina Zenobia.
Sono il suo migliore esploratore!

GABRIELLE
(fissando da vicino il ragazzo in difficoltà)
Non sei un po' giovane?

RAGAZZO
Tutti gli uomini sono occupati
a combattere il nemico.
(pausa)
Quelli ancora vivi, cioè.

GABRIELLE
(seria)
Capisco.
Portami dalla tua Regina.

RAGAZZO
Prima potresti mettermi giù?

Con espressione imbarazzata, Gabrielle lascia andare il ragazzo, e lo segue mentre corre avanti, guidandola sempre più all'interno della città in rovina.

STACCO SU:

EST. LIMBO NEBBIOSO

Xena cammina lentamente attraverso un grigio nulla. Tutto intorno a lei, una sospesa foschia incolore le impedisce la vista in ogni direzione. Ma lei continua a camminare, incurante, abituata ormai da molto tempo al limbo informe che trattiene la sua anima quando non è accanto a Gabrielle. Di tanto in tanto, le nebbie si aprono, come un sipario, regalandole squarci della terra dei vivi, e di Gabrielle.

Quando si sollevano di nuovo, si ferma ad osservare la sua anima gemella che segue un adolescente attraverso i resti inceneriti di una città egiziana. Mentre guarda, i due superano un palazzo crollato da sotto il quale emerge improvvisamente un branco di cani ridotti pelle e ossa, impazziti dalla fame, che ringhiano loro contro, tentando di morderli.

Senza pensare, la mano di Xena si sposta verso il suo fianco, e lei sa che tutto quello che dovrebbe fare è muovere un passo nel vuoto per ritrovarsi accanto a Gabrielle, per aiutarla a respingere il branco affamato.

Quando la sua mano attraversa lo spazio dove il suo chakram era abitualmente appeso, la voce di Gabrielle riempie il vuoto, e lei si immobilizza, un attimo prima di compiere il balzo verso la donna che ama.

GABRIELLE
(VFC)
Io mi sono fatta da parte ed ho lasciato che facessi
la tua scelta, Xena. Adesso sta a te
farti da parte e lasciarmi fare la mia.
Lasciami andare. Lasciami piangere. Te ne prego.

L'espressione concentrata di Xena si disfa e una disperata infelicità le si stampa sul volto. E resta lì a guardare mentre Gabrielle respinge i cani, e poi prosegue la sua strada verso il cuore della città.

Tende una mano, quasi a toccare l'immagine davanti a lei, poi la lascia cadere e china la testa, mentre Gabrielle esce dalla sua visuale.

XENA
(mormorando)
Mi dispiace tanto.

STACCO SU:

EST/INT. TEMPIO ABBANDONATO - GIORNO

Il ragazzo conduce Gabrielle ai resti di un tempio abbandonato. In fondo ad una breve rampa c'è una spessa porta, e il ragazzo la indica mentre comincia a scendere.

GABRIELLE
Aspetta. La mia cavalla.
Ha bisogno d'acqua.
E di cure.

RAGAZZO
Appena ti avrò presentato
alla mia Regina,
tornerò ad occuparmi di lei.

Gabrielle annuisce ed impastoia Argo ad uno steccato, poi segue il ragazzo giù per la scala sporca. Questi bussa due volte, quindi si sposta indietro mentre la porta si apre lentamente, illuminando la figura di un uomo massiccio e trasandato armato di lancia.

RAGAZZO
(proseguendo)
(con aria di importanza)
Fammi entrare per ordine
della Regina. Sono tornato
con la guerriera.

Dopo un momento, la guardia si fa da parte, e Gabrielle entra, seguendo ancora il giovane esploratore. L'odore di malattia e corpi non lavati è quasi soverchiante, e Gabrielle respira profondamente un paio di volte per quietare il suo stomaco prima di procedere ulteriormente all'interno della sala buia. Gente è ammassata tutto intorno a lei, e la fissa con occhi vitrei ma non privi di speranza.

Viene condotta in un'altra stanza, più piccola. Il ragazzo si arresta improvvisamente e si piega in un profondo inchino.

RAGAZZO
(proseguendo)
Mia Regina, la guerriera
che cercavi è qui.

ZENOBIA
(di fronte, dall'ombra)
Ti ringrazio. Adesso lasciaci.

RAGAZZO
Sì, mia Regina.

ZENOBIA avanza alla luce tremolante delle torce. Lievemente più anziana di Gabrielle, è alta e snella, con un atteggiamento regale ancora evidente malgrado gli abiti laceri che indossa. I capelli e gli occhi sono molto scuri, e il suo volto, sia pur sporco, è notevolmente bello.

Senza parlare, gira intorno a Gabrielle, esaminandola come una bestia di pregio al mercato. Fermandosi sulla sua destra, abbassa lo sguardo sul chakram, poi fissa Gabrielle negli occhi.

ZENOBIA
Sei diversa da come ti descrivono
le leggende, Xena.

GABRIELLE
Il mio nome è Gabrielle.

ZENOBIA
(sorpresa)
La Poetessa Combattente?

GABRIELLE
Qualcuno mi chiama così.

ZENOBIA
E Xena?
Non viaggiate più
insieme?

GABRIELLE
(deglutendo a fatica)
Lei è morta.

ZENOBIA
(ansiosamente)
Quando? Dove? Come?
Le nostre leggende dicevano che
non poteva essere sconfitta.

GABRIELLE
Due mesi fa.
Su un'isola nel lontano oriente.
(pausa)
E il come, è qualcosa a cui
preferisco non pensare.

ZENOBIA
E tuttavia sei qui?

GABRIELLE
(con fermezza)
Xena ha fatto una promessa.
Io sono qui per mantenerla.

Zenobia fa un passo indietro, la stanchezza ora chiaramente visibile nelle linee del viso.

ZENOBIA
Questo... complica le cose.
Come puoi vedere siamo nel bel mezzo
di una guerra. Avevo sperato di poter contare
sulle doti della Principessa Guerriera
per sconfiggere il nemico.

GABRIELLE
Prima che... morisse, Xena mi ha insegnato
tutto quello che sapeva
sull'arte della guerra. Ho viaggiato
e combattuto al suo fianco
per sei anni.
(pausa)
Vorrei essere d'aiuto, se posso.

Zenobia fissa nel vuoto a lungo, apparentemente persa nei suoi pensieri. Poi si gira e guarda Gabrielle con schiettezza, un leggero sorriso a ingentilire i lineamenti.

ZENOBIA
Suppongo ci siano sorti peggiori che
avere la migliore allieva di Xena
accanto in una guerra.

GABRIELLE
(sottovoce, con dolore)
Molto peggiori, credimi.

ZENOBIA
(spalancando le braccia)
Benvenuta, Gabrielle, e grazie.
L'Egitto accetta la tua offerta.

Abbassando le braccia, il sorriso svanisce dal volto della Regina mentre osserva attorno a sé il tugurio che è diventato il suo palazzo.

ZENOBIA
Come vedi, siamo piuttosto
carenti in alloggi al momento.
Comunque, posso offrirti del cibo,
acqua calda per un bagno, e paglia pulita
per il tuo giaciglio. Immagino
tu abbia bisogno di tutti e tre,
dopo un così lungo viaggio.

GABRIELLE
(sorridendo debolmente)
Sarebbero i benvenuti.
Ti ringrazio.

ZENOBIA
Non dirlo nemmeno. Adesso
ti lascio. Se hai bisogno
di qualcosa, basta che tu chieda
a una delle mie guardie, e ti sarà
data se è in mio potere farlo.

Gabrielle annuisce in ringraziamento mentre la Regina scivola nuovamente nel buio.

STACCO SU:

EST. LIMBO NEBBIOSO

Xena siede su un piccolo masso la cui sola punta sbuca dalla spessa bruma che avvolge il terreno. I suoi occhi luccicano di un dolore infinito, scritto ampiamente anche sul suo volto. Voci affollano lo spazio intorno a lei, tagliando l'aria immobile come una lama affilata. Ogni voce aggiunge una nota di condanna all'infelicità che già le ribolle nell'anima.

Anche se una parte di lei vorrebbe disperatamente che quelle voci tacessero, sopporta stoicamente i loro strali, consapevole che è questa la sua vera penitenza.

La sua stessa voce, esprimendo pensieri di molto tempo fa, risalta tra tutte le altre, costringendola ad ascoltare.

XENA
(VFC)
Se c'era una ragione per i nostri
viaggi insieme, era perché io
imparassi da te alla fine quale era
la cosa migliore, la più giusta da fare.

Le ultime parole della dichiarazione di Xena echeggiano nel vuoto, eclissando le altre voci finché più nulla tranne lei stessa e quelle parole esistono, molto più beffarde delle peggiori accuse che le siano mai state lanciate contro.

XENA
Ero così sicura di essere nel giusto.
Le anime di quelle persone dipendevano
da me perché facessi la prima scelta
non egoistica della mia vita.
(pausa)
Ma come può una cosa tanto
giusta sembrare così sbagliata?

La nebbia sembra oscurarsi, poi si apre mentre appare uno SCONOSCIUTO. E' un vecchio cadente, vestito di abiti informi, dall'aspetto né malvagio né buono.

SCONOSCIUTO
(sorridendo)
La vita è un eterno enigma.

Il suo sorriso si allarga.

SCONOSCIUTO
(proseguendo)
Giusto e sbagliato.
Due facce della stessa moneta.
Chi sa davvero riconoscerle?

Gli occhi di Xena si restringono mentre le si avvicina, ma lei non si sposta per bloccargli il passaggio. Se non altro, la sua voce e la sua presenza sono distrazioni ben accette.

XENA
Chi sei tu?

SCONOSCIUTO
Un amico, forse.

XENA
(accigliandosi)
Io non ho amici.

SCONOSCIUTO
Non ora, ma una volta?

XENA
Vattene, vecchio.
Non sono in vena di giochetti.

SCONOSCIUTO
Dove vuoi che vada?
Questa è la mia casa.

XENA
(in tono sarcastico)
Bella scelta.
(pausa)
Cosa vuoi?

SCONOSCIUTO
Io non desidero nulla.
Ma tu... cosa desideri tu?

XENA
(seccamente)
Essere lasciata in pace.

SCONOSCIUTO
Temo che non sia possibile.
Considerami... una guida, se vuoi.
Qualcuno che conduce i dispersi
al loro destino.

XENA
I dispersi?

SCONOSCIUTO
(indicando il vuoto intorno a loro)
Sì. Imprigionati tra questo mondo
e il prossimo; parte di entrambi, e
tuttavia di nessuno. Con la sola compagnia
dei pensieri dei morti.
(pausa)
Di chi sono i pensieri che senti?

XENA
Non sono affari tuoi.

SCONOSCIUTO
Perché ti nascondi dalla
luce, cercando le tenebre?
Hai paura?

XENA
(assottigliando gli occhi)
Io non ho paura di niente.

SCONOSCIUTO
Allora devi scegliere il tuo sentiero.

XENA
(sbuffando in tono sarcastico)
Ho fatto troppe scelte nella mia vita.
La maggior parte sbagliate.
(sottovoce)
Lei sola era quella giusta.

SCONOSCIUTO
Adesso è tutto più chiaro.
La scelta che hai fatto ti è costato
qualcuno che ti è molto caro, vero?
(pausa)
Posso avvertire l'amore in te. Il dolore.
La rabbia. Ti legano a questo
luogo più fortemente di qualunque corda.

XENA
(ringhiando silenziosamente)

SCONOSCIUTO
Tu sai che io dico la verità. Devi
liberarti di queste emozioni.
Anche dell'amore nel tuo cuore.
Ti trattiene qui in questo mondo tra
i mondi, e fa del male sia a te
che alla persona che ami.

XENA
Risparmiami le tue verità, vecchio. Ci sono
già passata. C'è stato un tempo in cui mi sono
condannata a quella dannata croce.
(pausa)
Ed ora passerò il resto della mia
esistenza sapendo che ho ferito
la sola persona che per me
significasse più della vita.
(risata silenziosa)
Plutone stesso non poteva pensare
ad un peggior Tartaro per me.

SCONOSCIUTO
E colei che ami? Sopporteresti
che soffrisse il tuo fato
insieme al suo?
E' questa la verità da cui ti nascondi?

Xena lo fissa, profondamente sconvolta, ma non trova le parole per rispondere.

Lo sconosciuto si leva ed agita le braccia. La nebbia si schiarisce, e due sentieri si rivelano, estendendosi in distanza. Alla fine di uno vi è una luce sfavillante. Alla fine dell'altro c'è un'oscurità assoluta.

SCONOSCIUTO
(proseguendo)
Per salvarvi entrambe, devi purgarti
delle tue emozioni e andare avanti
verso ciò che deve essere.
Non c'è altra strada.

Lo sconosciuto svanisce nelle nebbie.

SCONOSCIUTO
(proseguendo)
(VFC)

Scegli con giudizio,
Xena di Amphipoli.

Dopo un lungo momento, Xena si alza in piedi e comincia a scendere per un'invisibile linea a metà tra i due sentieri divergenti. Mentre cammina, una finestra sul mondo dei vivi si apre, e lei si arresta, osservando la scena che le si svolge davanti.

Gabrielle percorre lentamente corridoi stretti e tortuosi, seguendo un uomo alto armato di una pesante lancia. Xena guarda la sua anima gemella entrare in una piccola stanza da bagno ed essere lasciata sola a spogliarsi. E mentre gli abiti di Gabrielle scivolano dal suo corpo, Xena vede, per la prima volta, l'autentica devastazione che la sua morte le ha provocato. Il corpo di Gabrielle, una volta snello e muscoloso è ora consumato e smagrito. Quando si piega per sfilarsi gli stivali, Xena scorge i nodi della spina dorsale sporgerle dalla pelle sulla quale è inciso il suo tatuaggio.

 

Ingoiando con difficoltà un nuovo attacco di lacrime, Xena continua ad osservare mentre Gabrielle scivola fiaccamente nell'acqua fumante. Non desidererebbe altro che protendersi fin là e confortare la donna che ama, ma, ancora una volta, le parole di Gabrielle bloccano le sue azioni. E per la prima volta, l'evidenza della sua scelta le colma l'anima.

XENA
(voce soffocata dalle lacrime)
Non posso tornare indietro.

DISSOLVENZA.


FINE DELL'ATTO 1


ATTO 2