| Guida agli episodi | Prologo | Atto 1 | Atto 2 | Atto 3 | Atto 4 |
|
EST. CAPITALE EGIZIA - GIORNO Gabrielle si avvicina alla città. E' sporca di polvere, ustionata dal sole e stremata dal viaggio. La città stessa è anche in condizioni peggiori. Il fumo si leva da bivacchi abbandonati come un velo contro l'intenso azzurro del cielo, e l'odore di bruciato e di morte aleggia pesante nell'aria. Durante il suo viaggio, ha superato molti gruppi di soldati nemici sparpagliati fuori le mura della città, ma è riuscita ad evitarli con una facilità che l'ha sorpresa. Attraversare le porte incustodite non pone problemi, e appena entrata, smonta da cavallo e accarezza il collo sudato di Argo.
GABRIELLE Percorre lentamente la città, con Argo al seguito. Dovunque tracce di massacri. Ci sono molti piccoli fuochi accesi, macerie nelle strade, carri e bancarelle di mercanti sono rovesciati o ridotti in pezzi. Le strade sono deserte e innaturalmente silenziose. E' presto evidente che qualcuno la segue, me lei non avverte pericoli, e così continua per la sua strada, il volto cupo e senza espressione. Si ode un rumore fuori campo alla sua sinistra, e con un sorriso privo di allegria, lancia un'occhiata in quella direzione, e afferra un ragazzino che si nascondeva dietro un carro distrutto. GABRIELLE RAGAZZO GABRIELLE RAGAZZO GABRIELLE RAGAZZO GABRIELLE RAGAZZO Con espressione imbarazzata, Gabrielle lascia andare il ragazzo, e lo segue mentre corre avanti, guidandola sempre più all'interno della città in rovina. STACCO SU: EST. LIMBO NEBBIOSO Xena cammina lentamente attraverso un grigio nulla. Tutto intorno a lei, una sospesa foschia incolore le impedisce la vista in ogni direzione. Ma lei continua a camminare, incurante, abituata ormai da molto tempo al limbo informe che trattiene la sua anima quando non è accanto a Gabrielle. Di tanto in tanto, le nebbie si aprono, come un sipario, regalandole squarci della terra dei vivi, e di Gabrielle.
Quando si sollevano di nuovo, si ferma ad osservare la sua anima gemella che segue un adolescente attraverso i resti inceneriti di una città egiziana. Mentre guarda, i due superano un palazzo crollato da sotto il quale emerge improvvisamente un branco di cani ridotti pelle e ossa, impazziti dalla fame, che ringhiano loro contro, tentando di morderli. Senza pensare, la mano di Xena si sposta verso il suo fianco, e lei sa che tutto quello che dovrebbe fare è muovere un passo nel vuoto per ritrovarsi accanto a Gabrielle, per aiutarla a respingere il branco affamato. Quando la sua mano attraversa lo spazio dove il suo chakram era abitualmente appeso, la voce di Gabrielle riempie il vuoto, e lei si immobilizza, un attimo prima di compiere il balzo verso la donna che ama. GABRIELLE L'espressione concentrata di Xena si disfa e una disperata infelicità le si stampa sul volto. E resta lì a guardare mentre Gabrielle respinge i cani, e poi prosegue la sua strada verso il cuore della città. Tende una mano, quasi a toccare l'immagine davanti a lei, poi la lascia cadere e china la testa, mentre Gabrielle esce dalla sua visuale.
XENA STACCO SU: EST/INT. TEMPIO ABBANDONATO - GIORNO Il ragazzo conduce Gabrielle ai resti di un tempio abbandonato. In fondo ad una breve rampa c'è una spessa porta, e il ragazzo la indica mentre comincia a scendere. GABRIELLE RAGAZZO Gabrielle annuisce ed impastoia Argo ad uno steccato, poi segue il ragazzo giù per la scala sporca. Questi bussa due volte, quindi si sposta indietro mentre la porta si apre lentamente, illuminando la figura di un uomo massiccio e trasandato armato di lancia. RAGAZZO Dopo un momento, la guardia si fa da parte, e Gabrielle entra, seguendo ancora il giovane esploratore. L'odore di malattia e corpi non lavati è quasi soverchiante, e Gabrielle respira profondamente un paio di volte per quietare il suo stomaco prima di procedere ulteriormente all'interno della sala buia. Gente è ammassata tutto intorno a lei, e la fissa con occhi vitrei ma non privi di speranza. Viene condotta in un'altra stanza, più piccola. Il ragazzo si arresta improvvisamente e si piega in un profondo inchino. RAGAZZO ZENOBIA RAGAZZO ZENOBIA avanza alla luce tremolante delle torce. Lievemente più anziana di Gabrielle, è alta e snella, con un atteggiamento regale ancora evidente malgrado gli abiti laceri che indossa. I capelli e gli occhi sono molto scuri, e il suo volto, sia pur sporco, è notevolmente bello.
Senza parlare, gira intorno a Gabrielle, esaminandola come una bestia di pregio al mercato. Fermandosi sulla sua destra, abbassa lo sguardo sul chakram, poi fissa Gabrielle negli occhi. ZENOBIA GABRIELLE ZENOBIA GABRIELLE ZENOBIA GABRIELLE ZENOBIA GABRIELLE ZENOBIA GABRIELLE Zenobia fa un passo indietro, la stanchezza ora chiaramente visibile nelle linee del viso. ZENOBIA GABRIELLE Zenobia fissa nel vuoto a lungo, apparentemente persa nei suoi pensieri. Poi si gira e guarda Gabrielle con schiettezza, un leggero sorriso a ingentilire i lineamenti. ZENOBIA GABRIELLE ZENOBIA Abbassando le braccia, il sorriso svanisce dal volto della Regina mentre osserva attorno a sé il tugurio che è diventato il suo palazzo. ZENOBIA GABRIELLE
ZENOBIA Gabrielle annuisce in ringraziamento mentre la Regina scivola nuovamente nel buio. STACCO SU: EST. LIMBO NEBBIOSO Xena siede su un piccolo masso la cui sola punta sbuca dalla spessa bruma che avvolge il terreno. I suoi occhi luccicano di un dolore infinito, scritto ampiamente anche sul suo volto. Voci affollano lo spazio intorno a lei, tagliando l'aria immobile come una lama affilata. Ogni voce aggiunge una nota di condanna all'infelicità che già le ribolle nell'anima. Anche se una parte di lei vorrebbe disperatamente che quelle voci tacessero, sopporta stoicamente i loro strali, consapevole che è questa la sua vera penitenza. La sua stessa voce, esprimendo pensieri di molto tempo fa, risalta tra tutte le altre, costringendola ad ascoltare. XENA
Le ultime parole della dichiarazione di Xena echeggiano nel vuoto, eclissando le altre voci finché più nulla tranne lei stessa e quelle parole esistono, molto più beffarde delle peggiori accuse che le siano mai state lanciate contro. XENA La nebbia sembra oscurarsi, poi si apre mentre appare uno SCONOSCIUTO. E' un vecchio cadente, vestito di abiti informi, dall'aspetto né malvagio né buono. SCONOSCIUTO Il suo sorriso si allarga. SCONOSCIUTO Gli occhi di Xena si restringono mentre le si avvicina, ma lei non si sposta per bloccargli il passaggio. Se non altro, la sua voce e la sua presenza sono distrazioni ben accette. XENA SCONOSCIUTO XENA SCONOSCIUTO XENA
SCONOSCIUTO XENA SCONOSCIUTO XENA SCONOSCIUTO XENA SCONOSCIUTO XENA SCONOSCIUTO XENA SCONOSCIUTO XENA SCONOSCIUTO XENA SCONOSCIUTO XENA SCONOSCIUTO Xena lo fissa, profondamente sconvolta, ma non trova le parole per rispondere. Lo sconosciuto si leva ed agita le braccia. La nebbia si schiarisce, e due sentieri si rivelano, estendendosi in distanza. Alla fine di uno vi è una luce sfavillante. Alla fine dell'altro c'è un'oscurità assoluta. SCONOSCIUTO Lo sconosciuto svanisce nelle nebbie. SCONOSCIUTO Dopo un lungo momento, Xena si alza in piedi e comincia a scendere per un'invisibile linea a metà tra i due sentieri divergenti. Mentre cammina, una finestra sul mondo dei vivi si apre, e lei si arresta, osservando la scena che le si svolge davanti. Gabrielle percorre lentamente corridoi stretti e tortuosi, seguendo un uomo alto armato di una pesante lancia. Xena guarda la sua anima gemella entrare in una piccola stanza da bagno ed essere lasciata sola a spogliarsi. E mentre gli abiti di Gabrielle scivolano dal suo corpo, Xena vede, per la prima volta, l'autentica devastazione che la sua morte le ha provocato. Il corpo di Gabrielle, una volta snello e muscoloso è ora consumato e smagrito. Quando si piega per sfilarsi gli stivali, Xena scorge i nodi della spina dorsale sporgerle dalla pelle sulla quale è inciso il suo tatuaggio.
Ingoiando con difficoltà un nuovo attacco di lacrime, Xena continua ad osservare mentre Gabrielle scivola fiaccamente nell'acqua fumante. Non desidererebbe altro che protendersi fin là e confortare la donna che ama, ma, ancora una volta, le parole di Gabrielle bloccano le sue azioni. E per la prima volta, l'evidenza della sua scelta le colma l'anima.
XENA DISSOLVENZA.
| |||||