| Guida agli episodi | Prologo | Atto 1 | Atto 2 | Atto 3 | Atto 4 |
|
INT. SALA DA BAGNO - GIORNO Uscendo dalla vasca, Gabrielle trasale quando i suoi piedi toccano il gelido pavimento. Afferra un panno di lino consunto e inizia ad asciugarsi, guardando altrove mentre lo fa, così da non vedere come è diventato il suo corpo dopo mesi di incuria. Detersasi per quanto possibile, prende i suoi abiti e si riveste, stirando il tessuto spiegazzato con i palmi delle mani, e inalando un respiro profondo prima di lasciarlo andare in uno stanco, triste sospiro. Dando un'ultima occhiata alla minuscola stanza, si getta la sacca sulla spalla ed esce nel corridoio male illuminato, guardando prima a sinistra, poi a destra, cercando di decidere la direzione. Il profumo di cibo in cottura le giunge dalla sinistra, e anche se il suo stomaco le fa udire le sue rimostranze, si dirige da quella parte, spronata dalla promessa fatta a quella gente. STACCO SU: INT. CUCINE - GIORNO Le cucine sono piccole e affollate di persone che le lanciano sguardi spenti, e a volte di disapprovazione, mentre passa loro accanto. Anche se nessuno è apertamente scortese, è ovvio che la vedono come un'altra indesiderata bocca da sfamare, e straniera per di più. La fila avanza, e lei prende un piatto, porgendolo verso una pallida vecchia che le versa dentro qualcosa di indefinibile. All'estremità del tavolo vi sono boccali di legno pieni di acqua fresca, e lei ne prende uno, poi scivola via dalla massa brulicante di persone, determinata a cercarsi un angolo tranquillo per mangiare, ma non certa di trovarlo. Un silenzio cade sulla sala, mentre un uomo bruno, alto e magro, fa il suo ingresso. Scorge Gabrielle immediatamente e si dirige verso di lei. AMUN GABRIELLE DISSOLVENZA INCROCIATA SU: INT. ALLOGGI - GIORNO Lo spazio è sorprendentemente grande. E anche più sorprendentemente, vuoto. Dieci pagliericci sono disposti in file ordinate lungo il pavimento. Gabrielle è seduta in uno dei più lontani dalla porta, in un angolo semi-illuminato, la sua roba sparsa intorno. Lontano da occhi indiscreti, posa il piatto in gran parte pieno a terra e lo dimentica mentre fruga nella sua sacca da viaggio per estrarne la pergamena e la penna. Spiegando il rotolo, lo fissa, aspettando che le parole le arrivino, ma la sua mente si rifiuta di scaturirle. GABRIELLE
Lentamente ripiega il rotolo e lo ripone accuratamente nella sacca. La mano sfiora l'urna contenente le ceneri di Xena, e dopo una breve esitazione, solleva l'urna, la estrae e se la posa in grembo, tenendola tra entrambe le mani protettivamente. La fissa a lungo, persa nei suoi pensieri, prima di alzare la testa, scacciando lacrime di un dolore vivo. GABRIELLE Una lacrima cade sulla lucida superficie nera dell'urna, e lei l'asciuga accuratamente con il pollice. GABRIELLE Scoppia a piangere per un momento, poi si riprende con la forza d'animo che la contraddistingue. GABRIELLE Sollevando l'urna con reverenza, posa un tenero bacio sul coperchio e poi se la stringe contro la guancia.
GABRIELLE DISSOLVENZA INCROCIATA SU: EST. LIMBO NEBBIOSO Xena si volta e guarda dall'una all'altra delle due alternative. Muove un passo verso il buio. Poi si ferma, accigliata fissando la luce oltre la sua spalla. XENA Si volta a guardare verso la roccia dove lei ed il vecchio si erano seduti. XENA Guarda la luce. XENA Con quelle parole si gira e avanza
verso la luce. Mentre le si avvicina, questa lampeggia. Sembra avvolgerla e lei svanisce.
E quando è scomparsa, la luce si attenua fino a diventare buio mentre la tenebra si
illumina. SCONOSCIUTO
STACCO SU: INT. ABISSI DELL'INFERNO
DEMONE
1 LUCIFERO LUCIFERO
Sentendo la voce, Lucifero si volta, incollerito. Una Xena dall'aspetto apatico e spento, è in piedi tra due demoni. I suoi occhi sono inespressivi, come morti, svuotati di ogni emozione. Ringhiando il suo nome, il demone vola attraverso la sala e l'afferra per il collo, stringendole la gola con tutta la sua forza.
LUCIFERO Le accarezza la guancia con un lungo artiglio. LUCIFERO Xena sorride, ma è un sorriso senza voglia. XENA LUCIFERO XENA Lucifero lascia la presa su Xena e si tocca il punto sul torace dove dovrebbe essere il cuore, se ne avesse uno.
E' come se ti colpisse proprio qui, vero? XENA (imperturbabile) Credi quello che vuoi.
XENA La risata di Lucifero riempie la caverna. Fa scivolare un braccio intorno alle spalle di Xena, compiaciuto che lei non si opponga. LUCIFERO XENA LUCIFERO XENA LUCIFERO XENA LUCIFERO XENA Lucifero lascia andare Xena e incrocia le braccia sullo stomaco, letteralmente piegato in due dalle risate. Xena lo osserva, con volto inespressivo, mentre la sua ilarità si placa e lui è di nuovo in grado di raddrizzarsi. LUCIFERO XENA LUCIFERO XENA LUCIFERO STACCO SU: INT. ALLOGGI - MATTINO Con un rantolo, Gabrielle balza a sedere dal suo giaciglio, affannosamente. Pelle e capelli bagnati di sudore. I suoi occhi, dilatati e impauriti, saettano per la stanza oscura finché si posano sull'urna alla sua destra accanto alla sua testa. Il suo stomaco si contorce dalla nausea mentre gli ultimi residui dell'incubo defluiscono da lei nella fase del risveglio. E' lo stesso che ha avuto ogni notte dalla morte di Xena. L'incubo si fonde nella realtà del presente, comunicandole la verità del suo sogno.
Lei stringe i denti contro la rabbia che sente montarle dentro. Una rabbia che la spinge a desiderare di fracassare quell'urna silenziosa e compiacente. Farla a pezzi e spargerne il contenuto ai quattro venti così da non essere più costretta a vederla e ricordare che la sua realtà è di gran lunga peggiore di quanto potranno mai essere i suoi sogni. Invece, prende l'urna e la stringe a sé in un quasi disperato abbraccio mentre calma il suo respiro e placa i suoi pensieri. GABRIELLE Fa un profondo respiro, poi lo rilascia lentamente. La sua espressione si irrigidisce in una di ferma risoluzione, e lei annuisce a se stessa. Le sue mani sono ferme mentre solleva l'urna verso la luce della torcia, e un leggero sorriso le curva le labbra mentre toglie un granello di polvere dal lucido coperchio. GABRIELLE Ingoiando un'ultima lacrima, ripone con cura l'urna nella sacca, poi alzandosi dal letto, se la lascia scivolare sulla spalla, determinata a far sì che questo giorno finisca meglio di come è cominciato. STACCO SU: EST. CAPITALE EGIZIA - GIORNO Gabrielle e Zenobia insieme ad un pugno di guardie stanno percorrendo la città. Gabrielle è chiaramente turbata dalla distruzione che la circonda. Fiamme ancora divampano in diversi punti, e la puzza di morte e decomposizione sotto il sole caldo è quasi insopportabile. Sciami di mosche hanno invaso la città, e il loro fastidioso ronzio peggiora ulteriormente l'atmosfera già tetra. GABRIELLE ZENOBIA GABRIELLE ZENOBIA GABRIELLE ZENOBIA GABRIELLE ZENOBIA Gabrielle si sporge a raccogliere un pezzo di ordinaria stoffa logora dai raggi spezzati della ruota di un carro. Strofina la stoffa tra le dita, immersa nei suoi pensieri. Poi guarda oltre gli squarci nelle mura della città le forze del signore della guerra ancora accampate. Le loro tende, ben fatte e dai vivaci colori contrastano con l'immensa distruzione all'interno. GABRIELLE ZENOBIA GABRIELLE ZENOBIA GABRIELLE ZENOBIA Gabrielle spiegazza la stoffa, stringendola nel pugno. Raddrizza le spalle e solleva il mento. Guarda Zenobia direttamente negli occhi. GABRIELLE Dopo un momento, un raro, delizioso sorriso si allarga sui bellissimi lineamenti di Zenobia. I suoi occhi scuri s'illuminano di un barlume di speranza che era assente da mesi. Si erge regalmente, con deliberata lentezza, e china la testa con rispetto davanti a Gabrielle. Gabrielle le restituisce lo sguardo, sorpresa dall'onore che le è stato accordato, poi si volta e si dirige verso le mura, lasciando cadere la stoffa dalle dita. Si ferma, le mani sui fianchi, osservando il villaggio e cercando di decidere il modo migliore per montare una difesa. Improvvisamente la sua mano scatta ed afferra una FRECCIA che avrebbe trovato il suo bersaglio direttamente nel petto di Zenobia. La guarda, sbalordita lei per prima di averla presa al volo. Poi, la getta velocemente, mentre i suoi occhi scrutano il perimetro. GABRIELLE
Gabrielle spinge Zenobia verso una parete dove è protetta da due delle guardie che sono con loro. Poi, lei e le altre tre assumono posizioni difensive. SPADE e SAIS vengono sguainati mentre cercano con lo sguardo gli aggressori. Guardando verso la cima della muraglia, Gabrielle scorge del movimento. Segnala alle guardie di non muoversi e taglia sulla destra, procedendo rapidamente. Pone le lame lungo gli avambracci, e scatta in una rincorsa elegante, saltando dalla base di un pozzo, fino in cima alle mura. Mantenendosi in equilibrio, si muove lungo il muro per avvicinarsi agli assalitori. Nell'approssimarsi, riesce a vedere tre esploratori. Uno è armato di spada. Gli altri due impugnano ARCHI. Piantando bene i piedi, sogghigna. GABRIELLE I tre uomini sono sorpresi dalla sua apparizione, ma si riprendono velocemente. Uno estrae la spada e si lancia in avanti, mentre gli altri due incoccano le frecce. Gabrielle è rapida a bloccare il primo colpo dell'assalitore con il sai. Gli strappa la spada dalla mano mandandola a cadere nella corte sottostante. GABRIELLE Afferra l'uomo e lo getta di sotto. Questi atterra e resta immobile all'esterno della muraglia. Gabrielle si gira verso gli altri due, che le scagliano le loro frecce nello stesso momento. Si sposta agilmente da un punto all'altro lasciando che entrambe la sorpassino, piantandosi innocue in una parete di legno alla sue spalle. Poi lancia il sai che stringe nella mano destra, colpendone uno al petto. L'uomo cade sul versante interno del muro. Quando lei solleva di nuovo la mano, in essa stringe il CHAKRAM, e il sogghigno le torna sul volto. L'ultimo arciere alza lo sguardo mentre incocca un'altra freccia. Il sangue gli defluisce dal volto quando vede il chakram nella sua mano. GABRIELLE Lui guarda nervosamente verso la linea degli alberi, mettendo immediatamente Gabrielle sull'avviso. E questa scorge circa una mezza dozzina di altri uomini nascosti tra gli alberi. GABRIELLE Stanca adesso di quel gioco, Gabrielle muove verso l'ultimo uomo sul muro e ruotando la gamba gli assesta un calcio, facendolo precipitare di sotto. Poi, si volta e lancia il chakram. Questo prima batte su una roccia, e colpisce alla testa il primo uomo. Da lui vola al secondo, poi ancora contro un albero per abbattere altri due uomini. Infine rimbalza su un altro albero e ritorna nella sua mano. Gabrielle osserva i due superstiti che scappano all'interno dei boschi. Poi rivolge lo sguardo verso l'ultimo uomo che ha spinto giù dal muro e che sta rimettendosi in piedi faticosamente. Salta giù e gli atterra addosso. Lo respinge al suolo e gli preme la punta dell'altro sai alla gola. GABRIELLE L'uomo annuisce, tremando in modo evidente. UOMO GABRIELLE
Poi gli si leva di dosso, consentendogli di rimettersi in piedi e correre dietro ai suoi compatrioti. DISSOLVENZA.
| |||||