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ATTO 4


APERTURA SU:

INT. INFERNO - GIORNO

Lucifero passeggia nervosamente su e giù per la sala del trono. Le porte si aprono e due demoni scortano dentro la Xena Demone. Lei osserva i suoi guardiani ed un sorriso maligno le piega le labbra immediatamente prima che ringhi loro in faccia, costringendoli ad allontanarsi di un passo.

Lucifero avanza verso Xena a passo di carica, e lei si prepara ad affrontarlo. Il demonio si ferma ad un soffio dall'agguantarla.

LUCIFERO
CHE COSA PENSI DI...

XENA
Piantala.
Stavo aiutandoti.

LUCIFERO
Aiutandomi?
E come potresti mai aiutarmi?

XENA
Appoggiando le tue truppe in Egitto.

LUCIFERO
Le mie truppe.

XENA
Sai, fare l'innocentino
non è mai stato il tuo forte,
quindi non provarci adesso.
Brakus ha vuotato il sacco.
Allora, perché hai intrapreso
una campagna contro di loro?

LUCIFERO
Non capisco perché debba
preoccupartene tu.

XENA
Mi preoccupa,
perché, vedi, tu hai
un grosso problema laggiù.

LUCIFERO
La tua amichetta bionda?

XENA
Esattamente.

LUCIFERO
Le mie forze prevarranno.

XENA
No, invece.
I mortali che hai mandato
non hanno possibilità contro di lei.
(con orgoglio)
So quello che dico.
Sono stata io a insegnarle tutto.

LUCIFERO
Una femmina mortale, anche
una addestrata dalla 'grande Xena'
non potrà resistere ad
un'intera armata di soldati
fedeli a me.

XENA
Ti dò una dritta, Lucy.
Lo sta già facendo.

Xena gli mette un braccio intorno al collo e lo guida verso il tavolo, dandogli contemporaneamente affettuose pacche sul petto.

XENA
Coraggio adesso, Lucy.
Racconta a Xena
cosa c'è che non va, se
vuoi che ti aiuti.

LUCIFERO
Non ricordo di aver chiesto
il tuo aiuto.

XENA
No, ma ne hai bisogno.
Quindi perché non mi dici
esattamente la ragione per cui
dovremo polverizzarli.

LUCIFERO
Mai sentita la storia
dello scorpione e del cigno?

XENA
(levando gli occhi al cielo)
Ma voi maschi conoscete solo una storia?
Non mi basta, adesso sputa fuori.

Lucifero si lancia adirato verso il suo trono e si siede.

LUCIFERO
Non mi serve una ragione.
Io sono il SIGNORE DEGLI INFERI!

XENA
C'è sempre una ragione, Lucy.
Lo vedo in quei tuoi occhietti a spillo.
E non ti dirò come potrai
sconfiggerli finché non mi
metterai a parte del tuo segreto.

LUCIFERO
Devono solo imparare che
c'è un potere più grande e più in alto
di quelli in cui ripongono la loro fede.

XENA
O più in basso in questo caso.

LUCIFERO
In questo caso.

XENA
Ma c'è un piccolo neo nel tuo piano, Lucifero,
ed è la mia ex compagna. Ti prenderà
a calci fino a Roma.

LUCIFERO
(ridendo)
Sembra che tu dimentichi, Xena, che
sono io a comandare qui sotto. Ed è un gran
brutto posto. Ho ideato modi di
sconfiggere i miei nemici
che neanche ti sogni.
(esaminandola attentamente)
Beh, magari sì, ma...
Non sei l'unica a sapere
come si vincono le guerre, Xena.

XENA
No, ma sono l'unica
a sapere come sbarazzarti
del tuo piccolo problema.

Si mette di fronte al portale privato del demonio.

XENA
(proseguendo)
La tua nemica ha acquistato maggiore
convinzione, Lucifero. Guardala.
Sta radunando le truppe e
il popolo la segue.
Ha ridato loro la speranza.

LUCIFERO
(con disgusto)
Speranza. Sai quanto odio
quella parola ripugnante.

XENA
La penso come te, amico. Ma
sarà la tua rovina se non
la tagli alla radice.
(pausa)
E io sono la sola a
poterlo fare per te.

LUCIFERO
Penso di no. Stavo vincendo
questa guerra senza di te, Xena.
E la finirò senza di te.

XENA
(con una scrollata di spalle)
Fai come ti pare.

LUCIFERO
Guardie! Toglietemela
dalla vista.

Le guardie eseguono, e Xena se ne va con loro, recando con sé un piccolo sorriso segreto che Lucifero non può vedere.

Dopo l'uscita di Xena, Lucifero torna a voltarsi verso il portale, aggrottando la fronte alla visione di Gabrielle che esercita la sua magia su un popolo una volta scoraggiato e ad un passo dalla morte. I suoi artigli picchiettano con forza, ossessivamente, sul tavolo mentre la rabbia gli ribolle dentro.

LUCIFERO
(tra sè)
Non dirò che hai ragione, Xena...
ma un minimo di cautela non fa mai male.
(urlando)
Guardia! Portami Baltazar.
Ho un lavoretto per lui.

STACCO SU:

EST. CAPITALE EGIZIA - GIORNO

Gabrielle, Zenobia e Yavin sono tornati sulle mura della città. Le fortificazioni sono di nuovo al loro posto, anche se ci è voluto tutta la notte e buona parte del mattino per edificarle, ma neanche vagamente solide quanto erano prima. Gli operai, per lo più soldati egizi, stanchi ma decisi, attendono in piedi il prossimo ordine di Gabrielle. Lei sorride loro ed essi rispondono con un cenno del capo e raddrizzano le spalle, fieri del suo apprezzamento.

YAVIN
(guardando all'esterno)
Grande Ra, proteggici.

Gabrielle si volta velocemente al tono reverenziale, venato di paura, nella voce di Yavin. I suoi occhi si dilatano nel vedere la lunga linea di soldati nemici schierati lungo le cime delle dune di sabbia. Sono impeccabilmente rivestiti di ARMATURA NERA con SCUDI e ELMI dello stesso colore. Le armature sono così nere che sembrano assorbire la luce brillante del sole, coprendo l'intera duna come un manto oscuro.

ZENOBIA
Devono essergli arrivati
i rinforzi durante la notte.
Iside misericordiosa,
come faremo a difenderci?

Avvertendo qualcosa di molto simile al panico nella voce della Regina, Gabrielle tende una mano e le afferra il polso.

GABRIELLE
So che sembra grave, ma non
abbandonare la speranza. Sono solo
uomini e possono essere sconfitti.
(più piano, tra sè)
In qualche modo.
(a Yavin)
Torniamo giù, credo di ricordare di
aver visto qualcosa tra le casse
dei rifornimenti che abbiamo preso
che potrebbe esserci d'aiuto.

Yavin annuisce, ed entrambi si voltano per scendere dal muro. Ed entrambi si bloccano alla vista davanti a loro.

Dove una volta, c'era un insieme di stanchi, ma volonterosi soldati, adesso sta un vasto gruppo di uomini, donne, e adolescenti, che li fissano con espressione determinata. Mentre Gabrielle li osserva, altri ancora si uniscono al gruppo, emergendo dalle profondità di rifugi sotterranei. Sporchi ed emaciati nel fisico, ma con una luce di orgoglio feroce nello sguardo. Alcuni esibiscono bendaggi insanguinati a coprire numerose ferite. Alcuni si sostengono alle spalle robuste dei loro vicini. La maggior parte è armata. Chi di fionde e sassi, chi di forche, chi di archi e solidi bastoni, e chi di spade rugginose e malandate.

GABRIELLE
(sottovoce)
Per gli dèi.

UOMO
Sappiamo quello che stai facendo
per noi, e per la nostra città, grande guerriera.
E chiediamo l'onore di stare
al tuo fianco e combattere
per quello che è nostro.

Gabrielle e Yavin si scambiano un'occhiata. Yavin sorride, poi annuisce. Gabrielle si morde il labbro, poi si gira di nuovo verso la folla in continuo aumento, sfoderando il suo sorriso più luminoso.

GABRIELLE
Sono io a sentirmi onorata.
Io non...
(intensamente)
Vi ringrazio.

FOLLA
(acclamandola)
GABRIELLE! GABRIELLE!
GABRIELLE!

STACCO SU:

INT. RIFUGIO SOTTERRANEO - GIORNO

Gabrielle e Yavin sono accovacciati in mezzo a molte CASSE DI LEGNO aperte. Frugando in una, Gabrielle ne estrae un orcio grande e pesante e unto in superficie, e tenendolo tra le mani, lo osserva, indecisa.

GABRIELLE
Di quanti arcieri disponiamo?

YAVIN
(riflettendo)
Tra i soldati, forse
cinquanta. Altri cinquanta
tra i civili, direi.

Gabrielle annuisce, poi resta silenziosa. Yavin la fissa attentamente, prima di decidersi a parlare.

YAVIN
Hai un piano?

GABRIELLE
(esitando, poi annuendo)
Un principio, si.

YAVIN
(cautamente)
E ha a che fare con... quello
che tieni lì?

GABRIELLE
(annuendo)
Fuoco greco. Ci si possono immergere
le punte delle frecce, e incendiarle. Si attacca...
e brucia. L'acqua non può spegnerlo.

YAVIN
(con un largo sorriso)
E' fantastico!
(pausa)
O no?

GABRIELLE
(ad occhi chiusi, ricordando)
Ho visto quello che il fuoco greco può
fare alla gente che si trova sulla sua strada.
E non sono sicura di volere
che accada... perfino ad un nemico.

YAVIN
(pensieroso)
I nostri arcieri sono tra i
migliori di questo paese. Anche
i civili. E se lo dessimo ai
migliori tra loro, e li facessimo
puntare agli scudi del nemico?
Forse potremmo costringerli
ad andarsene.
(pausa)
Gli altri arcieri potrebbero tirare
normali frecce quando il nemico
lascerà cadere gli scudi in fiamme.

GABRIELLE
Potrebbe funzionare.
(pausa)
D'accordo, portiamoli di sopra.
C'è una battaglia da vincere.

STACCO SU:

EST. CAPITALE EGIZIA - SERA

Gabrielle si guarda intorno compiaciuta mentre si completano gli ultimi preparativi per l'imminente battaglia. Sosta un momento per prendere un sorso d'acqua da un secchio, sorvegliando dalla sommità delle mura le truppe in attesa. Yavin le è accanto.

YAVIN
Perché aspettano?

GABRIELLE
Perché possono
permetterselo. Sanno che le nostre
risorse sono limitate.
Stanno cercando di sfinirci.

YAVIN
Allora avranno una
bella sorpresa.

Gabrielle lascia cadere il mestolo nel secchio.

GABRIELLE
Lo spero.
E' un elemento che ora
ci farebbe comodo.

YAVIN
Presto farà buio.

GABRIELLE
(sussurrando)
Si.
(schiettamente)
Yavin, volevo ringraziarti.
Il tuo supporto è stato importante.
Voglio che tu sappia che
se dovesse succedere qualcosa,
tu sei in grado
di sconfiggere quell'uomo.

YAVIN
Lo so, Gabrielle.
E NOI lo sconfiggeremo.
Insieme.

Gabrielle annuisce e osserva il sole mentre finisce la sua corsa dietro l'orizzonte.

GABRIELLE
E' ora.
Prepariamoci.

Yavin segnala agli arcieri di prendere posizione. E mentre questi si arrampicano in cima alle mura, Gabrielle e Yavin scendono nella corte, dove i soldati sono radunati e pronti a marciare fuori dalle mura e combattere corpo a corpo.

Cautamente, Gabrielle e Yavin guidano le truppe alle porte, aspettando che inizi il lancio delle frecce infuocate. Gabrielle prende un respiro profondo e poi fa un cenno. Yavin dà il segnale e in pochi attimi le prime frecce vengono incendiate e scagliate.

Entrambi restano ad osservare mentre si leva una seconda raffica. Un comandante sugli spalti fa un segnale e le porte vengono spalancate. Gabrielle e Yavin dirigono la carica all'esterno. La donna è contenta di vedere che il piano per costringere i nemici ad abbandonare gli scudi ha funzionato per la maggior parte di loro. Ora appaiono di gran lunga più indifesi di quanto avesse sperato.

Segnala alle truppe di restare allineate e attendere il prossimo lancio di semplici frecce.

GABRIELLE
Catturate tutti quelli che avanzano,
ma non caricate il loro fronte.
E attenti ai loro arcieri.

Altre due raffiche si levano, quindi lo schieramento restante parte alla carica verso la città.

GABRIELLE
IN POSIZIONE PRESTO!

Le truppe nemiche caricano veloci e compatte impegnando quelle di Zenobia. Gabrielle è in prima linea sul fronte della battaglia e guida i soldati con il proprio esempio. Lei e Yavin combattono fianco a fianco abbattendo un uomo dopo l'altro. Gabrielle schiva un fendente di un avversario abbassandosi, e si rialza strappandogli la spada di mano. Lo colpisce con un pugno al mento, facendogli scattare la testa all'indietro. E mentre l'uomo cade con la schiena sulla sabbia, si volta e ne abbatte un altro con un calcio al torace.

Concedendosi un momento per riprendere fiato, vede uno dei suoi uomini in lotta con tre nemici, e quasi sopraffatto. Corre al suo fianco e si infila tra due degli assalitori per proteggere le spalle del soldato. Avverte la sua stanchezza dall'affanno nel suo respiro.

GABRIELLE
Sono qua!
Resisti!

Gabrielle è impegnata con i due di fronte a lei. Solo quando il secondo uomo cade, nota l'improvvisa quiete. Abbassa i sai e si mette in ascolto, c'è tutto intorno un suono grave di aria smossa e sospinta. Fa un profondo respiro mentre ricorda esattamente la causa di quel suono.

GABRIELLE
AL RIPARO!
TUTTI DENTRO!

Inizia a radunare le truppe superstiti verso le porte. Yavin la raggiunge mentre si arrestano, spingendo gli uomini davanti a loro.

YAVIN
Che succede?

GABRIELLE
E' meglio davvero che tu
non lo sappia!

Il suono aumenta e alla luce della luna e delle fiamme residue, una sagoma oscura con due enormi ali scende dal cielo. Gabrielle si volta ed estrae i sai. I suoi timori si sono realizzati, ma è con immenso sollievo che capisce che non si tratta di Xena venuta per lei.

GABRIELLE
YAVIN, DENTRO SUBITO!

YAVIN
(estraendo la spada)
Io resto con te Gabrielle!

GABRIELLE
Questa è la mia battaglia!

YAVIN
Allora è anche la mia!

Gabrielle ruota su se stessa e spinge via Yavin, gettandolo con violenza a terra, dove rimane, impietrito, fissandola con occhi dilatati ed incupiti.

GABRIELLE
Non ho tempo di discutere!

La schiena voltata, l'attenzione di Gabrielle è distolta dal demone che sta calando su di lei. Ma appena questi tende i suoi artigli per ghermirla, una LUCE SFOLGORANTE inizia ad emanare dal suo dorso, bruciandole la veste e comunicandosi al corpo del demone. Gabrielle appare in grande sofferenza, ma Yavin ha paura di venirle in aiuto, spaventato all'idea di restare coinvolto in qualunque cosa stia succedendo.

Il demone urla in agonìa mentre la luce lo inghiotte. Un lungo pauroso lamento risuona sopra di loro, mentre le fiamme lo consumano finché non ne restano che ceneri.

Gabrielle crolla al suolo sulle mani e sulle ginocchia, respirando affannosamente. Yavin è in grado di vedere adesso il DRAGO TATUATO sulla sua schiena. Con un gran respiro le tende la mano per aiutarla a rialzarsi.

YAVIN
Stai bene?

GABRIELLE
Entriamo.
Non posso affrontarne
due così in una notte.

Le truppe nemiche spaventate battono in ritirata, mentre Gabrielle e Yavin attraversano di corsa le mura della città e richiudono con un tonfo le porte dietro di loro. Gabrielle vi si appoggia contro, il respiro ancora affannoso, gli occhi strettamente chiusi.

YAVIN
Dunque ciò che i miei uomini avevano visto
la notte scorsa era vero. C'è davvero un demone
alla guida del nemico.

GABRIELLE
(annuendo)
C'è più di quello che sembra
in questa storia.

YAVIN
Tu sai chi ha mandato
questi demoni?

GABRIELLE
Penso di si.
(pausa)
Ma, per tutti gli dèi,
spero di sbagliare.

STACCO SU:

INT. SALA DEL TRONO DI LUCIFERO

Osservando la battaglia attraverso il portale privato, Lucifero sta infuriandosi sempre più. Il respiro è pesante, e ringhia tutte le volte che i suoi soldati subiscono i colpi delle forze nemiche.

E vedendo Baltazar, il demone più potente del suo regno esplodere in una fiammata, ùlula di rabbia. Si alza di scatto dal trono e comincia a distruggere la stanza e tutto ciò che contiene. E questo include le due sventurate guardie che sono state così iellate da trovarsi all'interno della porta.

L'intero Inferno trema alla sua legittima rabbia, e presto non vi è più niente nella sala, ad eccezione del portale, che non sia praticamente polverizzato.

Placata appena un po' la sua furia, si gira di nuovo verso il portale, e guarda. Una folla di esultanti Egiziani sta salutando la loro salvatrice e, trasportandola sulle spalle, scende in parata nelle strade in rovina della città.

Il rumore delle sue zanne che stridono tra loro risuona acuto nella sala altrimenti silenziosa.

L'avvertimento che Xena gli ha rivolto gli riecheggia nel pensiero.

XENA
(VFC)
La tua nemica ha acquistato maggiore
convinzione, Lucifero. Guardala.
Sta radunando le truppe e
il popolo la segue.
Ha ridato loro la speranza.
Sarà la tua rovina
se non la tagli
alla radice.

LUCIFERO
Ci sono passato, Xena.
E non ha funzionato.

Improvvisamente ha un'idea.

LUCIFERO
(proseguendo)
A meno che...

Poi, un sorriso gli si allarga sul volto; uno gelido e sgradevole, degno ornamento alle labbra del Signore degli Inferi.

LUCIFERO
A meno che...
Guardie! Portatemi Xena!

STACCO SU:

INT. SALA DEL TRONO DI LUCIFERO

Xena entra lentamente nella stanza distrutta, guardandosi intorno con un ghigno.

XENA
Mi piace come hai arredato questo posto.

LUCIFERO
(con un ampio sorriso)
Xena! Proprio il demone che
cercavo. Entra. Entra!

XENA
(con aria sorniona)
Siiii?

LUCIFERO
Ti direi di accomodarti, ma
come puoi vedere...

XENA
Mm.

LUCIFERO
(con fare casuale)
Ho riflettuto sulla nostra piccola
chiacchierata di prima, e ho deciso
di offrirti un posto come mio
secondo in comando.

Xena solleva un sopracciglio.

LUCIFERO
(proseguendo)
Dico sul serio! Ha grandi vantaggi, Xena.
Tutti i sederi che riuscirai a prendere a calci,
tutte le anime che riuscirai a torturare.
I fine settimana liberi.

XENA
Come mai questo improvviso ripensamento?
L'ultima volta che abbiamo parlato,
non eri per niente interessato.

LUCIFERO
Diciamo solo che ho avuto
un rovescio... di convinzioni.

XENA
(sorridendo tetramente)
Diciamo.
(pausa)
Dov'è l'inghippo?

LUCIFERO
(fingendosi scioccato)
Inghippo?!
Xena, tu mi offendi!
Non potremmo dire soltanto che sto
restituendo un favore e chiuderla lì?

XENA
Potremmo... ma non lo farò.
Forza, Lucifero, tu sei il
Signore degli Inferi. C'è sempre
un inghippo. Quindi tiralo fuori.

LUCIFERO
(cedendo)
Beh... un piccolo inghippo c'è.
Ma ti assicuro, lo adorerai.

XENA
Va avanti.

LUCIFERO
(bisbigliando)
Voglio che tu tolga di mezzo
la tua amichetta bionda.

XENA
(sogghignando)
Ha pestato di brutto
la tua armata, eh?

LUCIFERO
(ringhia)

XENA
(studiandosi le unghie)
Spiacente, Lucy, ma non se ne fa niente.
La mia precedente offerta era di quelle
non rinnovabili. Così, se vuoi
scusarmi, i ragazzi di sotto
hanno appena portato un nuovo
carico di dannati e devo andare
ad organizzare loro l'eternità.

Con un cenno delle sue dita ad artiglio, Xena fa per andarsene.

LUCIFERO
ASPETTA!

Xena si ferma, poi si volta.

XENA
Si?

LUCIFERO
(riflettendo furiosamente)
Che ne diresti di qualcosa per
rendere l'offerta più interessante?
(sogghignando)
Io so! Noi tutti sappiamo che quando
capelli d'oro morirà, andrà...
(indicando in alto)
mentre tu passerai l'eternità...
(indicando in basso)
Ma se qualcuno, diciamo per esempio io,
ti rivelassi il luogo esatto
dell'area di attesa delle anime, un demone
intraprendente come te dovrebbe essere in
grado di portarla via prima che 'Lui'
le invii i suoi piccoli questuanti.
(sogghignando ancora di più)
Sarebbe intrappolata insieme a te per sempre.
Proprio come volevi l'ultima volta che sei stata qui.

XENA
(sorridendo tetramente)
Sembra allettante.

Lucifero sogghigna trionfante.

XENA
Forse troppo. C'è qualcosa che
ancora non mi hai detto.

LUCIFERO
Xena!

XENA
Lucy, credo che io e te ci conosciamo
ormai abbastanza bene
da sapere che non
ci casco tanto facilmente.
(pausa)
Questa è più la tua specialità.

LUCIFERO
(ringhiando)

XENA
Tu mi offri un delizioso
pacchetto, legato con un bel
nastrino, e me
lo presenti in cambio
di qualcosa che
mi sono già
offerta di fare?
(levando gli occhi al cielo)
Per favore. Non sono
mica nata ieri.

LUCIFERO
Beh...

XENA
Lo sapevo. Quindi parla o me ne vado.
Quei ragazzi di sotto non aspetteranno
a lungo, ed io non vedo l'ora di
giocare a 'frusta l'infedele.'

LUCIFERO
Va bene, va bene. Sembra che
la tua amichetta abbia sviluppato
un talento che non le hai insegnato tu.

XENA
E sarebbe?

LUCIFERO
Tu avevi il potere di uccidere
gli dèi. Lei pare abbia il potere di
uccidere i demoni.

XENA
Non mi dire.

LUCIFERO
Oh, te lo dico, invece. E lo fa anche in
modo molto crudele. Non sapevo che
fosse nelle sua natura, francamente.
(pausa)
Così, per permetterti di avvicinarla abbastanza
da ucciderla, dovrò... renderti mortale.
Temporaneamente, tu capisci. Basta che tu faccia fuori
la biondina, ritorni al mio portale, e
(schioccando le dita)
io ti restituisco la tua natura demoniaca. Tu avrai il comando
delle mie armate e la sua anima. Io mi prendo
l'Egitto e tutti sono contenti.

XENA
(pensierosa)
Non lo so, Lucy. Mi trovo
molto bene in questa forma
da quel poco che ce l'ho. Come
faccio a sapere che non cercherai di fregarmi
dopo che avrò fatto ciò che mi chiedi?

LUCIFERO
(levando gli occhi al cielo)
Andiamo, Xena, dovresti conoscermi.
Ho aspettato tutto questo tempo
di metterti le grinfie addosso. Pensi
davvero che ti lascerei andar via da qui
come una mortale se non avessi tutte
le intenzioni di riportarti indietro da me?

XENA
(riflettendo)
Questo è vero.

LUCIFERO
Naturale che lo è.
(pausa)
Allora, affare fatto?

Passano lunghi momenti mentre Xena considera l'offerta di Lucifero. Poi, un sorriso bieco, di pura malvagità le piega le labbra e lei annuisce.

XENA
Penso che si possa fare.

DISSOLVENZA.


CONTINUA . . .


DISCLAIMER
L'Inferno è stato messo sottosopra durante la produzione di questo episodio,
ma i saloni di tatuaggi egiziani hanno fatto affari d'oro.


A FRIEND INDEED - Part 2
(Xena e il richiamo dell'amore - Seconda parte)