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INT. INFERNO - GIORNO Lucifero passeggia nervosamente su e giù per la sala del trono. Le porte si aprono e due demoni scortano dentro la Xena Demone. Lei osserva i suoi guardiani ed un sorriso maligno le piega le labbra immediatamente prima che ringhi loro in faccia, costringendoli ad allontanarsi di un passo. Lucifero avanza verso Xena a passo di carica, e lei si prepara ad affrontarlo. Il demonio si ferma ad un soffio dall'agguantarla. LUCIFERO XENA LUCIFERO XENA LUCIFERO XENA LUCIFERO XENA LUCIFERO XENA LUCIFERO XENA LUCIFERO XENA
Xena gli mette un braccio intorno al collo e lo guida verso il tavolo, dandogli contemporaneamente affettuose pacche sul petto. XENA LUCIFERO XENA LUCIFERO XENA Lucifero si lancia adirato verso il suo trono e si siede. LUCIFERO XENA LUCIFERO XENA LUCIFERO XENA LUCIFERO XENA Si mette di fronte al portale privato del demonio. XENA LUCIFERO XENA LUCIFERO XENA LUCIFERO
Le guardie eseguono, e Xena se ne va con loro, recando con sé un piccolo sorriso segreto che Lucifero non può vedere. Dopo l'uscita di Xena, Lucifero torna a voltarsi verso il portale, aggrottando la fronte alla visione di Gabrielle che esercita la sua magia su un popolo una volta scoraggiato e ad un passo dalla morte. I suoi artigli picchiettano con forza, ossessivamente, sul tavolo mentre la rabbia gli ribolle dentro. LUCIFERO STACCO SU: EST. CAPITALE EGIZIA - GIORNO Gabrielle, Zenobia e Yavin sono tornati sulle mura della città. Le fortificazioni sono di nuovo al loro posto, anche se ci è voluto tutta la notte e buona parte del mattino per edificarle, ma neanche vagamente solide quanto erano prima. Gli operai, per lo più soldati egizi, stanchi ma decisi, attendono in piedi il prossimo ordine di Gabrielle. Lei sorride loro ed essi rispondono con un cenno del capo e raddrizzano le spalle, fieri del suo apprezzamento.
YAVIN Gabrielle si volta velocemente al tono reverenziale, venato di paura, nella voce di Yavin. I suoi occhi si dilatano nel vedere la lunga linea di soldati nemici schierati lungo le cime delle dune di sabbia. Sono impeccabilmente rivestiti di ARMATURA NERA con SCUDI e ELMI dello stesso colore. Le armature sono così nere che sembrano assorbire la luce brillante del sole, coprendo l'intera duna come un manto oscuro. ZENOBIA Avvertendo qualcosa di molto simile al panico nella voce della Regina, Gabrielle tende una mano e le afferra il polso. GABRIELLE Yavin annuisce, ed entrambi si voltano per scendere dal muro. Ed entrambi si bloccano alla vista davanti a loro. Dove una volta, c'era un insieme di stanchi, ma volonterosi soldati, adesso sta un vasto gruppo di uomini, donne, e adolescenti, che li fissano con espressione determinata. Mentre Gabrielle li osserva, altri ancora si uniscono al gruppo, emergendo dalle profondità di rifugi sotterranei. Sporchi ed emaciati nel fisico, ma con una luce di orgoglio feroce nello sguardo. Alcuni esibiscono bendaggi insanguinati a coprire numerose ferite. Alcuni si sostengono alle spalle robuste dei loro vicini. La maggior parte è armata. Chi di fionde e sassi, chi di forche, chi di archi e solidi bastoni, e chi di spade rugginose e malandate. GABRIELLE UOMO Gabrielle e Yavin si scambiano un'occhiata. Yavin sorride, poi annuisce. Gabrielle si morde il labbro, poi si gira di nuovo verso la folla in continuo aumento, sfoderando il suo sorriso più luminoso. GABRIELLE FOLLA STACCO SU: INT. RIFUGIO SOTTERRANEO - GIORNO Gabrielle e Yavin sono accovacciati in mezzo a molte CASSE DI LEGNO aperte. Frugando in una, Gabrielle ne estrae un orcio grande e pesante e unto in superficie, e tenendolo tra le mani, lo osserva, indecisa. GABRIELLE YAVIN Gabrielle annuisce, poi resta silenziosa. Yavin la fissa attentamente, prima di decidersi a parlare. YAVIN GABRIELLE YAVIN GABRIELLE YAVIN GABRIELLE YAVIN GABRIELLE STACCO SU: EST. CAPITALE EGIZIA - SERA Gabrielle si guarda intorno compiaciuta mentre si completano gli ultimi preparativi per l'imminente battaglia. Sosta un momento per prendere un sorso d'acqua da un secchio, sorvegliando dalla sommità delle mura le truppe in attesa. Yavin le è accanto. YAVIN GABRIELLE YAVIN Gabrielle lascia cadere il mestolo nel secchio. GABRIELLE YAVIN GABRIELLE YAVIN Gabrielle annuisce e osserva il sole mentre finisce la sua corsa dietro l'orizzonte.
GABRIELLE Yavin segnala agli arcieri di prendere posizione. E mentre questi si arrampicano in cima alle mura, Gabrielle e Yavin scendono nella corte, dove i soldati sono radunati e pronti a marciare fuori dalle mura e combattere corpo a corpo. Cautamente, Gabrielle e Yavin guidano le truppe alle porte, aspettando che inizi il lancio delle frecce infuocate. Gabrielle prende un respiro profondo e poi fa un cenno. Yavin dà il segnale e in pochi attimi le prime frecce vengono incendiate e scagliate.
Entrambi restano ad osservare mentre si leva una seconda raffica. Un comandante sugli spalti fa un segnale e le porte vengono spalancate. Gabrielle e Yavin dirigono la carica all'esterno. La donna è contenta di vedere che il piano per costringere i nemici ad abbandonare gli scudi ha funzionato per la maggior parte di loro. Ora appaiono di gran lunga più indifesi di quanto avesse sperato. Segnala alle truppe di restare allineate e attendere il prossimo lancio di semplici frecce. GABRIELLE Altre due raffiche si levano, quindi lo schieramento restante parte alla carica verso la città. GABRIELLE Le truppe nemiche caricano veloci e compatte impegnando quelle di Zenobia. Gabrielle è in prima linea sul fronte della battaglia e guida i soldati con il proprio esempio. Lei e Yavin combattono fianco a fianco abbattendo un uomo dopo l'altro. Gabrielle schiva un fendente di un avversario abbassandosi, e si rialza strappandogli la spada di mano. Lo colpisce con un pugno al mento, facendogli scattare la testa all'indietro. E mentre l'uomo cade con la schiena sulla sabbia, si volta e ne abbatte un altro con un calcio al torace. Concedendosi un momento per riprendere fiato, vede uno dei suoi uomini in lotta con tre nemici, e quasi sopraffatto. Corre al suo fianco e si infila tra due degli assalitori per proteggere le spalle del soldato. Avverte la sua stanchezza dall'affanno nel suo respiro. GABRIELLE
Gabrielle è impegnata con i due di fronte a lei. Solo quando il secondo uomo cade, nota l'improvvisa quiete. Abbassa i sai e si mette in ascolto, c'è tutto intorno un suono grave di aria smossa e sospinta. Fa un profondo respiro mentre ricorda esattamente la causa di quel suono. GABRIELLE Inizia a radunare le truppe superstiti verso le porte. Yavin la raggiunge mentre si arrestano, spingendo gli uomini davanti a loro. YAVIN GABRIELLE Il suono aumenta e alla luce della luna e delle fiamme residue, una sagoma oscura con due enormi ali scende dal cielo. Gabrielle si volta ed estrae i sai. I suoi timori si sono realizzati, ma è con immenso sollievo che capisce che non si tratta di Xena venuta per lei. GABRIELLE YAVIN GABRIELLE YAVIN Gabrielle ruota su se stessa e spinge via Yavin, gettandolo con violenza a terra, dove rimane, impietrito, fissandola con occhi dilatati ed incupiti. GABRIELLE La schiena voltata, l'attenzione di Gabrielle è distolta dal demone che sta calando su di lei. Ma appena questi tende i suoi artigli per ghermirla, una LUCE SFOLGORANTE inizia ad emanare dal suo dorso, bruciandole la veste e comunicandosi al corpo del demone. Gabrielle appare in grande sofferenza, ma Yavin ha paura di venirle in aiuto, spaventato all'idea di restare coinvolto in qualunque cosa stia succedendo. Il demone urla in agonìa mentre la luce lo inghiotte. Un lungo pauroso lamento risuona sopra di loro, mentre le fiamme lo consumano finché non ne restano che ceneri. Gabrielle crolla al suolo sulle mani e sulle ginocchia, respirando affannosamente. Yavin è in grado di vedere adesso il DRAGO TATUATO sulla sua schiena. Con un gran respiro le tende la mano per aiutarla a rialzarsi.
YAVIN GABRIELLE Le truppe nemiche spaventate battono in ritirata, mentre Gabrielle e Yavin attraversano di corsa le mura della città e richiudono con un tonfo le porte dietro di loro. Gabrielle vi si appoggia contro, il respiro ancora affannoso, gli occhi strettamente chiusi. YAVIN GABRIELLE YAVIN GABRIELLE STACCO SU: INT. SALA DEL TRONO DI LUCIFERO Osservando la battaglia attraverso il portale privato, Lucifero sta infuriandosi sempre più. Il respiro è pesante, e ringhia tutte le volte che i suoi soldati subiscono i colpi delle forze nemiche.
E vedendo Baltazar, il demone più potente del suo regno esplodere in una fiammata, ùlula di rabbia. Si alza di scatto dal trono e comincia a distruggere la stanza e tutto ciò che contiene. E questo include le due sventurate guardie che sono state così iellate da trovarsi all'interno della porta. L'intero Inferno trema alla sua legittima rabbia, e presto non vi è più niente nella sala, ad eccezione del portale, che non sia praticamente polverizzato. Placata appena un po' la sua furia, si gira di nuovo verso il portale, e guarda. Una folla di esultanti Egiziani sta salutando la loro salvatrice e, trasportandola sulle spalle, scende in parata nelle strade in rovina della città. Il rumore delle sue zanne che stridono tra loro risuona acuto nella sala altrimenti silenziosa. L'avvertimento che Xena gli ha rivolto gli riecheggia nel pensiero. XENA LUCIFERO Improvvisamente ha un'idea. LUCIFERO Poi, un sorriso gli si allarga sul volto; uno gelido e sgradevole, degno ornamento alle labbra del Signore degli Inferi. LUCIFERO STACCO SU: INT. SALA DEL TRONO DI LUCIFERO Xena entra lentamente nella stanza distrutta, guardandosi intorno con un ghigno. XENA LUCIFERO XENA LUCIFERO XENA LUCIFERO Xena solleva un sopracciglio. LUCIFERO XENA LUCIFERO XENA LUCIFERO XENA LUCIFERO XENA LUCIFERO XENA LUCIFERO XENA Con un cenno delle sue dita ad artiglio, Xena fa per andarsene. LUCIFERO Xena si ferma, poi si volta. XENA LUCIFERO XENA Lucifero sogghigna trionfante. XENA LUCIFERO XENA LUCIFERO XENA LUCIFERO XENA LUCIFERO XENA LUCIFERO XENA LUCIFERO XENA LUCIFERO XENA LUCIFERO Passano lunghi momenti mentre Xena considera l'offerta di Lucifero. Poi, un sorriso bieco, di pura malvagità le piega le labbra e lei annuisce. XENA
DISSOLVENZA.
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INDEED - Part 2
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