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ATTO 3

 

APERTURA SU:

 

INT. CAMERA DA LETTO - GIORNO

 

Gabrielle è ora seduta in poltrona. Xena si sta occupando dei suoi piedi, massaggiandoli, lavorando delicatamente sulla muscolatura, e piegandole con cautela le gambe. Contraendo il viso in una serie di smorfie, Gabrielle si tiene aggrappata ai braccioli.

 

GABRIELLE

Fa male.

 

XENA

Lo so, ma dobbiamo far lavorare
i muscoli. Solo un altro minuto
o due, va bene?

 

Gabrielle annuisce e si prepara alla prossima ripresa. Un sospiro di sollievo le esce, quando si sente bussare alla porta e Xena le posa attentamente le gambe sul poggiapiedi davanti a lei.

 

XENA

Avanti.

 

Adriana e Saffo entrano. Saffo si dirige subito da Gabrielle e le si inginocchia accanto.

 

SAFFO

Come ti senti?

 

Gabrielle appare sollevata oltre ogni dire che gli esercizi quotidiani siano stati interrotti.

 

GABRIELLE

Sento di amarti.

 

 

ADRIANA

(ridendo)

Spiacente, ma è già impegnata.
E poi sarebbe proprio...

 

Rabbrividisce involontariamente.

 

XENA

Il sogno di Narciso realizzato.
Cosa possiamo fare per voi oggi?

 

 

SAFFO

Volevo solo farvi sapere che ho messo
i miei più abili artigiani al lavoro sulla
sedia di cui mi hai fornito gli schizzi.
Sai, Xena... hai un talento naturale
per il disegno. Dovresti dedicartici.

 

GABRIELLE

Lei ha molte doti.

 

ADRIANA

E nel frattempo, siamo venute a vedere
se volevi venire a pranzo nel giardino
insieme a noi. Naturalmente abbiamo
provveduto al trasporto di Gabrielle
se vorrete raggiungerci tutte e due.

 

SAFFO

(a Gabrielle)

È una bellissima giornata.
Dovresti provare ad uscire.

 

XENA

(a Gabrielle)

Ti andrebbe un po' di
sole e di aria fresca?

 

GABRIELLE

Mi risparmierà tutti
quegli esercizi?

 

 

XENA

Sì.

 

GABRIELLE

Andiamo.

 

Adriana indica cerimoniosamente la porta.

 

ADRIANA

La vostra carrozza attende, mia signora.

 

GABRIELLE

(scherzosamente)

Grazie, Battista.

 

Xena si piega su di lei e la prende tra le braccia gentilmente, tenendola stretta a sé, mentre si avviano verso la porta.

 

STACCO SU:

 

INT. ATRIO - GIORNO

 

Nel bel mezzo dell'atrio, si trova una lussuosa portantina, con alle estremità delle aste per sollevarla, quattro muscolosi servitori scarsamente vestiti. Gabrielle sorride.

 

GABRIELLE

Ecco, questo è il modo giusto per viaggiare.

 

XENA

(scherzosamente)

Mmh-mmh. Cerca di non abituartici.

 

Deposita Gabrielle sulla sedia e le getta una coperta leggera sulle gambe. Poi si gira verso Adriana.

 

XENA

Quanto ci vorrà perché
la sedia sia pronta?

 

ADRIANA

Solo pochi giorni.

 

XENA

Non possiamo lasciare che si abitui
a questo. È una Regina Amazzone.
Potrebbe montarsi la testa.

 

 

Scoppiano tutte a ridere mentre i servi sollevano delicatamente la portantina.

 

STACCO SU:

 

INT. CAMERA DA LETTO - SERA

 

Xena sta slacciando gli stivali di Gabrielle, e sfilandoglieli gentilmente dai piedi. Alzando gli occhi scorge lo sconforto sul suo viso.

 

XENA

Fame?

 

GABRIELLE

Non molta.

 

XENA

Stanca?

 

GABRIELLE

Un po'.

 

XENA

Vuoi parlarne?

 

GABRIELLE

Parlare di cosa?
Non sto migliorando.

 

 

Xena si alza in piedi e va dall'altra parte della stanza. Prova rabbia, ma non vuole sfogarla su Gabrielle. Sa che la sua compagna si sente solo frustrata e lei deve mantenere una parvenza di calma per evitare che la situazione degeneri tra loro.

 

GABRIELLE

Xena?

 

XENA

Sì?

 

GABRIELLE

Penso che il problema sia che non
mi sono mai sentita tanto impotente.
Non ho mai dovuto affrontare niente
di simile. La nostra vita si basava su
decisioni prese all'istante. Questa è
la prima volta che sono costretta a
fermarmi e considerare seriamente
ciò che succede e ciò che succederà.
E non sono sicura di volerlo sapere.

 

XENA

Ti capisco. Ci sono passata anch'io.

 

 

STACCO SU:

 

EST. CANTIERE - GIORNO

 

Xena e Adriana sono tornate al palazzo in costruzione. Mentre fingono di controllare la zona, scorgono Aubin che sta venendo verso di loro. Ha ancora il bastone, ma gamba e piede non sono più bendati.

 

Aubin guarda Xena, poi si rivolge ad Adriana.

 

AUBIN

Come sta Saffo?

 

ADRIANA

Più o meno come ci si può
aspettare, date le circostanze.

 

AUBIN

E dov'e la tua compagna, Xena?

 

XENA

È insieme a Saffo. Pensiamo sia
meglio non lasciarla sola per il
momento. Qualcuno ha cercato
di ucciderla, lo sai.

 

 

Con un sorriso di circostanza, Aubin torna a rivolgersi ad Adriana.

 

AUBIN

Immagino che visto che il suo recupero
sta prendendo così tanto tempo, i piani
per l'apertura della scuola siano stati
accantonati per il momento.

 

ADRIANA

Niente affatto. In realtà, con l'aiuto
di Xena e Gabrielle, io potrò tornare
ad occuparmi personalmente della sua
consacrazione. Intendo fare in modo che
la scuola sia completata qualunque
cosa succeda a Saffo.

 

AUBIN

Non hai paura che chiunque abbia cercato
di uccidere Saffo, ci provi anche con te?

 

XENA

Credi che qualcuno commetterebbe
lo stesso errore due volte?

 

AUBIN

Tutto è possibile.

 

ADRIANA

Consacreremo di nuovo la scuola tra
due settimane. Ti tratterrai qui fino
ad allora, Rettore?

 

AUBIN

Ne sarò onorato.

 

Aubin s'inchina e se ne va. Xena e Adriana incrociano la braccia esattamente nello stesso modo, osservandolo allontanarsi.

 

XENA

È un'idiota.

 

 

STACCO SU:

 

EST. SPIAGGIA - GIORNO

 

Xena e Gabrielle galleggiano sulla superficie dell'acqua. Hanno le braccia strettamente allacciate l'una all'altra, e si stanno scambiando un bacio appassionato, mentre lievi onde si agitano intorno a loro.

 

GABRIELLE

Adesso so cos'è il paradiso.

 

XENA

Bene. Reggiti, d'accordo?

 

Gabrielle si sposta intorno a Xena, sistemandosi sulla sua schiena e reggendosi con le braccia al collo di lei.

 

GABRIELLE

Ti tengo.

 

Xena si avvia nuotando verso la riva, ma prima di arrivarci, sente qualcosa urtarla e si ferma. Tastando cautamente nell'acqua con Gabrielle attaccata, si guarda intorno. Sembra tutto a posto e nessun pericolo è in vista. Poi Gabrielle punta un dito.

 

GABRIELLE

Guarda!

 

Xena vede la pinna dorsale che fende la superficie e mentre il suo cervello esamina tutte le possibili opzioni, un delfino spunta fuori dall'acqua, rivolgendole il suo caratteristico verso.

 

GABRIELLE

Non è carino?

 

 

Gabrielle allunga una mano e lo accarezza sul muso. Schiamazzando felice, il delfino si immerge di nuovo solo per riapparire un attimo dopo con un amico. I due delfini cominciano a nuotare loro intorno.

 

 

XENA

Credo che vogliano giocare.

 

Gabrielle si tende ad accarezzare la schiena di quello più vicino e poi si attacca alla pinna sporgente. Il delfino lentamente l'attira con sè sull'acqua, allontanandola da Xena, mentre il suo compagno si solleva danzando sulla coda davanti alla guerriera. E sotto i suoi occhi si lancia in un salto all'indietro sparendo sotto la superficie.

 

 

Xena fa per nuotare verso il delfino che sta giocando con Gabrielle, ma questo si dirige nella sua direzione riconsegnandole Gabrielle sana e salva tra le braccia.

 

Le due donne restano ad osservarli saltare e giocare tra loro al largo.

 

GABRIELLE

È stato bellissimo.

 

XENA

Sì, davvero, ma io sto diventando
una prugna secca. Vieni.

 

Xena riprende Gabrielle tra le braccia ed insieme si dirigono verso la riva. Avvicinandosi alla spiaggia, Xena si alza in piedi e trasporta Gabrielle per il resto del tragitto fin sulla sabbia asciutta.

 

L'adagia con delicatezza su una coperta, riparata da due ombrelloni. Gabrielle le getta un panno per asciugarsi e ne usa un altro simile su di sè.

 

Xena si lascia cadere sulla coperta accanto a Gabrielle, finendo di asciugarsi.

 

XENA

Come va?

 

Gabrielle si guarda i piedi.

 

GABRIELLE

Be', il fatto che riesco a muovere
gli alluci mi fa sentire molto bene.
Questo è un buon segno, giusto?

 

XENA

È un ottimo segno. Sono fiera
di te. Hai lavorato duramente.

 

 

GABRIELLE

Ho avuto qualche momentaccio.
Come l'altra notte. Mi dispiace.
Non volevo prendermela con te.

 

XENA

Ne sei autorizzata, Gabrielle.
Quello che stai cercando di fare è
molto difficile. Hai ricevuto una brutta
ferita alla schiena. Il fatto che tu possa
muovere gli alluci e stia cominciando a
riavere la sensibilità è stupefacente.

 

GABRIELLE

Voglio solo tornare a
camminare sulle mie gambe.

 

XENA

So che lo vuoi.

 

Xena tende la mano per accarezzare la guancia di Gabrielle.

 

XENA

(proseguendo)

Ma qualunque cosa succeda,
stai andando alla grande.

 

GABRIELLE

Devi dirlo per forza.
Mi ami.

 

XENA

Non devo dirlo,
ma è la verità.

 

GABRIELLE

Già, be'... Allora, tu e Adriana avete
ristretto la lista dei sospettati?

 

XENA

Non è una lunga lista. Danos,
quell'idiota del figlio Demis,
o il Rettore Aubin.

 

GABRIELLE

Perché quei tre?

 

XENA

Be' pensiamo che Danos potrebbe
avercela con Saffo perché lei gli ha
rispedito indietro il suo figlio idiota.

 

Gabrielle si stende sulla coperta con una risatina.

 

GABRIELLE

Non è gentile.

 

XENA

Gentile, no. Vero, sì. E pensiamo che
Demis possa nutrire rancore per essere
stato buttato fuori da scuola prima ancora che
ci fosse una scuola da cui essere buttato fuori.

 

GABRIELLE

E per Aubin sarebbe solo gelosia.

 

XENA

Questa è la teoria.

 

GABRIELLE

Ma lui si è ferito.

 

XENA

Non posso provarlo, ma penso che il suo
incidente non sia stato autentico. Credo che
stesse cercando di dissuadere Saffo dall'aprire
la scuola, inscenando il proprio ferimento.

 

GABRIELLE

Stupido, semplicemente stupido.

 

XENA

Già, non è certo un fenomeno
di intelligenza.

 

 

STACCO SU:

 

EST. SEDE DEL PALAZZO - GIORNO

 

Adriana, Xena e Saffo, ancora nei panni di Gabrielle, si tengono in disparte dal gruppo che si è riunito per la nuova cerimonia di consacrazione. I tre principali sospettati sono presenti insieme ad altre cinquanta persone circa.

 

Adriana sorveglia con circospezione l'intera folla. Xena è concentrata sui tre possibili responsabili del ferimento di Gabrielle. Dopo poco, Aubin si dirige verso di loro.

 

Squadra Xena e 'Gabrielle', poi sorride ad Adriana.

 

AUBIN

Bella giornata.

 

ADRIANA

Bella giornata e perfetta per
riconsacrare la scuola.

 

Danos e Demis li raggiungono. Danos, ergendosi in tutta la sua altezza, s'inserisce nella conversazione.

 

DANOS

Come sta Saffo oggi?

 

ADRIANA

Meglio. L'abbiamo spostata nella camera
grande sul lato meridionale della casa.

 

Adriana indica nella direzione della tenuta.

 

ADRIANA

(proseguendo)

Voleva essere in grado di assistere
alla costruzione mentre guarisce.

 

AUBIN

E nessuna di voi è rimasta con lei?
Non temete che qualcuno possa
attentare di nuovo alla sua vita?

 

XENA

Non oggi. Chiunque abbia cercato di farle del
male è troppo occupato con qualcos'altro.

 

 

Xena nota che Demis distoglie lo sguardo da loro, sollevando lentamente gli occhi verso la finestra di 'Saffo'.

 

XENA

(proseguendo)

Non è vero, Demis?

 

DEMIS

Me lo auguro proprio. Ma tu riuscirai
a prenderlo, vero, Xena?

 

La guerriera sorride al tono di domanda. Non suona sprezzante. È pieno di rispetto e speranza.

 

XENA

Sì, Demis, io lo prenderò.

 

STACCO SU:

 

INT. CAMERA DA LETTO - SERA

 

Xena solleva cautamente Gabrielle tra le braccia e con Adriana in veste di sentinella, la porta fuori dalla stanza.

 

Adriana si sporge verso la camera adiacente parlando a bassa voce.

 

ADRIANA

Siamo pronte.

 

Saffo, con indosso i propri abiti da cui spunta un bendaggio, s'infila rapida dentro il letto. Adriana prende posto accanto a lei e le carezza una guancia.

 

ADRIANA

Sono proprio orgogliosa di te.

 

SAFFO

Davvero? Come mai?

 

 

ADRIANA

È un atto molto coraggioso. Xena ed
io potremmo catturarlo anche senza
doverti usare come esca, quindi non
c'è bisogno che tu ti metta in pericolo.

 

SAFFO

No. Io voglio farlo. Gabrielle ha
rischiato molto per me. Glielo devo.

 

ADRIANA

Ed è stata un'offerta generosa quella
di proporre a Xena di farle restare qui.

 

SAFFO

Te ne ha parlato?

 

ADRIANA

Sì, ha detto che ne avrebbe dovuto
prima discutere con Gabrielle, ma che
era lieta che avessero un'altra possibile
opportunità. Ti ho detto di recente che
donna meravigliosa sei e quanto ti amo?

 

SAFFO

Non mi pare che tu ne abbia
accennato ultimamente.

 

ADRIANA

Ho fatto male.

 

Adriana si china su di lei e la bacia. Xena rientra silenziosamente nella stanza, e dà loro qualche attimo di tempo prima di schiarirsi piano la gola.

 

XENA

È tutto pronto. Gabrielle
è al sicuro.

 

ADRIANA

Bene. Perchè non vai a
metterti in posizione, ora?

 

XENA

Sì, vado. Ma prima, volevo solo dirvi
grazie. Vedete, non ci capita spesso di
doverci affidare a qualcun altro e non so come...

 

Adriana le sorride, risparmiando a Xena l'imbarazzo.

 

ADRIANA

Non preoccuparti. Tutti abbiamo dei brutti
momenti, e se ci fosse davvero Saffo al posto
di Gabrielle, so che potrei contare su di voi.

 

XENA

Be', comunque grazie.

 

 

Adriana annuisce e Xena scivola nella stanza, in attesa che qualcuno faccia la sua mossa.

 

STACCO SU:

 

INT. CAMERA DA LETTO - NOTTE

 

Adriana si è addormentata sulla sedia vicina al letto. Saffo dorme tranquillamente sotto le coperte.

 

Xena sta ancora sorvegliando la stanza dal suo nascondiglio dietro la porta, che lascia appena aperto uno spiraglio. Si solleva di scatto quando la porta della stanza si apre e una figura avvolta in un mantello vi si introduce. Proprio quando sta per scattare in azione un rumore dalla terrazza attira la sua attenzione da quella parte, e vede qualcuno salire sul parapetto. Respirando a fondo, la guerriera attende. La figura sulla terrazza scivola nel buio, mentre quella nella stanza estrae un pugnale. Quando l'intruso col mantello fa per dirigersi verso il letto, sia Xena che l'altra persona si gettano su di lui. Xena afferra la figura incappucciata e gli fa saltare la lama dalla mano, prima di metterla fuori combattimento. Poi si lancia sull'altro e lo colpisce con un calcio, mandandolo a cadere all'indietro. Il cappuccio viene strappato via rivelando Demis.

 

DEMIS

Aspetta!

 

Rimettendosi in piedi a fatica, il giovane mette avanti le mani a difesa.

 

DEMIS

(proseguendo)

Non sono qui per farle del male!
Sono venuto a fermare lui!

 

E punta un dito tremante verso la figura a terra. Senza perderlo di vista, Xena si china sull'uomo privo di sensi e gli toglie il cappuccio, mostrando il volto di Aubin.

 

Anche Adriana adesso è in piedi, e armata a sua volta di un coltello, va verso Demis.

 

ADRIANA

Spiegati.

 

DEMIS

Ho scoperto che era lui a volere impedire
a Saffo di aprire la scuola. Temeva la sua
concorrenza. Sapeva che tutti sarebbero
venuti a studiare da lei. Era lui sull'albero,
è stato lui a colpirla. Lo avevo seguito e
costretto alla fuga, prima che potesse
riprovarci, ma mi sono ferito alla mano,
e sono dovuto fuggire anch'io perché
sapevo che avrebbero accusato me.

 

XENA

E perché mai dovremmo crederti?

 

 

DEMIS

Perché io ci tengo a lei. Non permetterei
a nessuno di farle del male. Ho cercato di
dirlo a mio padre, ma lui non mi ascolta mai,
mi crede un'idiota, e ho dovuto fare da solo.
Non sapevo di chi fidarmi. Lo giuro! È la verità.

 

Il giovane guarda Adriana.

 

DEMIS

(proseguendo)

Ascolta, lo so che lei ama te e che
non ho mai avuto nessuna possibilità.
Ma questo non può impedirmi di volerle
bene. Non le farei mai del male. Lo giuro.

 

Adriana guarda Xena che con un cenno del capo le conferma di credere alle sue parole, e la donna si ritira. Saffo si mette a sedere, poi scende dal letto. Gli occhi di Demis si spalancano.

 

DEMIS

Gabrielle?

 

SAFFO

No Demis sono io. È Gabrielle quella
rimasta ferita, ma non potevamo farlo
sapere in giro. La gente doveva credere
che si trattasse di me per snidare il vero
colpevole. Sapevamo che se avessimo
sparso la voce di dove mi trovavo, ci
avrebbero riprovato.

 

DEMIS

Mi dispiace. Avrei voluto essere più
rapido nel cercare di salvarti.

 

SAFFO

Perché non ti sei fatto avanti
quando hai scoperto la verità?

 

 

DEMIS

Perché fino alla notte scorsa non ero sicuro.
Poi mi sono fatto male alla mano nella caduta
ed ho temuto che se mi avessi visto avresti
pensato che fossi io, e che cercavo solo di
scaricare la colpa su Aubin. Ho dovuto
aspettare che agisse. Mi dispiace.

 

ADRIANA

Va bene Demis. Grazie
per quello che hai fatto.

 

DISSOLVENZA.

 

FINE DELL'ATTO 3

 

 

ATTO 4