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ATTO 2

 

APERTURA SU:

 

INT. ABITAZIONE DI TEREO - NOTTE

 

C'è molta tensione all'interno della dimora di Tereo. Gabrielle e Xena sono in piedi da una parte della stanza, Tereo dall'altra. La stanza è relativamente spoglia e semplice. C'è un letto su un lato, e mobili fatti a mano, un piccolo tavolo, ed una cassapanca sotto la finestra.

 

TEREO

Sia maledetto Jaral per avervi portato qui.

 

 

Gli occhi di Xena si restringono. Gabrielle le afferra saldamente una mano.

 

GABRIELLE

Aspetta un attimo. Non ci ha portate
lui qui. Abbiamo deciso noi di aiutarvi.

 

TEREO

Aiutarci? Il VOSTRO aiuto è l'unica
cosa di cui non abbiamo bisogno qui.

 

Xena sbuffa.

 

XENA

Oh, certo, state andando alla grande.

 

Tereo si volta e punta il dito contro di lei.

 

TEREO

Stanne fuori, Xena.

 

La natura pacificatrice di Gabrielle si mostra, ma con riluttanza. Non ha mai avuto una grande simpatia per Tereo, e il tempo non ha rabbonito la sua considerazione su di lui.

 

GABRIELLE

Va bene, basta. Non siamo venute qui
di proposito. Eravamo solo nei paraggi
ed abbiamo sentito rumori di lotta.

 

TEREO

Avreste dovuto proseguire oltre.

 

GABRIELLE

E lasciare che quelle persone
morissero? Non è nel nostro stile.

 

Tereo fissa Gabrielle.

 

GABRIELLE

(proseguendo)

Ascolta, lo so che è stato
un colpo vederci, ma...

 

TEREO

Un colpo?

(scuotendo la testa)

Che ne dici di un incubo? Se c'era
un aspetto positivo circa la vostra
scomparsa, era che non sareste più
tornate a causare nuovamente
dolore alla mia famiglia.

 

Gabrielle è colta alla sprovvista.

 

GABRIELLE

Che? Cosa ho mai
fatto io alla tua famiglia?

 

L'espressione di Xena muta, nel comprendere ciò che intende dire Tereo.

 

TEREO

Non tu. Oh, non tu, Gabrielle.
Tu sei solo la piccola pedina
sfortunata fedele a mia sorella.

 

L'uomo si volta, e fissa Xena.

 

TEREO

(proseguendo)

Io ho visto nostra madre bruciare.

 

Gabrielle si mette fra loro.

 

GABRIELLE

Non è stata colpa di Xena.

 

 

TEREO

Non mentire, Gabrielle. È stata
colpa sua, e lei lo sa!

(puntando il dito verso Xena)

Non è vero?

 

Il volto di Xena è accigliato.

 

XENA

Io...

 

TEREO

Va' avanti, Xena. Dimmi che non è stata
colpa tua se lei è stata presa, picchiata
e arsa fino alla morte! A causa tua!

 

GABRIELLE

Tereo! L'avremmo impedito
se avessimo potuto!

 

TEREO

Non importa! Non te ne rendi conto?
Ovunque ci sia lei, c'è sofferenza e dolore.
Ha ucciso tutta la mia famiglia.
Non voglio essere il prossimo.

 

GABRIELLE

Ma...

 

XENA

Andiamo, Gabrielle.

 

Xena fa per uscire, prendendo Gabrielle per il braccio.

 

GABRIELLE

Xena, aspetta un momento.
Questo non è giusto.

 

XENA

(bruscamente)

Andiamo.

 

 

A Gabrielle non resta che scegliere se liberarsi dalla stretta di Xena o permettere a Xena di trascinarla fuori dalla stanza. Sceglie di andarsene.

 

Ma non senza un'ultima parola.

 

GABRIELLE

Che mi dici degli uomini morti
questa notte? Non li hai tu
sulla coscienza, Tereo?

 

Xena e Gabrielle escono. Tereo resta a guardare la porta aperta per un lungo momento, poi va verso di essa e la chiude sbattendola con violenza.

 

STACCO SU:

 

EST. ACCAMPAMENTO - NOTTE

 

Xena e Gabrielle sono tornate al loro accampamento. Xena siede accanto al fuoco, fissandolo. Gabrielle è ancora indignata.

 

GABRIELLE

Come può dire cose
del genere, Xena?

 

XENA

(pacatamente)

Perché sono vere.

 

 

Gabrielle smette di camminare su e giù.

 

GABRIELLE

Andiamo, lo sai che...

 

XENA

Gabrielle, sono vere.

(pausa)

Linceo, mio padre... mia madre...
mio figlio. Sono tutti morti a causa mia.

 

Gabrielle si avvicina e le si siede accanto, posandole una mano sul braccio.

 

GABRIELLE

Xena.

 

XENA

Ha ragione. Tutti coloro che mi
sono vicini finiscono per soffrire.

 

Gabrielle prende un respiro.

 

Xena guarda Gabrielle.

 

XENA

(proseguendo)

Guardami negli occhi e
dimmi che non è vero.

 

Gabrielle la guarda negli occhi.

 

GABRIELLE

La vita fa soffrire chiunque, Xena.

 

 

Xena si alza, e lancia una pietra nel fuoco. Scintille volano verso l'alto.

 

XENA

Già. Beh, immagino che questo confermi
il vecchio detto che la vita fa schifo.

 

Xena si allontana nel buio. Gabrielle resta pensierosa accanto al fuoco.

 

STACCO SU:

 

EST. PIAZZA DEL VILLAGGIO - GIORNO

 

Al mattino, il villaggio appare anche più malandato. Jaral attraversa la piazza, e si ferma, guardandosi attorno. Scuote la testa. Tereo gli si avvicina dalla direzione opposta.

 

TEREO

Abbiamo del lavoro da fare.

 

Jaral lo guarda.

 

JARAL

Lei avrebbe potuto aiutarci.

 

Tereo reagisce rabbiosamente.

 

TEREO

Tu non sai niente a riguardo.
Non la conosci. E ringrazia gli
dèi che non abbiamo più, che sia
riuscito a far restare le cose così.

 

JARAL

Non capisco.

 

Tirandolo per la manica, Tereo si dirige verso uno degli edifici del villaggio.

 

TEREO

Non devi capire. Raduna gli
uomini. Voglio parlare con tutti
quelli che sono stati attaccati questa notte.
Qualcosa deve essere andato storto.

 

JARAL

Niente è andato storto, Tereo! Erano solo
troppi rispetto a noi! Torneranno,
e noi non potremo fermarli.

 

TEREO

Troveremo un modo. Va a cercare gli uomini.

 

Tereo spinge Jaral verso una strada laterale, e prosegue verso l'edificio.

 

JARAL

(sottovoce)

Credevo l'avessimo già trovato la notte scorsa.

 

Scuotendo la testa, Jaral si allontana.

 

STACCO SU:

 

EST. ACCAMPAMENTO - MATTINA

 

Gabrielle è addormentata, ancora avvolta in pellicce che sembrano essere state rimboccate accuratamente attorno a lei. Il fuoco è stato alimentato, e l'accampamento riordinato.

 

Tutto è calmo, ed apparentemente sereno. Improvvisamente, però, Gabrielle si sveglia con un sobbalzo e si tira su, guardandosi attorno in stato di allarme. Non c'è alcuna traccia di Xena.

 

GABRIELLE

Xena!

 

Xena appare fra gli alberi lì vicini. Ha chiaramente appena finito di farsi un bagno, i suoi capelli sono umidi, e gocce d'acqua le scorrono sulla pelle.

 

Gabrielle la scorge e sembra tranquillizzarsi.

 

GABRIELLE

(proseguendo)

Eccoti.

 

Xena depone la sua armatura e si avvicina a Gabrielle, sedendosi su un ciocco accanto a lei.

 

XENA

Buongiorno. Ho
cercato di non svegliarti.

 

 

Gabrielle si mette seduta, avvolgendosi le pelli intorno. È ancora un po' stordita dal sonno.

 

GABRIELLE

Avrei preferito che lo avessi fatto. Mi sarei
evitata volentieri l'ultimo sogno. Sveglia da molto?

 

Xena non risponde.

 

GABRIELLE

(proseguendo)

Non sei proprio andata a dormire?

 

Xena fa spallucce.

 

XENA

Ho sentito dire che restare svegli tutta
la notte faccia bene. Ho voluto sperimentarlo.

 

Gabrielle allunga una mano e la poggia sulla gamba di Xena, dandole una pacca di conforto.

 

GABRIELLE

Perché non restiamo qui un'altra
notte, anziché andar via?

 

Xena si guarda attorno, poi torna a guardare Gabrielle.

 

XENA

No. Non c'è motivo per
restare. Meglio andarsene.

 

Visto che la sua tattica sottile non ha funzionato, Gabrielle decide di giocare il suo asso nella manica.

 

GABRIELLE

(riluttante)

Avrei bisogno di un giorno di riposo. Penso di aver fatto
un movimento falso durante la lotta della notte scorsa.

 

 

Questo basta ad attirare l'attenzione di Xena. Si sposta dal ciocco per sedersi sulle pelli accanto a Gabrielle ed inizia ad esaminarla preoccupata.

 

XENA

Stenditi.

 

Gabrielle obbedisce. Si gira e si distende, poggiando la testa sul grembo di Xena mentre Xena le controlla la ferita alla schiena in via di guarigione.

 

XENA

(proseguendo)

Sembra tutto a posto, ma..

 

Gli occhi di Gabrielle brillano, leggermente.

 

XENA

(proseguendo)

Ma se ti da fastidio, allora è meglio
non rischiare. Non ci muoveremo.

(guardandosi attorno)

Posso preparare qualcosa...
Rifornirmi di erbe.

 

 

GABRIELLE

(sottovoce)

Fare un sonnellino...

 

XENA

Cosa?

 

GABRIELLE

(sorridendo)

Ho detto, mi pare un'ottima idea.

 

STACCO SU:

 

INT. ACQUARTIERAMENTI DEL VILLAGGIO – GIORNO

 

Tereo e Jaral si incontrano con una ventina di uomini. Si tratta della milizia del villaggio, e sono un gruppo eterogeneo che comprende giovani appena adolescenti, uomini di una certa età e persino due donne.

 

TEREO

Avrebbe dovuto funzionare.

 

JARAL

Pensavamo funzionasse. Ha quasi funzionato.
È come se ci avessero trovato all'ultimo minuto,
Tereo. Eravamo così vicini alla meta!

 

Tereo cammina avanti e indietro chiaramente agitato.

 

TEREO

Questo è il terzo carro di merci che si
prendono. Se continua così, non riusciremo
a convincere più nessun mercante a venire qui.

 

JARAL

Abbiamo bisogno di commerciare.

 

 

TEREO

(rabbiosamente)

Credi che non lo sappia?

 

La milizia è inquieta.

 

DONNA

Che facciamo se dovessero tornare ancora?

 

TEREO

Dobbiamo erigere le nostre difese.
Abbiamo bisogno di alzare le mura,
rinforzare i cancelli...

 

JARAL

Pensi che questo basterà a fermarli?

 

DONNA

Ciò che abbiamo ora non basta.

 

Le persone nella stanza borbottano, concordando.

 

TEREO

Va bene. Mettiamoci al lavoro. Forse
se gli rendiamo la vita dura, andranno a
trovarsi obiettivi più semplici da raggiungere.

 

Jaral e gli altri annuiscono.

 

DONNA

Tereo... e quelle donne della
notte scorsa? Jaral ha detto...

 

TEREO

(fermamente)

Dimenticatele. Ce la caveremo
da soli. Non abbiamo bisogno di aiuto.

 

Tereo esce. Il resto della milizia esita, poi lo segue. Jaral e la donna restano per ultimi.

 

DONNA

Cosa possono aver fatto di tanto terribile
quelle due per odiarle più dei predoni?

 

JARAL

Credo che siano sue parenti.

 

La donna scuote la testa e i due escono.

 

STACCO SU:

 

EST. ACCAMPAMENTO - POMERIGGIO

 

Xena è sotto un albero, a cercare di sistemare un pezzo della sua armatura. Gabrielle siede lì vicino, senza fare niente di particolare. Sta masticando uno stelo d'erba, osservando la natura intorno.

 

Dopo qualche momento di silenzio, Gabrielle si schiarisce la voce e parla.

 

GABRIELLE

Sai a cosa stavo pensando?

 

 

Xena guarda Gabrielle con un'espressione divertita e al tempo stesso lievemente seccata, e tuttavia di completo amore. Gabrielle non la nota.

 

XENA

No, cosa?

 

GABRIELLE

Pensavo che se tu e Tereo poteste semplicemente
sedervi e parlare, potrebbe esservi d'aiuto.

 

XENA

Io penso che se finissimo nuovamente nella stessa
stanza, parlare sarebbe l'ultima cosa che faremmo.

 

 

Gabrielle si volta, appoggiandosi su un gomito.

 

GABRIELLE

Picchieresti un uomo anziano?

 

Xena aggrotta le sopracciglia.

 

XENA

È più vecchio di me
solo di due anni.

 

GABRIELLE

Più o meno tre
decenni fa, certo.

 

XENA

Hmph.

 

GABRIELLE

Penso ancora...

 

XENA

Gabrielle....

 

Xena si ferma, e poggia l'armatura per terra.

 

XENA

(proseguendo)

Ascolta, apprezzo ciò che stai cercando
di fare, ma alcune cose non possono
essere sistemate. Tereo ed io non siamo
mai andati d'accordo. Niente potrà cambiare questo.

 

GABRIELLE

Xena....

 

XENA

Soprattutto non ora. Non dopo...
ciò che è successo a nostra madre.

 

 

Gabrielle riflette su quelle parole. Guarda Xena, che appare scura in volto, e decide di non insistere, per il momento. Invece, le si avvicina carponi e si distende, poggiandole il capo in grembo e chiudendo gli occhi.

 

GABRIELLE

Va bene.

 

Ancora un po' seccata all'inizio, dopo qualche momento Xena inizia a passarle le dita tra i capelli e questo sembra avere un effetto calmante.

 

XENA

Grazie per il tentativo.

 

 

GABRIELLE

È ciò che fanno gli amici.

(pausa)

Ma non ho intenzione di arrendermi.

 

Gabrielle bacia il ginocchio di Xena, poi riappoggia la testa.

 

Xena sorride. Posa il braccio sulle spalle di Gabrielle e inclina la testa all'indietro contro l'albero. Poco dopo, i suoi occhi si chiudono.

 

 

STACCO SU:

 

EST. PIAZZA DEL VILLAGGIO - SERA PRESTO

 

La milizia sta ultimando il proprio lavoro. Con l'apporto di altri tronchi, le mura esterne sono state notevolmente innalzate ed i cancelli irrobustiti ed allargati.

 

Tereo sta ispezionando le nuove difese, e sembra soddisfatto. Sono presenti molti altri abitanti, intenti ad indicare ed annuire. Anche loro appaiono soddisfatti.

 

TEREO

Bel lavoro. Domani passeremo
al resto delle mura.

 

JARAL

Abbiamo fatto parecchio. Mi sento
più sicuro dietro questi cancelli.

 

La folla approva e Tereo drizza la schiena, ovviamente orgoglioso della sua idea. Si pulisce le mani, graffiate e scorticate per aver collaborato al lavoro.

 

TEREO

Riusciremo a trovare la soluzione. Siamo
sulla giusta via. Andiamoci a lavare,
e poi ceneremo insieme.

 

La milizia oltrepassa i cancelli, e inizia a chiuderli. Li hanno appena chiusi per metà che grida erompono dalla foresta che circonda il villaggio, e prima che riescano a bloccarli, un gruppo di predoni a cavallo piomba su di loro attaccandoli.

 

La folla si disperde spaventata e la milizia, presa totalmente di sorpresa, può solo fuggire disordinatamente mentre i predoni iniziano a distruggere tutto quello che hanno a portata di mano.

 

TEREO

(disperatamente)

Prendete le armi! Sbrigatevi!

 

Tereo raccoglie una piccola botte e la scaglia contro un predone. Questa colpisce l'uomo, e gli impedisce di pugnalare una donna anziana. Altri membri della milizia cercano di combattere, ma i banditi li travolgono in soprannumero.

 

Il villaggio inizia a bruciare.

 

DISSOLVENZA.

 

FINE DELL'ATTO 2

 

 

ATTO 3