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ATTO 3

 

APERTURA SU:

 

EST. DESERTO - CONFINE DELLA CITTÀ DI HAJAR - MATTINO - 36 ESTATI PRIMA

 

Si è radunata una grande folla, ed i cittadini più facoltosi di Hajar sono seduti sotto delle tende a baldacchino. Quaranta cavalli e cavalieri vagano intorno ad uno striscione che segna la linea di partenza. Alcuni cavalieri sono impegnati negli ultimi controlli ai finimenti ed alle bisacce, mentre altri portano in giro gli stalloni più irrequieti. Tutti indossano vesti eleganti, e selle e briglie delle loro cavalcature sono decorate fino all'eccesso con nastri dai colori vivaci e ornamenti d'argento.

 

Xena ed Argo se ne stanno prudentemente all'ombra di un grande albero, ad osservare tranquillamente i preparativi. La guerriera indossa la sua pratica tenuta da deserto, ed Argo non porta nessun ninnolo superfluo sulla sua bardatura. Xena valuta i suoi competitori. Lei è la sola partecipante donna ed Argo è un po' più grossa dei più snelli purosangue arabi.

 

XENA

Pensano che tu non abbia speranze,

bella. Pensano che il tuo sangue non

sia abbastanza pregiato, e dicono che tu

sia troppo pesante per correre veloce

sulla sabbia quanto i cavalli arabi.

 

Gratta la testa di Argo tra le orecchie, sussurrando con aria cospiratoria.

 

XENA

(proseguendo)

Io invece dico che tu hai le gambe

più lunghe, e gli farai mangiare la polvere.

 

Argo nitrisce e sembra annuire in accordo.

 

Dall'altra parte della pista, Galeel la sorveglia, gli occhi assottigliati dalla rabbia. Cammina avanti e indietro e finalmente si ferma e si guarda intorno.

 

GALEEL

(gridando)

Fajer!

 

Uno dei cavalieri alza gli occhi e Galeel gli fa segno di avvicinarsi. Xena nota il movimento e li osserva di nascosto mentre i due cominciano a parlare.

 

FAJER

Sì?

 

GALEEL

Vedi quella donna?

 

FAJER

(lascivamente)

È difficile vedere

altro, perché?

 

GALEEL

Se appena si avvicina a vincere,

uccidila... insieme al suo cavallo.

 

Fajer lo fissa sorpreso.

 

FAJER

Ma sono due meraviglie. Sia

la donna che il cavallo.

Sarebbe un peccato.

 

GALEEL

(con un ringhio)

Ti pago per tenere d'occhio

certi concorrenti della corsa. Lei è

una di loro. Ora fattela amica

e restale incollato.

 

Fajer fa un largo sorriso alla prospettiva.

 

FAJER

Tzè. Che terribile incarico mi

assegni. Farmela amica, eh? Credo

che si possa fare. Non temere. Non

vincerà su quel grosso cavallo.

 

GALEEL

Vedi che non accada.

 

Fajer si allontana al trotto sul suo cavallo e si affianca a Xena che gli esibisce un gran sorriso finto.

 

FAJER

Buon giorno, bella signora.

 

Xena guarda il sole accecante, poi riporta lo sguardo su di lui.

 

XENA

Cosa ha di tanto buono?

 

FAJER

(con una risatina nervosa)

È un buon giorno per correre.

Ho un consiglio per te.

 

XENA

Sì? E sarebbe?

 

 

FAJER

Quando comincerà la gara, tutti

partiranno più velocemente possibile

finché la folla non sarà più in vista. Dopo

di che rallenteranno fino ad un passo più

sostenibile. L'inizio è per fare spettacolo.

 

XENA

Lo terrò presente. C'è altro?

 

FAJER

Ti hanno parlato delle due

postazioni di controllo?

 

XENA

Sì.

 

FAJER

Galeel ha inviato dei cavalieri una

settimana fa, e suo fratello, Majeed, ha

fatto altrettanto dal traguardo di Gaza.

Ogni gruppo aveva con sé una carovana

di rifornimenti, ed ha stabilito un posto di

controllo dove sarai sicura di trovare cibo e

bevande, se manterrai un'andatura moderata.

Ti conviene pianificare la tua corsa in modo

da raggiungere questi punti al secondo ed

al quarto giorno.

 

XENA

Mi sembra abbastanza

sensato. Nient'altro?

 

FAJER

Tieni sempre d'occhio la

mappa e sta' in guardia la notte.

 

Gli occhi di Xena sfavillano minacciosamente e lei si piega un po' all'indietro, abbastanza da mostrare il suo chakram sotto la lunga veste. La spada è già pienamente visibile in una guaina legata alla sella di Argo, insieme alla sua frusta arrotolata.

 

XENA

Ci sto sempre.

 

FAJER

Un'altra cosa.

 

L'uomo si avvicina sul suo cavallo.

 

FAJER

(proseguendo)

Metà di questi uomini non finirà la gara.

Parecchi di loro non sopravviveranno.

Perché una bella donna come te vuole

sottoporsi ad una simile sfida?

 

XENA

Perché posso.

 

Xena distoglie sprezzantemente lo sguardo da lui, proprio mentre Galeel sale su una pedana rialzata sulla linea di partenza.

 

GALEEL

(gridando)

Tutti i cavalieri si allineino

alla partenza, per favore!

 

Un brusìo eccitato attraversa la folla e cavalli e cavalieri si avviano alla partenza. Anche Xena ed Argo si avvicinano a passo lento, posizionandosi in un angolo quasi all'estremità della fila. Galeel solleva entrambe le braccia, quietando la gente. In una mano, tiene una sciarpa di seta di un viola brillante.

 

GALEEL

(proseguendo)

Cavalieri! Ora solleverò questa sciarpa

sulla mia testa e la lascerò cadere. Quando

la vedrete toccare il suolo, sarà il segnale di

partenza. Auguro a tutti voi buona fortuna.

Mio fratello sarà a ricevervi al traguardo

sulla riva del mare di Gaza.

 

Galeel solleva la sciarpa e un silenzio tombale scende sulla folla. Solo pochi cavalli sbuffano e nitriscono, mentre gli altri battono gli zoccoli e agitano nervosamente le code. Argo li supera per la maggior parte di tutta la testa, masticando tranquilla un pezzetto di fico che le ha dato Xena.

 

Appena la sciarpa si affloscia in un mucchietto spiegazzato alla base del podio, i cavalli erompono in movimento. Lasciandosi dietro una nuvola di polvere, partono di scatto, il rumore degli zoccoli che attraversa come un tuono l'orizzonte.

 

Quando la polvere torna a posarsi, tutti i cavalli sono già lontani, tranne Argo che procede al piccolo galoppo dietro gli altri. Xena li sorveglia, e proprio come aveva predetto Fajer, una volta che la folla alle loro spalle è solo una macchia all'orizzonte, i cavalli iniziano a rallentare, e parecchi di loro addirittura ad andare al passo. Con un sorriso, la guerriera si china in avanti.

 

XENA

Vai pure a un passo tranquillo, bella.

Abbiamo duecento miglia da coprire,

e sedici ore di luce per farlo.

 

Proseguendo al piccolo passo, sorpassano gradualmente altri cavalieri. Xena scorge Fajer vicino alla testa del gruppo e sogghigna quando comincia a guadagnare terreno su di lui. Finalmente lo supera, salutandolo con un lieve movimento delle dita, mentre proseguono il viaggio. Dopo qualche altro minuto, Argo e Xena sono in testa, mantenendo la stessa andatura dell'inizio finché non scompaiono dietro un'altura.

 

Un altro cavaliere si affianca a Fajer.

 

CAVALIERE

Sta tenendo un'andatura

da insensata.

 

FAJER

Ah, Wahed. Non temere. A

quel passo, la sua bestia sarà

morta prima della fine del giorno.

 

WAHED

(sprezzante)

Bene. Nessuna donna aveva mai

partecipato alla corsa prima. È un insulto.

 

 

FAJER

Galeel non le avrebbe mai permesso

di partecipare, se avesse avuto la

minima possibilità di vincere. Stai

tranquillo, amico mio. Sarà fuori

gioco prima del tramonto.

 

STACCO SU:

 

EST. ACCAMPAMENTO NEL DESERTO - TRAMONTO - 36 ESTATI PRIMA

 

Parecchi cavalli alla testa si avvicinano ad un accampamento sotto una serie di basse colline. È evidentemente utilizzato dai nomadi del deserto, fornito di varie zone dove stendere coperte e tende, e con un grande pozzo di pietra al centro. Fajer e Wahed sono nel primo gruppo a raggiungere l'accampamento. I loro cavalli appaiono esausti, con tracce di schiuma alla bocca e il pelo lucido di sudore. Entrando nel campo, scorgono un fuoco all'estremità opposta ed una minuscola tenda piantata lì vicino. Fajer annusa l'aria.

 

FAJER

Chiunque sia, sta arrostendo

qualcosa di delizioso.

 

WAHED

Sono così affamato che potrei

mangiare queste pietre. Forse è

un nomade disposto a spartire.

 

FAJER

Andiamo a scoprirlo.

 

Smontati di sella, percorrono a piedi il resto della strada, e restano tutti a bocca aperta appena riconoscono Xena. La guerriera è seduta con la schiena contro un masso ed i piedi puntellati su una pietra più piccola. In una mano regge un boccale di qualcosa, mentre con l'altra sta girando uno spiedo sul fuoco.

 

XENA

(sfacciatamente)

Salve, ragazzi.

 

 

FAJER

Impossibile!

 

WAHED

(sospettosamente)

Da quanto tempo sei qui?

 

XENA

Oh, non molto. Ho appena avuto il tempo

di strigliare il mio cavallo, pulire i finimenti,

riparare una briglia, affilare la spada, darmi

una lavata, rizzare la tenda, accendere un

fuoco, riempire d'acqua le mie fiasche e

andarmene un po' in giro a cacciare.

 

Fa un cenno verso la carne che sta arrostendo sul fuoco.

 

XENA

(proseguendo)

Sapevate che quelle strane lucertole con

la coda spinosa (*) hanno il sapore del pollo?

 

Rivolge loro un sorriso innocente, ma i suoi occhi sono colmi di malizia.

 

FAJER

Dov'è il tuo cavallo?

 

XENA

Chi, Argo? Si stava annoiando

e se n'è andata in esplorazione.

 

Xena manda un fischio e piega la testa in ascolto. Dopo un momento, Argo arriva di corsa da dietro le colline, fresca come una rosa. Nitrisce e si arresta accanto a Xena, strofinandole il muso contro.

 

XENA

(proseguendo)

Sta benissimo, visto?

Volete un po' di lucertola?

 

Infilzando un pezzo di carne col coltello, lo tende verso gli uomini in offerta.

 

WAHED

(rabbiosamente)

No, grazie.

 

FAJER

Buona notte, Xena. Ci

vediamo domattina.

 

Xena li guarda mentre si allontanano pestando praticamente i piedi per terra dalla rabbia. Con una scrollata di spalle, toglie il resto della sua preda dal fuoco. Poi, accomodandosi con la schiena contro la roccia con un sorriso soddisfatto, comincia a mangiare.

 

XENA

Meglio. Di più per me.

 

DISSOLVENZA INCROCIATA SU:

 

EST. ALTURE DESERTICHE - GIORNO - PRESENTE DI X & G

 

Xena e Gabrielle si sono fermate all'ombra di un'alta collina di pietra. Sono sedute su una coperta, consumando il loro pasto, mentre i cavalli brucano tra la vegetazione scarsa e secca.

 

GABRIELLE

(ridendo)

Oh, questa è stata cattiva, Xena.

Davvero avevi fatto tutte quelle cose prima

che loro arrivassero all'accampamento?

 

Xena si blocca a metà boccone e sorride malignamente.

 

XENA

Sì, ma tralasciai la parte dove avevo

riassestato mezzo pozzo. Le pietre

erano crollate dentro. Pensai che li

avrebbe fatti esplodere del tutto.

 

Gabrielle ride anche più forte.

 

GABRIELLE

Così dopo quella dura giornata di

marcia, Argo era pronta a ripartire?

 

XENA

Per lei fu uno scherzo, almeno

per i primi due giorni.

 

GABRIELLE

Poi cosa accadde?

 

XENA

(con nostalgia)

Tutto cambiò.

 

Gabrielle le si avvicina e stese le gambe, ci batte sopra la mano. Con un sorriso, Xena si appoggia all'indietro, posando la testa in grembo alla compagna, mentre Gabrielle gioca con i suoi capelli.

 

 

GABRIELLE

(piano)

Me lo racconti, per favore?

 

 

XENA

Il terzo giorno, l'inferno

scese sulla terra...

 

DISSOLVENZA INCROCIATA SU:

 

EST. ALTURE DESERTICHE - MATTINO - 36 ESTATI PRIMA

 

Il sole si sta levando, e tutto quello che si riesce a vedere sono dune di sabbia marrone e terra rocciosa. Non c'è accampamento, ma solo cavalli e uomini addormentati sparsi su tutto il terreno.

 

Xena dorme nella sua tenda con solo la sommità della sua testa che ne sporge. Argo si muove intorno nervosamente e continua a guardare verso est dove il sole fa capolino all'orizzonte. Si avvicina a Xena e la tocca col muso.

 

XENA

(bofonchiando)

Dammi ancora qualche minuto,

d'accordo? Il sole non è nemmeno alto.

 

Argo insiste dandole dei colpetti più forti. Emette un nitrito, batte contro la coperta con lo zoccolo, e finalmente dà una bella leccata bavosa alla sua faccia. Xena schizza in piedi, sfregando la testa contro la volta della tenda.

 

XENA

(proseguendo)

Argo! Che diamine, lo so che

sei ansiosa di ripartire, ma...

 

Si blocca e aggrotta la fronte, mentre un branco di gazzelle appare e le passa davanti veloce come un lampo. Il passaggio disturba alcuni altri cavalieri addormentati che danno cenni di risveglio.

 

XENA

(proseguendo)

Curioso.

 

Argo è inquieta come Xena non l'ha mai vista e la sollecita ancora altre volte, per poi dirigersi alla sella e spingerla col muso verso Xena.

 

XENA

(proseguendo)

Va bene, va bene. Sono sveglia.

Mangerò anche per strada così

potremo partire, se ti rende felice.

 

Esce dalla tenda e, stiracchiandosi, va a sellare Argo, che sta danzando nervosamente sugli zoccoli. Si ferma nuovamente quando un gruppo di orici passa davanti a loro di corsa. Xena s'immobilizza completamente, in ascolto. Un rombo basso e costante si leva in distanza, unito ad uno strano suono sibilante. Xena strizza gli occhi, volgendoli verso est. Il suono inizia ad assomigliare ad un tuono. D'un tratto, il sole si mostra in piena vista, e quasi altrettanto velocemente è oscurato da una nuvola brunastra. Xena sbarra gli occhi.

 

XENA

(proseguendo, urlando)

Via!

 

Agguanta la sacca e le armi, balza su Argo e parte di corsa, lasciandosi dietro tenda e giaciglio. Argo non ha bisogno di essere spronata, e i suoi zoccoli battono così velocemente il terreno da essere quasi invisibili. Anche alcuni degli altri uomini stanno cavalcando dietro di loro.

 

Ad oriente, una grande nuvola di sabbia si alza sul deserto per almeno cento piedi, e rotola verso di loro, simile ad una spietata ondata bruno-rossastra. Il vento sibila furioso, e la tempesta guadagna terreno sui disperati cavalieri.

 

XENA

(proseguendo)

Mi spiace bella, ma dovrai continuare

a correre finché ti regge il fiato.

 

Argo ha la schiuma alla bocca e si tiene tesa e bassa sul terreno. Superate alcune altre alture, Argo devia dalla direzione in cui gli altri continuano a dirigersi e attraversa al galoppo uno stretto passaggio, slittando in una curva stretta, e arrestandosi sotto una lunga e bassa roccia sporgente da un dosso rivolto ad occidente.

 

XENA

(proseguendo)

Già stata da queste parti, eh?

 

Si lascia scivolare giù dalla sella e fruga nella sua bisaccia, estraendone un largo panno squadrato che avvolge intorno alla testa di Argo. Posa un bacio sul muso della cavalla, poi si copre a sua volta la faccia, immergendola nella sua criniera, proprio nel momento in cui la tempesta di sabbia le raggiunge, passando sulle loro teste. Il rumore è assordante, e la sabbia accecante piove loro addosso da ogni lato per parecchi minuti, prima che un silenzio mortale lo segua.

 

Lentamente Xena alza la testa. Entrambe sono sepolte da una coltre di sabbia, ed oltre la roccia l'intero terreno ne è coperto da alcune spanne fresche. Tossendo, Xena toglie il panno dalla testa di Argo che starnutisce.

 

XENA

(proseguendo)

Ehi. Tutto bene?

 

Fa una carezza sul collo di Argo, ricevendone in cambio un leggero nitrito soddisfatto.

 

XENA

(proseguendo)

Diamoti una spazzolata.

 

Infilando una mano nella bisaccia, ne tira fuori una manciata di sabbia. Con gli occhi dilatati dal panico, stappa la borraccia d'acqua e cautamente la rovescia. Un fangoso liquido marrone ne fuoriesce.

 

XENA

(proseguendo, in un sibilo)

Maledizione!

 

Anche la seconda borraccia dà lo stesso risultato, ma fortunatamente dalla terza gocciola fuori acqua dolce e limpida. Se la porta alla bocca e ne prende qualche sorso, poi ne offre un po' ad Argo nella mano a coppa.

 

XENA

(proseguendo)

Dovremo razionarla finché non

arriveremo al prossimo pozzo.

 

 

Trovata la striglia, si prende cura di Argo, poi rimonta in sella. Con circospezione, tornano all'aperto, dove il deserto adesso mostra un vasto panorama di dune sabbiose di nuova formazione. Mentre procedono, Xena scorge dei rilievi sotto la sabbia. Al suo passaggio, il soffio del vento ne scopre uno, rivelando il viso di uno dei cavalieri, morto. Xena guarda intorno a sé tutti gli altri monticelli con una grave espressione in volto.

 

DISSOLVENZA INCROCIATA SU:

 

EST. ALTURE DESERTICHE - GIORNO - PRESENTE DI X & G

 

Xena è ancora distesa sulla coperta con la testa posata in grembo a Gabrielle.

 

GABRIELLE

(piano)

Xena, avresti potuto

restare uccisa.

 

XENA

Se non fosse stato per Argo, sarei morta.

Non mi ero mai sentita tanto sola. Là, in

mezzo al deserto, con ogni traccia di vita

intorno a me distrutta. Se non avessi avuto

Argo con me, penso che sarei impazzita.

 

GABRIELLE

Tu hai detto che tutto

cambiò. Come mai?

 

XENA

Dopo quella tempesta, vincere la corsa

divenne meno importante della sopravvivenza

di Argo. Lei mi aveva salvato la vita e io le

dovevo altrettanto. Da quel momento,

cercai di rallentare l'andatura.

 

GABRIELLE

(in tono incredulo)

La corsa proseguì comunque?

 

XENA

Già. Al terzo giorno c'erano alcuni davanti

a noi di parecchio, ed altri che ci seguivano

da lontano. Ed anche qualcuno che era con noi

era sopravvissuto, riparandosi negli anfratti tra le

colline come avevamo fatto io ed Argo. Quindi no,

non tutti erano rimasti intrappolati nella tempesta.

 

GABRIELLE

Come facesti per tutto il giorno

con una sola borraccia d'acqua?

 

XENA

Quello fu il giorno più lungo

della corsa, Gabrielle. E

quella notte, cedetti.

 

GABRIELLE

Davvero?

 

XENA

Sì, davvero. Arrivammo ad un altra postazione

senza più una goccia d'acqua, e tutti i nostri

viveri rovinati dalla tempesta. Eravamo rimasti

digiuni per l'intera giornata. L'avena che avevo

portato per Argo si era così mischiata con la

sabbia, da non essere più commestibile.

 

GABRIELLE

Cosa facesti?

 

XENA

Per fortuna, in quel luogo c'era un pozzo, ed io

ero in grado di cacciare qualche altra lucertola.

Trovai anche qualche pianta che Argo poteva

mangiare. Ma avevo chiuso. Ero esausta, lurida

e più scottata che se avessi attraversato l'Inferno.

Ed ero spaventata all'idea che continuare potesse

uccidere Argo. Lei era stremata. Ormai eravamo

rimasti in venti. Qualcuno si era ritirato dalla gara,

ma il resto era rimasto ucciso dalla tempesta. Quella

notte, l'accampamento fu maledettamente silenzioso.

 

GABRIELLE

E quindi, che successe? Proseguisti

per Gaza, ma senza più gareggiare.

 

Xena si gira su un fianco, appoggiandosi su un gomito. Si mette in bocca un fico e lo mastica con grande soddisfazione, gli occhi colmi di rinnovata energia.

 

XENA

Sì. Eccome se

proseguimmo per Gaza.

 

 

DISSOLVENZA INCROCIATA SU:

 

EST. ACCAMPAMENTO NEL DESERTO - MATTINA PRESTO - 36 ESTATI PRIMA

 

Xena sta dormendo sulla coperta di Argo, avendo perso la sua tenda e il suo sacco nella tempesta di sabbia. Tutto intorno a lei, gli uomini stanno disfacendo il campo, pronti ad un altro giorno di gara. Xena si rotola a faccia sotto, coprendosi la testa con un braccio. Un uomo le si avvicina e la scuote leggermente.

 

XENA

(borbottando)

Andate voi. Io non corro oggi.

 

UOMO

Ma il tuo cavallo sì. Farai meglio

a sbrigarti o se ne andrà senza te.

 

XENA

Eh?

 

Mettendosi a sedere, sbatte le palpebre e guarda nella direzione in cui tutti i cavalieri stanno approntandosi, sellando i loro cavalli. Argo è in mezzo a loro. In qualche modo è riuscita a trascinarsi dietro sella e briglie ed ora attende lì vicino pazientemente di ripartire. Non distanti, anche Fajer e Wahed sono intenti a sellare le loro bestie, ridacchiando all'indirizzo della cavalla senza cavaliere.

 

XENA

(proseguendo)

Be', che io sia dannata.

 

Fischia, ma Argo risponde con un nitrito e scuote la testa, rifiutandosi di venire. Xena si alza e va barcollando verso di lei, ricevendone un altro nitrito di reprimenda. Fajer e Wahed continuano a ridere finché Xena non lancia loro uno sguardo al calor bianco. Poi volta le spalle e si concentra totalmente su Argo.

 

XENA

(proseguendo)

Va bene. D'accordo. Correremo.

Dammi solo un minuto per

disfare il campo.

 

Rapidamente, Xena mette insieme tutte le sue cose e salta in sella, diretta ad occidente con solo pochissimo ritardo sugli altri che sono comunque tutti ormai fuori vista. Ha appena superato una serie di basse dune, che Fajer e Wahed scivolano fuori dall'ombra sui loro cavalli e si mettono sulle sue tracce.

 

STACCO SU:

 

EST. POSTO DI CONTROLLO NEL DESERTO - MATTINA PRESTO - 36 ESTATI PRIMA

 

È l'ultimo posto di controllo, nell'ultima notte di gara. Xena è seduta davanti ad un fuoco, ad una certa distanza dal resto dei cavalieri. Argo è accanto a lei, a mangiucchiare un sacco di avena fresca. Xena osserva tranquillamente i rimanenti quindici cavalli e relativi cavalieri che stanno affannandosi intorno, approfittando dei banchi della postazione.

 

XENA

Meno male che siamo arrivate

qui di nuovo presto, bella.

 

Argo punta le orecchie in avanti, emettendo un basso suono mentre continua a mangiare.

 

XENA

(proseguendo)

Mi sono presa l'unica coperta in

più che avevano, così non dovrò

dormire sulla tua stanotte.

 

Il muso di Argo esce fuori dal sacco di avena e la cavalla nitrisce in risposta.

 

XENA

(proseguendo)

Ne abbiamo persi parecchi oggi.

 

Si gira intorno e assottiglia gli occhi nello scorgere Fajer e Wahed che stanno facendo il campo non lontano, anzi abbastanza vicini da poterli sorvegliare, ma non abbastanza perché loro possano sentirla.

 

XENA

(proseguendo)

Ed eccone un paio che sarebbe

stato meglio perdere, eh?

 

Argo nitrisce e scuote la testa in assenso. Xena prosegue nel suo esame dei superstiti. Studia un altro bivacco dal lato opposto al suo. Il suo alto e smilzo occupante se ne è rimasto per conto proprio per l'intero viaggio ed ora sta alzando precipitosamente una tenda. Lancia un'occhiata a Xena e, copertosi rapidamente il volto, scompare sotto la tenda.

 

XENA

(proseguendo)

Ma che diavolo? È solo un ragazzo.

È la prima volta che lo vedo a volto

scoperto. Scommetto che non ha

nemmeno la barba ancora.

Chissà cos'è questa storia?

 

Si alza, stiracchiandosi, si versa qualcosa da bere, poi torna a sedere sulla coperta.

 

XENA

(proseguendo)

Ma non intendo dargli fastidi.

 

Si gira a sbirciare Fajer e Wahed. Fajer le fa un cenno educato, mentre Wahed la ignora completamente. Lei risponde al cenno di Fajer, ma senza sorridergli.

 

XENA

(proseguendo, sottovoce)

Vorrei avere una tenda

dove dormire.

 

Ravviva il fuoco e richiude la sua sacca da viaggio, appoggiandola accanto alla sella e alle briglie di Argo. Stesa per bene la coperta, posa la spada da un lato e il chakram dall'altro, e vi si adagia sopra, usando il turbante come cuscino. Incrocia le caviglie e si mette le mani sullo stomaco, con gli occhi rivolti al cielo quasi oscuro.

 

XENA

(proseguendo)

Caspita. Hai visto quella

stella cadente?

 

Argo le si avvicina e la sfiora col muso, per poi mordicchiarle una ciocca di capelli.

 

 

XENA

(proseguendo)

Ehi! Finisci la tua avena.

 

Un'altra stella attraversa luminosa il cielo, mentre lentamente tutte le altre cominciano ad apparire, una ad una, ammiccanti, sull'accampamento. Xena sospira e chiude gli occhi.

 

XENA

(proseguendo)

Ho smesso di esprimere desideri

su queste cose molto tempo fa. Ma

perché no? Ho bisogno di tutta

la fortuna che posso avere.

 

Gira la testa da un lato e guarda Argo.

 

XENA

(proseguendo)

Che quando questa corsa sarà

finita, io possa avere un nuovo

inizio. In un modo o nell'altro.

 

 

E richiude gli occhi.

 

DISSOLVENZA.

 

FINE DELL'ATTO 3

 

ATTO 4

 

(*) [N.d.T.]: Per amore della precisione, le lucertole di cui parla Xena si chiamano in italiano, Uromastici, e si tratta appunto di una razza di grossi rettili dal corpo tozzo e la coda ricoperta di aculei. Si trovano effettivamente nelle zone desertiche dell'Africa e dell'Asia. Coda a parte, sono abbastanza innocue e, come conferma Xena, anche piuttosto saporite.