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ATTO 3

 

APERTURA SU:

 

INT. STANZA DI XENA E GABRIELLE – PALAZZO DI ULISSE - MATTINO

 

Xena è accanto alla finestra. Indossa solo i suoi abiti di pelle. Gabrielle esce dalla vasca, avvolta in un un piccolo telo da bagno. Il grande letto appare in disordine, e un cuscino è finito in qualche modo nell'angolo più lontano della stanza.

 

Xena si gira e torna a passo lento verso il letto. Vi si adagia, rilassandosi in attesa che Gabrielle si vesta.

 

GABRIELLE

E' stato davvero un inaspettato
finale di serata.

 

XENA

Ti ringrazio.

 

Gabrielle si volta a guardarla. Si libera del telo che le avvolge il corpo e lo fa schioccare come una frusta, colpendola su una spalla. Xena sogghigna, ma non fa nulla per schivare il telo.

 

GABRIELLE

Intendevo quando Ulisse ha colpito il quadro.

 

La porta si spalanca, ed entra Ulisse. Xena reagisce alla velocità del fulmine, strappando il telo dalle mani di Gabrielle e tirandolo ad Ulisse. Il tessuto gli si attorciglia intorno alla testa, ostruendogli la vista, e l'uomo si blocca di scatto.

 

ULISSE

Xena!

 

Ulisse fa per toglierselo.

 

XENA

Toccalo e sei morto.

 

 

ULISSE

Ma... ma!!!

 

XENA

Parlo sul serio.

 

Ulisse decide di non rischiare, e resta immobile.

 

Gabrielle s'infila il gonnellino e se lo allaccia, poi si fa passare il corsetto sulla testa. Xena si alza e la va alle spalle, ad annodarle i lacci di velluto. Dà una sbirciata ad Ulisse, poi le piazza un bacio dietro il collo. Gabrielle sorride.

 

XENA

(proseguendo)

Va bene.

 

Cautamente, Ulisse si toglie il telo, e si volta verso di loro.

 

XENA

(proseguendo)

Hai problemi alle nocche?

 

ULISSE

Xena, ho bisogno del tuo aiuto.
Sono in un grosso guaio.

 

XENA

L'avevo notato.

 

Ulisse le si avvicina, un po' esasperato.

 

ULISSE

Xena, dico davvero.

 

Xena si siede sul letto.

 

XENA

D'accordo, ti ascolto.

 

 

Gabrielle continua a vestirsi, tendendo l'orecchio a sua volta.

 

ULISSE

Il padre di Kelios sarà qui presto... oggi!
Se non gli consegnerò l'intera dote,
annullerà il matrimonio o peggio!

 

XENA

Andiamo, Ulisse... è solo un quadro!
Dagli qualcos'altro in sostituzione!

 

GABRIELLE

(sottovoce)

Come un bell'arco usato?

 

 

Ulisse passeggia su e giù chiaramente agitato.

 

ULISSE

Tu non capisci.
Non accetterà nient'altro.
Lui vuole quel dipinto!

 

GABRIELLE

Perché non te ne fai fare un'altro dall'autrice?
Hai detto che vive qui, no?

 

Ulisse si gira verso Gabrielle.

 

ULISSE

E non credi che ci abbia pensato?
Ma lei non si ripete mai. Non lo farà!
Gliel'ho già chiesto!

 

Lo sguardo di Gabrielle supera Ulisse per posarsi su Xena, che è ancora seduta sul letto.

 

GABRIELLE

Scommetto che lo farebbe se glielo chiedesse Xena.

 

 

XENA

Gabbrriieeelllee.

 

A quel suggerimento, Ulisse sobbalza ansiosamente.

 

ULISSE

Ehi! Tu la conosci? Ma sì!
Dopotutto hai un bel paio di...
Ehm... hai un bel modo di...

(proseguendo)

Sai essere molto persuasiva
quando vuoi esserlo, Xena.

 

Xena lancia ad Ulisse e Gabrielle un'occhiata che farebbe partorire una mucca a dieci passi. E tuttavia, acconsente.

 

 

XENA

Va bene. Glielo chiederò. Ma non prometto niente.

 

Ulisse appare sollevato.

 

ULISSE

Grazie Xena, questa volta
ti sono davvero debitore.

 

Ulisse scappa via. Xena guarda di traverso Gabrielle, che ostenta un atteggiamento di assoluta innocenza. E Xena le lancia un cuscino.

 

STACCO SU:

 

INT. STUDIO ARTISTICO - GIORNI

 

Xena e Gabrielle entrano. O, per meglio dire, Gabrielle entra, tirandosi dietro Xena. Se è mai possibile per una donna di oltre un metro e ottanta vestita di pelle assomigliare ad un bambino trascinato dal dentista, Xena ci riesce.

 

 

GABRIELLE

C'è nessuno?

 

XENA

Non è in casa. Andiamocene.
Troveremo un altro modo di...

 

Lucia spunta fuori da chissà dove e le scorge.

 

LUCIA

Ah! Il mio esemplare perfetto! Sei tornata!
Sapevo che saresti tornata!

 

 

Xena emette un ringhio silenzioso.

 

GABRIELLE

Ehm, salve. Ascolta, abbiamo proprio bisogno di te.

 

La donna si blocca. Le fissa entrambe, piegando la testa da un lato. Poi le sue sopracciglia s'inarcano sempre più. E Xena decide di dare una bella spruzzata d'acqua fredda al flusso di pensieri dell'artista.

 

XENA

E' la tua città ad avere dei problemi.
Loro hanno bisogno di te. Non noi.

 

LUCIA

(sottovoce)

Chennoiaaa...

(vivacemente)

Molto bene! Qual'è il problema?
I muri si sono nuovamente scoloriti?
Io glielo avevo detto che l'arancione schiarisce.

 

GABRIELLE

Non esattamente.

 

 

LUCIA

Non ditemi che ha ricominciato a piagnucolare
perché gli dipinga quella strana cosa
sul soffitto del palazzo.

 

XENA

No. E' più complicato
e meno egoistico.

 

Lucia appare nuovamente interessata.

 

LUCIA

Bene allora, venite nel mio laboratorio
e mettiamoci comode, volete?

 

L'artista si dirige verso la porta e con il dito le invita a seguirle. Xena e Gabrielle si guardano, e con un sospiro si accodano.

 

 

STACCO SU:

 

INT. LABORATORIO ARTISTICO - GIORNO

 

Il laboratorio dell'artista è un terrificante ammasso di opere in lavorazione, opere non più in lavorazione ed oggetti stranissimi il cui scopo risulta del tutto oscuro. Xena e Gabrielle sono sedute su di un divanetto imbottito di forma tondeggiante. Gabrielle ha in mano una tazza di tè. Xena sta osservando dietro di lei un doccione in creta esattamente al centro del divano. Lucia è in piedi di fronte a loro.

 

LUCIA

Aaaaspettaate un momento! Mi state dicendo che quel pomposo
vecchio pallone gonfiato ha tirato una freccia nel mio dipinto?

 

GABRIELLE

Beh, ehm....

 

XENA

Già.

 

 

L'artista si copre gli occhi con un braccio in una posa drammatica.

 

LUCIA

Mi sento come se avessi perso un figlio.

 

Xena e Gabrielle si scambiano uno sguardo eloquente.

 

XENA E GABRIELLE

No, non dirlo.

 

Sorpresa, la donna abbassa il braccio.

 

LUCIA

Voi non capite. Ho lavorato su quel quadro
per giorni... settimane... lune!

 

XENA

Giorni, settimane o lune?

 

GABRIELLE

Sono certa che è così. Era magnifico.

 

LUCIA

E' stato il più lungo, il più grande...

(pausa, a Gabrielle)

Beh, ti ringrazio! Sei un'intenditrice!
Ma dopotutto, devi essere abituata
alla perfezione - vivendo con lei!

 

GABRIELLE

(maliziosamente)

Oh, certamente. Ogni mattino è un risveglio
gioioso, te lo garantisco.

 

 

Xena ne ha abbastanza.

 

XENA

Ascolta. Puoi rimpiazzarlo o no? Ulisse
lo ha promesso ai Cefalonidi come
parte della dote di sua figlia.

 

 

LUCIA

No.

 

GABRIELLE

No?

 

LUCIA

No, no, no. Io non faccio mai, mai,
mai copie delle mie opere. Mai.

 

GABRIELLE

Ma, Lucia, c'è a rischio moltissimo qui.
Ulisse dice che se non cederà il dipinto,
potreste tornare in guerra.

 

 

L'artista alza le spalle.

 

LUCIA

Vorrà dire che tornerò a sbarrare le finestre
e aumenteranno di nuovo gli ordini
di ritratti equestri in armatura.

 

XENA

Questo significa la guerra per te.
E di quelli che moriranno che mi dici?

 

LUCIA

Ordinazioni di sepolcri. Molto remunerativi!

 

Furiosa, Xena si alza.

 

XENA

Andiamocene, Gabrielle.
Te l'avevo detto che era una pessima idea.

 

 

Anche Gabrielle è infuriata.

 

GABRIELLE

E avevi ragione. Scusami. Andiamo via.

 

Le due donne voltano le spalle e si dirigono alla porta. L'artista le guarda incuriosita.

 

LUCIA

Ho detto qualcosa di male?

 

Xena e Gabrielle continuano a camminare.

 

LUCIA

(proseguendo)

Va bene, va bene. Tornate indietro.
Stavo solo scherzando.

 

Gabrielle si gira verso di lei.

 

GABRIELLE

Non c'è da scherzare sulla morte. Credimi.

 

 

Xena prudentemente rimane silenziosa.

 

GABRIELLE

(proseguendo)

Ci aiuterai oppure no?
Perché altrimenti, troveremo
qualcun altro che lo faccia.

 

Lucia corre loro incontro.

 

LUCIA

Ehi! Non c'è bisogno di minacciare!

 

XENA

Allora farai il dipinto?

 

LUCIA

No.

 

Xena e Gabrielle gettano le braccia in aria all'unisono e fanno per uscire di nuovo.

 

LUCIA

(proseguendo)

Fermefermeferme... Non posso! Aspettate!
Non ho più l'originale per rifare quel ritratto.
Penelope è morta, ricordate?

 

Xena e Gabrielle tornano a girarsi.

 

GABRIELLE

Non puoi far finta di averlo?

 

 

LUCIA

E tu?

 

Xena si batte una mano in fronte.

 

GABRIELLE

E io cosa?

 

XENA

No, lei no. Ascolta...

 

 

LUCIA

Non posso ritrarre Penelope!

(pausa)

Mmmaaa... Posso ritrarre la donna
più bella del mondo al suo posto.

 

XENA

D'accordo. Ora noi abbiamo
da fare. Tu intanto devi...

 

Lucia interrompe Xena con un gran sorriso.

 

LUCIA

SE tu posi per me, mia piccola Perfezione.

 

Xena capisce di essere caduta in trappola. E Gabrielle ne conviene.

 

GABRIELLE

E' per una buona causa.

 

 

LUCIA

Nuda, naturalmente! I Cefalonidi
dimenticheranno ogni altra cosa.

 

GABRIELLE

Aspetta un attimo!

 

 

XENA

(imitandola scherzosamente)

E' per una buona causa.

 

 

LUCIA

Ecco la mia offerta. Se accetti, farò di te
un capolavoro. Se non accetti, comincio a
mischiare i colori per quadri di battaglie.

 

Xena e Gabrielle si guardano. Nessuna delle due appare entusiasta, ma entrambe capiscono di non avere molta scelta.

 

GABRIELLE

Cosa ci costringe a fare il bene superiore.

 

XENA

Ci?

 

 

LUCIA

Eccellente! Ora, tu...

(puntando il dito su Xena)

Togliti i vestiti. E tu...

(puntando il dito su Gabrielle)

Togliti dai piedi. Devo ottenere l'intimità che
mi permetta di creare la mia stupenda arte.

 

Gabrielle assume un'espressione oltraggiata.

 

LUCIA

(proseguendo)

No no no! Abbiamo un accordo.
Fai come la neve e squagliati!

 

Xena si affretta ad agguantare Gabrielle per la vita prima che faccia qualcosa di sconsiderato, e le sussurra all'orecchio.

 

XENA

Vai a dire ad Ulisse che questa è risolta.

 

GABRIELLE

(sibilando)

Xena!!!

 

XENA

Più presto vai, più presto torni.

 

 

Con la madre di tutte le occhiatacce, Gabrielle si libera dal braccio di Xena ed esce come una furia. Lucia la guarda andarsene.

 

LUCIA

Che peperino! Mi piacciono le ragazze con un tale bel c...

 

Xena le lancia il suo sguardo omicida.

 

LUCIA

(proseguendo)

Caratterino.

 

Lucia sorride a Xena. Xena comincia a togliersi l'armatura. Il sorriso di Lucia si allarga.

 

STACCO SU:

 

INT. SALA DEL TRONO DI ULISSE - GIORNO

 

Ulisse siede sulla pedana del suo trono. Le sue guardie lo circondano. Una di esse suona il corno ed apre la porta per far entrare un gruppo di uomini. In testa al gruppo c'è RADWAR, il padre di Kelios. Radwar è un uomo dalla corporatura imponente, chiaramente un soldato, ed ha un permanente cipiglio in volto. Ulisse si alza per salutarlo.

 

ULISSE

Ah, Radwar, amico mio. Benvenuto.

 

RADWAR

Non sono amico tuo, idiota.

 

 

Gabrielle entra e sente lo scambio di battute.

 

ULISSE

Bene, ehm, si. D'accordo.
Benvenuto, Radwar, mio ex-nemico.

 

Radwar avanza con passo pesante fino alla pedana, fissando in cagnesco Ulisse.

 

RADWAR

Mostrami la dote.

 

ULISSE

Anch'io sono felice di vederti
qui. Com'è andato il viaggio?

 

RADWAR

Mostrami la dote.

 

ULISSE

Uno spuntino? Non gradiresti qualcosa
per toglierti dalla gola la polvere della strada?

 

RADWAR

No!

 

Ulisse appare molto a disagio. Gabrielle gli scivola di dietro e gli batte su di una spalla. Il sovrano si volta.

 

ULISSE

Ah! Gabrielle! Proprio te stavo cercando!

 

Gabrielle alza le sopracciglia.

 

GABRIELLE

Xena mi incarica di dirti che
stiamo risolvendo il tuo problemino.

 

ULISSE

Sapevo di poter contare su di te
per venire ad intr... Eh?

 

GABRIELLE

(abbassando la voce)

Il tuo problemino, ricordi?

 

 

ULISSE

Oh! Davvero? Veramente?

(pausa)

Ma certo che sì!
Sapevo di poter contare su Xena!
Mai avuto dubbi per la mente!

 

Intorno ad Ulisse, tutti i suoi uomini si asciugano la fronte chiaramente sollevati.

 

RADWAR

Che stai borbottando?
Sbrighiamo questa faccenda!

 

ULISSE

(abbassando la voce)

Dì a Xena che farà meglio ad affrettarsi.
Io cercherò di guadagnare tempo.

(a Radwar)

Naturalmente! Naturalmente! Seguimi, caro Radwar.
So che sei ansioso di vedere le tue nuove proprietà,
ma il cuoco ha preparato un meraviglioso banchetto per te,
come richiesto da tuo figlio. Glielo concediamo?

 

RADWAR

(in tono scontroso)

Ci vorrà molto?

 

ULISSE

Dipende dalla tua velocità a masticare.

 

RADWAR

Va bene, va bene. Basta che facciamo presto!

 

Ulisse guida Radwar fuori dalla sala. Gabrielle si gira e va nella direzione opposta.

 

ULISSE

Gabrielle!

 

Gabrielle si blocca, e si volta con riluttanza.

 

 

ULISSE

(proseguendo)

Sono sicuro che Radwar sarà lieto
di ascoltare qualche tua storia.

(pausa)

Per far passare il *tempo*?

 

Gabrielle assottiglia gli occhi, ma sa che Ulisse ha ragione, e digrignando i denti, si unisce a loro mentre escono dalla sala.

 

STACCO SU:

 

INT. STUDIO ARTISTICO - POMERIGGIO

 

Xena è in piedi al centro del laboratorio, nuda. Lucia la sta esaminando con interesse. Lentamente, le compie un giro completo intorno, scrutandola in ogni dove.

 

Gli occhi di Xena la seguono sospettosi.

 

 

XENA

Dovrai andare intorno alle cicatrici.

 

LUCIA

Accidenti, certo che ne hai.
Predisposta agli incidenti, eh?

 

XENA

No.

 

Sistematasi molto vicina a Xena, Lucia comincia a schizzare i primi abbozzi sulla tela. Ha in mano un pennello ad impugnatura lunga, e con esso pungola Xena.

 

LUCIA

Quello come te lo sei fatto?

 

Xena si guarda il punto indicato.

 

XENA

Gabrielle mi ha morso.

 

 

L'artista si blocca col pennello a mezz'aria e fissa Xena che le sorride, poi ricomincia a disegnare, e indica un' altra cicatrice.

 

LUCIA

Che mi dici di quella?

 

XENA

Gabrielle si è fatto scappare di mano il coltello per ostriche.

 

La donna si blocca di nuovo.

 

LUCIA

E quello?

 

XENA

Gabrielle voleva fare pratica di cucito
e non avevamo stoffa.

 

LUCIA

Mai pensato di farti una
compagna meno pericolosa?

 

XENA

Mai.

 

LUCIA

Perverso. Mi piace.

 

Xena sta già diventando irrequieta. Si guarda intorno in cerca di qualcosa di interessante.

 

XENA

Non hai ancora finito?

 

LUCIA

Cosa? Ho appena iniziato!
La perfezione richiede calma!

 

Xena sospira, tamburellandosi le dita sulla coscia.

 

STACCO SU:

 

INT. SALA DEI BANCHETTI DI ULISSE - POMERIGGIO

 

Ulisse, i suoi uomini, Gabrielle e Radwar sono seduti a tavola, sulla quale sono gli avanzi di un sontuoso banchetto. Pur sedendo al posto d'onore, Radwar ha un'espressione irritata ed annoiata.

 

RADWAR

Basta! Mi hai fatto perdere
abbastanza tempo, essere inutile!

 

ULISSE

Sarei Ulisse.

 

RADWAR

Mostrami la dote!
Ne ho abbastanza di cibo e storie!

 

GABRIELLE

(freddamente)

Lieta che ti siano piaciute.

 

 

Ma Ulisse ha capito di non poter trattenere Radwar molto più a lungo.

 

ULISSE

Bene, ora che ci siamo rilassati, e
mangiato a sazietà... che ne diresti di un giretto?

 

Radwar non ne può più. Si alza in piedi e spinge via il suo piatto che attraversa tutto il tavolo, facendo volare vasellame dappertutto. Un largo schizzo di qualcosa di verde raggiunge Ulisse sul petto.

 

RADWAR

Ne ho abbastanza. O mi mostri quello
che voglio, o è finita! Mi riprendo mio
figlio e richiamo le mie truppe!

 

ULISSE

Ma, Radwar!

 

Radwar punta con rabbia il dito contro Ulisse.

 

RADWAR

Ora! Mostramela ora, o sarà la GUERRA!

DISSOLVENZA.

 


FINE DELL'ATTO 3

 


ATTO 4