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ATTO 3

 

APERTURA SU:

 

INT. CAMERA DA LETTO - SERA

 

Xena sta passeggiando su e giù nell'attesa non troppo paziente di qualcosa. Osserva una porta chiusa dall'altra parte della stanza e sospira, poi ricomincia a passeggiare. Dopo un altro minuto, va alla porta e bussa.

 

XENA

Che state facendo là dentro?

 

 

GABRIELLE

(voce fuori campo)

(maliziosamente)

Ti piacerebbe saperlo, eh?
Un po' di pazienza.

 

XENA

Oh certo, una delle mie
migliori virtù. Forza!

 

La porta si apre.

 

GABRIELLE

Oh va bene!

 

Le due donne escono dallo spogliatoio. Gli occhi di Xena si spalancano nel vederle vestite con abiti identici. I capelli di Saffo sono stati accorciati come quelli di Gabrielle ed ora è praticamente impossibile distinguerle.

 

Gabrielle e Saffo vedono l'espressione sorpresa sul volto di Xena e senza una parola si prendono a braccetto contemporaneamente e la fissano con sorrisi disorientati.

 

GABRIELLE/SAFFO

Allora?

 

 

XENA

Allora cosa?

 

GABRIELLE

Chi siamo?

 

 

Xena gira loro attorno lentamente, squadrandole. Poi si ferma e abbraccia da dietro Gabrielle, sussurrandole all'orecchio.

 

XENA

Tu sei la mia.

 

 

Gabrielle le sorride e si abbandona tra le sue braccia.

 

GABRIELLE

È bello sapere che
noti la differenza.

 

XENA

Dopo tutti questi anni,
ne avresti dubitato?

 

Gabrielle le carezza gentilmente la guancia.

 

GABRIELLE

Neanche per un momento.

 

Saffo si aggiusta le maniche della veste e aspetta che Xena e Gabrielle tornino al presente. Non è una lunga attesa.

 

SAFFO

D'accordo, e adesso? Per favore
non ditemi che ho sacrificato le mie
chiome per un piano senza prospettive?

 

XENA

Veramente, vi ho fatto mettere le
stesse cose solo per vedere se
era perfetto come pensavo. Ora
che lo so, voglio che tu metta questo.

 

Tende a Saffo un indumento che sembra la solita tenuta di Gabrielle.

 

SAFFO

E per quale motivo?

 

 

XENA

Tu e la mia adorabile compagna
dovrete scambiarvi i ruoli. Tu starai
con me così potrò proteggerti in modo
adeguato e Gabrielle resterà qui, a
guardarsi intorno in cerca di indizi
senza attirare nessun sospetto.

 

GABRIELLE

Sai, odio ammetterlo, ma
potrebbe proprio funzionare.

 

XENA

(con aria innocente)

Non so come facevi a dubitarne.

 

 

STACCO SU:

 

INT. CAMERA DA LETTO DI XENA E GABRIELLE - SERA

 

Saffo osserva Xena che sta sistemando un paio di coperte pesanti sul pavimento accanto al caminetto.

 

SAFFO

Sei sicura che a Gabrielle
tutto questo stia bene?

 

 

XENA

Ma certo. Lei sa che dobbiamo
renderlo il più credibile possibile.
Poi, lei ha fiducia in me. Sa che non
c'è alcun rischio se stiamo qui insieme.

 

Saffo tira indietro le coperte del letto e vi scivola sotto mentre Xena si accomoda meglio che può nel suo giaciglio improvvisato presso il fuoco.

 

SAFFO

Voi due siete molto fortunate a
condividere una tale fiducia.

 

XENA

Dopo tutto quello che abbiamo
passato, ce lo meritiamo.

 

SAFFO

Non sono certa che io e Adriana
ci fidiamo così tanto l'una dell'altra.

 

XENA

Vi siete mai date ragioni per
non dovervi fidare?

 

SAFFO

Adriana ha avuto una specie di 'avventura'
qualche anno fa, ma fu in parte colpa mia.
Non le prestavo l'attenzione che avrei dovuto.

 

XENA

Non è una giustificazione. Lo ammetto, pure noi
abbiamo fatto i nostri errori, ma se questa fosse stata
una motivazione valida, Gabrielle avrebbe potuto avere
un migliaio di 'avventure', quando io non le davo attenzione.
Ed anch'io avrei avuto la mia buona dose di opportunità quando
lei era lontana impegnata in qualche sua piccola impresa. Ma
non è questo che fanno due persone quando si amano.

 

 

SAFFO

Ma io l'amo. L'amo con tutto il mio cuore.
Ha commesso un errore e io l'ho perdonata
e da allora non ha più fatto niente del genere.

 

XENA

Sai cosa?

 

SAFFO

Cosa?

 

XENA

Vi amerete e vi fiderete l'una dell'altra
se riuscirete a superare tutto questo.

 

SAFFO

(ridacchiando)

Mi fa piacere sentirlo. Buonanotte, Xena.

 

XENA

Buonanotte.

 

DISSOLVENZA SU:

 

INT. CAMERA DA LETTO DI SAFFO - SERA

 

Gabrielle sta cercando di trovare una posizione comoda nel grande letto di Saffo, ma senza riuscirci. Si gira e si rigira, prende a cazzotti i cuscini, butta via le coperte e poi se le riavvolge intorno. È assolutamente chiaro che non è una donna abituata a dormire sola.

 

Alla fine si rotola da una parte, abbracciando un cuscino e chiude gli occhi. Volge le spalle alla finestra e non si muove quando una figura vi striscia attraverso.

 

Muovendosi nel buio, la figura si dirige verso il letto e solleva le coperte, infilandovisi sotto e raggomitolandosi vicino a Gabrielle.

 

Gabrielle spalanca gli occhi, ma si mantiene perfettamente immobile. Poi capisce che la persona che giace accanto a lei NON è chi pensava fosse, e schizza fuori dal letto, urtando l'alluce nel movimento improvviso.

 

Si allontana a balzelloni, sfregandosi il piede dolorante e imprecando come un marinaio greco.

 

GABRIELLE

Figlio di una...!

 

 

Adriana balza fuori dal letto a sua volta e la fissa, allibita alla vista di quella furia in forma di donna che saltella intorno.

 

ADRIANA

Che c'è?

 

GABRIELLE

Chi diavolo...

(pausa)

Voglio dire, che
diavolo ci fai qui?

 

ADRIANA

Ci vivo.

 

GABRIELLE

Ma credevo che fossi arrabbiata.

 

Gabrielle smette di saltare e zoppica fino ad una sedia, continuando a sfregarsi il piede senza guardarlo.

 

GABRIELLE

(proseguendo)

Spero che abbia almeno la
decenza di sembrare maciullato.

 

Adriana attraversa la stanza e si inginocchia davanti a Gabrielle.

 

ADRIANA

Dài. Fammi vedere.

 

 

Nel rendersi conto che Adriana la crede Saffo, sposta velocemente il piede da quelle mani invadenti.

 

GABRIELLE

No, no. Va bene.
Sopravviverò. Ho avuto di peggio.

 

Con una risatina, Adriana afferra di nuovo il piede di Gabrielle.

 

ADRIANA

E quando? Se ti spezzi un'unghia
credi che sia la fine del mondo.

 

Gabrielle tira ancora indietro il piede e si alza, pronta a scappare o a difendersi, secondo quel che richieda la situazione che sta rapidamente degenerando.

 

GABRIELLE

Davvero, sto bene. Grazie, comunque.
Cosa fai qui, allora? Credevo che fossi
fuori impegnata a distruggere altri vasi.

 

Adriana sorride e si avvicina a Gabrielle.

 

ADRIANA

Li ho finiti, quindi ho pensato che
fosse ora di tornare qui a fare pace.
Sai quanto ci piace fare pace.

 

Gabrielle comincia ad arretrare, ma senza mai distogliere gli occhi da Adriana.

 

GABRIELLE

Non sono pronta a fare pace.
Sono... sono ancora arrabbiata con te.

 

 

Adriana si immobilizza e punta un dito verso il proprio petto.

 

ADRIANA

Arrabbiata con me? Arrabbiata con me per
aver cercato di proteggerti e prendermi cura di te?
Accidenti, ti ringrazio tanto per la fiducia.

 

Gabrielle non ne può assolutamente più. Alza le mani a bloccare ogni ulteriore protesta di Adriana.

 

GABRIELLE

Dammi due minuti.
Torno subito.

 

E lasciata Adriana in mezzo alla stanza, spalanca la porta e corre via.

 

STACCO SU:

 

EST. ATRIO - NOTTE

 

Gabrielle frena in scivolata di fronte alla porta della stanza che Xena e Saffo dividono. Fa per spingerla e quasi cade in avanti quando questa si spalanca.

 

STACCO SU:

 

INT. CAMERA DA LETTO - NOTTE

 

Gabrielle riguadagna l'equilibrio, solo per trovarsi con la punta della lama di Xena contro la sua gola.

 

GABRIELLE

Ferma! Amici!

 

Xena abbassa la spada, scrutandola perplessa.

 

XENA

Problemi?

 

GABRIELLE

Enormi.

 

Saffo schizza fuori dal letto da cui ha osservato tutta la scena, cercando di capire cosa succede.

 

SAFFO

Qualcuno ha cercato di aggredirti?

 

GABRIELLE

No, qualcuno ha cercato di massaggiarmi i piedi.

 

XENA

Scusami?

 

 

Gabrielle annuisce, poi si gira verso Saffo.

 

GABRIELLE

Adriana ha deciso di
tornare a casa a fare pace.

 

SAFFO

Scusami?

 

GABRIELLE

In questo momento è nella tua stanza a
chiedersi probabilmente perché sei scappata
come se avessi le Furie alle calcagna.

 

 

SAFFO

Non le hai detto niente?

 

GABRIELLE

No, non le ho detto niente.
Nessuno dovrebbe saperlo.

 

SAFFO

A lei potevi dirlo.

 

XENA

No, Gabrielle ha fatto bene a non dire
niente. Finchè non saremo sicure, nessuno
deve sapere. Dobbiamo sospettare di tutti.

 

SAFFO

Xena, è di Adriana che stiamo
parlando. Lei mi ama. Non mi
farebbe mai del male.

 

Nel bel mezzo di questa discussione la porta della stanza si apre, e Adriana entra, improvvisamente MOLTO confusa nel vedere due 'Saffo' davanti a lei.

 

ADRIANA

Ma cosa, in nome di...

 

SAFFO

Posso spiegarti.

 

ADRIANA

Mi auguro che qualcuno possa. Ti sei
precipitata fuori dalla nostra stanza... come...

 

S'interrompe, voltandosi lentamente verso Gabrielle.

 

ADRIANA

(proseguendo)

Eri tu nella nostra
stanza, vero?

 

GABRIELLE

Sì, ma c'è un'ottima
spiegazione.

 

SAFFO

Adriana, queste sono
Xena e Gabrielle...

 

ADRIANA

(a Gabrielle)

Che stavi facendo
nella nostra stanza?

 

GABRIELLE

Potrei dirtelo, ma
poi dovrei ucciderti.

 

Si sporge verso Xena, bisbigliando.

 

GABRIELLE

(proseguendo)

Ho sempre desiderato dirlo.

 

 

SAFFO

Sono qui per aiutarmi. Devono
scoprire chi vuole impedirmi
di aprire la mia scuola.

 

Adriana si gira verso Saffo. Uno sguardo ferito le attraversa chiaramente il volto.

 

ADRIANA

È questo l'aiuto di cui parlavi? Le
persone che hai chiamato qui a
proteggerti? Tu non ti
fidi di me, vero?

 

Saffo si avvicina all'innamorata e le carezza una guancia.

 

SAFFO

Certo che sì, ma ho bisogno che
tu stia qui con me, non che te ne vada
in giro magari a rischiare la vita anche tu.

 

XENA

Ha ragione. Lasciate i rischi
ai professionisti.

(pausa)

Va bene gente; abbiamo bisogno
di dormire un po'. Voi due state
qui e chiudete la porta. Gabrielle
ed io torneremo in camera vostra.
Adriana, qualcuno ti ha vista venire qui?

 

ADRIANA

No.

 

XENA

Bene. Assicuratevi che la porta
sia ben chiusa. Andiamo Gabrielle.

 

STACCO SU:

 

INT. ATRIO - NOTTE

 

Xena e Gabrielle stanno percorrendo l'atrio verso la stanza di Saffo.

 

GABRIELLE

Non hai l'impressione che per essere
delle persone innamorate, non si
piacciano molto l'un l'altra?

 

XENA

Penso che abbiano solo dei problemi.
Immagino che la tensione di una
situazione simile pesi molto su di loro.

 

 

GABRIELLE

Allora a noi trovare la risposta su chi stia
cercando di danneggiare Saffo. Se si amano
davvero, meritano la possibilità di sistemare
le cose che non vanno tra loro. Ed eliminare
un po' di pressione dovrebbe aiutarle.

 

Xena passa un braccio intorno alle spalle di Gabrielle e l'attira a sé, posandole un bacio sulla testa.

 

XENA

La mia irrecuperabile romantica.

 

GABRIELLE

Una di noi deve esserlo.

 

DISSOLVENZA INCROCIATA SU:

 

INT. STUDIO - GIORNO

 

Gabrielle siede allo scrittoio di Saffo, intenta a scorrere una catasta di pergamene. Sorride, leggendo quei bellissimi versi.

 

La porta dello studio si apre; Xena, Adriana e Saffo entrano. Gabrielle si alza e si avvicina a Saffo con in mano una delle sue pergamene.

 

GABRIELLE

Questa è stupenda.

 

Saffo guarda timidamente Adriana, poi si rivolge a Gabrielle.

 

SAFFO

Ti ringrazio. L'ho scritta l'altra notte.
Non riuscivo a prendere sonno.

 

GABRIELLE

Devo riconoscere che la stessa Venere ne
sarebbe compiaciuta. Credo che nessuno
prima l'abbia mai definita 'astuta tessitrice'.

 

XENA

Ma si è sentita chiamare in molti altri modi.

 

 

Gabrielle fa una risatina e consegna la pergamena a Saffo. Poi si china verso di lei, sussurrandole all'orecchio.

 

GABRIELLE

Dovresti farne una lettura privata.

 

SAFFO

Forse lo farò.

 

Xena batte le mani tra loro per ottenere l'attenzione di tutte.

 

XENA

Va bene, ecco il piano della giornata.
Adriana, tu e Gabrielle starete qui
cercando di scoprire qualcosa. Saffo
ed io andremo in città per vedere
quello che possiamo ricavare da là.

 

ADRIANA

Non credo che Saffo dovrebbe
lasciare la tenuta.

 

Xena conduce Gabrielle accanto ad Adriana.

 

XENA

Non lo farà. Resterà proprio qui.

 

ADRIANA

Be' a volte ho bisogno di
sbatterci contro, ma ora ho capito.

 

XENA

Bene. E visto che conosci tutti qui,
sei la scelta più logica per assistere
Gabrielle nella sua parte di indagini.

 

Adriana annuisce, dando a Xena uno sguardo riconoscente.

 

ADRIANA

Grazie.

 

XENA

Non c'è di che.

 

DISSOLVENZA.

 

FINE DELL'ATTO 3

 


ATTO 4