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ATTO 4

 

APERTURA SU:

 

INT. PALAZZO DEL GOVERNO - GIORNO

 

Escopios è in piedi di fronte al trono di Xena, reggendo in mano un rotolo di pergamena. La srotola, ma in mancanza di qualcosa per tenerla tesa alle estremità, questa si richiude. La srotola nuovamente, e nuovamente si richiude.

 

ESCOPIOS

La prima causa...

 

Srotola la pergamena, che si richiude.

 

ESCOPIOS

(proseguendo)

La prima causa di oggi riguarda...

 

Srotola la pergamena, che si richiude. Xena si guarda intorno nella sala, come cercando qualcosa. Gabrielle fruga nella borsa al suo fianco, anche lei cercando.

 

GABRIELLE

Dannazione, credevo di avere...

 

 

Gli uomini col mantello scagliano i loro dardi. Xena si alza, afferrandoli entrambi al volo, e senza battere ciglio scende i gradini del trono e strappa la pergamena dalle mani di Escopios.

 

GABRIELLE

(proseguendo)

Oh sì, quelli dovrebbero andare.

 

Xena fissa le frecce alle estremità della pergamena, e lo restituisce ad Escopios. Si volta e torna a sedere sul suo trono, aggiustandosi la gonna con una mossa decisa.

 

Escopios guarda le frecce, poi Xena. Dietro la piattaforma, i due uomini col mantello allungano il collo per vedere cosa succede. Poi si scambiano sguardi sconcertati.

 

ESCOPIOS

T...ti ringrazio, Mia Regina.

 

I due ammantellati posano la loro balestra, e si stringono tra loro, bisbigliando.

 

XENA

Leggi ora.

 

ESCOPIOS

Naturalmente. Ahem. La prima causa
di oggi riguarda Giasone il pastore,
che accusa Kadmo il mugnaio di aver
abbattuto degli alberi nel suo pascolo
e avergli ucciso due pecore.

 

Un uomo in prima fila si alza in piedi. È vestito con grande eleganza. Un altro uomo cerca di farsi strada dalle retrovie, ma è bloccato alla recinzione.

 

Xena indica il primo uomo, uno di quelli che ha cercato di corromperla.

 

XENA

Tu chi sei?

 

 

UOMO

Io sono Kadmo. Sono innocente,
Mia Regina. Ecco cosa è accaduto,
io stavo solo attraversando il prato di
quel miserabile, e mi ero rovinato un
buon paio di stivali nel farlo, per colpa
di quelle pecore puzzolenti! Ma...

 

XENA

(a voce alta)

Fai silenzio!

 

Indica il secondo uomo.

 

XENA
(proseguendo)

E tu chi sei?

 

GABRIELLE

(sussurando)

Dieci denari che è Giasone.

 

UOMO

Io sono Giasone, Mia Regina.

 

Giasone smette di parlare e aspetta. Xena gli sorride, e gli fa cenno di venire avanti.

 

XENA

Lasciate che salga qui.

 

Con sguardo accigliato, la guardia permette a Giasone di passare. L'uomo sale sulla piattaforma. I suoi stivali sono coperti di ciò che ci si aspetta di veder coprire gli stivali di un pastore, e lui puzza come qualcuno che passa molto tempo tra le greggi.

 

GABRIELLE

Ah.

 

XENA

(con la mano davanti alla bocca)

Nostalgia di casa?

 

Gabrielle le lancia solo un'occhiata.

 

XENA

(proseguendo)

(a Giasone)

Dimmi tu cosa è successo.

 

KADMO

Ma, Mia Regina!
Io non avevo finito!

 

Xena lo fissa gelida.

 

GIASONE

Faceva freddo. Avevo messo
il gregge su di un lato del prato
vicino agli alberi, al riparo dal vento.

 

Xena annuisce.

 

KADMO

Questa è una menzogna!

 

XENA

(puntando il dito contro Kadmo)

Zitto o ti strappo la lingua.

 

Tutti fissano Xena. Gabrielle si gratta il naso.

 

GABRIELLE

(schiarendosi la gola)

Non è tanto dolce e
gentile quanto sembra.

 

 

Xena che stava per rispondere, si blocca e si limita a guardare male Gabrielle.

 

XENA

Va' avanti.

 

GIASONE

Il mugnaio ha cominciato ad
abbattere gli alberi, io gli ho detto
di aspettare, ma lui si è rifiutato. E
l'albero che ha tagliato è caduto sul
mio gregge. Sono morte due pecore.

 

Giasone punta il dito su Kadmo.

 

GIASONE
(proseguendo)

E lui si è messo a ridere.

 

KADMO

Bugìe! Chi può credere
ad un pecoraio!

 

GABRIELLE

Qual era il valore
delle pecore?

 

GIASONE

(incoraggiato)

Cinquanta denari a capo.

 

KADMO

Bugìe! Non mi sono neanche
avvicinato a quel prato!

 

XENA

(puntando il dito contro Kadmo)

Credevo avessi detto di esserci stato.
Mi pare che ti sia rovinato gli stivali.

 

Colto in fallo dalle sue stesse parole, Kadmo si rimette a sedere furibondo. Xena e Gabrielle avvicinano le teste bisbigliando.

 

XENA

(proseguendo)

Probabilmente non ha ucciso
quelle dannate pecore di proposito.

 

 

GABRIELLE

E una pecora non
vale cinquanta denari.

 

Xena riflette. Dietro di lei, le due figure ammantellate riappaiono, armate questa volta di dardi avvelenati.

 

XENA

D'accordo. Tu...

 

Punta di nuovo il dito contro Kadmo.

 

XENA

(proseguendo)

... sei responsabile di aver privato
quest'uomo di parte del suo gregge.

 

KADMO

Ma…!!

 

XENA

SILENZIO!

 

GABRIELLE

(puntando il dito verso Giasone)

E, a meno che il tuo gregge non
abbia il vello d'oro, penso che
cinquanta denari sia un po' troppo.

 

Il pastore sorride, stringendosi nelle spalle.

 

GIASONE

Non credevo nemmeno di ricevere
udienza. Ho pensato di provarci.

 

XENA

(indicando Kadmo)

Ecco cosa dovrai fare.
Fornirai legname a quest'uomo
per tutto l'inverno. Ci siamo capiti?

 

Giasone appare sorpreso, ci pensa, poi annuisce. Kadmo apre la bocca per protestare, poi si ferma, pensa, e annuisce a sua volta.

 

XENA

(proseguendo)

Fuori! Il prossimo!

 

Escopios torna alla sua pergamena. Il pubblico inizia a chiacchierare rumorosamente. Le figure ammantellate avanzano strisciando, e puntano le loro cerbottane.

 

STACCO SU:

 

INT. PALAZZO DEL GOVERNO - GIORNO - DIETRO LA PIATTAFORMA DEL TRONO

 

Visuale dalla prospettiva delle figure ammantellate. Si vedono le spalle e la testa di Xena, e il braccio di Gabrielle da dietro. Una delle figure abbassa la mano.

 

OMBRA 1

Hai una buona angolazione?

 

OMBRA 2

Per quella alta, sì.
Non per l'altra.

 

OMBRA 1

È troppo bassa!

 

STACCO SU:

 

INT. PALAZZO DEL GOVERNO - GIORNO - PIATTAFORMA DEL TRONO

 

Gabrielle guarda Xena.

 

GABRIELLE

Hai fatto una battuta sulla mia statura?

 

 

Xena aggrotta la fronte.

 

XENA

Io? No!

(guardando Escopios)

Ebbene?

 

Escopios ha in mano molti appunti su pergamena con cui sta giocherellando.

 

ESCOPIOS

Un momento, Mia Regina.
Questa causa è molto complessa,
ed ho qui parecchie note...

 

Le note gli cadono di mano. Si china a raccoglierle. Xena comincia a fremere. Gabrielle se ne accorge. Con un buffetto sulla mano della compagna, si alza, dirigendosi verso un pezzo di legno intagliato e decorato che spunta su di un lato della piattaforma.

 

ESCOPIOS

(proseguendo)

Se riesco a sistemare
queste possiamo incominciare.

 

STACCO SU:

 

INT. PALAZZO DEL GOVERNO - GIORNO - DIETRO LA PIATTAFORMA DEL TRONO

 

Le figure ammantate si preparano.

 

OMBRA 1

Ora va meglio. Adesso ce l'ho.

 

OMBRA 2

Io ho quella alta. Pronto?
Uno... Due...

 

OMBRA 1

Aspetta. Mettiamone due per ciascuna.
Accertiamoci veramente di colpirle.

 

Caricano le cerbottane con due dardi, poi inalano e poggiano l'estremità alla bocca, puntandole direttamente su Xena e Gabrielle.

 

STACCO SU:

 

INT. PALAZZO DEL GOVERNO - GIORNO - PIATTAFORMA DEL TRONO

 

Gabrielle libera con un colpo della mano la tavola di legno. La solleva per esaminarla, poi si gira verso Xena.

 

GABRIELLE

Hai qualcosa di appuntito?

 

Xena si studia le mani, poi le tende a Gabrielle.

 

XENA

Solo queste.

 

Gabrielle porta ugualmente con sé la tavola e torna al suo posto. Xena si alza a sua volta e tende la mano per prendere la tavola.

 

XENA

(proseguendo)

Escopios, vieni qui.

 

 

Escopios si affretta a raggiungerle, ma salendo sulla piattaforma incespica, seminando dovunque i frammenti di pergamena. Gabrielle getta la tavola a Xena e si mette in ginocchio per aiutarlo a raccoglierle.

 

Nel momento in cui la tavola passa dall'una all'altra, Xena fa un passo avanti passandoci di fronte e i quattro dardi si conficcano nel legno con una serie di 'tuck". Xena l'afferra e prosegue, restituendo la tavola a Gabrielle mentre questa si rialza.

 

GABRIELLE

Oh... ehi, grazie.
Grande idea.

 

Gabrielle appunta le note alla tavola con i dardi, poi la passa a Escopios. Gabrielle si stropiccia le mani e si rimette in piedi. Poi, insieme a Xena torna indietro e si risiede. Escopios, tenendo la tavola tra le mani, comincia a leggere.

 

STACCO SU:

 

INT. PALAZZO DEL GOVERNO - GIORNO - DIETRO LA PIATTAORMA DEL TRONO

 

Le due figure ammantate si guardano sconcertate.

 

OMBRA 1

Va bene. Ora sono davvero arrabbiato.

 

OMBRA 2

Già! Adesso diventiamo cattivi.

 

I due si allontanano strisciando.

 

STACCO SU:

 

INT. SALA DEI BANCHETTI DELLA LOCANDA - GIORNO - PIÙ TARDI

 

La sala è stata preparata per servire un lauto pranzo. La cittadinanza più nobile è sparpagliata in giro in gruppetti, tutti impegnati in animate discussioni. Sono evidentemente assai poco soddisfatti.

 

Xena e Gabrielle fanno il loro ingresso, e la sala piomba nel silenzio, mentre tutti gli occhi si appuntano su loro. Xena e Gabrielle attraversano la sala con passo deciso, senza curarsi degli sguardi omicidi.

 

GABRIELLE

Mi pare che ce la siamo
cavata molto bene, non credi?
Meno cinque, quanti ne mancano?

 

Xena appare compiaciuta.

 

XENA

Già. Ma soprattutto quel tizio che aveva
cinque persone che lo accusavano
di truffa mi ha fatto arrabbiare.

 

GABRIELLE

Credo che anche lui l'abbia capito quando gli
hai intimato di lasciare entrare ciascuno di loro
liberamente nel suo negozio per un quarto
di tacca e prendere quello che volevano.

 

 

Xena ridacchia.

 

XENA

Penso di essere stata piuttosto indulgente.

 

Le due donne scavalcano una corda tesa attraverso il pavimento. Mentre continuano a camminare, una trappola scatta e la corda si trasforma in un laccio che rapido si chiude intorno alle loro gambe.

 

Xena e Gabrielle evitano il cappio proprio mentre le sta raggiungendo e procedono tranquillamente verso il tavolo pronto per loro, prendendo posto su due grandi sedie. La corda si chiude sul nulla e viene trascinata via nell'aria, andando a colpire una serie di tre forconi appesi insieme sulle loro teste.

 

GABRIELLE

Credo che le cause più dure ci
attendano dopo pranzo. Quando
sarà la volta del caso di Malcos.

 

Al loro tavolo ci sono altre quattro sedie, e con riluttanza, Malcos, Escopios ed altri due le raggiungono andando ad occuparle. Hanno tutti un'aria nervosa.

 

GABRIELLE

(proseguendo)

Allora, come stiamo andando finora?

 

I quattro la fissano.

 

GABRIELLE

(proseguendo)

Grazie. Lo pensavamo anche noi.

 

Due servitori entrano con i vassoi. Uno porta un vassoio con due file di piatti, evidentemente destinati a Xena e Gabrielle. Sull'altro vassoio ci sono le portate per gli altri commensali del tavolo. I servitori si avvicinano e li riconosciamo come le due figure ammantate nell'ombra che ora indossano camicie con nastrini e attillatissime calzemaglie.

 

XENA

(ai commensali)

Pensate bene a cosa
chiedete la prossima volta.

 

I servitori cominciano a posare le scodelle, ma sono interrotti dalla porta che si apre. Un uomo vestito poveramente di stracci e a piedi nudi entra di corsa e si dirige al tavolo principale.

 

ESCOPIOS

Guardie! Guardie!

 

I soldati corrono per intercettare l'uomo, ma questi li schiva e si getta ai piedi di Xena. Xena si china sul tavolo per vederlo.

 

XENA

Alzati.

 

 

L'uomo si tira sulle ginocchia.

 

UOMO

Mia Regina, ti prego!
Ho bisogno di te!

 

La sala si agita nervosamente.

 

ESCOPIOS

Mia Regina, a quest'uomo non
dovrebbe essere consentito...

 

GABRIELLE

È una buona ragione
per ascoltarlo. Va' avanti!

 

Gabrielle si alza in piedi, e voltandosi verso i servitori con un sorriso, prende da sola le scodelle dal vassoio, posando le due destinate a loro davanti a Malcos ed Escopios. Poi ne prende altre due per sé e Xena, e torna a sedersi.

 

GABRIELLE

(proseguendo)

Scusate. Ma siamo
digiune da stamattina.

 

 

I due servitori si guardano disperati.

 

UOMO

Mi pare che tu voglia sapere la
verità. E io ti dirò la verità su quanto
SONO FALSI QUESTI UOMINI!

 

L'uomo punta il dito contro gli altri seduti al tavolo. Tutti lo fissano atterriti. Xena prende una cucchiaiata di zuppa, sorbendola rumorosamente nel silenzio totale.

 

XENA

Niente stupidaggini, Gola Profonda.

(pausa)

Forza. Dicci di più.

 

L'uomo sorride. Malcos gli tende la sua scodella di zuppa.

 

MALCOS

Ecco, brav'uomo. Prendine un poco.
Mi sembra che tu ne abbia bisogno.

 

L'uomo prende la scodella e comincia a bere.

 

L'uomo si arresta a metà sorso.

 

UOMO

Che schifo. Lenticchie.

 

Posa la scodella per terra.

 

UOMO

(proseguendo)

Mi danno l'orticaria. Ora
Mia Regina, lascia che
inizi la mia storia.

 

L'uomo estrae un rotolo consumato dalla tasca posteriore, e lo apre. È coperto da una scrittura minuta, sul davanti e sul retro, ed anche di traverso lungo i margini.

 

UOMO

(proseguendo)

Mi sono segnato tutte le ingiustizie
patite per dieci anni. Ho sentito che
tu sei una donna giusta, e sono
certo che le risolverai tutte!

 

Tutte le teste si voltano verso Xena, sorprendendola a sorseggiare la zuppa dal bordo della scodella. Lei alza un sopracciglio, risputandoci dentro un pezzo di radice, prima di rimetterla giù.

 

XENA

Di quante ingiustizie
stiamo parlando qui?

 

UOMO

(contando silenziosamente)

Quattrocentododici.

 

Sussulto collettivo.

 

XENA

Sarà dura da fare in un solo
giorno. Sbrigati a leggere.

 

 

MALCOS

No! Cioè... Non possiamo
permetterlo! Ci rovinerà tutti!

 

XENA

Con un po' di fortuna.

 

La cittadinanza nella sala resta senza fiato. Malcos balza in piedi di scatto.

 

MALCOS

No! Io non lo permetterò!
Dobbiamo fermarlo!
Tutti! Con me! Ora!!!

 

Malcos supera il tavolo con un salto. Il resto della folla esita, poi tutti scattano e corrono verso l'uomo, usando qualunque cosa abbiano in mano come coltelli, forchette, e scodelle per colpirlo.

 

UOMO

Uccidiamolo!

 

DONNA

Facciamolo a pezzi!

 

Le frustrazioni dell'anno passato ora esplodono trasformando la folla in una delirante orda selvaggia. Con un grido, l'uomo scompare sotto una massa di braccia, gambe e mulinare di stoviglie.

 

Xena e Gabrielle guardano l'ammucchiata ribollente, poi si guardano tra di loro.

 

GABRIELLE

Cosa dicevi a proposito
dell'essere pacifici?

 

XENA

Cosa dicevi a proposito
del non tirare calci?

 

 

Le due donne si alzano e gettati da parte i tovaglioli, e allontanate con un calcio le sedie, si lanciano oltre il tavolo nel fitto della mischia all'unisono.

 

STACCO SU:

 

INT. PALAZZO DEL GOVERNO - TARDO POMERIGGIO

 

Tutti sono all'interno del palazzo del governo. Questa volta, sono i cittadini più floridi a stare dietro la recinzione, sporchi, sbattuti, e pieni di lividi. Molti hanno i vestiti strappati. Sembra come se il loro intero gruppo fosse stato trascinato da dei cavalli lungo una strada accidentata e poi scaraventato dentro.

 

Il resto della cittadinanza è a sedere sui banchi, a mani conserte e mantenendo la loro miglior condotta.

 

Xena e Gabrielle entrano. I loro abiti sono intatti e senza una grinza. E non si scorge un solo granello di polvere su nessuna di loro. Apparentemente fresche come margherite, le due donne si dirigono verso la piattaforma e siedono contemporaneamente sui loro troni.

 

XENA

Ci siamo tutti?

 

Tutti annuiscono.

 

XENA

(proseguendo)

Bene.

 

Fa una pausa e guarda Gabrielle.

 

XENA

(proseguendo)

Gabrielle?

 

Gabrielle si alza in piedi e si schiarisce la gola.

 

GABRIELLE

D'accordo. A noi pare abbastanza
evidente che il vostro sistema
qui proprio non funziona.

 

Esitando, Escopios alza la mano. Gabrielle si ferma e lo guarda.

 

GABRIELLE

(proseguendo)

Sì?

 

ESCOPIOS

Penso che ci siamo solo lasciati trascinare.
Non ci comportiamo sempre così.

 

Dalla parte della cittadinanza malridotta giunge un mormorio di approvazione.

 

POVERO

Già, sicuro. Di solito
voi comprate il giudice!

 

I poveri della città cominciano ad urlare il loro consenso. Xena si alza.

 

XENA

SILENZIO!

 

Tutti si zittiscono all'istante come se avessero mozzato loro la lingua.

 

XENA

(proseguendo)

Le vostre tradizioni fanno schifo.

 

Gabrielle si schiarisce la gola.

 

GABRIELLE

Voi usate le tradizioni solo
per mascherare le ingiustizie.

 

 

XENA

(sottovoce)

È quello che ho detto io.

 

GABRIELLE

Lasciare che tutto si accumuli per
un anno, per poi manipolarlo
in modo che niente venga
risolto. Questo non è giusto.

 

MALCOS

(ostinatamente)

Certo che è giusto! Paghiamo
dei bei soldi perché sia così!

 

Xena ringhia. Malcos si rannicchia al suo posto e scompare.

 

GABRIELLE

Questa non è giustizia. Voi
ottenete la ragione solo
perché avete più denaro.

 

ESCOPIOS

Be', ma è così che funziona dalle
nostre parti. È il nostro sistema!

 

La folla sul fondo acconsente. La folla in prima fila dissente. Xena si alza e tutti di nuovo tacciono. Xena si volta e lancia a Gabrielle uno sguardo significativo. Gabrielle fa un sospirone e si stringe nelle spalle.

 

GABRIELLE

Ma credete davvero che questo
sia il metodo migliore? Nuocere
alla povera gente perché i ricchi
abbiano quello che vogliono?

 

La folla sul fondo ha la decenza di apparire imbarazzata. La folla in prima fila si asciuga gli occhi.

 

ESCOPIOS

Ehm... e che altro modo c'è?

 

Xena e Gabrielle si scambiano uno sguardo. Xena sospira, poi tira fuori una moneta dal sacchetto che tiene in vita e la getta a Gabrielle, che l'afferra al volo con una strizzatina d'occhio.

 

GABRIELLE

Lieta che tu l'abbia chiesto.
Noi avremmo qualche idea.

 

 

DISSOLVENZA.

 

FINE DELL'ATTO 4

 

 

EPILOGO

 

APERTURA SU:

 

INT. GIARDINO REALE - SERA

 

È quasi il tramonto. Xena e Gabrielle siedono vicine sulla panchina del giardino, vestite dei loro soliti abiti da viaggio. Accanto hanno la loro roba. La casa dietro di loro è buia, e mostra evidenti segni di distruzione. Ricchi drappeggi pendono strappati dalle finestre, e le persiane sono state sradicate. Appoggiate alle mura ci sono svariate scale a pioli.

 

GABRIELLE

Sai, stavo pensando.

 

XENA

Se mi dici che ti stai chiedendo
se abbiamo fatto la cosa
giusta, ti picchierò sulla testa
con quelle margherite laggiù.

 

 

Gabrielle ride.

 

GABRIELLE

No. Lo so che l'abbiamo fatta. Averli
convinti ad eleggere una giuria composta
per metà di ricchi e per metà di poveri è un
ottimo inizio per giungere ad una vera giustizia.

 

Xena si appoggia all'indietro sulle braccia a guardare il tramonto.

 

XENA

Lo pensi davvero?

 

GABRIELLE

Tu no?

 

Xena resta silenziosa.

 

GABRIELLE

(proseguendo)

Tu pensi che torneranno semplicemente
a fare quello che facevano, limitandosi
solo a trovare qualcuno più facile da
corrompere l'anno prossimo, vero?

 

XENA

Be'...

 

Gabrielle aggrotta la fronte.

 

GABRIELLE

Io credo che almeno cercheranno un
altro sistema. Tutta quella gente che è stata
truffata non gli permetterebbe di fare altrimenti.

 

Xena apparentemente ha i suoi dubbi.

 

XENA

Forse.

 

 

Gabrielle passa il braccio sotto quello di Xena, e si appoggia a lei.

 

GABRIELLE

Dovresti avere maggior fede
nelle persone, Xena. A volte,
ti possono sorprendere.

 

Xena guarda Gabrielle. Quelle parole all'improvviso assumono un significato più profondo di quanto appaiano in superficie. Xena fissa Gabrielle negli occhi.

 

XENA

(in tono grave)

E a volte non ti sorprendono
per niente.

 

Gabrielle abbassa lo sguardo, poi torna a guardare Xena.

 

GABRIELLE

No, a volte no.

 

 

Xena prende la mano di Gabrielle, ed insieme restano sedute ad osservare il tramonto. Dopo qualche minuto di silenzio, Xena si china su Gabriele e le posa un bacio sulla guancia.

 

XENA

Avevi ragione. Qualche volta
discutere a fondo di un problema
è la cosa migliore da fare.

 

Gabrielle sembra deliziata.

 

GABRIELLE

Anche tu però avevi ragione.
Qualche volta, devi prendere la
gente a calci per farti ascoltare.

 

Le due donne siedono ad ammirare ancora per qualche momento il tramonto, che le dipinge di una luce rossa, ricca e dorata.

 

GABRIELLE

(proseguendo)

E poi, possiamo sempre
tornare qui l'anno prossimo e
controllare come si comportano.

 

XENA

Mm. Sì.

 

Xena posa la testa contro quella di Gabrielle.

 

XENA

(proseguendo)

E ricominciare a
prenderli a calci.

 

Entrambe ridono. Gabrielle si sporge all'indietro e tira fuori una sacca di pelle nuova, chiaramente ricolma di qualcosa.

 

XENA

(proseguendo)

Che cos'è?

 

GABRIELLE

I nostri abiti. Li ho salvati
dalla distruzione.

 

Xena appare interessata.

 

XENA

Ah sì?

 

 

GABRIELLE

Pensavo che magari potresti
unirti a me per una cenetta
ed un ballo di mezzanotte.

 

XENA

Hmm... Credo che potrei lasciarmi
comprare per convincermi a partecipare.

 

GABRIELLE

Ah sì? Quanto vuoi?

 

Xena si china a baciarla.

 

 

XENA

All'incirca questo.

 

DISSOLVENZA.

 

DISCLAIMER

Nessun privilegio reale è rimasto danneggiato durante la realizzazione di questo episodio,
ma Xena ancora non riesce a far smettere a Gabrielle di ricamare coroncine sulla
sua biancheria insolitamente delicata e spesso pericolosamente esposta.

 

 

MY FAIR DITE
Xena e l'avventura di Venere