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ATTO 2
APERTURA SU:
EST. TEMPIO DI VENERE - GIORNO
Allontanandosi dal tempio, Xena guarda Gabrielle.
XENA Dimmi di nuovo perché
GABRIELLE Sono preoccupata per lei,
XENA Gabrielle, stiamo parlando
GABRIELLE No, no, stavolta è peggio del solito.
XENA (stringendosi nelle spalle) Gli dèi hanno reazioni diverse
GABRIELLE Ho l'impressione che ci sia
(affettuosamente) Xena, sono preoccupata
XENA (dubbiosa) Soltanto che non sono sicura che stare
GABRIELLE Ti fideresti di qualcun altro
XENA (piano, arrendendosi) No.
GABRIELLE Possiamo per favore provarci?
Dopo un momento, Xena annuisce.
XENA D'accordo. Credo che tu pretenda
GABRIELLE Lo so, ma penso che ne valga la pena.
STACCO SU:
EST. SENTIERO - GIORNO
Xena guida il gruppo, tirando Argo per le redini. Gabrielle la segue appena dietro. Venere chiude in coda, parecchio distanziata. Poi si ferma, si guarda la mano e batte il piede per terra.
GABRIELLE Che c'è, Venere?
VENERE Oooo, mi sono rotta un'altra unghia!
GABRIELLE Come me e Xena.
VENERE Sai cosa voglio dire.
GABRIELLE Ancora un bel po'.
STACCO SU:
EST. SENTIERO - PIÙ TARDI
Xena è ancora davanti. Gabrielle è parecchio più indietro, la frustrazione evidente in volto. Venere si è fermata di nuovo.
GABRIELLE Sì?
VENERE Non sai mica dove possa
STACCO SU:
EST. SENTIERO - ANCORA PIÙ TARDI
Xena sta abbeverando Argo ad un piccolo ruscello. Gabrielle è seduta su una roccia, lo sguardo rivolto al cielo. Sembra quasi in coma.
VENERE ...E questi! Li chiami capelli,
STACCO SU:
EST. SENTIERO - PIÙ TARDI ANCORA
Venere continua a seguirle da sempre più lontano. Se possibile, sembra ridotta peggio di quando l'hanno incontrata. I suoi capelli le pendono intorno al viso come funi bagnate. Il suo abito è sporco e strappato. Zoppica a causa di un tacco di una delle sue eleganti scarpette, irreparabilmente spezzato. In breve, un disastro.
GABRIELLE Xena....
Xena si ferma e si gira. Lancia un'occhiata a Gabrielle, poi più lontano a Venere.
XENA D'accordo. Svanisci, dissolviti,
Venere fa un gran sorriso, totalmente rianimata.
VENERE Grazie, ragazze!
In un'esplosione di scintille rosa, Venere sparisce.
GABRIELLE (a bassa voce) Scusami.
Gabrielle posa una mano esitante sul braccio di Xena. A quel tocco, tutta la rabbia della guerriera scompare e lei sorride debolmente.
XENA Non c'è problema. E poi, sono
GABRIELLE Attenta. Sai cosa succede
XENA In questo momento, anche una battaglia
Dopo un momento, Gabrielle scoppia a ridere, e la coppia riparte a braccetto.
STACCO SU:
EST. SOBBORGHI CITTADINI - SERA PRESTO
Xena e Gabrielle raggiungono finalmente Venere proprio quando il sole sta iniziando a scendere dietro le colline. I suoi raggi evidenziano tutta la bellezza aurea della dea. Le due donne scorgono un umidore sospetto brillarle sulle guance, e si scambiano uno sguardo, comunicando tra loro senza parole. Gabrielle annuisce e Xena si allontana, conducendo Argo verso un piccolo corso d'acqua che scorre lungo i sobborghi della città.
Gabrielle si avvicina a Venere e posa una mano sulla roccia scaldata dal sole su cui siede la dea.
GABRIELLE Ehi.
Venere le rivolge un sorriso un po' troppo smagliante.
VENERE Ciao, Gab. Perché ci
GABRIELLE (stando allo scherzo) Invecchiando si diventa
VENERE Ma figurati. Mi sorprende che
Gabrielle non ride.
GABRIELLE (con aria seria) Venere.
VENERE Sì?
GABRIELLE È... lo...
VENERE Sputa il rospo, Gab.
Dopo un momento, Gabrielle sospira e scuote la testa.
GABRIELLE Non importa.
Entrambe si girano a guardare il sole che sta calando, dipingendo il cielo di una ridda di rosa, viola, oro e rossi intensi.
VENERE (dolcemente) Sai, quando eravamo più giovani... non che
GABRIELLE (sorpresa) Tu? Lottavi con Marte??
Venere ride.
VENERE Forte, eh?
GABRIELLE Io... ti crederò sulla parola.
VENERE Ma ti dirò un segreto. (pausa) Lui sapeva quanto amassi
Tira su le ginocchia e vi avvolge intorno le braccia.
VENERE (proseguendo) Penso che sia una delle cose che
Senza sapere che rispondere, Gabrielle resta semplicemente accanto a Venere mentre il sole tramonta.
STACCO SU:
INT. TAVERNA - SERA
Come il resto della cittadina, la taverna ha subito le devastazioni della guerra. Nonostante sia tenuta in ordine per quanto umanamente possibile, si porta dietro comunque le sue ferite di guerra che niente potrebbe cancellare, a parte una completa demolizione e ricostruzione.
Xena, Gabrielle e Venere siedono ad un tavolo di legno malridotto. Xena e Gabrielle sono una di fronte all'altra, mentre Venere è seduta alla destra di Gabrielle. Dopo un momento, una domestica si avvicina al loro tavolo. Anche lei porta le sue ferite di guerra. Il suo braccio sinistro termina in un moncone irregolare, ed un'orrida cicatrice le corre dalla tempia sinistra fino al corrispondente angolo della bocca, distorcendole le labbra in un perpetuo ghigno di derisione. I suoi occhi, tuttavia, sono gentili, e la sua voce piacevole e dolcemente timida.
Venere la fissa a bocca aperta, mentre Xena dà alla giovane le loro ordinazioni. Gabrielle le tira un pizzicotto sulla coscia, richiamando su di sé lo sguardo della dea. Dopo che la donna se ne è andata, Gabrielle guarda Venere.
GABRIELLE Non è educato
VENERE Non ho potuto evitarlo, Gab!
XENA (a voce bassa) In guerra succede agli innocenti.
Il viso di Venere s'incupisce. Lei e Xena si scambiano un lungo, intenso sguardo. Gli occhi Xena si spostano su Gabrielle, e le due condividono uno sguardo ancor più intenso.
Poi Xena torna a sorseggiare la sua birra.
La giovane ritorna con le ordinazioni, e poggia le scodelle di stufato fumante davanti a Xena e Gabrielle. Venere la fissa di nuovo. Fingendo di non accorgersene, la ragazza scivola via silenziosa.
GABRIELLE (sibilando) Venere...
VENERE Scusa.
Sorride.
VENERE (proseguendo) Ooo. Avete visto là?
Gabrielle si volta.
GABRIELLE Cosa?
VENERE Lei. Che fa gli occhi dolci
Con il cucchiaio a mezz'aria, Gabrielle volge lo sguardo verso il "giovane fattore" in questione. Di altezza e corporatura media, non sembra niente di più di un comunissimo uomo seduto ad un tavolo con gli amici.
Come se avvertisse di essere osservato, questi si gira a guardare, o meglio attraversare con lo sguardo, la giovane inserviente.
GABRIELLE (tristemente) Non sa nemmeno
Venere fa un gran sorriso.
VENERE Posso sistemare tutto in un attimo.
Gabrielle le afferra la mano mentre già la sta alzando. Venere le lancia un'occhiata.
VENERE (proseguendo) Perché sei così rompina, Gab?
GABRIELLE Non puoi semplicemente gettare un
VENERE Come dire, eh? Ma è questo
Gabrielle sospira.
GABRIELLE Venere, questo non è leale per
VENERE Oh dài, Gab, una volta che li avrò
GABRIELLE Venere, io credo che vorrebbero
VENERE Vuoi dire, come tu e...
Venere fa un cenno con la testa verso Xena.
Xena continua a mangiare, ignorando la conversazione.
GABRIELLE Sì.
VENERE Scusa, Gab, ma voi siete
GABRIELLE Non ho detto che non potevi aiutarli.
(pausa) Perché non vai a parlarle? Scopri
Venere appare dubbiosa.
GABRIELLE (proseguendo) Mi sembra che potrebbe servirle
VENERE (sorridendo) Saggezza, eh?
GABRIELLE Già.
VENERE D'accordo. Perché no? Posso
GABRIELLE Venere...
Venere si alza in piedi, e saluta Gabrielle agitando le dita.
VENERE Ciao-ciao!
Xena sorride leggermente a Gabrielle prima di tornare al suo piatto. Gabrielle, con un gran sorriso, comincia a mangiare con gusto.
Un attimo dopo, alza la testa e vede parecchi uomini più anziani, seduti in fondo alla sala, che stanno fissando Xena, parlottando tra loro. Gabrielle sa bene che, anche se volge le spalle al gruppetto, Xena è consapevole di essere l'oggetto della loro attenzione, quindi non dice niente.
XENA (a voce bassa) Cinque. Quattro. Tre.
All'uno, l'uomo più anziano si alza, con il cappello in mano. Xena gira la testa appena a sufficienza per guardarlo da sopra la spalla.
XENA (proseguendo) Sì, il mio nome è Xena, sì,
Xena torna a mangiare, lasciando l'uomo a fissarla ad occhi sgranati.
Gabrielle gli rivolge un sorriso radioso.
GABRIELLE (all'uomo) Ha molte doti.
Xena scuote solo la testa.
STACCO SU:
INT. TAVERNA – SERA - DALLA PARTE DI VENERE
La giovane inserviente si è appena seduta ad un tavolo vicino al banco, consumando velocemente la sua cena. Venere scivola a sederle accanto.
VENERE Salve.
INSERVIENTE (timidamente) Salve.
VENERE Io... ehm... volevo scusarmi per
INSERVIENTE Non c'è problema. Ci sono
VENERE Già, ma è stata comunque
INSERVIENTE (a voce bassa) Ti ringrazio.
Venere le sorride.
VENERE Allora, come ti chiami?
INSERVIENTE Lira.
VENERE È un bellissimo nome.
Lira fa una debole risatina, provocando un sorriso compiaciuto da Venere.
LIRA Grazie. E tu come ti chiami?
VENERE Vee...nusia!
LIRA (in tono divertito) Vee...nusia?
VENERE Carino, eh?
LIRA Non mi sembri egiziana.
VENERE (vivacemente) Da parte di mia madre.
LIRA Oh.
VENERE Allora... come ti è successo?
Appena fa per sfiorare la cicatrice sul viso di Lira, la giovane donna si scansa, nascondendo faccia e mano.
VENERE Oh, scusami tanto, tesorino!
LIRA Va... tutto bene. So che non
VENERE Te lo giuro.
Lira alza gli occhi, fissando un punto lontano, il pensiero rivolto chissà dove.
LIRA È stato un signore della guerra.
VENERE Marte?!
LIRA Sì. Lui e i suoi arrivarono
(pausa) Mio... mio fratello, Tomus, aveva solo
(pausa) E uccisero mio fratello.
VENERE (in tono sentito) Mi dispiace tanto.
LIRA Lui era tutto quello che avevo. Tutto
Protendendosi verso di lei, Venere posa la mano sulla spalla di Lira, e quando la giovane donna le si abbandona contro, cinge quel corpo tremante in un caloroso abbraccio.
VENERE (sussurrando) So cosa vuol dire perdere
Lira continua a piangere, mentre Venere la stringe, cullandola dolcemente, e altre lacrime brillano nei suoi occhi.
DISSOLVENZA.
FINE DELL'ATTO 2
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