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ATTO 4
APERTURA SU:
INT. SPOGLIATOIO DI LIRA - MATTINO
Lira sta guardando con aria dubbiosa il proprio corpo, ora avvolto in un seducente, anche se leggermente consumato, abito.
LIRA Non lo so, Vee-nusia.
VENERE Be', lo so io. Con questo vestito
A Lira scappa un risolino all'idea. Poi torna seria.
LIRA Sono ancora indecisa.
Venere le posa la mano sulla spalla.
VENERE Tesoruccio, chi potrà mai apprezzare
Dopo un momento, Lira annuisce.
LIRA Va bene. Sono pronta.
VENERE Fantastico! Ora ricorda, sguardo
LIRA D'accordo.
Con un gran sorriso, Venere spalanca le porte dello spogliatoio e spinge Lira fuori dalla stanza.
STACCO SU:
INT. TAVERNA - MATTINO
Xena e Gabrielle, dopo aver passato la maggior parte delle ore che precedono l'alba a fortificare il perimetro e ad addestrare i prossimi combattenti, stanno per uscire per tornare nuovamente al lavoro quando la porta si apre e Venere introduce Lira. Gabrielle spalanca gli occhi, stupita ed ammirata, e anche Xena sembra impressionata.
Come Venere le aveva predetto, anche gli uomini nella sala lanciano i loro sguardi di ammirazione ed apprezzamento alla giovane donna, allargandone il sorriso e aumentandone la fiducia in sé stessa.
Scorgendo Xena e Gabrielle, Venere con un sorriso radioso si dirige verso la coppia.
GABRIELLE Venere! È stupenda!
VENERE (orgogliosamente) Veramente, eh?
GABRIELLE Che cosa hai fatto?
VENERE (in tono casuale) Oh, un po' di questo, un po' di
Guarda Xena.
VENERE (proseguendo) O forse non lo sai.
Xena sogghigna e Gabrielle fa una debole risatina. Tutti osservano Lira che esegue i suoi compiti con la stessa sicurezza e lo stesso garbo che le erano soliti prima dell'attacco che le aveva portato via il fratello.
GABRIELLE Non posso crederci. Non sembra
Venere sorride e lancia a Gabrielle uno sguardo eloquente.
VENERE A volte può bastare anche
Gabrielle sorride, poi torna seria vedendo la porta aprirsi e Falin entrare con un gruppo di suoi amici. Le tre li osservano prima fissare sbalorditi Lira, poi, uno ad uno, girarsi e andare a sedersi al loro solito tavolo senza alcun commento.
A suo merito, Lira prende il lampante rifiuto con disinvoltura, continuando a comportarsi con contegno e tranquillità.
Venere, invece, sembra sconvolta.
VENERE Non capisco! Che è successo?
XENA Quell'idiota ha i sassi nel cervello.
Scuotendo la testa, Xena si volta ed esce dalla taverna. Gabrielle passa un braccio intorno alla vita di Venere in una stretta solidale.
VENERE Quel fallito! Una completa
GABRIELLE Forse, ma guarda.
Seguendo la direzione indicatale, Venere vede Lira proseguire con le sue mansioni, scambiando battute amichevoli e risate con i suoi clienti. Avvertendo l'attenzione di Venere su di lei, Lira alza lo sguardo, si aggiusta una ciocca di capelli dietro l'orecchio, e sorride, con occhi che sprizzano una gioia che non provava più da anni.
GABRIELLE (proseguendo) Hai fatto un ottimo lavoro, Venere.
Con un sorriso radioso, Venere incrocia le braccia sul petto e continua a seguire la sua pupilla.
STACCO SU:
EST. CITTÀ - SUBITO PRIMA DI MEZZOGIORNO
Con il sole quasi a perpendicolo sopra di lei, la città attende in silenzio. Gente armata di spada o con le aste, accovacciata dietro le balle di paglia, e gli arcieri, al riparo dei carri rovesciati, aspettano il segnale di Xena. Xena e Gabrielle si sono divise. Xena si è posizionata alla sinistra delle porte. Gabrielle alla destra. Sbirciando da sopra le barricate, la guerriera scorge la polvere sollevata dagli zoccoli di cavalli che si avvicinano.
Xena alza un braccio. Gabrielle imita il suo gesto.
XENA (a voce bassa) Fermi... fermi...
Ora il rumore dei cavalli è udibile, e quando i cavalieri giungono in vista, Xena nota che il gruppo è più vicino a cinquanta abbondanti che a venti. Lancia uno sguardo a Gabrielle che annuisce.
XENA (proseguendo) Fermi... restate fermi...
La cavalleria si sparpaglia, e comincia a convogliare verso le porte.
XENA (proseguendo) ADESSO!
Su entrambi i lati delle porte, gli arcieri si alzano dai loro ripari e scagliano le loro frecce. Si odono le grida di uomini e cavalli. Xena lancia il chakram, che taglia attraverso le schiere, eliminando cinque uomini prima di tornarle in mano.
GABRIELLE ADESSO!
Anche la seconda fila di arcieri si leva e scaglia le frecce. Altri cavalli e cavalieri cadono. Il resto del gruppo, composto ancora di almeno una quarantina di guerrieri, si getta in avanti. Nitriti di dolore si alzano quando le fragili zampe dei cavalli entrano in contatto con le lance appuntite. Impennandosi, scaraventano di sella i loro cavalieri, creando un intasamento all'imboccatura delle porte.
XENA Spade all'attacco!
Quando il primo predone emerge dalla baraonda, gli uomini con le spade convergono su di lui, abbattendolo velocemente. Ma altri banditi iniziano ad affluire attraverso le porte, e la loro superiore abilità presto volge la battaglia a loro favore.
GABRIELLE Aste all'attacco!
Con la propria asta, Gabrielle salta nella mischia, abbattendo gli avversari con facilità. Seguendo il suo esempio, le altre donne si lanciano con sicurezza contro gli uomini che entrano dalla porte, colpendoli ripetutamente.
STACCO SU:
EST. TERRENO DI BATTAGLIA - GIORNO - DAL LATO DI XENA
Le spalle rivolte ad un carro rovesciato, Xena attacca sei uomini che l'attorniano in semicerchio. Respinge facilmente i loro fendenti piuttosto goffi, poi deliberatamente si espone al colpo mortale dell'uomo direttamente di fronte a lei. Appena questo abbocca, lei devìa la sua spada, conficcandogli profondamente la propria nella pancia. Gli altri si gettano su di lei, inchiodandola a terra, ma Xena se ne sbarazza, neutralizzandone un secondo ed un terzo con fendenti spietati al ventre ed alle gambe.
STACCO SU:
EST. TERRENO DI BATTAGLIA - GIORNO - DAL LATO DI GABRIELLE
Nel centro della battaglia, Gabrielle maneggia la sua asta con eleganza, mulinandola così rapidamente da frastornare uno dei predoni, e darle quindi una facile opportunità per un uno-due alla mascella. L'uomo crolla come un sasso e resta giù. Colpendo ad una gamba un secondo uomo, lo osserva cadere su un terzo, sbarazzandosi momentaneamente di entrambi.
Girandosi su sé stessa, in cerca di un altro avversario, si dirige verso il punto dove due donne stanno tentando di respingere cinque predoni.
STACCO SU:
INT. INFERMERIA - GIORNO
Il primo cospicuo numero di feriti arriva, con gente contusa, malconcia e sanguinante. Un'anziana guaritrice dirige con le mani la collocazione dei suoi pazienti. Lira si mette subito al lavoro. Venere se ne sta in un angolo a fissare tutto ad occhi sgranati.
LIRA Vee-nusia?
Venere continua a fissare un uomo che urla in agonia, con una gamba spezzata in più punti e sangue che gli fuoriesce da un fianco.
LIRA Vee-nusia! Svegliati!
VENERE Io...
LIRA Muoviti!
Sbattendo gli occhi, Venere scuote leggermente la testa e mordendosi un labbro, fa un esitante passo avanti.
VENERE Co-cosa devo fare?
LIRA
Con una smorfia, Venere stende cautamente una mano, fino a toccare il panno già coperto di sangue, la tira via, poi ce la rimette.
LIRA Bene. Va bene così. Premi
VENERE (sottovoce) Sangue. Che schifo.
LIRA Scusami?
VENERE Niente. Sto bene... credo.
Lira sorride.
LIRA Stai andando benissimo.
STACCO SU:
EST. CAMPO DI BATTAGLIA - GIORNO
Xena e Gabrielle stanno combattendo schiena contro schiena.
XENA Ti stai ancora divertendo?
Sfracella la faccia del suo aggressore con il pomolo della sua spada, riarrangiandogli l'apparato dentale, poi ne abbatte un altro con un veloce montante alla mascella.
GABRIELLE Da pazzi!
Colpisce uno dei banditi con un fendente al volto, un secondo si prende l'estremità della sua asta nell'inguine, e un terzo dietro di lei una bastonata sulla testa, tirata da sopra la spalla.
STACCO SU:
INT. INFERMERIA - GIORNO
Falin è trasportato dentro da due portantini. È cosciente, ma sanguina copiosamente da un taglio alla coscia. La guaritrice la richiama e Lira accorre, con già molte strisce di tessuto strette al petto. Venere non appare in gran forma, e osserva con interesse dalla sua posizione vicino al letto successivo, mentre tampona con una pezza fredda la fronte di una donna febbricitante.
GUARITRICE Lavagli via quanto più sangue
LIRA Sì, Ester.
Aprendo gli occhi, Falin guarda la donna che gli sta delicatamente ripulendo dal sangue la coscia. I loro occhi s'incontrano. Lira sorride. Falin si volta deliberatamente.
A Venere si stringe il cuore nell'assistere all'evidente ripulsa, ma è piena di orgoglio per la calma dignità che Lira dimostra nel prendersi cura dell'uomo.
Un momento dopo, Lira si allontana, lasciando il suo posto alla guaritrice. Venere si alza dal suo angolino sul pavimento e va da Lira, posandole una mano sulla spalla.
VENERE (piano) Tu sei una donna di classe.
Lira ride silenziosamente per non disturbare i pazienti.
LIRA Ti ringrazio. (pausa) Tu mi hai aiutata a vedere delle
VENERE (sorridendo compiaciuta) Lascia stare. È ciò che fanno
Il sorriso di Lira si allarga.
LIRA Giusto, amica.
Si abbracciano rapidamente.
VENERE Ora, se non ti dispiace,
LIRA Sta' attenta, ti prego.
VENERE Tranquilla. A dopo, amica!
STACCO SU:
EST. CAMPO DI BATTAGLIA - GIORNO
La battaglia sta per terminare. Molti dei predoni giacciono morti o gravemente feriti sul terreno coperto di sangue. Altrettanti se la sono data a gambe. Xena sta combattendo contro un gruppo di cinque uomini col suo solito stile, tempestandoli di fendenti di spada, calci e pugni.
Gabrielle, d'altro canto, non se la sta cavando ugualmente bene. Accovacciata su una donna caduta, sta cercando di fermare il sangue che fuoriesce all'altezza della vita della donna con una mano, mentre con l'altra, armata del solo sai rimastole, tenta di respingere due assalitori.
Angosciata, Venere si guarda intorno in cerca di un modo per aiutare l'amica. Scorgendo un sasso lì vicino, lo raccoglie e lo lancia ad uno dei soldati. Trattandosi di Venere, ne esce fuori un lancio da ragazzina, e il soldato la nota solo il tempo di inchiodarla con un'occhiataccia che promette che lei sarà la prossima, prima che torni all'attacco contro Gabrielle.
Vedendo il sai rimanente strappato di mano a Gabrielle, Venere si dispera. Controllando di non essere osservata, fa la sola cosa a cui riesce a pensare. Di nascosto, agitando le dita di entrambe le mani, spara scintille rosa e argento verso i due predoni.
Lasciando cadere le spade, i due si raddrizzano, si guardano, e poi cominciano a baciarsi appassionatamente sotto gli occhi completamente allibiti di Gabrielle.
Dopo un momento, si gira a guardare da sopra la spalla e getta a Venere uno sguardo incredulo, che la dea ricambia con un sorriso imbarazzato.
VENERE Va bene se uso i miei
Gabrielle non può evitare di mettersi a ridere, mentre balza in piedi, sollevando anche la donna. Venere accorre ad aiutarla a sostenere la donna la cui ferita sembra peggiore di quanto sia in realtà.
GABRIELLE Sei incredibile. Ci hai
VENERE Sì, sì, sono una specie
Prima che possano muoversi, un'esplosione di gioia sottolinea la cacciata degli ultimi predoni dalla città... ad eccezione dei due che stanno ancora baciandosi.
GABRIELLE (piano) Ehm... non faresti forse
VENERE Ma certo!
Un'altra agitata di dita e gli uomini immediatamente si staccano, si fissano l'un l'altro, e indietreggiano cautamente di un passo. Poi, ricordandosi di dover trovarsi in una battaglia, si piegano per riprendere le loro spade da terra. Quello che Venere aveva colpito con il sasso, la vede e ringhia, avanzando verso di lei.
Finché Xena gli si fa incontro, brandendo la sua spada, e con un sorriso gelido a sufficienza da congelarlo.
Dietro di lei, il resto della cittadinanza si avvicina.
Inghiottendo a vuoto, i banditi lasciano cadere nuovamente le loro spade.
XENA Ragazzi furbi. (pausa) Se volete restare anche
I due uomini annuiscono.
XENA (proseguendo) Voglio che torniate dal
I due uomini annuiscono ancora.
XENA (proseguendo) Bene. Ditegli che Xena gli manda
Un altro cenno di assenso.
XENA Allora fuori di qui prima
Solo la polvere sollevata dai due uomini è visibile, mentre fuggono dalla città e tornano al loro accampamento alla massima velocità delle loro gambe.
STACCO SU:
INT. INFERMERIA - SERA PRESTO
L'infermeria è silenziosa e quasi vuota. La maggior parte dei feriti è tornata a casa per la convalescenza. Sono rimasti solo quelli feriti più gravemente. Puliti, comodi, e ovviamente ben curati.
GABRIELLE Hai fatto un lavoro
Lira sorride.
LIRA Grazie, ma non ci sarei riuscita
GUARITRICE (approvando) Lei è stata un vero dono degli dèi.
Xena e Gabrielle si scambiano uno sguardo all'involontaria battuta.
GUARITRICE (proseguendo) Ha ripulito le ferite, mi ha aiutata
Con un gran sorriso, Gabrielle guarda Venere.
GABRIELLE Allora, come ci si sente ad
Invece di rispondere, Venere si limita a sorridere con un quieto orgoglio che è una bella deviazione dalla sua solita vanità. Gabrielle non può evitarsi di ricambiarle il sorriso, fiera della sua amica e di quanto sia maturata. Anche coperta di sangue e sporco, con i capelli ridotti a flosce ciocche sudate, non è mai stata più bella.
Il momento di pace è infranto dalla porta che si spalanca.
SAMOS Xena! Sta arrivando!
XENA Benissimo allora. Voi gente,
STACCO SU:
EST. PORTE DELLA CITTÀ - SERA
Con l'armata ferma alle sue spalle, Katos si avvicina alle porte in compagnia di un uomo gigantesco che gli cavalca accanto. Katos stesso è calvo, grasso, e abbigliato di un'allarmante varietà di sete colorate, nessuna delle quali intonata.
Giunto davanti alle porte, scende goffamente dal suo cavallo seguito dal luogotenente, che sembra alto più di due metri e largo come un tronco di sequoia, e avanza, ridendo.
KATOS Bene, bene, bene, guarda
(pausa) Peccato che li abbia uccisi.
Ride di nuovo, tenendosi il ventre protuberante che sobbalza come gelatina sotto la seta fine che lo ricopre.
XENA Ho il dubbio onore di
KATOS Crudele. È il 'crudele', Xena.
Xena si stringe nelle spalle.
XENA Fa lo stesso.
Katos ride.
KATOS Sei una ragazzina sfacciata, eh?
XENA Ne sono certa. Ma prima dovrai
KATOS Sconfiggerti? In battaglia? A quanto
Con un gesto esageratamente cerimonioso, indica il gigante.
KATOS (proseguendo) ...il mio.
XENA Davvero?
KATOS Oh sì! Sì. Proprio davvero. (pausa) Allora, dov'è quell'uomo
Prima che Xena possa rispondere, Gabrielle fa un passo avanti.
GABRIELLE Sarei io.
KATOS TU?!?!?
Il signore della guerra ride così forte che la sua faccia comincia a diventare violacea e le vene gli spiccano sul cranio come corde.
Gabrielle attende pazientemente che l'attacco passi, con un'espressione di educato interesse in volto.
KATOS (proseguendo) Oh, scusami, scusami.
XENA Non lo sono.
KATOS Ma... lei?!?
XENA Lei.
KATOS Certamente tu stai...
Gabrielle sorride dolcemente.
GABRIELLE No, infatti. Adesso se
Dopo un momento, Katos fa spallucce.
KATOS È il tuo funerale. Quando avrò
XENA E se sarà Gabrielle a vincere...
Katos emette sbuffi d'aria dal naso ridendo.
XENA (proseguendo) Non solo lascerai in pace
Katos la guarda, ad occhi sgranati.
XENA (proseguendo, in tono casuale) A meno che naturalmente
Katos guarda il suo uomo, poi torna su Xena. Con noncuranza agita una mano colma di anelli preziosi.
KATOS Va bene, va bene.
XENA Affare fatto, allora?
KATOS D'accordo. Ma finiamola alla
Xena fa un cenno a Gabrielle, che glielo restituisce, con un breve sorriso fiducioso.
L'omone estrae la spada, ma prima che questa sia completamente uscita dal fodero, Gabrielle impugna già entrambi i suoi sai. Lui parte con un fendente del suo spadone. Utilizzando le sue dimensioni di gran lunga inferiori, Gabrielle schiva il colpo abbassandosi, poi con un passo avanti lo colpisce al ventre con le impugnature dei sai.
Lui non sembra neanche accorgersene, mentre inverte la presa sulla sua spada e prova con una stoccata. Gabrielle blocca il colpo, artigliando la lama tra i sai e respingendola. L'uomo torna alla carica, ma ogni volta Gabrielle lo blocca, rapida a tornare sulla difensiva perché la maggior forza di lui la spinge sempre più indietro.
Capovolgendo la posizione della spada, cerca di colpirla alla testa con il pomolo. Scartando di lato, Gabrielle riceve l'impatto del colpo sulla spalla, e finisce a terra. Con una perfetta capriola all'indietro, si rimette in piedi di nuovo, riuscendo ad avere il sopravvento con un'impressionante serie di pugni e calci che costringono l'uomo a retrocedere di diversi passi fino a trovarsi con la schiena contro un carro rovesciato ed a tornare ad avanzare roteando la spada con consumata abilità.
Gabrielle solleva i sai in un blocco perfetto, agganciando strettamente la lama. Ringhiando, l'uomo la libera con uno strattone, portandosi via anche le armi di Gabrielle. Poi con un leggero sorriso, parte per l'attacco mortale.
Senza battere ciglio, Gabrielle colpisce il suolo con un piede, facendosi saltare in mano un'asta abbandonata, appena in tempo per bloccare il suo colpo e respingerlo indietro sfruttando il suo stesso slancio, facendo così barcollare l'omone, anche se solo un po'. Approfittando dell'occasione, Gabrielle attacca velocemente, colpendolo più volte alle braccia, al torace ed al ventre. Colpito da un calcio, l'uomo sente il ginocchio cedergli e riesce ad evitare la caduta solo aggrappandosi alla sua avversaria in una colossale presa dell'orso.
Grugnendo per lo sforzo, Gabrielle lo spinge via, mentre lui raccoglie le sue forze per un ultimo colpo mortale.
Ma immediatamente prima che il colpo teso a decapitarla arrivi, Gabrielle si lascia cadere in una perfetta spaccata, piantando l'estremità della sua asta esattamente in mezzo alle sue gambe.
Con uno squittìo quasi femminile, l'uomo crolla sulle ginocchia, con le mani premute sull'inguine. Balzando in piedi, Gabrielle gli preme l'asta contro il petto, costringendolo con la schiena a terra e tenendocelo.
KATOS Finiscilo! Finiscilo!
Gabrielle alza lo sguardo.
GABRIELLE Io non uccido
KATOS D'accordo! Allora lo...
Le sue parole e il colpo di spada sono interrotte da una lama assai più grande che prima lo disarma, per poi posizionarsi esattamente sotto il suo mento.
XENA Invece io non ho bisogno
(pausa) Ci siamo capiti?
Ingoiando a vuoto, Katos annuisce cautamente.
XENA Bene. Gabrielle ha vinto.
Anche se parrebbe volersi sottrarre all'impegno, l'appuntita lama della spada costringe l'uomo a cambiare idea e inghiottendo spasmodicamente, annuisce ancora.
XENA (proseguendo) Allora assicurati di farlo.
Xena spinge la punta della spada quel tanto che basta da causare la fuoriuscita di un rivolo di sangue.
XENA (proseguendo) ...io tornerò. E sarò
KATOS Io... io lo farò. Lo giuro!
Dopo un lungo momento, Xena ritira la spada e Katos boccheggia in cerca d'aria, sfregandosi la zona ferita.
XENA Ora fuori dai piedi prima che
Con sollecitudine, il signore della guerra si volta pronto a montare a cavallo e andarsene, ma non prima di prendere a calci il suo ex-luogotenente.
KATOS Non farmi vedere mai più
Poi saltando in groppa al suo cavallo, scappa via al galoppo, con il resto dell'armata al seguito.
L'esultanza della popolazione è quasi assordante e con un lieve sorriso, Gabrielle si alza in piedi, aiutando l'uomo che ha appena sconfitto a fare altrettanto.
UOMO (con gli occhi bassi) Sono tuo prigioniero.
GABRIELLE Non... non credo che
UOMO (sorpreso) Ma... ma... io ti avrei uccisa
GABRIELLE E vuoi ancora
Lasciando cadere l'asta, Gabrielle spalanca le braccia.
GABRIELLE Puoi farlo se vuoi.
L'uomo scuote la testa.
UOMO No. Non posso. Ma...
GABRIELLE Come ti chiami?
UOMO Mikos.
GABRIELLE Salve, Mikos.
Si stringono la mano.
GABRIELLE Ora non siamo più nemici.
Mikos sembra allibito. Gabrielle ride e gli dà una pacca sulla schiena.
GABRIELLE (proseguendo) Non preoccuparti.
STACCO SU:
EST. PORTE DELLA CITTÀ - SERA - DAL LATO DI VENERE
Sentendo le grida di esultanza, Lira e Venere, lavate e vestite di abiti puliti, escono dall'infermeria per assistere ai festeggiamenti.
VENERE Ce l'abbiamo fatta, eh?
Quando si rende conto che Lira non risponde, si volta a guardarla. La giovane donna sembra congelata sul posto come se avesse messo le radici, con gli occhi fissi davanti a sé. Seguendo la linea del suo sguardo, Venere nota un uomo alto, quasi gigantesco che Gabrielle sta aiutando a rialzarsi. Un sorriso di consapevolezza le attraversa il viso.
VENERE Lira? Yu-hu, terra chiama Lira.
Lira sbatte le palpebre.
LIRA Scusami. Che c'è?
VENERE Non credi che dovresti
LIRA Cosa?
VENERE Sai, ferito,
LIRA Oh. OH. Aiuto!
Afferrando un panno pulito dalla mano di Venere, Lira attraversa la folla brulicante che festeggia, avanzando verso Mikos, che s'immobilizza non appena posa gli occhi su di lei.
LIRA Sei ferito. Lascia che
MIKOS (piano) Tu sei la donna più bella
Poi torna in sé.
MIKOS (proseguendo) Oh. Mi dispiace. È stato
Lira sorride timidamente.
LIRA Va tutto bene. Non importa.
MIKOS Oh no, mia signora. Posso
LIRA Ti prego. Mi piacerebbe
Lira sta per sollevare la mano straziata, poi fa per nasconderla, ma prima che ci riesca, Mikos la prende per il polso e se la porta alle labbra, posando un tenero bacio sulla carne martoriata.
MIKOS Ne sarei onorato,
I due si avviano verso l'infermeria a braccetto, passando davanti ad una radiosa Venere senza vederla.
Poi la folla si riunisce sollevando Gabrielle sulle spalle, e si dirige alla taverna e ad una più che meritata celebrazione.
DISSOLVENZA.
FINE DELL'ATTO 4
EPILOGO
APERTURA SU:
EST. DINTORNI DELLA CITTÀ - TRAMONTO
È il giorno dopo la vittoriosa battaglia, e i festeggiamenti sono ancora in pieno svolgimento. Poco fuori della città, in un angolo quieto, Venere guarda il sole abbassarsi all'orizzonte. Riconoscendo ironicamente quanto stia realmente godendosi la pace, la tranquillità e la solitudine del momento.
Un leggero rumore di passi e accanto a lei appare Xena. Le due si scambiano uno sguardo silenzioso, poi entrambe tornano a rivolgersi all'orizzonte, dove il sole sta lasciando le sue ultime scìe di colore.
Venere si volta verso Xena, esaminandone il profilo.
VENERE Qualche volta fa male
Xena si gira a guardarla, inarcando un sopracciglio.
VENERE (proseguendo) Hai così tanto di lui. Il suo
(pausa) Mi manca.
XENA (cupamente) Manca anche a una parte di me.
Venere annuisce.
VENERE Lo so.
Tra loro cade di nuovo il silenzio. Poi Venere sembra radunare tutto il suo coraggio.
VENERE (proseguendo) Sai, ero davvero arrabbiata
XENA Venere, io...
VENERE (sovrapponendosi a Xena) Non riuscivo a capire, sai? Non
(pausa) Ma ora, penso che ce l'abbia. Più o meno.
Il sopracciglio di Xena si solleva di nuovo. Venere ride.
VENERE (proseguendo) Marte faceva spesso anche quello.
XENA Mm.
VENERE Comunque, quello che sto cercando
Xena le lancia uno sguardo.
VENERE (proseguendo) Già, che scoperta, eh?
XENA Uno dei motti preferiti di Marte.
Venere ride.
VENERE Già, be', tale fratello, tale sorella.
XENA (riflettendo) Penso che Marte l'avesse capito, una volta.
VENERE Già, non è stato grande il modo
XENA Sì, è vero.
Il sorriso di Venere lentamente s'attenua.
VENERE Ma poi tu gli restituisti la sua
(pausa) Ma io non dimenticherò. Cioè,
Ancora silenzio, finché Xena comincia a parlare.
XENA Venere, voglio che tu sappia che
Venere sorride, dando una spintarella con la spalla a Xena.
VENERE
Gabrielle le raggiunge, sorridendo ad entrambe.
VENERE (proseguendo) Salve, tesorino. Come sono
GABRIELLE Rumorose. E qui come va?
Venere fa un sorriso a Xena, che lo ricambia pienamente.
VENERE
XENA Giusto.
VENERE Allora, ragazze?
GABRIELLE Credo di sì. Tu?
VENERE Io penso che resterò qui in giro per
GABRIELLE Dirai mai loro chi
VENERE Mm, forse. Ma non per
GABRIELLE Ne avrai sempre una con
Venere si protende verso di lei, stringendola in un caloroso abbraccio.
VENERE Ne sono certa, tesoro.
GABRIELLE Anche noi ti vogliamo bene, Venere.
Dopo un momento, si staccano.
VENERE Allora, ci vediamo
XENA Contaci.
VENERE Grandioso!
Dopo un ultimo saluto, Xena e Gabrielle si voltano e si avviano per la strada che conduce fuori dalla città. Venere le guarda allontanarsi quasi con un'espressione malinconica, prima di tornare verso la città e alle avventure che l'attendono là.
DISSOLVENZA.
DISCLAIMER Nessuna "pretty woman" è rimasta ferita
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