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ATTO 1


APERTURA SU:

INT. ALLOGGI DI ZENOBIA - NOTTE

E' un'ora molto tarda della notte, e Gabrielle, Zenobia e Yavin sono a tavola, esausti. Sui loro volti, identici sorrisi stanchi. La festa si è protratta a lungo nella notte, e si possono ancora udire grida di giubilo, e incessanti ripetizioni di racconti sulla battaglia appena combattuta da parte degli ancora svegli ed informati testimoni.

ZENOBIA
(ascoltando, sorride)
Ecco un suono che non sentivo
più da molti mesi.
(pausa)
E devo ringraziare te,
Gabrielle.

GABRIELLE
(arrossendo leggermente)
E' stato un lavoro di squadra. Sono
solo onorata di avervi potuto
partecipare.

Yavin siede silenzioso fissando la sua coppa. Zenobia nota l'insolito silenzio del suo comandante.

ZENOBIA
Sembri turbato, Yavin.

YAVIN
(guardando Gabrielle)
Dobbiamo dirglielo.

Gabrielle acconsente con un cenno e Yavin fa un respiro profondo prima di cominciare.

YAVIN
Mia Regina, questa notte al termine della battaglia,
abbiamo visto un... demone.
(pausa)
E' venuto dal cielo.
Non avevo mai visto niente di simile.

ZENOBIA
Un demone?

YAVIN
Sì, mia Regina. L'ho visto coi miei stessi occhi.
Era... era diretto verso Gabrielle.

ZENOBIA
(a Gabrielle)
E' vero?

GABRIELLE
(annuendo)
Si.

ZENOBIA
Ma... come sei riuscita a respingerlo?
(pausa)
So che sei una combattente molto dotata,
Gabrielle, ma contro un demone?

GABRIELLE
(mordendosi un labbro)
E'...
(mostrando la schiena a Zenobia)
il mio tatuaggio. E' una specie di
protezione contro le forze del male.
Mi ha salvato una volta, ma...

I tre rimangono in silenzio per un lungo momento, ognuno perso nei suoi pensieri. Zenobia appare inquieta, e tenta, diverse volte, di dire qualcosa, solo per tornare di nuovo silenziosa. Gabrielle lo nota, ed alza gli occhi con espressione di simpatia.

GABRIELLE
Che c'è?

Zenobia esita.

GABRIELLE
Va tutto bene. Qualunque cosa
sia, chiedi pure.

ZENOBIA
(quasi sollevata)
L'altra notte, quando corresti alle
mura, ti dissi che mi nascondevi
qualcosa. Riuscivo ad
avvertire la tua paura.
(pausa)
L'attacco di questa notte ha
qualcosa a che fare con quella paura?

GABRIELLE
Sì. Ce l'ha.

ZENOBIA
(annuendo, soddisfatta)
E... puoi spiegarmi
meglio ora?

GABRIELLE
Posso provarci.

Spostando avanti la sedia, Gabrielle si china sul tavolo appoggiandosi ad entrambi i gomiti, la testa affossata tra le spalle. Sembra d'improvviso logorata, ma sempre risoluta.

GABRIELLE
(proseguendo)
Qualcuno di voi ha sentito parlare di un essere
chiamato l'Unico Dio?

ZENOBIA
Il Dio dei Belhuriani?

GABRIELLE
Esatto.

ZENOBIA
Sì. Quando ero fanciulla, un gruppo
di Belhuriani giunse in città, chiedendo
udienza al Faraone. Quando gli
fu rifiutata, cominciarono a parlare alla
gente comune per le strade, dicendo loro
che dovevano abbandonare il culto dei nostri
tanti dèi e rivolgersi al solo vero dio.
(pausa)
Furono imprigionati per eresìa,
se la memoria non mi inganna.
(pausa)
E questo "Unico Dio" avrebbe qualcosa a
che vedere con il demone che ti ha attaccata?

GABRIELLE
In un certo senso. Vedi, questo dio
ha una sua controparte che regna sulle anime
di coloro giudicati indegni del paradiso.
E questa controparte è un demone, chiamato
Lucifero. E credo che sia stato Lucifero a
mandare qui questi demoni.

ZENOBIA
Ma perché mai...
(illuminandosi)
Ah, forse ho capito. Dato che
la parola di questo Unico Dio non ci ha distolto
dalla fede nei nostri dèi, né
il Dio, né la sua controparte hanno dominio
sulle nostre anime. E questo li fa infuriare.

GABRIELLE
Può essere una ragione buona come qualunque altra.

ZENOBIA
(proseguendo)
E questo Lucifero ti ha mandato i suoi demoni
contro perché tu stai radunando
il popolo dietro di te, e sei perciò
una grave minaccia per lui.

GABRIELLE
E' questa la mia ipotesi, sì.

ZENOBIA
(a Yavin)
Sei silenzioso.

YAVIN
Tutti questi discorsi su dèi e demoni vanno
oltre un semplice soldato come me.
(pausa)
Indicatemi il nemico, e io lo
distruggerò, non importa chi, o cosa, sia.

ZENOBIA
(sorridendo)
Forse è meglio rimandare tutto questo
a domattina, quando noi tutti avremo avuto
l'occasione di riposarci.

Seguendo il suggerimento, Gabrielle e Yavin si alzano e auguratasi la buonanotte tra loro e alla Regina, si allontanano per concedersi un più che meritato riposo.

STACCO SU:

INT. APPARTAMENTI DI LUCIFERO

LUCIFERO è in piedi accanto ad un tavolo ad esaminare molte fragili pergamene rilegate insieme a formare un grosso libro. Sfoglia le pagine nervosamente, mentre Xena aspetta, spazientita, poco lontano.

XENA
Sai, Lucy, mi preoccupa che
per scoprire come rendermi mortale
tu debba consultare un libro.

Lucifero le lancia uno sguardo irritato da sopra la spalla.

LUCIFERO
In caso non l'avessi notato, Xena,
questo è l'Inferno. Noi qui le cose le rompiamo.
Non le aggiustiamo.
(pausa)
Creare la vita è il 'Suo' lavoro, non il mio.

XENA
(avvicinandosi)
Forse dovresti guardare
sotto "R" come "Resurrezione".

LUCIFERO
(righia)

Xena getta le braccia al cielo.

XENA
Stavo solo cercando di aiutarti.

LUCIFERO
Perché non vai a torturare
qualcuno finché non ho finito?

XENA
(sogghignando)
Preferisco torturare te.

Invece di rispondere, Lucifero torna ai suoi studi, continuando a sfogliare le pagine del volume.

LUCIFERO
Finalmente! Ecco che arriviamo a qualcos...
Ma dove diavolo... beh io... posso
trovare una costola?

XENA
Una costola? A che ti serve una costola?

LUCIFERO
(indicando il testo)
E' scritto qui. "La donna fu
creata da una costola dell'uomo."

XENA
(dubbiosa)
Sei sicuro di avere la versione
aggiornata?

Lucifero gira la testa e ringhia in faccia a Xena, mostrandole i denti. Xena sorride e si ritira.

XENA
Permalosetto, eh?

LUCIFERO
D'accordo, lasciamo perdere la costola
per il momento. Di cosa altro ho bisogno?
(pausa)
Ah sì. Beh, sembra abbastanza facile.
Mm. Hm. Sì, vedo come potrebbe
funzionare. Ah, certo, l'ingrediente finale.
Perfetto.

XENA
Grandioso! Datti una mossa e facciamola
finita alla svelta con questa dannata faccenda.
Ho le ali che mi si stanno addormentando.

LUCIFERO
(continuando a leggere)
Non posso farlo qui.

XENA
Perché no?

LUCIFERO
Non durerebbe.

XENA
(con irritazione)
Che vuol dire, non durerebbe?
Come può non durare?

LUCIFERO
Ripeti con me, Xena. Sei all'INFERNO.
La terra dei morti. Il luogo del non ritorno.
La fine della pista. I mortali non possono
esistere qui.
(pausa, parlando tra sé)
Anche se mi piacerebbe che potessero. Ci sono
alcuni mortali che darei le mie corna
per avere qui sotto con me.

XENA
Notizie lampo, Lucy. Questo posto non è molto
diverso dal Tartaro e ci ho fatto una gita
o due laggiù senza bisogno
di essere un cadavere.

LUCIFERO
Già, ma 'Lui' ha eliminato quella scappatoia.
(pausa)
Che sia dannato.

XENA
(digrignando i denti)
Fantastico. E che si fa ora?

LUCIFERO
Sto pensando. Sto pensando!

XENA
Non ti occorrerebbe un cervello funzionante per quello?

LUCIFERO
SILENZIO!!!

La sala trema alla potenza dell'urlo furioso di Lucifero, e la polvere della sua precedente distruzione cala su di loro. Soddisfatto di avere intimorito la sua nemesi, il demonio torna sul libro, perdendosi completamente lo sguardo omicida di Xena. I suoi artigli si allungano mentre serra i pugni, ma frena la sua rabbia, accontentandosi, per il momento, di attendere la sua opportunità.

LUCIFERO
Adesso, dov'eravamo? Ah, sì. Devo mandarti
da qualche parte dove tutte queste condizioni
prevalgano, e tuttavia abbastanza vicina da poter
raggiungere nella tua forma mortale quella
maledetta città prima che la guerra sia finita.
(pausa, mentre riflette)
Oh, sì. Perfetto. Perfetto!

Mentre Lucifero ride, gli occhi di Xena si restringono.

XENA
Dove?

LUCIFERO
(sogghignando malignamente)
Temo di non potertelo dire, mia cara.
Sciuperebbe la sorpresa, capisci.

XENA
Lucifero....

LUCIFERO
Mi spiace, Xena. Questa non è la maniera
in cui facciamo le cose da queste parti.
(pausa)

Spero ti piaccia il buio.

Ridendo sonoramente, Lucifero tende una mano, e Xena è immediatamente immobilizzata. Mentre lotta inutilmente per liberarsi dalla presa, il demonio la fa levitare nell'aria, quindi la scaglia attraverso il suo PORTALE PRIVATO nel MONDO MORTALE.

LUCIFERO
(proseguendo)
Sgradevole viaggio, Xena.

STACCO SU:

INT. GALLERIE SOTTERRANEE - GIORNO

Gabrielle sta trasportando una cassa all'interno di una galleria. Si ferma e osserva due uomini che stanno lavorando su una trave di supporto. Si avvicina e passa un dito su un'incisione fatta al centro della trave.

GABRIELLE
L'incisione è perfetta. Ora assicuratevi
di puntellarla e poi fate correre la corda
tesa a circa sei passi da questa trave. Se
qualcuno cerca di superarla, nel momento
in cui arriverà in questo punto, il soffitto
gli crollerà addosso senza che neanche
sappia cosa l'ha colpito.

Gli uomini annuiscono e tornano al lavoro, mentre Gabrielle raccoglie la sua cassa e prosegue il suo cammino nella galleria. Poi si ferma di nuovo, prende una FIASCA di fuoco greco e lo tende ad una donna che è impegnata sul trabocchetto successivo.

GABRIELLE
Adesso è molto importante inzuppare
questi stracci tutto intorno all'entrata,
così che ad un'ulteriore tensione della corda, la torcia
cada e gli dia fuoco.

DONNA
(versando la sostanza)
Così?

GABRIELLE
Sì, esattamente. Assicurati di spargerlo
bene tutto intorno.

Ancora una volta, raccoglie la cassa e riparte. Alla terza sosta, vede degli uomini che stanno tirando una grossa trave con spuntoni multipli che ne sporgono dappertutto.

GABRIELLE
Bel lavoro.
Quella fermerebbe anche la carica di un Minotauro.

Consegna la cassa ad un uomo perchè la porti ancora oltre, mentre lei si gira intorno esaminando tutto il lavoro compiuto. Volta leggermente la testa quando un'ombra si profila su di lei e vede Zenobia che si avvicina.

ZENOBIA
Sei soddisfatta di come sono state sistemate le cose?

GABRIELLE
Ci siamo quasi.
(pausa)
Dèi, spero che non si arrivi a questo.

ZENOBIA
Nessuno di noi lo vuole.
Vieni, voglio mostrarti qualcosa.

Gabrielle segue Zenobia all'interno di una grande sala con molte altre gallerie che ne dipartono. La Regina indica diverse persone che stanno dipingendo simboli sulle pareti.

GABRIELLE
Che cos'è?

ZENOBIA
Il popolo ha preso l'idea da te.
Questi sono i nostri simboli sacri. Essi
sperano che ci proteggeranno come
il tuo protegge te.

GABRIELLE
(sorridendo)
E' un'ottima idea. Speriamo
che siano sufficienti e che non ci sia
bisogno di ricorrere alle mie misure più drastiche.

ZENOBIA
Gabrielle, il nostro nemico è cambiato.
Tu stai solo facendo ciò che è meglio.

GABRIELLE
Non vuol dire che debba piacermi.

ZENOBIA
Forse no. Ma non sarebbe meglio se
per ora, tu agissi come se fosse così?

Gabrielle si gira verso Zenobia, le mani sui fianchi.

GABRIELLE
Che vorresti dire con questo?

Zenobia getta le mani al cielo.

ZENOBIA
Solo che questa gente si ispira a te,
Gabrielle. Se tu appari sconvolta, o esitante
nel corso delle tue azioni, non importa per
quale motivo, loro ne saranno influenzati.
(pausa)
Ma naturalmente, come guerriera,
questo lo sai già.

GABRIELLE
Zenobia, qui dentro...
(toccandosi il petto)
io sono un bardo. Una semplice narratrice di storie.
Combatto perché devo, ma questo non
significa che il mio lavoro mi diverta.

ZENOBIA
Allora perché lo fai? Perché ti sottoponi
a così tanto dolore e pena?

GABRIELLE
(sottovoce, ma con fervore)
Perché è qualcosa che ho imparato
nei miei viaggi attraverso il mondo.
I miei viaggi con Xena.
(pausa)
A volte il mondo ha bisogno di guerrieri
quanto ha bisogno di uomini di pace. Perché
a volte, la pace è qualcosa per cui
bisogna combattere, a qualunque costo.

ZENOBIA
Anche a costo della tua anima?

GABRIELLE
(annuendo)
Sì. Anche in quel caso

(pausa)
Ora, se vuoi scusarmi, ho
delle trappole da finire di sistemare.

Gabrielle si gira e prosegue per il corridoio oscuro, lasciando Zenobia a guardarla allontanarsi con un'espressione sconcertata in viso.

DISSOLVENZA.


FINE DELL'ATTO 1


ATTO 2