Guida agli episodi Prologo Atto 1 Atto 2 Atto 3 Atto 4


ATTO 3


APERTURA SU:

INT. ALLOGGIO DI GABRIELLE - NOTTE

Gabrielle dorme di un sonno irrequieto, girandosi e rigirandosi continuamente. Si tira la leggera coperta su una spalla e si distende nuovamente, col viso rivolto verso l'ombra che la sovrasta.

Mentre cade in un sonno più profondo, Xena si stacca silenziosamente dalla parete. L'ombra gettata dal suo corpo si ingrandisce mentre lei si avvicina al letto di Gabrielle e le si inginocchia accanto, non distogliendo mai lo sguardo dal suo volto.

Una mano tutt'altro che ferma si tende, come per sfiorare quei capelli arruffati che risplendono alla luce della torcia.

XENA
(sussurrando)
Anch'io ti amo, Gabrielle.

Gli occhi di Gabrielle si spalancano di colpo, e mentre la sua mano emerge da sotto la coperta, stringendo in pugno uno dei suoi sai, con la punta letale rivolta verso di lei, Xena indietreggia rapidamente. E tuttavia Gabrielle, in quel primo brevissimo istante che separa il sonno pieno dal completo risveglio, è riuscita a procurarle un piccolo graffio alla parte superiore del braccio.

Xena torna a confondersi nelle tenebre, mentre Gabrielle salta giù dal letto, con l'arma spianata. Assumendo immediatamente una posizione di difesa, il sai sollevato e l'altra mano tesa di fronte a sé, scruta attentamente nell'angolo buio e lentamente abbassa la mano mentre la sua mente la rende consapevole di cosa ha appena fatto e a chi.

GABRIELLE
Xena?

Uno strano ronzio le risuona nelle orecchie, e lei capisce che è il suo sangue che le sta defluendo dalla testa. Barcolla per un momento, poi ritrova l'equilibrio, continuando a fissare nell'ombra. Sbatte gli occhi, come per convincersi che ciò che sta vedendo è vero, e non un frutto della sua immaginazione. O un sogno.

GABRIELLE
(proseguendo)
Xena?

Xena fa per uscire dal buio, ma qualcosa la trattiene. C'è ansia, ma anche cautela nei suoi occhi.

GABRIELLE
Ti prego, Xena.
Ti prego... o Dèi...dì qualcosa.
Qualunque cosa.

XENA
(sussurrando)
Gabrielle.

Al suono del suo nome pronunciato da quelle labbra, Gabrielle quasi cede. Poi si riprende, le gambe ancora inchiodate sul posto dall'incertezza.

GABRIELLE
Sto sognando?

XENA
(dolcemente)
No. Non stai sognando.

Gabrielle soffoca con la mano un singhiozzo, mentre lacrime le affiorano negli occhi.

GABRIELLE
Ma come? Perché?

Xena avanza un altro po' nella luce. Il suo volto è ancora parzialmente in ombra, ma i suoi occhi scintillano d'amore.

XENA
Perché tu l'hai chiesto.
(pausa)
E perché io ti amo.

Vedendo Gabrielle ancora paralizzata, Xena fa un altro passo e le tende una mano.

XENA
(dolcemente)
Va tutto bene.

GABRIELLE
Io... non riesco...

Poi i suoi occhi si posano su un piccolo strappo sulla camicia che Xena indossa, e le parole le si bloccano in gola. Muove le labbra, ma nessun suono, ad eccezione di un rauco respiro, ne emerge.

XENA
(ansiosamente)
Gabrielle?

Sempre silenziosamente, Gabrielle le si avvicina e tocca il tessuto strappato. Ritira lentamente le dita e le espone alla luce, sfregandole tra loro. Come in trance, se le porta piano alle labbra e le assapora.

Poi, alza lo sguardo, sfavillante di un miscuglio di emozioni impossibili da descrivere.

GABRIELLE
Xena?

XENA
(sussurrando)
Sì?

GABRIELLE
I fantasmi non sanguinano...
(pausa)
Vero?

Gli occhi di Xena si chiudono per un attimo e quando si riaprono sono pieni di lacrime.

XENA
No. Non sanguinano.

Xena non ha il tempo di prepararsi all'impatto, quando all'improvviso si trova le braccia piene di Gabrielle. Fa un passo indietro e si appoggia alla parete alle sue spalle, stringendo la sua anima gemella in un abbraccio colmo di calore e devozione. Posando la sua guancia sui capelli di Gabrielle, chiude gli occhi strettamente mentre sente i singhiozzi della ragazza vibrarle in tutto il corpo.

Gabrielle si stringe a Xena più forte che può, incurante dell'inconsueto abbigliamento, o dell'odore che ancora ne emana. Il suo orecchio è pressato contro il petto di lei, e al di sopra dei suoi stessi singhiozzi, le rimanda un suono che credeva non avrebbe sentito mai più. Il battito del cuore di Xena, che ode forte e sicuro, prova al di là di tutto che la donna a cui si sta aggrappando con tanta furia è realmente viva.

Dopo quel lungo, emozionante momento, Gabrielle si stacca lievemente da lei e solleva la testa, immergendo d'istinto la mano tra i capelli di Xena. E le loro labbra s'incontrano altrettanto furiosamente dei loro corpi, riaffermando un legame che esiste oltre la vita e la morte.

Poi, col respiro leggermente affannato, si separano. Gabrielle fa un mezzo passo indietro, mentre Xena resta appoggiata alla parete, a guardarla.

Con la sola punta delle dita, Gabrielle percorre i lineamenti di Xena, come per memorizzare le sue sopracciglia, le sue guance, la forma delle sue labbra, e giù lungo la linea del collo, attraversando quella tra i seni, fino a fermarsi all'altezza della vita.

GABRIELLE
(sussurrando)
Non riesco a credere che tu sia qui. Viva.

XENA
(con voce roca)
Gabrielle, c'è qualcosa che
devo dirti. Io...

GABRIELLE
No, Xena. No. Non ora.

XENA
Ma dobbiamo parlare. La situazione...

Gabrielle le posa le dita sulle labbra, immobilizzandole.

GABRIELLE
... dovrà aspettare.

L'espressione di Xena si addolcisce nella comprensione. Gabrielle segue la linea delle sue labbra, poi le rivolge il dorso delle dita per avvertirne il respiro sulla pelle. Un sorriso tremulo da spezzare il cuore appare sul suo volto.

GABRIELLE
(proseguendo)
La mia anima è appena uscita dalle tenebre.
La vita deve fare un passo indietro
e lasciarmi assaporare questo momento.

Xena mette le braccia intorno a Gabrielle e la sente rabbrividire. Gabrielle china la testa e posa l'orecchio sul suo seno per ascoltare il battito del suo cuore. Xena chiude gli occhi, accarezzandole i capelli.

XENA
In questo caso, sarà meglio metterci comode.

Gabrielle annuisce, poi solleva la testa e le due donne si dirigono verso il giaciglio, rannicchiandovisi insieme, mentre Xena tira le coperte su di loro.

DISSOLVENZA SU:

INT. ALLOGGIO DI GABRIELLE - MATTINO

Gabrielle è distesa sul letto, la testa appoggiata ad una mano, a godersi la piacevole vista di Xena che sta indossando i familiari abiti di pelle e l'armatura.

Xena guarda la compagna mentre si lascia scivolare le cinghia sulle spalle, indirizzandole un sorriso interrogativo.

XENA
Che c'è?

GABRIELLE
E' bello sapere che i sogni si avverano.

XENA
(sorridendo)
Ogni tanto accade.
(pausa)
Sono contenta che tu abbia conservato la mie cose.

GABRIELLE
Volevo qualcosa di più di un'urna con delle ceneri.
Ne avevo bisogno.

Xena si accorge che Gabrielle sta per crollare. Le si accosta, mettendosi a sedere sul letto e accarezzandole il braccio per confortarla.

XENA
Capisco.
E so che abbiamo molto di cui parlare.

GABRIELLE
Oh sì, Xena, questo richiederà
una LUNGA chiacchierata.

XENA
Parecchie, sono sicura.

GABRIELLE
Qualcuna.
Ma adesso...

XENA
(sorridendo)
Adesso abbiamo un lavoro da fare?

GABRIELLE
Già.
A proposito!

Xena sorride vedendo Gabrielle saltare giù dal letto e correre al suo bagaglio. Dalla sacca estrae l'urna e la posa sul tavolo. Xena avverte un brivido ma continua ad osservare Gabrielle, che rimuove qualcosa tenendolo stretto al petto, poi emette un profondo sospiro e si volta verso di lei tendendole il CHAKRAM.

GABRIELLE
Credo che questo sia tuo.

Xena guarda l'arma nella mano di Gabrielle, esitando solo un momento prima di farsi avanti. Guarda la compagna, che sorride, continuando a tenderle il cerchio. Xena si ascuga le mani nervosamente sulla pelle degli abiti, poi lentamente lo prende, sospirando udibilmente quando la sua mano non lo attraversa.

Gabrielle ride, con le lacrime agli occhi mentre Xena prende il chakram e se lo appende al fianco al posto che gli compete.

XENA
Devo ammettere che è piacevole sentirlo.

GABRIELLE
Anche vederlo.

Gabrielle le corre incontro e le getta le braccia al collo. Xena le restituisce l'abbraccio.

GABRIELLE
Ti ringrazio.

XENA
Di cosa?

GABRIELLE
Di essere tornata a casa.

Entrambe si voltano sentendo il suono di passi affrettati diretti verso di loro. Zenobia e due delle sue guardie entrano di corsa.

ZENOBIA
Gabrielle! Amun è scomparso! Temo che sia...

Le parole le si troncano bruscamente nel vedere il suo comandante in capo tra le braccia di una guerriera alta e pesantemente armata.

ZENOBIA
Gabrielle? Che succede qui?

GABRIELLE
(in tono imbarazzato)
Lascia che ti spieghi.

ZENOBIA
(sovrapponendosi a Gabrielle)
Guardie!

GABRIELLE
ASPETTATE!

Le guardie si arrestano subito all'ordine urlato da Gabrielle, e guardano confuse la loro Regina.

GABRIELLE
(proseguendo)
Zenobia, per favore. Non c'è alcun pericolo.
Anche se è... piuttosto difficile da spiegare, in realtà.

Zenobia assottiglia gli occhi.

GABRIELLE
(proseguendo)
Zenobia, questa è Xena.
Xena, ti presento la Regina Zenobia.

Zenobia spalanca la bocca e fissa le due donne con evidente incredulità.

ZENOBIA
Avevi detto che era morta!

XENA
(in tono asciutto)
Sono migliorata.

ZENOBIA
Questo è... impossibile.

GABRIELLE
Ammetto che possa sembrarlo, sì.
Sto ancora cercando di abituarmici io stessa, ma
credimi se ti dico, Zenobia, che
questa non è la prima volta che ci troviamo
in questa particolare situazione.

ZENOBIA
Spiegati meglio.

GABRIELLE
(con una smorfia)
Come ho detto, è piuttosto difficile da spiegare, ma
morire, e resuscitare, non è una cosa
del tutto insolita per noi.

ZENOBIA
(in tono incredulo)
Stai seriamente cercando di dirmi
che ti è già successo prima?

GABRIELLE
Più di una volta.

Zenobia sembra voler continuare a discutere la questione, ma l'assoluta sincerità negli occhi di Gabrielle la convince della verità più di quanto possano le parole. Scuote la testa davanti all'assurdità del fatto, ma non può far altro che crederle.

ZENOBIA
D'accordo. Ammesso che diciate il vero,
come hai fatto e perché esattamente sei qui, Xena?

XENA
Sono venuta qui perché Gabrielle era qui.
E riguardo al come sia stata restituita alla vita, ho usato
le mie capacità di persuasione a mio vantaggio.
Sono andata da Lucifero e
l'ho convinto a resuscitarmi.

ZENOBIA
(a Gabrielle)
Sarebbe lo stesso Lucifero di cui mi hai parlato?
Quello che sta dietro agli attacchi a questa città?

GABRIELLE
(piano, il suo sospetto confermato)
Sì.

ZENOBIA
GUARDIE!

GABRIELLE
Aspetta! Ti prego, lasciala finire.

Zenobia le fissa entrambe poi annuisce, con riluttanza.

XENA
Lui non gradiva troppo il modo in cui il tuo
popolo le stava suonando alle sue truppe.
E mi ha mandato qui a dare una mano.

ZENOBIA
E così tu stavi usando le tue 'capacità di
persuasione' per mettere Gabrielle contro di noi?

GABRIELLE
Zenobia! Questo non è giusto.

ZENOBIA
Davvero? Entro qui e ti trovo tra le
braccia della donna che non hai fatto che piangere
da quando hai messo piede nella mia città. Una
donna che ammette esplicitamente di essere stata
resuscitata per mano del nemico che
stiamo attualmente combattendo. Cosa vorresti
che pensassi, Gabrielle?

GABRIELLE
Che ti sto dicendo la verità.
Zenobia, non ti ho mai mentito.

ZENOBIA
(sottovoce)
L'amore a volte ci fa fare cose
che altrimenti non faremmo, Gabrielle.

XENA
Io ti mentirei senza pensarci, ma
lei non lo farebbe mai.

ZENOBIA
(riflettendo)
Forse no, ma...

La Regina fa un cenno alle guardie che prendono posizione ai due lati di Xena e Gabrielle.

GABRIELLE
(squadrando le guardie)
Stai scherzando, vero? Non capisci che
se fosse qui davvero per sabotarci
lo avrebbe già fatto a quest'ora?
Si è infiltrata in città.
(guardando Xena)
Ha neutralizzato la mia trappola.

Xena guarda verso il soffitto cercando di apparire innocente.

GABRIELLE
Catturato Amun….
(rendendosi conto di quanto ha appena detto)
Xena?

XENA
Sì?

GABRIELLE
Dov'è Amun?

XENA
(in tono imbarazzato)
Ho dovuto metterlo al sicuro.
Sta bene. Dorme soltanto.

Zenobia si passa una mano sulla fronte, poi torna a fissarle.

ZENOBIA
Dovrei farvi mettere entrambe in catene.
(sospirando)
Ma, temo che se Xena è in combutta
col demone Lucifero, le sue truppe
semplicemente ci distruggerebbero. E sono abbastanza
saggia da sapere che se non è così, allora avremmo
molte più possilità di sconfiggerlo col suo aiuto.

XENA
Ecco perché sono qui.
Voglio aiutarvi.

ZENOBIA
Quindi non credo di avere molta scelta.
Comunque, non mi piace affatto
questa svolta degli eventi. Se vedo qualcosa,
anche solo una, che mi faccia pensare
che non stai tenendo fede alla tua parola, non
esiterò a fare tutto il necessario per fermarti.

XENA
Comprensibile. Non mi aspetterei di meno.

Zenobia fissa Gabrielle, la scontentezza per quella situazione chiaramente scolpita sul suo viso.

ZENOBIA
Ti sto dando la mia fiducia, Gabrielle.
Non farmene pentire.

GABRIELLE
Non accadrà. Te lo prometto.

Zenobia annuisce e si volta uscendo dalla stanza, le sue guardie al seguito. Dopo la sua uscita, Gabrielle si gira verso Xena, mani sui fianchi.

GABRIELLE
Adesso, vuoi dirmi la verità vera
circa il tuo piccolo patto con Lucifero?

XENA
Praticamente è questa la verità vera.
Ho soltanto omesso un dettaglio.

GABRIELLE
Sì?

XENA
Avrei dovuto ucciderti, tornare all'Inferno,
diventare il suo secondo in comando e intrappolare
la tua anima prima che tu andassi in Paradiso, così
avrei potuto averti al mio fianco per sempre.

GABRIELLE
Oh, è tutto?

XENA
Più o meno, sì.

GABRIELLE
Beh, non puoi catturare ciò che
già ti appartiene, non credi?

XENA
(sorpresa)
Ancora?

GABRIELLE
E per sempre.

Gabrielle sorride per aver lasciato la sua compagna senza parole.

GABRIELLE
(proseguendo)
Andiamo. Facciamogli vedere come la
Principessa Guerriera e la sua Poetessa Combattente
vincono le guerre e affascinano i popoli.

E voltando sfrontatamente la schiena, lascia la stanza, mentre Xena resta a fissarla, scuotendo la testa con un sorriso ironico.

STACCO SU:

INT. APPARTAMENTI DI LUCIFERO

Lucifero siede sul suo trono recentemente restaurato, guardando nel suo portale privato. L'immagine alterna costantemente limpidezza cristallina e ricezione fluttuante. Ringhiando, tira un robusto colpo ad un lato del portale, e l'immagine si assesta per un solo momento, prima di ridiventare di nuovo confusa e distorta.

LUCIFERO
Non lo trovo divertente.

In piedi alla porta, due GUARDIE retrocedono intimorite. Hanno passato la maggior parte di una breve eternità a raccogliere i pezzi degli ultimi due demoni a guardia della stanza, e nessuno dei due è troppo ansioso di essere il prossimo della fila.

LUCIFERO
(proseguendo)
Beezel!

La guardia a sinistra inghiotte a vuoto.

BEEZEL
Sì, Sire?

LUCIFERO
Vieni qua.

BEEZEL
Sì, Sire.

Una marcia funebre suona mentre Beezel lentamente attraversa la stanza, a capo chino.

LUCIFERO
Mettiti accanto al portale.

BEEZEL
Sì, Sire.

LUCIFERO
Ora solleva le braccia, così.

BEEZEL
Così, Sire?

LUCIFERO
No, idiota! Cosa sei, cieco oltre che stupido?
Così!
(dimostrandoglielo)
Ah, perfetto! Ora tienile esattamente in quel modo.

BEEZEL
Tenere cosa, Sire?

LUCIFERO
(ringhiando)
Non. Muovere. Un. Muscolo.

BEEZEL
Sì, Sire.

Lo schermo del portale immediatamente si mette a fuoco, e Lucifero si china in avanti, in posizione di evidente attesa. Mentre l'immagine si precisa, i suoi occhi si assottigliano e la sua faccia inizia ad assumere i colori dei pozzi fiammeggianti che lo circondano.

LUCIFERO
CHE SIA MALEDETTA!!!

BEEZEL
Maledetta chi, Sire?

LUCIFERO
Oh Xena, Xena, Xena. Pensi davvero
che dipingere quei ripugnanti simboli
religiosi agli ingressi delle gallerie
basterà a tenermi lontano da te?
(pausa)
Tu prova solo a pensare di tradirmi,
e i sette cerchi del mio regno sembreranno
un paradiso paragonati a ciò che ti
riserverò io per l'eternità.
(pausa)
Beezel!

BEEZEL
Sì, Sire?

LUCIFERO
Chiama i miei soldati. Potrei avere
presto un lavoretto per loro.

BEEZEL
(in tono sollevato)
Sì, Sire.

DISSOLVENZA.


FINE DELL'ATTO 3


ATTO 4