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ATTO 4


APERTURA SU:

EST. CAPITALE EGIZIA - PRIME ORE DELLA SERA

Mentre il sole comincia a tramontare, si stanno svolgendo gli ultimi preparativi per la difesa della città. Soldati e civili lavorano duramente spalla a spalla, coperti dalla polvere e dal sudore delle loro fatiche.

Xena, con un badile in mano, è in piedi alle spalle di una profonda fossa che è stata scavata proprio all'interno delle porte della città.

XENA
Tu laggiù. Portami il resto di quei pioli.
Voglio finire con questa prima che sia buio.

L'UOMO interpellato guarda Gabrielle, che gli sorride e annuisce. Quindi, raccolti i pioli, si dirige verso Xena, un po' intimorito.

Anche Xena guarda Gabrielle, leva gli occhi al cielo e prende i pioli dall'uomo.

XENA
Grazie.

L'uomo annuisce, e torna di corsa al suo posto.

Gabrielle, ai piedi della muraglia, si copre la bocca per mascherare un sorriso, e scuote la testa mentre guarda la compagna conficcare i pioli nella fossa. C'è voluto quasi tutto il giorno, e molta pazienza, ma la popolazione sta finalmente cominciando a non trattare più Xena come qualcosa di impossibile, e da evitare ad ogni costo.

Gabrielle si guarda intorno, soddisfatta del lavoro che sono riusciti a realizzare in così poco tempo. La battaglia finale incombe imminente; riesce a sentirla nelle ossa. Ma per la prima volta, lei ha la misura di ciò che è riuscita a dare agli altri... speranza.

Piantato e correttamente posizionato l'ultimo piolo, Xena balza fuori dalla fossa. Gabrielle vede un gruppo di uomini e donne, incredibilmente giovani ed esili, affollarlesi velocemente intorno. I loro volti più colmi di reverenza che di timore.

Gabrielle sorride di tenero orgoglio mentre il gruppo saluta con cenni della testa e corre via, per essere rimpiazzato quasi immediatamente da un altro anche più numeroso armato di archi a lunga gittata e faretre piene di frecce letali. Osserva la sua compagna indicare a gesti diversi punti lungo le mura e mimare i suoi piani di battaglia.

Lo scambio di idèe dura pochi momenti, e quando gli arcieri si allontanano, diretti ognuno al proprio posto, Xena si gira. Scorge la compagna e la saluta con la mano dagli spalti.

GABRIELLE
Mi sembra che vada bene.

XENA
Per quel che è possibile, sì.

Le due si voltano verso Yavin, che le ha raggiunte, la faccia sporca e rigata di sudore.

XENA
Tutto pronto?

YAVIN
Sì.

XENA
Bene. I tuoi uomini sono in posizione?

YAVIN
(annuendo, dopo aver guardato Gabrielle)
Sì. Tutto come hai ordinato.
Arcieri, guerrieri, esploratori. Tutti pronti.
(a Gabrielle)
Ci batteremo e resisteremo, fino all'ultimo uomo.

GABRIELLE
Speriamo che non si debba arrivare a tanto.
(a Xena)
Penso che ci siamo allora, eh?

XENA
(annuendo, rivolta a Yavin)
Buona fortuna.

YAVIN
Anche a voi.

Tra le ombre Xena scorge Zenobia in piedi ad osservarle, un'espressione indecifrabile in volto.

XENA
(piano, a Gabrielle)
Ci vediamo all'ingresso della galleria.

Gabrielle nota Zenobia, e annuisce.

GABRIELLE
Non ci metterò molto.

Xena le restituisce il cenno, poi si allontana, in direzione delle gallerie sotto la città.

Quando Xena se n'è andata, Zenobia emerge dall'ombra e va incontro a Gabrielle. Si fermano una di fronte all'altra, fissandosi. La Regina appare a Gabrielle esausta e in qualche modo più esile di quanto le fosse mai sembrata prima.

ZENOBIA
E' tutto pronto?

GABRIELLE
Sì.

ZENOBIA
Bene.
(pausa)
Non mi fido di lei, Gabrielle. Ti sta conducendo
nelle mani degli uomini di Brakus. Come fai a sapere
che non ti consegnerà a loro, per poi guidarli
oltre le mura? Lei conosce quelle gallerie
e quelle trappole meglio di noi.

GABRIELLE
Non lo farà.

ZENOBIA
Ma come fai a dirlo?

GABRIELLE
Perché lo so.

ZENOBIA
Potrebbe farti del male. Ucciderti.

GABRIELLE
Non lo farà.

ZENOBIA
Ma...

GABRIELLE
Zenobia, non ti sto chiedendo di fidarti di Xena.
Ti sto chiedendo di fidarti di me. Xena è la mia anima gemella.
E io so, qui dentro...
(toccandosi il petto)
che lei merita la mia fiducia. E il mio amore.

Zenobia sospira, ancora non convinta. Guarda Gabrielle voltare la testa verso le gallerie, poi tornare a fissarla.

GABRIELLE
(proseguendo)
Devo andare. Fidati di me, Zenobia. Sarò
di ritorno prima che la notte sia finita. E
la tua città sarà libera.
(pausa)
Ti saluto, Zenobia. Ci rivedremo presto.

Zenobia osserva Gabrielle allontanarsi a passo veloce.

ZENOBIA
(sussurrando)
Addio, Gabrielle. Che gli dèi ti accompagnino
e ti preservino.

STACCO SU:

INT. GALLERIA - NOTTE

Xena e Gabrielle sorvegliano le loro truppe prepararsi al combattimento. Xena si sistema i suoi bracciali, scrutando nell'oscurità, mentre Gabrielle la osserva. C'è un sentore di attesa che pervade la sua anima gemella, e Gabrielle riesce a percepirla. E' quasi come trovarsi in mezzo ad una tempesta prima che il fulmine stia per colpire.

Ricordi dell'ultima battaglia che hanno combattuto insieme assalgono Gabrielle, e lei stessa avverte un sensazione simile alla paura. Immagini del cadavere di Xena le saettano nella mente, e lei stringe i denti contro la nausea che le evocano.

Alla fine, allunga una mano e tocca il braccio di Xena. Il calore della carne viva della sua compagna placa un po' quel tumulto interiore, ma non lo doma del tutto.

Al tocco, Xena si volta e la concentrazione nel suo sguardo muta rapidamente in ansia.

XENA
Va tutto bene?

GABRIELLE
Continuo a pensare al Giappone.

XENA
(gentilmente)
Qui non siamo in Giappone.

GABRIELLE
Questo lo so. E posso ripetermelo
un milione di volte, Xena, ma la mia anima non
vuole ascoltare. Tutto quello che riesco a vedere è...
(deglutendo con sforzo)
...dèi, non posso perderti di nuovo, Xena. Non posso.

Xena afferra le mani di Gabrielle e le tiene strette nelle sue.

XENA
Tu non mi perderai, Gabrielle. Te lo prometto.

GABRIELLE
No. Non fare promesse che non puoi mantenere, Xena.

XENA
(afferrandola per le spalle)
Gabrielle, non ho affrontato l'Inferno e
ingannato Lucifero, rinunciando all'immortalità
solo per tornare al punto di partenza.
(pausa)
Sopravviverò. Entrambe sopravviveremo.
Te lo prometto. D'accordo?

Dopo un momento, Gabrielle annuisce, con riluttanza.

Xena dà alla compagna un buffetto e poi la stringe a sé in un abbraccio. Quindi, chinandosi su di lei, preme le labbra sulle sue in un bacio appassionato. Le due donne restano così per un attimo, poi lentamente si staccano.

XENA
(con un largo sorriso)
Per buona fortuna.

GABRIELLE
(sorridendo)
Porterò con me tutta la fortuna che posso.
(pausa)
A presto.

XENA
Contaci.

STACCO SU:

EST. DESERTO - NOTTE

Xena guida il suo contingente sul lato sinistro dell'accampamento di Brakus, mentre Gabrielle si dirige con le sue truppe verso destra. Xena si distende in cima ad una duna sorvegliando l'accampamento nemico e osservando Gabrielle scomparire sull'altro fianco.

Chiudendo gli occhi, attende un momento per dare a Gabrielle il tempo di posizionarsi. Quando li riapre, scorge Brakus ed i suoi uomini prepararsi a partire. Estraendo la spada, segnala ai soldati di tenersi pronti. E solo quando le truppe hanno preso assetto e stanno muovendosi, Xena dà il segnale della carica. Mentre superano l'altura diretti alle loro spalle, Gabrielle e i suoi scendono dalla parte opposta.

Il combattimento inizia nelle retrovie, e ai soldati in prima linea occorre un momento per capire cosa sta succedendo. Quando si girano la battaglia è divenuta così feroce da spingerli verso le mura della città.

Xena sorride e fa ruotare la spada nell'aria. La sua gioia di essere tornata in azione è evidente. Impegna due uomini, abbattendoli entrambi senza che nessuno dei due sia riuscito a sferrarle un colpo anche solo lontanamente accettabile. Poi si prende un momento per assaporare la battaglia.

XENA
Oh sì!
Questa è vita.

Con un pugno, Gabrielle abbatte un uomo davanti a sé. Si gira e ne colpisce un altro con un calcio, scagliandolo a terra. Riacquistato l'equilibrio, cerca con lo sguardo altri avversari, ma vede che le truppe che lei e Xena capeggiano stanno facendo un ottimo lavoro nello spingerli sempre più vicini alla città.

Correndo verso il nucleo dei combattimenti, ode l'urlo di battaglia di Xena e si concede un brevissimo momento per goderne il suono.

Una mezza dozzina di uomini circonda Xena. Girando su se stessa in stretti cerchi riesce a tenerli d'occhio tutti insieme. Si arresta un attimo poi si abbassa, mandandone uno a volarle sopra la testa quando attacca. E appena l'uomo si rialza, una ginocchiata sotto il mento lo sbatte nuovamente al suolo. Un calcio ne abbatte un altro, quindi un colpo dato con il dorso della mano chiusa in piena faccia ne stende un terzo che stava tentando un nuovo assalto alle spalle. Un fendente di spada tirato alla sua destra uccide il quarto soldato e gli ultimi due optano per la ritirata.

Gettando uno sguardo, Xena vede Gabrielle usare i suoi sai per disarmare e poi abbattere due avversari. Poi la sua concentrazione torna sulle mura della città dove le forze interne stanno cominciando a montare le difese contro gli uomini di Brakus che cercano di farvi breccia.

I soldati nemici che sono riusciti ad arrampicarvisi sono scaraventati giù da ben posizionate protezioni costituite da grosse fascine fatte rotolare oltre il ciglio a travolgerli e schiacciarli quando cadono al suolo. Grandi pietre, coperte di fuoco greco e incendiate sono anch'esse gettate da postazioni ancor più alte.

Xena vede con ovvia soddisfazione le porte aprirsi e il grosso delle forze nemiche precipitarsi all'interno, mentre alcuni ritardatari separati dal gruppo si dirigono verso la posizione di Gabrielle. Fiduciosa nelle capacità della sua compagna, Xena prosegue a spingere con le sue truppe il nemico attraverso le porte.

Gabrielle ascolta mentre i rumori della battaglia si intensificano, può vedere Xena avvicinarsi sempre più alle porte, stringendo in un cerchio Brakus e i suoi uomini come avevano stabilito. Si prende un attimo di pausa per ripulirsi gli occhi dal sudore e dalla polvere prima di tagliare a destra per occuparsi dei pochi soldati che stanno cercando di trovare un'altra strada per entrare. Alcuni dei suoi la seguono e il resto raggiunge Xena alle porte della città.

Xena osserva il suo piano compiersi e le avanguardie del nemico cadere vittime della trappola scavata proprio oltre le porte. Gli arcieri tirano nel mucchio uccidendo molti altri soldati. Xena e le sue truppe convergono su di loro da dietro, mentre Yavin e la sua fanteria attaccano di fronte, bloccando ogni via di fuga ai superstiti.

Gabrielle e i pochi soldati con lei impegnano gli uomini che avevano deviato. Non ci vuole molto a neutralizzarli e Gabrielle con il suo gruppo parte per riunirsi alla compagna. Improvvisamente si blocca in ascolto, e girandosi lentamente scorge una mezza dozzina di demoni atterrare proprio dietro di loro. Si volta verso i suoi uomini e grida un ultimo comando.

GABRIELLE
TUTTI DENTRO!

Gli uomini si voltano e vedono i demoni avanzare, tre corrono verso le porte, mentre due restano al suo fianco.

GABRIELLE
Non potete combatterli.
Andatevene di qui!

Gli uomini la fissano ma capiscono che ciò che dice è la verità quando grandi spade compaiono magicamente nelle mani dei demoni. Gabrielle inspira profondamente più volte, afferra i suoi sai e si prepara al combattimento.

GABRIELLE
VIA!
Andate ad avvisare Xena!

I soldati fuggono verso le porte, ma un demone si leva in volo e, con i suoi artigli, agguanta un uomo. Gabrielle si gira e lancia i sai, trafiggendo le ali del demone, e facendolo cadere al suolo. Guarda il soldato rimettersi in piedi e riprendere la fuga, poi raccoglie una spada accanto al cadavere di un caduto e riporta la sua attenzione sui restanti demoni.

Xena intanto sta abbattendo un avversario dopo l'altro a colpi di spada e pugni e calci duri da spezzare le ossa, notando con piacere l'eccellente lavoro che Yavin e le sue truppe stanno facendo nell'impedire a chiunque di inoltrarsi nella città o avvicinarsi pericolosamente alle gallerie.

All'improvviso, la guerriera smette di combattere, mentre un presentimento le percorre l'animo. Si guarda intorno in cerca della compagna e non scorgendola, si lancia verso le porte uscendo sul terreno aperto.

XENA
GABRIELLE!

Gabrielle inciampa, poi riprende il passo e fugge il più velocemente possibile verso una delle entrate esterne alle gallerie. Il suo tatuaggio ha appena distrutto uno dei demoni aggressori e sente la schiena in fiamme. Boccheggiando in cerca d'aria, scivola sulla sabbia, costringendo i demoni a seguirla lontano dalla città, verso il deserto.

Fuori dalle porte, Xena scorge un'ala nera scomparire dietro un angolo della muraglia e si lancia all'inseguimento. Vedendo che la compagna ha condotto i demoni in una galleria minata, le corre dietro a perdifiato. Con uno scatto finale si lascia cadere nell'apertura, atterrando saldamente in piedi e guardando in entrambe le direzioni pronta ad eventuali attacchi, ma in distanza le giunge il suono delle risate dei demoni che stanno braccando Gabrielle.

Seguendolo Xena trova uno dei demoni impalato alla trave chiodata, che lotta e si dibatte, cercando di liberarsi. Xena si ferma sollevando la spada verso di lui.

XENA
Ci vediamo all'Inferno!

Senza esitare trafigge il demone, subito lasciando la presa mentre l'energia si disperde lungo la lama e scompare nella volta della galleria. Recuperata la sua spada riprende a scendere e arriva in tempo per vedere Gabrielle evitare la trappola incendiaria e condurvi dentro direttamente i demoni. Le torce cadono e questi sono tutti e due immediatamente avvolti dal fuoco.

Ululando, entrambi si girano e fuggono forsennatamente cercando di domare le fiamme, ma riuscendo solo ad alimentarle e renderle più impetuose. Sorvegliandoli, Xena si protegge gli occhi con la mano e cerca di sorpassarli. Ma in quel momento un rombo e la terra che sente tremare sotto di lei, l'avvertono che la galleria sta per crollare e Xena capisce di non poter attraversare il fuoco.

XENA
GABRIELLE!

Mentre il crollo della galleria sta per raggiungerla, si volta e fugge verso l'uscita. Scorgendola appena davanti a lei, e udendo il cedimento della volta alle sue spalle, con un balzo Xena si lancia fuori dalla cavità e rotola lontana proprio nel momento in cui il pavimento della galleria sprofonda su se stesso.

Sputando sabbia, raccoglie la spada e torna di corsa verso la città, non perdendo tempo ad attraversare le porte, ma lanciandosi verso la cima della muraglia. Afferrandosi al bordo, si tira su e la scavalca. Spada in pugno atterra nella corte, lottando per farsi largo tra i soldati, verso gli ingressi delle gallerie.

L'imminente fine della battaglia è un pensiero di cui è appena consapevole e, concentrata sul suo obiettivo, non la rallenta nella sua corsa. E mentre Yavin e le sue truppe finiscono l'esercito di Brakus, lei s'introduce nelle gallerie. Seguendo la polvere ed il fumo ritrova quella in cui Gabrielle era penetrata dalla parte opposta. Questa estremità è ancora intatta e sembra reggersi solidamente.

Inoltrandovisi, si copre naso e bocca con la mano e cerca con lo sguardo la sua compagna.

XENA
GABRIELLE!

Un po' più avanti, riesce a sentire la sua voce che la chiama. Infilandosi più in profondità nel passaggio buio lo trova parzialmente crollato. C'è solo una piccola bocca in un fianco della galleria tenuta aperta da una trave che vi giace inclinata diagonalmente a trattenerne le fauci. Xena cade sulle ginocchia e scruta attraverso l'apertura, scorgendo una Gabrielle, ansimante e quasi senza fiato che le rimanda lo sguardo, tossendo e ridendo tra la polvere e il fumo.

XENA
Gabrielle, stai bene?

GABRIELLE
(tossendo)
Solo un po' bruciacchiata.

XENA
Non muoverti, ti tiro fuori da lì.

GABRIELLE
Non vado da nessuna parte.

Con cautela, Xena sposta le rocce, allargando l'apertura a sufficienza da farci passare la compagna.

XENA
(tendendole la mano)
Piano adesso, è un po' instabile.

Gabrielle afferra la mano di Xena facendosi trascinare attraverso l'apertura, fino a ritrovarsi tra le sue braccia. Il sollievo è evidente in entrambe mentre riprendono fiato tenendosi strette l'una all'altra.

XENA
Sei sicura di stare bene?

GABRIELLE
(annuendo)
Uh huh.
Ce l'abbiamo fatta.

XENA
Sì, ce l'abbiamo fatta.
Yavin e i suoi uomini stanno finendo proprio ora.

GABRIELLE
Bene.
Andiamocene. Ho bisogno di aria.

STACCO SU:

EST. CAPITALE EGIZIA - NOTTE

Mentre Xena e Gabrielle escono nella fresca aria notturna, i sensi di Xena immediatamente iniziano a vibrare e lei si tende istintivamente.

GABRIELLE
Che c'è?

XENA
Abbiamo compagnia. Muoviamoci.

Le due donne scattano di corsa. E quando giungono in vista della piazza principale, Gabrielle capisce immediatamente cosa ha attivato gli istinti di difesa di Xena.

Lucifero è in piedi appena dentro le mura, fiancheggiato da due enormi demoni. Uno tiene tra le braccia Zenobia che sta vanamente lottando per liberarsi dalla sua presa. Yavin è steso al suolo a qualche passo di distanza, sanguinante e privo di sensi, ma vivo. Il resto del popolo egizio, soldati e civili senza differenze, se ne sta acquattato in un angolo terrorizzato da questa nuova, oscura minaccia.

Lucifero vede Xena avvicinarsi, e si volta per affrontarla, gli occhi rossi e brucianti di rabbia.

LUCIFERO
Proprio la cagna che stavo cercando.

XENA
Lascia andare Zenobia, Lucifero. E' me che vuoi.

LUCIFERO
Ho paura che non funzioni così, Xena.
Puoi aggiungere l'ingordigia alla lista
delle mie più affascinanti qualità.

Guarda Gabrielle e snuda i denti, poi torna a fissare Xena.

LUCIFERO
(proseguendo)
Avevamo un accordo, Xena.

XENA
(sorridendo malignamente)
Ho mentito.

LUCIFERO
Allora c'è ancora speranza per te. Torna insieme
a me, Xena, e sorvoleremo su questo piccolo... imbroglio.

XENA
Puoi scordartelo.

LUCIFERO
Ma tu no.
La tua anima è MIA, Xena!

XENA
Non puoi avere ciò che non mi appartiene.

Lucifero torna a guardare Gabrielle, che gli restituisce lo sguardo con un sorrisetto.

LUCIFERO
Oh, a questo si può rimediare.
(indicando Gabrielle)
Prendetela!

I due demoni gettano da parte Zenobia e avanzano verso Gabrielle. Lei raddrizza la schiena e li fissa direttamente negli occhi. E quando un bagliore comincia ad emanarle dal dorso, i demoni si bloccano.

LUCIFERO
HO DETTO PRENDETELA!

Xena, in posa rilassata, sorride ai demoni.

XENA
Se non volete fare la fine dei vostri amici,
ragazzi, vi consiglierei di ignorare il vostro capo.

LUCIFERO
(ai demoni)
E' solo una mortale! Prendetela!!

Il sorriso di Xena si fa più ampio.

XENA
Chi ha detto che mi riferivo a Gabrielle?

Prima che Lucifero o i suoi demoni possano reagire, molti arcieri appaiono sugli spalti puntando frecce intrise nel fuoco greco. Ad un lieve cenno di Xena, tutte le frecce partono contemporaneamente per conficcarsi nei corpi dei due enormi demoni.

Ululando in agonia, i demoni bruciano riducendosi in cenere in pochi attimi. Lucifero solleva la testa e ruggisce di rabbia. Poi fissa il suo malevolo sguardo in quello di Xena. Fa un passo avanti, e il tatuaggio di Gabrielle ricomincia a brillare intensamente. Ringhiando, il demonio arretra.

LUCIFERO
Credi di poterti nascondere dietro
la tua amichetta per sempre, Xena?

XENA
(scrollando le spalle)
Non vedo perché no.

Gabrielle, sorpresa, si lascia andare ad un grande sorriso, ma non si volta a guardare l'espressione della sua compagna.

XENA
(proseguendo)
Ti ho suonato come una lira, Lucifero. Di nuovo.
E tu hai perso. Di nuovo.
(pausa)
Come angelo, eri pietoso.
Come demone, sei patetico.

LUCIFERO
Tu sei mia, Xena.
Io ti possiedo, e ti avrò.

XENA
No, tu non mi possiedi, e no, non mi avrai.
(pausa)
Vedi, il tuo più grosso errore è stato rendermi
la mia mortalità, Lucifero. Nel momento in cui l'hai
fatto, hai perso la partita. Eri così sicuro che
i miei poteri demoniaci mi legassero
a te. Ma ti sbagliavi. Qua ho qualcosa
di molto più potente di qualunque
altra tu possa mai offrirmi.

Stavolta Gabrielle si gira, e afferra la mano che Xena le sta tendendo. Sul volto, ha un sorriso immenso e da mozzare il fiato.

XENA
(proseguendo)
Tu non hai poteri nel mondo dei mortali,
Lucifero. Non puoi costringere nessun mortale a fare ciò
che non vuole. L'unica cosa che puoi
fare è tentarli. E non c'è nulla nel tuo
regno o in qualunque altro che possa mai distogliermi
da quello che ho in questa vita.
(pausa)
Hai perso. Torna all'Inferno a cui
appartieni e lascia in pace i viventi.

Lucifero si guarda intorno mentre il popolo sta risollevandosi trovando nuovo coraggio ed energia dalla vista di Xena e Gabrielle che lo stanno affrontando insieme. E la gente comincia ad avanzare lentamente, ma come un unico corpo compatto.

Zenobia si fa avanti reggendo una grande Ankh d'oro di fronte a lei.

ZENOBIA
Questo è il simbolo della vita. L'energia del mio popolo.
Nel nome della Dea Iside, Dispensatrice di Vita,
io ti comando di andartene da qui.

Lucifero ringhia, fissandola, prima di lanciare un'occhiataccia a Xena.

LUCIFERO
Non finisce qui, Xena. Tornerò a prenderti.
E alla fine verrai da me.

Tutti alzano le mani davanti al viso per proteggersi gli occhi dal lampo accecante che illumina la notte a giorno quando Lucifero svanisce.

Gabrielle corre ad abbracciare Zenobia, poi si stacca e posa la mano sulla Ankh.

GABRIELLE
Come sapevi che avrebbe funzionato?

ZENOBIA
(con un sospiro di sollievo)
Non lo sapevo.
Ho bleffato.

Xena ridacchia e mette un braccio intorno alle spalle di Gabrielle, mentre osserva tutti riunirsi. Yavin si è ripreso e aiutato dai suoi compagni, è di nuovo più o meno saldamente in piedi, esibendo una fasciatura insanguinata sulla testa.

XENA
(a Zenobia)
Ricordami di non giocare mai a carte con te.

Zenobia sorride a Xena e chiude le dita di Gabrielle intorno alla Ankh.

ZENOBIA
Non potremo mai ripagarti di ciò che hai
fatto. Ti prego, accetta questa.

GABRIELLE
Non possiamo...

ZENOBIA
Sì, invece. Devi.
Conservalo come ricordo della
vita che ti è stata donata.

GABRIELLE
(guardando Xena, con un sorriso)
Ho già il miglior ricordo possibile.

STACCO SU:

EST. CAPITALE EGIZIA - GIORNO

Xena è in sella ad Argo, aspettando che Gabrielle saluti Zenobia e Yavin. Sporgendosi in avanti, accarezza affettuosamente la cavalla sul collo.

XENA
Ti sono mancata, piccola?

Argo sbruffa e annuisce col capo, suscitando un sorriso in Gabrielle che si sta staccando da un abbraccio d'addio a Zenobia.

GABRIELLE
(guardando da Zenobia a Yavin)
Abbiate cura l'una dell'altro.

ZENOBIA
Anche voi.

GABRIELLE
(sorridendo)
Oh lo faremo.

Gabrielle si volta e raggiunge Xena che le offre la mano. E lei l'afferra, lasciandosi issare su Argo, ma non di dietro come al solito. Xena accomoda la sua compagna davanti a lei, avvolgendole le braccia intorno.

XENA
Vuoi condurre tu?

GABRIELLE
No.
(pausa)
Voglio gustarmela. Fai tu.

Xena volta Argo e la dirige verso le porte, spalancate da un gruppo di riconoscenti e sorridenti egiziani.

XENA
Dove andiamo?

GABRIELLE
A casa.

XENA
In Grecia?

Gabrielle si abbandona all'indietro tra le braccia di Xena e chiude gli occhi come in estasi.

GABRIELLE
Non necessariamente.

Xena avvolge le sue braccia ancor più strettamente intorno a Gabrielle mentre cavalcano fuori dalla città e verso una nuova avventura.

DISSOLVENZA.

 

DISCLAIMER
Le doti di Beezel come antenna televisiva non sono state danneggiate
durante la produzione di questo film.


CHOICES
(Xena e la terribile divinità)