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ATTO 2


APERTURA SU:

INT. PIRAMIDE EGIZIA - NOTTE

Nelle profondità di una PIRAMIDE EGIZIA saccheggiata, una luce bianca e brillante splende per un attimo. Poi scompare, lasciando di nuovo la tomba in una perfetta, densa tenebra.

Un momento dopo, si ode il rantolo di polmoni in cerca d'aria, seguiti immediatamente da un debole gemito. Poi, seguono rumori in rapida successione: un quasi inudibile trepestìo sicuramente di origine non umana; un basso, montante ringhio; un acuto, penetrante squittìo bruscamente interrotto, e un flaccido tonfo.

XENA
(nel buio)
Io. Odio. I topi.

Xena si mette a sedere, lottando per scacciare un'ondata di vertigini, mentre tenta di riabituarsi ad un corpo che vive e respira.

XENA
(proseguendo)
Queste resurrezioni dai morti
stanno diventando davvero monotone.

E tuttavia, non può fare a meno di sorridere alla sensazione della vita che nuovamente sente scorrerle nelle vene. E' qualcosa che nemmeno la potenza di un demone può eguagliare, e lei ne è deliziata. Si stira, provando soddisfazione nell'estendere forti muscoli ed avvertire il silenzioso schiocco di giunture che tornano al loro posto.

XENA
Bene, Lucy, hai mantenuto la tua parola. Ora
vediamo cosa posso fare per mantenere la mia.

Mentre comincia cautamente a tirarsi in piedi, azzarda l'ipotesi di trovarsi in una specie di cripta. L'aria fetida, l'odore aspro e forte di spezie irrancidite, e il sentore di morte che la circonda. Il sospetto è confermato quando i suoi piedi si posano sul suolo ed incontrano quelli che possono solo essere frammenti di ossa spezzate e in decomposizione.

Con una smorfia per il dolore alle piante dei piedi, si fa strada alla cieca verso la parete, avvertendone la presenza un istante prima di toccarla con la mano aperta. Un'attenta esplorazione si rivela subito fruttuosa quando sotto i polpastrelli delle dita sente la forma di pietre focaie ed esche infiammabili, che afferra ed immediatamente sfrega tra loro.

XENA
E' ora di fare un po' di luce sulla situazione.

La tenue scintilla le è sufficiente per scorgere una torcia appena alla sua sinistra, e con un nuovo colpo tra le due pietre l'accende, illuminando l'interno di una vasta tomba abbondantemente decorata, ed altrettanto abbondantemente depredata.

Una tomba che attualmente divide con una mummia, e vari mucchietti di ossa umane disarticolate. Oltre ad un intero esercito di grossi ratti, che con piccoli, sfavillanti occhi la fissano da rifugi in cui la luce della torcia non può arrivare.

Digrignando i denti, ringhia loro contro, ridacchiando quando i loro squittii si perdono ancor più nelle profondità.

Guardando, finalmente, il proprio corpo completamente nudo, il suo sorriso si allarga nel constatare che è indiscutibilmente il suo, fino all'ultima cicatrice. Quello che ha passato decenni a perfezionare come definitivo strumento di distruzione.

E il sorriso diventa una cupa risata che pervade la tomba silenziosa, costringendo i ratti impauriti a ritirarsi ulteriormente.

XENA
Devo concedertelo, Lucy. Per essere quello sporco,
intrigante piccolo bastardo che sei, hai fatto un bel lavoro.

Si guarda rapidamente intorno in cerca di qualche abito, ma solo le bende della mummia sono sopravvissute alla profanazione, e quindi rinuncia. La voce successiva sulla sua lista è un'arma, e stavolta la trova senza troppa difficoltà.

Le ossa del braccio superstite di quella che una volta era una guardia alla porta interna giacciono accanto all'entrata sigillata della tomba. E la mano stringe l'asta spezzata di ciò che in tempi migliori era una LANCIA.

Anche senza la punta è comunque idonea come arma, specialmente nelle mani della Principessa Guerriera. Xena gliela strappa facilmente dalle dita, sperimentandola in un volteggio e annuendo compiaciuta.

XENA
Scusa, amico. Ma credo che al momento
serva un po' più a me che a te.

Con l'asta di lancia in pugno, riattraversa la tomba ed estrae la torcia dal suo elaborato supporto. La fiamma sfrigola leggermente. Alza la testa e annusa l'aria, sorridendo al soffio fresco che percepisce.

XENA
(sogghignando famelica)
Pronti o no... sto arrivando.

STACCO SU:

EST. PIRAMIDE EGIZIA - NOTTE

Accanto alla parete sud della tomba, ci sono tre UOMINI, armati di TORCE, rozze VANGHE, PICCONI, e SACCHI.

UOMO 1
Questa non è stata toccata.

UOMO 2
(sarcasticamente)
Ma davvero, idiota?
E da cosa l'hai capito?

UOMO 1
(offeso)
Ehi!

UOMO 3
Piantatela, tutti e due. Entriamo là dentro,
arraffiamo il bottino, e torniamo all'accampamento di Brakus
prima che ci cerchi.

UOMO 1
Credi che questo farà pari per non
avergli detto della bionda?

UOMO 2
Alle brutte, gli serviremo il tuo sedere
su un vassoio. Forse quello lo farà felice.

UOMO 3
(severamente)
Ho detto basta! Finiamo alla svelta
e torniamo all'accampamento. Fare questa cosa
in piena notte mi dà i brividi.

I tre uomini riprendono ad avanzare, svoltando l'angolo della piramide, dove sanno celarsi un'altro ingresso più piccolo. Posando i loro strumenti da una parte, si avvicinano alla tomba stessa, solo per impietrirsi di colpo quando la porta sigillata comincia ad aprirsi... dall'interno.

Tre mascelle ricadono, seguite da tre torce. Mentre la porta si apre del tutto, una Xena nuda ne esce con fare noncurante nella calda aria notturna.

XENA
(sorridendo)
Salve, ragazzi.
Bella notte per una resurrezione, eh?

La sua voce fa loro ritrovare le capacità motorie, e i tre si danno alla fuga come se avessero alle calcagna i demoni di Lucifero.

Il sopracciglio di Xena si inarca.

XENA
E' la prima volta che mi capita.

Inspirando leggermente, lancia il suo grido di battaglia e salta, e dopo un volteggio atterra con naturalezza davanti a loro, con un sorriso bieco.

XENA
E' per qualcosa che ho detto?

Gli uomini si bloccano, si girano, e cominciano a correre nella direzione opposta, scivolando ed inciampando nella soffice sabbia sotto i loro piedi.

Prima che possano allontanarsi troppo, Xena si getta in avanti e ne afferra due da dietro, lanciandoli contro il terzo. I tre cadono in un groviglio di braccia e gambe.

Avanzando a grandi passi verso la pila umana, Xena li guarda dall'alto in basso, mani sui fianchi ed un sorriso sul volto. In nessun caso potrebbe essere descritto come un sorriso piacevole. Somiglia di più a quello che potrebbe avere uno squalo che stia contemplando la sua cena.

Il primo dei tre striscia velocemente sulle ginocchia e comincia ad inchinarsi con fervore.

UOMO 3
Oh Potente Iside, ti prego abbi pietà di me.

XENA
(muovendo solo le labbra)
Iside?

Gli altri due uomini imitano il loro capo fino a premere la fronte sulla sabbia.

UOMO 1
Ti scongiuriamo, Dea, non farci del male! Non volevamo
derubare la tua tomba! Davvero!
Stavamo solo... oof!

Il primo uomo si trova a masticare sabbia, grazie al suo complice.

UOMO 2
(ridendo debolmente)
Lui... lui non voleva dire questo, o Venerabilissima.
Stavamo soltanto...
(pausa, pensando)
facendo due passi, giusto, capo?

UOMO 3
Sì! Proprio così! Facevamo solo due passi.
E' una bellissima notte, come hai detto tu, mia Dea.

Senza rispondere, Xena torreggia su di loro, valutandoli. Infine, punta un dito.

XENA
Tu. In piedi.

Tutti e tre balzano in piedi. Xena risospinge i due scartati giù in ginocchio, poi soppesa quello che ha scelto.

XENA
(annuendo)
Tu andrai bene. Togliteli.

UOMO 3
Puoi ripetere?

XENA
Mi hai sentito. Spogliati.

Dopo un momento, un lampo di comprensione si accende nei suoi occhi e, con espressione lasciva, l'uomo si libera dei suoi abiti con accecante rapidità. Poi si erge orgogliosamente davanti a lei.

Xena gli dà un breve sguardo dalla testa ai piedi, poi leva gli occhi al cielo.

XENA
Rimettiti a terra.

UOMO 3
Sì, mia Dea!

L'uomo ricade sulle ginocchia, e si tende verso di lei, solo per stramazzare sulla faccia quando lei lo elude facilmente afferrando i suoi vestiti. In pochi attimi ha indossato le sue brache scure, gli stivali, la camicia rozza e la casacca nera, sentendosi piuttosto soddisfatta di sé.

XENA
Così... voialtri stavate pensando di
saccheggiare la mia tomba, vero?

UOMO 1
Si!

UOMO 2
No!

XENA
(scuotendo la testa)
In piedi.

UOMO 2
Ti prego, Iside! Abbi pietà di me!

XENA
In. Piedi.

I tre uomini ubbidiscono al suo comando, tremando terrorizzati.

Xena li trafigge con lo sguardo, segretamente divertita della situazione.

XENA
(proseguendo)
Dovrei proprio ridurvi in minuscoli pezzettini
e farla finita con voi, sapete. Ma in un certo
degradante, ignobile senso vi trovo
divertenti, quindi ecco cosa farò.
(facendoli avvicinare con un cenno)
Prima richiuderete questa porta,
e la coprirete con la sabbia in modo che nessuno,
e intendo proprio nessuno, sappia che esiste.
Capito?

I tre annuiscono enfaticamente.

XENA
(proseguendo)
Bene. Poi farete venti passi
verso occidente. Venti passi precisi, e
comincerete a scavare. E continuerete a scavare
finché non tornerò e vi dirò che potete smettere.
Tutto chiaro?

Il secondo uomo annuisce mentre il primo uomo alza una mano.

XENA
(accigliandosi)
Che c'è?

UOMO 1
Ehm... perchè vuoi che scaviamo laggiù, Dea?

XENA
(con un sorriso inquietante)
Perché lo dico io.

UOMO 2
Per me va bene.

UOMO 1
Ma....

Xena avanza, premendo l'estremità aguzza della lancia spezzata contro il suo collo.

XENA
Preferiresti piuttosto una lenta e dolorosa morte?
Posso accontentarti, se vuoi.

UOMO 1
Scavare va bene, Dea.
Scavare va benissimo.

XENA
Proprio come pensavo..
(pausa)
Ora andate, prima che cambi idea e
vi cancelli dall'esistenza solo per il gusto di farlo.

Gli uomini schizzano in piedi come pungolati nel didietro e cominciano a correre verso i loro attrezzi. Ma prima che l'uomo nudo possa fare due passi, Xena lo afferra per una spalla e lo fa girare su se stesso.

XENA
Tu no. Tu vieni con me.

UOMO 3
Do...dove andiamo, Dea?

XENA
Alla città. E tu sei l'uomo giusto
per accompagnarmi là.

UOMO 3
Ma... ma sono nudo!

Xena gli dà un'altra occhiata da capo a piedi.

XENA
Tranquillo. Nessuno lo noterà.
(proseguendo, non inquadrata sul suo sguardo offeso)
MUOVITI!

Dimenticando la sua nudità, l'uomo ricomincia a correre in direzione della città, mentre Xena cammina senza fretta dietro di lui.

STACCO SU:

EST. CAPITALE EGIZIA - NOTTE

Gabrielle è irrequieta, incapace di addormentarsi. Esce nella notte e ne respira profondamente la fresca aria, guardando senza interesse la gente che vaga nella piazza. Alcuni smontano dalla guardia, altri si apprestano a dare loro il cambio. Sa che dovrebbe andare ad assicurarsi che tutto sia tranquillo come sembra, ma al momento l'unica cosa che riesce a fare è passeggiare lentamente nella zona recintata.

Sorride alla vista di aree che appaiono ora pulite ed ordinate. E' evidente che le persone stanno pian piano riconquistando la voglia di vivere e di combattere. Considerando il fatto, emette un grugnito infastidito.

GABRIELLE
(tra sè)
Adesso non mi resta che insegnare a me stessa
ciò che ho contribuito ad insegnare a loro.

Dagli spalti sulle mura della città, Yavin la osserva, accigliandosi quando vede Gabrielle arrestarsi bruscamente. La donna si porta una mano alla testa sfregandosi la fronte, poi la lascia scendere a toccarsi il petto per un breve istante. Quindi si scuote da qualunque cosa l'avesse bloccata, e si dirige nella sua direzione.

Lui sorride e le fa cenno di avvicinarsi, contento di vedersi raggiungere sulle mura.

YAVIN
Tutto bene?

GABRIELLE
(lievemente distratta)
Sì, è...
(pausa)
Niente.
(rianimandosi)
Neanche tu riesci a dormire?

YAVIN
Ormai, credo di essermici abituato.

Una scarica di frecce vola verso di loro, arrivando però a piantarsi solo nel terreno fuori le mura.

GABRIELLE
Sembra che anche i nostri avversari
soffrano di insonnia.

YAVIN
Così parrebbe.

GABRIELLE
Allora, perché tu non dormi?

YAVIN
Faccio la guardia ai demoni.

GABRIELLE
(ridacchiando)
Scusami, Yavin. Ma fidati quando ti dico
che se dovessero venire, non avresti
il tempo di vederli e tanto meno di combatterli.
Io ci sono passata, è quasi impossibile.

YAVIN
Ma tu hai avuto successo.

GABRIELLE
Suppongo si possa dire così.
Sono ancora in piedi.
(pausa)
A quale prezzo, ancora non lo so.

Un GIOVANE SOLDATO sale le scale di corsa e mette una FIASCA in mano a Gabrielle, mentre riprende fiato.

SOLDATO
(ansimando)
Gabrielle, il guaritore mi ha chiesto di
portarti questa. La nostra acqua, è...

Gabrielle toglie il tappo e annusa.

GABRIELLE
Imputridita.

SOLDATO
Sì, le nostre riserve sono andate a male.

GABRIELLE
Fantastico, questa era l'ultima cosa
di cui avessimo bisogno.
(a Yavin)
C'è qualche sorgente di acqua
fresca nelle vicinanze?

YAVIN
Gli uomini di Brakus ci hanno privato
delle nostre sorgenti naturali. Potremmo usare
i canali d'irrigazione del Nilo, ma è pericoloso
andarci, soprattutto di notte.

GABRIELLE
I feriti e i malati hanno bisogno
di acqua fresca. Possiamo bollire questa
per lavare i bendaggi, ma non per berla.
(al soldato)
Prendimi il cavallo, sellalo e procurami
una bisaccia piena di quante più borracce
sia possibile. Andrò a cercare l'acqua.

YAVIN
Gabrielle, non puoi, è un suicidio.

GABRIELLE
(scherzosamente)
Oh, uomo di poca fede.

YAVIN
Vengo con te.
Prenderemo altri due cavalli.

GABRIELLE
Yavin….

L'uomo solleva la mano per zittire la protesta.

YAVIN
Vivo in questa terra da tutta la vita, Gabrielle.
E tu sei qui solo da pochi giorni. Dimmi che puoi
trovare i nostri canali d'irrigazione più rapidamente
senza di me, ed io resterò qui.
Altrimenti, per favore, andiamo insieme e
facciamo più presto possibile.

GABRIELLE
(annuendo)
D'accordo.
So quando non è il caso di discutere.

YAVIN
Bene. Ne sono lieto.

Un VALLETTO porta i cavalli richiesti, e i due montano avviandosi silenziosamente fuori dalla città.

STACCO SU:

INT. CAPITALE EGIZIA - GALLERIA

Xena si appiattisce contro la parete di una delle gallerie mentre due guardie passano da un ingresso proprio dietro di lei. E' entrata in città facilmente, mescolandosi alla folla quando ce n'è stato bisogno, altrimenti restando nell'ombra. La sua precedente guida l'ha messa a dormire con un destro incrociato e ora giace da qualche parte nei dintorni, dove sarà a portata di mano nel caso abbia ancora bisogno dei suoi servigi.

Mentre lascia che le guardie la sorpassino indisturbate, dà un'attenta occhiata intorno. La galleria che ha scelto è relativamente poco battuta, il che si adatta perfettamente alle sue necessità. Quando i due uomini sono fuori portata di udito, torna ad avanzare, la vista aguzzata su ogni angolo od apertura buia, pronta a sorprese impreviste.

Fermandosi, scorge un filo nascosto ed accuratamente teso attraverso il pavimento. Si inginocchia, facendo scorrere il dito sulla sottile corda, e sorride. Poi si rialza e con il piede la tira. Le sue mani scattano simultaneamente ad afferrare due frecce che l'avrebbero colpita dritta al petto se non fosse stata preparata alla loro improvvisa apparizione. Sollevandole, le esamina ed annusa per percepirne un qualche veleno, poi sorride cupamente, spezzandole a metà e lasciandole cadere con noncuranza al suolo.

XENA
Niente male. Proprio niente male, Gabrielle.
Sembra che ti abbia istruita bene.

Proseguendo per la galleria, Xena si ferma di nuovo quando un grosso ratto le taglia la strada, e si arresta proprio davanti a lei, fissandola, con i baffi frementi.

XENA
Non pensarci nemmeno.

Il ratto si volta rapidamente e scappa nella direzione opposta.

XENA
Topo furbo.
Adesso vediamo quale altro
regalino ha lasciato Gabrielle.

Si ferma davanti ad un altro trabocchetto e lo studia meticolosamente, dirigendo lo sguardo verso la trave chiodata all'estremità della galleria.

XENA
Questo lascerebbe il segno.
Ben fatto.

Attenta a non far scattare la trappola, avanza fino ad arrivare in un altro punto del terreno, esaminandolo scrupolosamente. Inginocchiatasi, solleva la copertura celata svelandone il pozzo sottostante. Il fondo è coperto di schegge di metallo. Alza un sopracciglio, scuotendo la testa.

XENA
Forse non ti uccide...
(pausa)
Ma sicuramente ti augureresti di essere morto.

Facendo un passo indietro, salta oltre il pozzo, lasciando la trappola intatta. Poi si arresta immediatamente, quasi inchiodando sul posto quando si rende conto di qualcosa. Annusa e solleva appena lo sguardo sulla sua testa. Si avvicina e dà un'occhiata alla trappola incendiaria che è stata predisposta.

XENA
Molto astuto, Gabrielle.
Sono impressionata.

Prosegue il cammino, fino a giungere ad una larga confluenza, da cui può udire il suono di voci che si alzano e si abbassano in una casuale cacofonia. La guerriera si ferma ad una certa distanza e si fonde con naturalezza alle tenebre, appoggiando la schiena ad una parete gelida.

STACCO SU:

EST. DESERTO - NOTTE

Gabrielle e Yavin stanno attraversando nella notte il deserto, dopo avere facilmente evitato la sorveglianza dell'esercito nemico. Yavin è leggermente più avanti, alla guida dei cavalli di scorta, e Gabrielle chiude il gruppo, comodamente in groppa ad Argo.

Cavalcando, la donna inclina lievemente la testa indietro per osservare il vasto cielo notturno, fissando l'immensa profusione di stelle depositate sull'oscurità vellutata. Argo nitrisce e Gabrielle le accarezza il collo, confortata da quel suono familiare.

Mentre continua a guardare il cielo, ricorda la prima volta che ha trascorso la sera a osservare le stelle insieme a Xena.

XENA
(indicando le stelle)
Quell'ammasso lassù sembra un grande mestolo.

GABRIELLE
Un mestolo?

XENA
Sì, sai, quella specie di coppa con
cui prendi l'acqua dal secchio?

GABRIELLE
A me sembra un orso.

XENA
Un orso?

GABRIELLE
Già.

XENA
Dove lo vedi un orso?

GABRIELLE
Quello è il corpo. Guarda, ci sono anche le orecchie...

Tornando al presente, Gabrielle sussulta e nasconde un sorriso al ricordo di come subito dopo aveva colpito Xena sul naso con il suo bastone. Le scappa una breve, anche se malinconica, risatina che porta Yavin ad affiancarlesi.

GABRIELLE
(non inquadrata sullo sguardo preoccupato di Yavin)
Solo memorie.

YAVIN
Memorie liete, mi pare di capire.

GABRIELLE
Sì, molto liete.

YAVIN
Hai un bellissimo sorriso.

GABRIELLE
(vagamente a disagio)
Io....
(pausa)
Grazie.

YAVIN
(sorridendo)
Prego.
L'acqua dovrebbe essere proprio davanti a noi.

STACCO SU:

INT. GALLERIE SOTTERRANEE - NOTTE

AMUN, il consigliere della Regina, passa accanto al punto in cui Xena si nasconde. Sporgendosi dall'ombra, la donna lo afferra da dietro per la veste e lo trascina all'ingresso della galleria senza che nessun altro se ne accorga. Il suo braccio scivola prontamente intorno al collo dell'uomo e la sua mano gli si stringe fermamente sulla bocca.

Piegando lievemente la testa, sussurra all'orecchio del consigliere.

XENA
Questa non sarà una lunga conversazione,
quindi fa solo cenno di sì o di no, capito?

AMUN
(annuisce)

XENA
Bene. Tu sembri un tizio con qualche
aderenza, dico bene?

AMUN
(annuisce)

XENA
Come pensavo. Sei il tipo giusto.
(pausa)
Ora, voglio che tu mi dica dove dorme la notte
la piccola guerriera bionda, Gabrielle.

Amun lotta contro la sua stretta, ma Xena lo tiene saldamente, aumentandogli la pressione intorno alla gola finché non torna immobile.

XENA
(proseguendo)
Tu riprovaci e guarderai il mondo
da una prospettiva completamente diversa.
(pausa)
Ora, sai dove dorme?
Sì o no?

Amun esita, ma quando la pressione aumenta di nuovo, finalmente annuisce.

XENA
Bene. Scommetto che tu sai
molto bene come muoverti in queste gallerie.
Così ecco quello che farai per me.
E ascolta bene, perché
non amo ripetermi.
(pausa, per assicurarsi che stia ascoltando)
Tu ed io ce ne andremo tranquillamente
agli appartamenti di Gabrielle. E ci arriveremo
attraverso gallerie che nessuno usa.
Non voglio ospiti inaspettati a rovinare
la nostra festicciola, capito?

AMUN
(annuisce)

XENA
Sapevo di poter contare su di te.
Muoviamoci.

STACCO SU:

EST. CANALE - NOTTE

Gabrielle e Yavin stanno finendo di prelevare acqua dal canale. Gabrielle sembra distratta, un'espressione pensosa sul viso. Ogni tanto fa una pausa e guarda in direzione della città.

YAVIN
Questa è l'ultima. Non potremo servirci
più a lungo di questo canale. La siccità ha causato
un drastico abbassamento del livello delle acque.

Mentre lega la borraccia al cavallo, guarda Gabrielle e si rende conto che non ha ascoltato una parola di quel che ha detto.

YAVIN
(proseguendo)
C'è qualcosa che ti turba, Gabrielle?
Ti stai comportando stranamente fin da
prima che lasciassimo la città.

GABRIELLE
(sinceramente)
Non lo so, Yavin. Continuo ad avere questa
strana sensazione. Non so cosa sia,
né quale ne sia la ragione.
(pausa)
Immagino che sia perché mi sono appena
resa conto che forse non è stata la più astuta delle idèe
avere i due massimi esponenti militari a vagare
qua fuori in una missione di recupero di acqua
mentre la città è sotto assedio.

YAVIN
Pensi che qualcun altro avrebbe potuto
allontanarsi dalla città senza essere notato?

GABRIELLE
(riflettendo)
Su questo forse hai ragione. Tuttavia...

YAVIN
Bene, abbiamo finito qui, così la cosa migliore
è tornare indietro il più velocemente possibile, giusto?

GABRIELLE
Hai ragione. Andiamo.

STACCO SU:

EST. CAPITALE EGIZIA - NOTTE

Tornati, Yavin e Gabrielle consegnano riconoscenti i loro cavalli e l'acqua fresca. Gabrielle si stiracchia e prende un profondo e purificante respiro.

GABRIELLE
E' stato...
(pausa)
faticoso.

YAVIN
Forse adesso riuscirai a dormire.

GABRIELLE
(sfregandosi il collo)
Penso che potrei.
Ti suggerisco di fare lo stesso.

YAVIN
Lo farò, Gabrielle.
Buona notte.

GABRIELLE
Buona notte, Yavin.
Riposa bene.

Gabrielle gira sui tacchi e fa per allontanarsi quando una guardia la ferma. Yavin vede e, intuendo che non ci siano buone notizie, corre da lei.

GUARDIA
(sottovoce)
Gabrielle, una delle sentinelle ha scoperto
che una trappola in una galleria secondaria
fuori della città è stata fatta scattare.

GABRIELLE
Solo una?

GUARDIA
Sì. La prima.

GABRIELLE
Qualcuno si è ferito?

GUARDIA
No.

GABRIELLE
Andiamo. Facci vedere.

STACCO SU:

INT. GALLERIE SOTTERRANEE - NOTTE

Gabrielle esamina la trappola demolita, prestando una speciale attenzione alle frecce spezzate e gettate via quasi con indifferenza. Poi alza lo sguardo su Yavin rimasto in piedi.

GABRIELLE
Che ne pensi?

YAVIN
Potrebbe essere stato un incidente.

Gabrielle tende i pezzi delle frecce distrutte a Yavin.

GABRIELLE
Gli incidenti non spezzano le frecce in due.
Questo è stato fatto di proposito.

YAVIN
Che ci sia una spia tra le nostre file?

Gabrielle getta le frecce e si strofina il viso.

GABRIELLE
Spero che sia così semplice.

I due sentono dei passi alle loro spalle, e voltandosi scorgono Zenobia avanzare verso di loro a grandi passi e chiaramente contrariata.

ZENOBIA
Ho appena saputo. Cosa è successo?

GABRIELLE
Ancora non lo sappiamo. Se non è stato un incidente,
e io non credo lo sia stato, chiunque o qualunque
cosa l'abbia fatto se n'è andato da tempo.

ZENOBIA
Forse non sarebbe successo affatto se
voi due foste stati dove avreste dovuto
invece di uscire per qualche
vana ricerca.

GABRIELLE
(alzandosi lentamente)
Ora aspetta un...

YAVIN
(sovrapponendosi a Gabrielle)
Mia Regina, avevamo bisogno dell'acqua.

ZENOBIA
Potevate mandare qualcun altro. Vi rendete
conto di ciò che sarebbe potuto accadere se vi
foste fatti catturare dal nemico?
(pausa)
I capi non possono sacrificarsi
senza necessità, Gabrielle.

GABRIELLE
(freddamente)
Hai ragione, Zenobia. Ma a volte succede,
che lo vogliamo o no.

ZENOBIA
Ti sei fermata a pensare cosa sarebbe
accaduto se foste stati attaccati
e uccisi là fuori?

GABRIELLE
Sì. Mi sarei riunita all'altra metà della mia
anima e finalmente avrei potuto riposare.

GABRIELLE
(proseguendo)
(a Yavin)

Raddoppia le guardie intorno al perimetro.
E svegliami se c'è bisogno.

Gabrielle se ne va con andatura solenne, lasciando Yavin e Zenobia a fissarla, con espressione scioccata.

STACCO SU:

INT. ALLOGGIO DI GABRIELLE - NOTTE

Cercando di calmare la rabbia, Gabrielle s'infila nel pagliericcio e si gira su un fianco, faccia al muro. Tesa come una corda nel corpo, nei pensieri e nelle emozioni.

GABRIELLE
(sussurrando)
Xena?
(pausa)
So che sono stata io a mandarti via, ma per tutti
gli dèi del mondo, cosa non darei per averti
con me adesso. A volte è come se tu
fossi così vicina da poterti sentire. Ma...
(con un sospiro)
Buonanotte, Xena.
Ti amo.

Con quella tenera supplica, chiude gli occhi e costringe i muscoli in tensione a rilassarsi, cadendo in un sonno agitato senza neanche accorgersene.

E un momento dopo, una grande ombra si staglia su Gabrielle, coprendone il corpo come una coperta oscura nella luce tremolante delle torce. Penetranti occhi azzurri, divenuti quasi indaco nella penombra della stanza, emergono dalle tenebre. In attesa.

DISSOLVENZA.


FINE DELL'ATTO 2


ATTO 3