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INT. PIRAMIDE EGIZIA - NOTTE Nelle profondità di una PIRAMIDE EGIZIA saccheggiata, una luce bianca e brillante splende per un attimo. Poi scompare, lasciando di nuovo la tomba in una perfetta, densa tenebra.
Un momento dopo, si ode il rantolo di polmoni in cerca d'aria, seguiti immediatamente da un debole gemito. Poi, seguono rumori in rapida successione: un quasi inudibile trepestìo sicuramente di origine non umana; un basso, montante ringhio; un acuto, penetrante squittìo bruscamente interrotto, e un flaccido tonfo. XENA Xena si mette a sedere, lottando per scacciare un'ondata di vertigini, mentre tenta di riabituarsi ad un corpo che vive e respira. XENA E tuttavia, non può fare a meno di sorridere alla sensazione della vita che nuovamente sente scorrerle nelle vene. E' qualcosa che nemmeno la potenza di un demone può eguagliare, e lei ne è deliziata. Si stira, provando soddisfazione nell'estendere forti muscoli ed avvertire il silenzioso schiocco di giunture che tornano al loro posto. XENA Mentre comincia cautamente a tirarsi in piedi, azzarda l'ipotesi di trovarsi in una specie di cripta. L'aria fetida, l'odore aspro e forte di spezie irrancidite, e il sentore di morte che la circonda. Il sospetto è confermato quando i suoi piedi si posano sul suolo ed incontrano quelli che possono solo essere frammenti di ossa spezzate e in decomposizione. Con una smorfia per il dolore alle piante dei piedi, si fa strada alla cieca verso la parete, avvertendone la presenza un istante prima di toccarla con la mano aperta. Un'attenta esplorazione si rivela subito fruttuosa quando sotto i polpastrelli delle dita sente la forma di pietre focaie ed esche infiammabili, che afferra ed immediatamente sfrega tra loro. XENA La tenue scintilla le è sufficiente per scorgere una torcia appena alla sua sinistra, e con un nuovo colpo tra le due pietre l'accende, illuminando l'interno di una vasta tomba abbondantemente decorata, ed altrettanto abbondantemente depredata.
Una tomba che attualmente divide con una mummia, e vari mucchietti di ossa umane disarticolate. Oltre ad un intero esercito di grossi ratti, che con piccoli, sfavillanti occhi la fissano da rifugi in cui la luce della torcia non può arrivare. Digrignando i denti, ringhia loro contro, ridacchiando quando i loro squittii si perdono ancor più nelle profondità. Guardando, finalmente, il proprio corpo completamente nudo, il suo sorriso si allarga nel constatare che è indiscutibilmente il suo, fino all'ultima cicatrice. Quello che ha passato decenni a perfezionare come definitivo strumento di distruzione. E il sorriso diventa una cupa risata che pervade la tomba silenziosa, costringendo i ratti impauriti a ritirarsi ulteriormente. XENA Si guarda rapidamente intorno in cerca di qualche abito, ma solo le bende della mummia sono sopravvissute alla profanazione, e quindi rinuncia. La voce successiva sulla sua lista è un'arma, e stavolta la trova senza troppa difficoltà. Le ossa del braccio superstite di quella che una volta era una guardia alla porta interna giacciono accanto all'entrata sigillata della tomba. E la mano stringe l'asta spezzata di ciò che in tempi migliori era una LANCIA. Anche senza la punta è comunque idonea come arma, specialmente nelle mani della Principessa Guerriera. Xena gliela strappa facilmente dalle dita, sperimentandola in un volteggio e annuendo compiaciuta. XENA Con l'asta di lancia in pugno, riattraversa la tomba ed estrae la torcia dal suo elaborato supporto. La fiamma sfrigola leggermente. Alza la testa e annusa l'aria, sorridendo al soffio fresco che percepisce. XENA STACCO SU: EST. PIRAMIDE EGIZIA - NOTTE Accanto alla parete sud della tomba, ci sono tre UOMINI, armati di TORCE, rozze VANGHE, PICCONI, e SACCHI. UOMO
1 UOMO
2 UOMO
1 UOMO
3 UOMO
1 UOMO
2 UOMO
3 I tre uomini riprendono ad avanzare, svoltando l'angolo della piramide, dove sanno celarsi un'altro ingresso più piccolo. Posando i loro strumenti da una parte, si avvicinano alla tomba stessa, solo per impietrirsi di colpo quando la porta sigillata comincia ad aprirsi... dall'interno. Tre mascelle ricadono, seguite da tre torce. Mentre la porta si apre del tutto, una Xena nuda ne esce con fare noncurante nella calda aria notturna. XENA La sua voce fa loro ritrovare le capacità motorie, e i tre si danno alla fuga come se avessero alle calcagna i demoni di Lucifero. Il sopracciglio di Xena si inarca. XENA Inspirando leggermente, lancia il suo grido di battaglia e salta, e dopo un volteggio atterra con naturalezza davanti a loro, con un sorriso bieco. XENA Gli uomini si bloccano, si girano, e cominciano a correre nella direzione opposta, scivolando ed inciampando nella soffice sabbia sotto i loro piedi. Prima che possano allontanarsi troppo, Xena si getta in avanti e ne afferra due da dietro, lanciandoli contro il terzo. I tre cadono in un groviglio di braccia e gambe. Avanzando a grandi passi verso la pila umana, Xena li guarda dall'alto in basso, mani sui fianchi ed un sorriso sul volto. In nessun caso potrebbe essere descritto come un sorriso piacevole. Somiglia di più a quello che potrebbe avere uno squalo che stia contemplando la sua cena. Il primo dei tre striscia velocemente sulle ginocchia e comincia ad inchinarsi con fervore. UOMO
3 XENA Gli altri due uomini imitano il loro capo fino a premere la fronte sulla sabbia. UOMO
1 Il primo uomo si trova a masticare sabbia, grazie al suo complice. UOMO
2
UOMO
3 Senza rispondere, Xena torreggia su di loro, valutandoli. Infine, punta un dito. XENA Tutti e tre balzano in piedi. Xena risospinge i due scartati giù in ginocchio, poi soppesa quello che ha scelto. XENA UOMO
3 XENA Dopo un momento, un lampo di comprensione si accende nei suoi occhi e, con espressione lasciva, l'uomo si libera dei suoi abiti con accecante rapidità. Poi si erge orgogliosamente davanti a lei. Xena gli dà un breve sguardo dalla testa ai piedi, poi leva gli occhi al cielo. XENA UOMO
3 L'uomo ricade sulle ginocchia, e si tende verso di lei, solo per stramazzare sulla faccia quando lei lo elude facilmente afferrando i suoi vestiti. In pochi attimi ha indossato le sue brache scure, gli stivali, la camicia rozza e la casacca nera, sentendosi piuttosto soddisfatta di sé. XENA
UOMO
1 UOMO
2 XENA UOMO
2 XENA I tre uomini ubbidiscono al suo comando, tremando terrorizzati. Xena li trafigge con lo sguardo, segretamente divertita della situazione. XENA I tre annuiscono enfaticamente. XENA Il secondo uomo annuisce mentre il primo uomo alza una mano. XENA UOMO
1 XENA UOMO
2 UOMO
1 Xena avanza, premendo l'estremità aguzza della lancia spezzata contro il suo collo. XENA UOMO
1 XENA Gli uomini schizzano in piedi come pungolati nel didietro e cominciano a correre verso i loro attrezzi. Ma prima che l'uomo nudo possa fare due passi, Xena lo afferra per una spalla e lo fa girare su se stesso. XENA UOMO
3 XENA UOMO
3 Xena gli dà un'altra occhiata da capo a piedi. XENA
Dimenticando la sua nudità, l'uomo ricomincia a correre in direzione della città, mentre Xena cammina senza fretta dietro di lui. STACCO SU: EST. CAPITALE EGIZIA - NOTTE Gabrielle è irrequieta, incapace di addormentarsi. Esce nella notte e ne respira profondamente la fresca aria, guardando senza interesse la gente che vaga nella piazza. Alcuni smontano dalla guardia, altri si apprestano a dare loro il cambio. Sa che dovrebbe andare ad assicurarsi che tutto sia tranquillo come sembra, ma al momento l'unica cosa che riesce a fare è passeggiare lentamente nella zona recintata. Sorride alla vista di aree che appaiono ora pulite ed ordinate. E' evidente che le persone stanno pian piano riconquistando la voglia di vivere e di combattere. Considerando il fatto, emette un grugnito infastidito. GABRIELLE Dagli spalti sulle mura della città, Yavin la osserva, accigliandosi quando vede Gabrielle arrestarsi bruscamente. La donna si porta una mano alla testa sfregandosi la fronte, poi la lascia scendere a toccarsi il petto per un breve istante. Quindi si scuote da qualunque cosa l'avesse bloccata, e si dirige nella sua direzione. Lui sorride e le fa cenno di avvicinarsi, contento di vedersi raggiungere sulle mura. YAVIN GABRIELLE YAVIN Una scarica di frecce vola verso di loro, arrivando però a piantarsi solo nel terreno fuori le mura. GABRIELLE YAVIN GABRIELLE YAVIN GABRIELLE GABRIELLE
Un GIOVANE SOLDATO sale le scale di corsa e mette una FIASCA in mano a Gabrielle, mentre riprende fiato. SOLDATO Gabrielle toglie il tappo e annusa. GABRIELLE SOLDATO GABRIELLE YAVIN GABRIELLE YAVIN GABRIELLE YAVIN GABRIELLE
L'uomo solleva la mano per zittire la protesta. YAVIN GABRIELLE YAVIN Un VALLETTO porta i cavalli richiesti, e i due montano avviandosi silenziosamente fuori dalla città. STACCO SU: INT. CAPITALE EGIZIA - GALLERIA Xena si appiattisce contro la parete di una delle gallerie mentre due guardie passano da un ingresso proprio dietro di lei. E' entrata in città facilmente, mescolandosi alla folla quando ce n'è stato bisogno, altrimenti restando nell'ombra. La sua precedente guida l'ha messa a dormire con un destro incrociato e ora giace da qualche parte nei dintorni, dove sarà a portata di mano nel caso abbia ancora bisogno dei suoi servigi. Mentre lascia che le guardie la sorpassino indisturbate, dà un'attenta occhiata intorno. La galleria che ha scelto è relativamente poco battuta, il che si adatta perfettamente alle sue necessità. Quando i due uomini sono fuori portata di udito, torna ad avanzare, la vista aguzzata su ogni angolo od apertura buia, pronta a sorprese impreviste.
Fermandosi, scorge un filo nascosto ed accuratamente teso attraverso il pavimento. Si inginocchia, facendo scorrere il dito sulla sottile corda, e sorride. Poi si rialza e con il piede la tira. Le sue mani scattano simultaneamente ad afferrare due frecce che l'avrebbero colpita dritta al petto se non fosse stata preparata alla loro improvvisa apparizione. Sollevandole, le esamina ed annusa per percepirne un qualche veleno, poi sorride cupamente, spezzandole a metà e lasciandole cadere con noncuranza al suolo. XENA Proseguendo per la galleria, Xena si ferma di nuovo quando un grosso ratto le taglia la strada, e si arresta proprio davanti a lei, fissandola, con i baffi frementi. XENA Il ratto si volta rapidamente e scappa nella direzione opposta. XENA Si ferma davanti ad un altro trabocchetto e lo studia meticolosamente, dirigendo lo sguardo verso la trave chiodata all'estremità della galleria. XENA Attenta a non far scattare la trappola, avanza fino ad arrivare in un altro punto del terreno, esaminandolo scrupolosamente. Inginocchiatasi, solleva la copertura celata svelandone il pozzo sottostante. Il fondo è coperto di schegge di metallo. Alza un sopracciglio, scuotendo la testa. XENA Facendo un passo indietro, salta oltre il pozzo, lasciando la trappola intatta. Poi si arresta immediatamente, quasi inchiodando sul posto quando si rende conto di qualcosa. Annusa e solleva appena lo sguardo sulla sua testa. Si avvicina e dà un'occhiata alla trappola incendiaria che è stata predisposta. XENA Prosegue il cammino, fino a giungere ad una larga confluenza, da cui può udire il suono di voci che si alzano e si abbassano in una casuale cacofonia. La guerriera si ferma ad una certa distanza e si fonde con naturalezza alle tenebre, appoggiando la schiena ad una parete gelida. STACCO SU: EST. DESERTO - NOTTE Gabrielle e Yavin stanno attraversando nella notte il deserto, dopo avere facilmente evitato la sorveglianza dell'esercito nemico. Yavin è leggermente più avanti, alla guida dei cavalli di scorta, e Gabrielle chiude il gruppo, comodamente in groppa ad Argo. Cavalcando, la donna inclina lievemente la testa indietro per osservare il vasto cielo notturno, fissando l'immensa profusione di stelle depositate sull'oscurità vellutata. Argo nitrisce e Gabrielle le accarezza il collo, confortata da quel suono familiare. Mentre continua a guardare il cielo, ricorda la prima volta che ha trascorso la sera a osservare le stelle insieme a Xena.
XENA GABRIELLE XENA GABRIELLE XENA GABRIELLE XENA GABRIELLE Tornando al presente, Gabrielle sussulta e nasconde un sorriso al ricordo di come subito dopo aveva colpito Xena sul naso con il suo bastone. Le scappa una breve, anche se malinconica, risatina che porta Yavin ad affiancarlesi. GABRIELLE YAVIN GABRIELLE YAVIN GABRIELLE YAVIN STACCO SU: INT. GALLERIE SOTTERRANEE - NOTTE AMUN, il consigliere della Regina, passa accanto al punto in cui Xena si nasconde. Sporgendosi dall'ombra, la donna lo afferra da dietro per la veste e lo trascina all'ingresso della galleria senza che nessun altro se ne accorga. Il suo braccio scivola prontamente intorno al collo dell'uomo e la sua mano gli si stringe fermamente sulla bocca. Piegando lievemente la testa, sussurra all'orecchio del consigliere. XENA AMUN XENA AMUN XENA Amun lotta contro la sua stretta, ma Xena lo tiene saldamente, aumentandogli la pressione intorno alla gola finché non torna immobile. XENA Amun esita, ma quando la pressione aumenta di nuovo, finalmente annuisce. XENA AMUN XENA
STACCO SU: EST. CANALE - NOTTE Gabrielle e Yavin stanno finendo di prelevare acqua dal canale. Gabrielle sembra distratta, un'espressione pensosa sul viso. Ogni tanto fa una pausa e guarda in direzione della città. YAVIN Mentre lega la borraccia al cavallo, guarda Gabrielle e si rende conto che non ha ascoltato una parola di quel che ha detto. YAVIN GABRIELLE YAVIN GABRIELLE YAVIN GABRIELLE STACCO SU: EST. CAPITALE EGIZIA - NOTTE Tornati, Yavin e Gabrielle consegnano riconoscenti i loro cavalli e l'acqua fresca. Gabrielle si stiracchia e prende un profondo e purificante respiro. GABRIELLE YAVIN GABRIELLE YAVIN GABRIELLE Gabrielle gira sui tacchi e fa per allontanarsi quando una guardia la ferma. Yavin vede e, intuendo che non ci siano buone notizie, corre da lei. GUARDIA GABRIELLE
GUARDIA GABRIELLE GUARDIA GABRIELLE STACCO SU: INT. GALLERIE SOTTERRANEE - NOTTE Gabrielle esamina la trappola demolita, prestando una speciale attenzione alle frecce spezzate e gettate via quasi con indifferenza. Poi alza lo sguardo su Yavin rimasto in piedi. GABRIELLE YAVIN Gabrielle tende i pezzi delle frecce distrutte a Yavin. GABRIELLE YAVIN Gabrielle getta le frecce e si strofina il viso. GABRIELLE I due sentono dei passi alle loro spalle, e voltandosi scorgono Zenobia avanzare verso di loro a grandi passi e chiaramente contrariata. ZENOBIA GABRIELLE ZENOBIA GABRIELLE YAVIN ZENOBIA GABRIELLE ZENOBIA GABRIELLE
Gabrielle se ne va con andatura solenne, lasciando Yavin e Zenobia a fissarla, con espressione scioccata. STACCO SU: INT. ALLOGGIO DI GABRIELLE - NOTTE Cercando di calmare la rabbia, Gabrielle s'infila nel pagliericcio e si gira su un fianco, faccia al muro. Tesa come una corda nel corpo, nei pensieri e nelle emozioni. GABRIELLE Con quella tenera supplica, chiude gli occhi e costringe i muscoli in tensione a rilassarsi, cadendo in un sonno agitato senza neanche accorgersene. E un momento dopo, una grande ombra si staglia su Gabrielle, coprendone il corpo come una coperta oscura nella luce tremolante delle torce. Penetranti occhi azzurri, divenuti quasi indaco nella penombra della stanza, emergono dalle tenebre. In attesa.
DISSOLVENZA.
FINE DELL'ATTO 2 | |||||