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ATTO 3

 

APERTURA SU:

 

EST. FORTE - CORTILE - GIORNO

 

Nel cortile la folla è aumentata. La gente raccolta sta incitando e ridendo rumorosamente. Al centro due combattenti si fronteggiano. Uno di loro è Xena, l’altro è una montagna d’uomo che porta i colori del Clan di Mahon. Entrambi brandiscono grandi spade impugnate a due mani.

 

MAHON

Avanti Bran!

 

Bran si lancia contro Xena. La guerriera si sta divertendo un mondo e lo mostra chiaramente. Prima blocca l’attacco dell’avversario e poi ruotando la larga spada in un ampio cerchio respinge facilmente la lama dell’uomo. Infine Xena avanza di un passo e colpisce di piatto Bran alle costole facendolo sussultare.

 

BRAN

Ouch!

 

XENA

Ops. Scusami tanto.

 

 

 

Fergal lancia un fischio. Bran si sputa nelle mani e afferra la spada con una presa più salda. L’uomo si getta di nuovo contro Xena, ma il suo colpo va a vuoto, tagliando l’aria laddove Xena avrebbe dovuto essere, la guerriera infatti si è già spostata velocemente fuori dalla traiettoria. Xena si avvicina all’avversario e con una capriola volteggia sulla testa di Bran, portandosi dietro all’uomo e colpendolo ancora con la larga spada questa volta sulle natiche.

 

BRAN

(proseguendo)

Ehi! Stai cercando guai, signorinella!

 

XENA

Sono io il guaio.

(facendogli segno di avanzare)

Avanti.

 

 

A questo punto Bran perde la pazienza e attacca selvaggiamente. Xena blocca il suo fendente e per un attimo i due si ritrovano faccia a faccia. Vicinanza non molto piacevole per la guerriera che si prepara a respingerlo di nuovo. Improvvisamente Xena si ferma e rimane immobile, la sua attenzione rivolta lontano mentre le nasce dentro un bisogno urgente.

 

BRAN

Ti ho in pugno adesso!

 

XENA

Il momento di giocare è finito.

 

Xena gira la lama di lato, poi contrattacca e spinge Bran in mezzo alla folla con un calcio. La guerriera lascia cadere lo spadone a terra, scatta in avanti e, scavalcando le prime file di persone, atterra su un tavolo. Di tavolo in tavolo raggiunge l'ingresso del corridoio e a tutta velocità vi si lancia attraverso. La gente la osserva sbalordita.

 

STACCO SU:

 

INT. FORTE - CORRIDOIO - GIORNO

 

Gabrielle sta lottando per la sua vita. Sei uomini le sono addosso e il corridoio è troppo buio per vedere che aspetto hanno. Le torce su entrambi i muri sono state spente.

 

Con i suoi sai Gabrielle riesce a parare la maggior parte dei colpi, ma alcuni raggiungono il segno e la ragazza comincia a sentirne il peso.

 

La lotta si svolge in un sinistro silenzio. Gli assalitori non dicono una parola, semplicemente attaccano con accanita determinazione.

 

Gabrielle viene afferrata da uno di loro, la poetessa riesce a svincolarsi, ma altri due uomini le sono addosso e la bloccano a terra, togliendole i sai dalle mani, disarmandola.

 

Mentre due degli assalitori la tengono inchiodata al suolo, un terzo le si para davanti a spada sguainata e pronto a colpire.

 

Gabrielle solleva lo sguardo e tutto quello che riesce a vedere sono gli occhi dell’assalitore che luccicano nel buio e un bagliore metallico quando la lama comincia a scendere verso di lei. La ragazza cerca furiosamente di liberarsi, ma i due che la tengono ferma sono più forti e pesanti e Gabrielle non riesce a scrollarseli di dosso.

 

 

La spada continua a calare minacciosa, ma a metà discesa l’uomo che impugna la lama viene colpito alle spalle. L'aggressore viene lanciato oltre il corpo disteso a terra di Gabrielle, andando a sbattere contro il muro opposto.

 

Emettendo un basso ringhio, una nera figura avanza come un turbine, afferrando e strappando via con forza dal corpo di Gabrielle gli uomini che la tenevano prigioniera. Si sente il chiaro suono di una spada sfoderata ed entrambi gli assalitori cercano di sfuggire freneticamente, strisciando sulle mani e sulle ginocchia allontanandosi dalla poetessa.

Finalmente riescono ad alzarsi in piedi e correndo nell’oscurità, gli uomini spariscono dietro un angolo dell’angusto corridoio.

 

Gabrielle è immobile, con le spalle a terra. E’ circondata da un paio di gambe divaricate. La poetessa si lascia sfuggire un gemito e con entrambe le mani delicatamente dà un buffetto alle lunghe appendici.

 

GABRIELLE

Tempismo perfetto. Grazie.

 

Xena rinfodera la spada e lancia uno sguardo verso gli uomini in fuga, combattuta tra il desiderio di dare loro la caccia e il bisogno di accertarsi sulla salute dell’amica. La guerriera si china e gentilmente esamina il corpo di Gabrielle.

 

XENA

Sei ferita?

 

 

GABRIELLE

No. Sono solo un po’ ammaccata.

 

Xena si siede a terra vicino alla compagna, tirando Gabrielle a sé in un dolce abbraccio.

 

 

XENA

Questa situazione non è più così divertente.

 

Gabrielle guarda Xena con fare ironico. Per lei non è divertente da un pezzo. Xena abbassa gli occhi.

 

XENA

(proseguendo)

Non avrei dovuto offrirti come volontaria.

(pausa)

Ho sbagliato. Mi dispiace.

 

Gabrielle è sbalordita. La giovane rimane in silenzio per qualche momento, colta di sorpresa dalle proprie emozioni.

 

GABRIELLE

(a bassavoce)

Mi domando come mai fa molto più male sentirlo dire da te...
molto più male di quando sono io a dirlo.

 

 

Alle parole dell'amica Xena si acciglia preoccupata.

 

XENA

Che vuoi dire?

 

GABRIELLE

Immagino che quando sono io a dire a me stessa
che non riesco a fare qualcosa sia una cosa,
ma quando sei tu a dirlo è completamente diverso.

 

L’espressione di Xena si rasserena.

 

XENA

No...non era questo ciò che intendevo.

(sospirando)

Penso solo che ti ho coinvolta in qualcosa
di molto più pericoloso di quello che avevo immaginato.

 

 

GABRIELLE

Oh.

(riflettendo)

Beh, immagino me lo sia meritato.

 

XENA

Meritato?

 

GABRIELLE

Per tutte le volte che sono stata io
a mettere te in situazioni difficili.

 

Xena comincia a ridacchiare. Poco dopo anche Gabrielle si unisce a lei. La giovane appoggia la testa sulla spalla della compagna, ancora scossa dalla recente aggressione.

 

GABRIELLE

(proseguendo)

Ho conosciuto un uomo straordinario Xena.
Il vecchio Primo Bardo.
Mi ha raccontato tantissime cose
sul modo di vivere di questa gente.

 

XENA

Niente che possa spiegare quello che ti è successo?

 

Gabrielle ci pensa su.

 

GABRIELLE

Si. Forse. Il Primo Bardo detiene molto potere.
Non è solo una questione di soldi.

 

XENA

Forse farei meglio a parlarci anch’io.
Ti ha detto nient’altro?

 

Per un attimo Gabrielle rimane silenziosa.

 

GABRIELLE

Si. Mi ha fatto riflettere su un sacco di cose.

 

 

Improvvisamente degli urli rieccheggiano lungo il corridoio. Un lontano corno e il suono di passi in corsa sono chiaramente udibili. Xena si alza velocemente aiutando Gabrielle a mettersi in piedi.

 

XENA

Vengono di là.

 

Xena indica la direzione da cui Gabrielle proveniva. Subito le due amiche si precipitano da quella parte.

 

STACCO SU:

 

INT. FORTE - CORRIDOIO FUORI LA STANZA DEL PRIMO BARDO - GIORNO

 

Una larga folla si è radunata vicino la porta della stanza di Padraig, il Primo Bardo. Si odono voci alzarsi con tono di rabbia. Gabrielle si fa strada tra gli uomini raccolti, raggiunge la soglia e i suoi occhi perlustrano l’interno della stanza. La giovane rimane pietrificata dallo spettacolo che le si para davanti.

 

GABRIELLE

No!

 

 

Da sopra le spalle della compagna Xena guarda all’interno della camera e vede Lorcan in piedi vicino ad un vecchio che giace sul letto, un braccio cadente, gli occhi spalancati e fissi nel vuoto. E’ il corpo senza vita di Padraig.

 

STACCO SU:

 

INT. FORTE – STANZA DEL PRIMO BARDO – POCO DOPO

 

Quattro membri del Clan circondano il letto mentre Lorcan passeggia avanti e indietro poco distante. Gabrielle è inginocchiata alla testa del letto, visibilmente scossa. Xena esamina accuratamente il corpo del vecchio bardo.

 

LORCAN

E’ spaventoso! Qualcuno
pagherà per questo! Lo giuro.

 

XENA

E’ stato strangolato.

 

 

Xena mostra i segni sul collo di Padraig dove sono evidenti delle impronte. La guerriera posa la sua mano sui lividi ed è chiaro che le mani del colpevole sono più larghe delle sue. Lorcan punta il dito contro a Gabrielle.

 

LORCAN

Tu! Tu sei stata l’ultima a vederlo!
Me lo ha detto Fergal!

 

Xena gli lancia uno sguardo disgustato, poi prende una mano della giovane e la paragona alla sua.

 

GABRIELLE

(in tono arrabbiato)

Era vivo quando l’ho lasciato.
Stava riposando.

 

 

LORCAN

Questo lo dici tu!

 

Gabrielle solleva la mano rigida del vecchio bardo che ancora tiene saldamente in pugno il pugnale. La lama è macchiata di sangue, ormai quasi secco.

 

GABRIELLE

Chiunque sia stato,
Pedraig gli ha lasciato un ricordo.

 

Lorcan fissa il pugnale. La sua espressione diventa più cauta.

 

LORCAN

Può darsi.

(pausa)

Bisognerà aspettare fino alla nomina
del nuovo Primo Bardo per scoprire la verità.
Fino ad allora, non c’è legge.

 

Lorcan fa cenno ai suoi uomini.

 

LORCAN

(proseguendo)

Sorvegliate questa stanza.
Che nessuno entri od esca.

 

Lorcan si precipita fuori, facendosi strada fra la folla. Le persone raccolte borbottano a disagio, lanciando sguardi all’interno della camera verso il corpo inanime. Le guardie li spingono fuori nel corridoio, chiudendo loro in faccia le porte della stanza. Xena e Gabrielle sono per il momento rimaste sole.

 

Gabrielle è molto turbata. Gentilmente posiziona la mano rigida sopra il petto del vecchio bardo, le sue dita ancora strette intorno al pugnale.

 

GABRIELLE

Hai dovuto morire per ritrovare
il tuo sogno, non è vero?

 

 

Xena si inginocchia all’altro lato del letto, di fronte a Gabrielle.

 

XENA

Che vuoi dire?

 

Gabrielle osserva il volto di Pedraig. Poi con le dita di una mano gli chiude gli occhi.

 

GABRIELLE

Per tutta la sua vita, aveva sempre voluto
combattere per il suo Clan. Non aveva mai potuto.

 

Gabrielle abbassa la testa brevemente, poi solleva lo sguardo fissando Xena.

 

GABRIELLE

(proseguendo)

Non aspetterò tutta la vita per ritrovare i miei sogni Xena.
Forse non ci riuscirò questa volta,
ma che io sia dannata se non continuerò a provarci.

 

Xena appare scossa, ma non sorpresa dalle parole della compagna.

 

XENA

Chiunque lo abbia assassinato
vuole avere controllo sul suo successore.
Questo fa di te un bersaglio.

 

GABRIELLE

Lo so. Ma io ho te. Non mi preoccupo.

 

Xena è veramente sorpresa di queste parole, ma intimamente compiaciuta. La guerriera comunque riesce a nascondere le sue emozioni e semplicemente annuisce.

 

 

XENA

Va bene. Perché non torni negli
appartamenti di Fergal e pensi a quello
che racconterai loro? Io vedo se riesco
a scoprire che diavolo sta succedendo.

 

Gabrielle fa cenno di sì con la testa. La poetessa copre il corpo di Padraig con la coperta macchiata di sangue e chiude gli occhi per qualche momento. Poi si alza in piedi e raggiunge Xena alla porta.

 

STACCO SU:

 

INT. FORTE - STANZA COMUNE - POMERIGGIO

 

L’atmosfera è molto tesa. I membri del Clan e le donne si radunano nei propri gruppi familiari, le voci sono sommesse. La morte di Padraig ha scosso tutti.

 

Mahon si avvicina e si siede accanto a Fergal.

 

MAHON

Questa è una brutta faccenda, amico mio.

 

FERGAL

Già.

 

Mahon si piega in avanti, avvicinandosi.

 

MAHON

Fergal, questo non è il momento di avere forestieri intorno.
Ritira la tua candidata. Vediamo di sistemare la questione del Clan fra noi.

 

FERGAL

Che cosa?

 

MAHON

Avanti, amico mio.
Lo sai anche tu che non hai nessuna speranza.
Non mettere in gioco il tuo onore su quella ragazzina.

 

FERGAL

Se sei così sicuro di te,
che male ti può fare eh?

 

MAHON

Ne va del tuo onore Fergal.
Tutti ti rideranno dietro.

 

Fergal si alza di scatto e spinge con forza la sedia sotto il tavolo, poi si volta e lascia la sala comune.

 

STACCO SU:

 

INT. FORTE - APPARTAMENTI DI FERGAL - POMERIGGIO

 

Gabrielle è seduta a terra, sulle pelli che lei e Xena usano per dormire. La giovane tiene in mano una penna d'oca, ma non sta scrivendo. Sembra persa nei suoi pensieri mentre continua a rigirarsela tra le dita. La poetessa unisce le mani tra loro e vi appoggia sopra la fronte, il corpo rigido per la tensione.

 

 

Pochi minuti dopo si alza e scaglia la penna contro il muro di fronte a lei. Poi avanza di qualche passo, si ferma a fissare l’oggetto a terra, e di scatto colpisce il legno con un pugno.

 

La giovane scuote la testa e torna verso le pellicce lasciandovisi cadere a peso morto, uno sguardo di sconfitta dipinto sul volto.

 

STACCO SU:

 

INT. FORTE - CORRIDOIO

 

Un uomo procede lentamente per il corridoio, all’erta, in ascolto. Fra le mani stringe una balestra. Si ferma in prossimità degli appartamenti di Fergal e quando sente avvicinarsi dei passi subito si nasconde dietro un angolo.

 

Due degli uomini di Fergal gli passano vicino, intenti a parlare fra di loro.

 

STACCO SU:

 

EST. FORTE - CANCELLI - POMERIGGIO

 

Xena cammina lungo il muro. Con lo sguardo seleziona uno dei membri del Clan e puntandogli il dito addosso la guerriera gli fa cenno di avvicinarsi. L’uomo si guarda intorno perplesso, poi le si avvicina, sfregandosi le mani, uno sguardo di anticipazione gli illumina il viso.

 

 

Xena gli circonda le spalle con un braccio e lo conduce verso il magazzino. Gli uomini tutto intorno ridacchiano fra di loro, con aria d’intesa.

 

STACCO SU:

 

INT. FORTE - APPARTAMENTI DI FERGAL - POCO DOPO

 

Gabrielle tira la borsa a sé. La ribalta si apre e il contenuto della sacca cade a terra. Con un sospiro raccoglie gli oggetti sparsi al suolo. Improvvisamente si blocca, osservandone uno con attenzione.

 

E' un piccolo pezzo di stoffa. Una volta doveva essere stato parte di una coperta per bambini.

 

GABRIELLE

Come posso ritrovare i miei sogni,
se ancora non riesco a liberarmi dei miei incubi?

 

Gabrielle studia assorta il ritaglio di tessuto che ha tra le mani. Poi si alza, si avvicina alla torcia che è fissata al muro, esitando solo per un istante, e con uno movimento deciso espone la stoffa alla fiamma.

 

Per un attimo sembra che non prenda, poi le fiamme divampano voracemente quasi bruciando le dita di Gabrielle. Con un sussulto la giovane rilascia il pezzo di stoffa. Davanti ai suoi occhi le lingue di fuoco danzano rapide verso l’alto, poi altrettando velocemente è tutto finito, e quel che resta è solo cenere.

 

E’ un momento molto particolare, intimo. Gabrielle fissa il vuoto occupato solo pochi attimi prima dalle faville, poi si volta e ritorna a sedersi sulle pellicce. Gli occhi chiusi.

 

 

STACCO SU:

 

INT. FORTE - CORRIDOIO - POCO DOPO

 

L’uomo con la balestra fa capolino dall’angolo dietro cui si è nascosto. Non vede nessuno lungo il corridoio, ed uscendo dal suo rifugio, si appiattisce contro il muro. Lentamente si avvicina alle stanze riservate a Fergal per subito bloccarsi quando intravede Gabrielle.

 

Gabrielle sta passeggiando avanti e indietro per la stanza, le sue mani gesticolano leggermente nell'aria mentre la poetessa bisbiglia fra sé e sé.

 

L’uomo l'osserva attentamente. Poi solleva la balestra e punta l’arma verso la giovane, in attesa che si trovi sulla giusta traiettoria.

 

 

DISSOLVENZA.

 


FINE DELL'ATTO 3

 


ATTO 4