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ATTO 2

 

APERTURA SU:

 

EST. NEBBIA - NOTTE

 

Xena e Gabrielle, mano nella mano, seguono Anfitea attraverso una nebbia avvolgente. Xena rabbrividisce lievemente, e Gabrielle la guarda.

 

GABRIELLE

Cosa c'è?

 

XENA

Odio i luoghi nebbiosi. Non portano che guai.

 

 

Anfitea fa una risatina senza voltarsi, e continua semplicemente a guidarle attraverso la nebbia, che sta cominciando a diradarsi e finalmente si dissolve, rivelando una fitta foresta.

 

GABRIELLE

Questa è la foresta delle Amazzoni.

 

 

ANFITEA

Sì, esatto. Questo è quello che sarebbe
successo se l'ambrosia non avesse funzionato.

 

Il terzetto si inoltra tra la vegetazione verso il villaggio amazzone.

 

STACCO SU:

 

EST. VILLAGGIO - GIORNO

 

Il villaggio appare prospero. Amazzoni di varie tribù sono mescolate fra di loro, lavorando, ridendo, o allenandosi al combattimento. Gabrielle si guarda cautamente intorno.

 

GABRIELLE

E' uguale, e al tempo stesso diverso.

 

 

ANFITEA

Molto diverso. Seguitemi.

 

Mentre attraversano il villaggio, Xena si accorge subito che neanche una delle donne presta loro la minima attenzione. Si avvicinano agli alloggi reali, ma le due guardie alla porta non provano nemmeno a fermarle quando vi entrano.

 

STACCO SU:

 

INT. CAPANNA - GIORNO

 

Appena entrate, Xena si guarda indietro con aria disgustata.

 

XENA

Ma che splendida vigilanza hanno da queste parti.

 

 

ANFITEA

Uhm? Oh, quelle. Non possono né vederci né sentirci.
Noi qui siamo solo osservatrici.
Non possiamo interferire in alcun modo.

 

Xena sta per rispondere, quando si apre una tenda sul retro della stanza e la REGINA GABRIELLE fa il suo ingresso. La guerriera sgrana gli occhi mentre la Gabrielle al suo fianco emette un leggero rantolo.

 

 

La Regina che è davanti a loro è chiaramente la poetessa, ma non la stessa Gabrielle che è in piedi accanto a Xena.

 

La Regina Gabrielle è più anziana, più magra. Porta ancora i capelli lunghi, intrecciati nel tradizionale stile delle Amazzoni. Il suo abbigliamento, palesemente amazzone, rivela la sua condizione di Regina della tribù. La sola cosa non conforme è il mantello marrone scuro che le pende lungo il fianco destro, nascondendo quell'intera parte del corpo.

 

Xena nota immediatamente il fisico più snello, muscoloso e segnato dalle battaglie della Regina. Mentre Gabrielle osserva che lo sguardo di questa versione alternativa di se stessa può essere descritto solo come privo di vita.

 

Mentre guardano, la Regina Gabrielle prende posto ad uno scrittoio e comincia a sfogliare una serie di vecchie e lacere pergamene. Le scorre, spiegandole una dopo l'altra sul tavolo, e lascia che le dita seguano lo scritto come in una preghiera.

 

REGINA GABRIELLE

(mormorando tra sé)

Avrei dovuto dire qualcosa.

 

 

Xena si morde le labbra, guardando questo 'fantasma' di Gabrielle.

 

Un bussare alla porta fa voltare tutti gli occupanti della stanza.

 

REGINA GABRIELLE

(proseguendo)

Avanti!

 

Un'altra versione di Anfitea entra nella capanna, inchinandosi leggermente.

 

REGGENTE ANFITEA

Mia Regina.

 

La Regina si alza dallo scrittoio e attraversa la stanza, andando incontro alla sua Reggente.

 

REGINA GABRIELLE

Anfitea, tu sei praticamente la mia sola amica qui.
Perché insisti con questi assurdi titoli?

 

REGGENTE ANFITEA

Ti chiedo scusa, mia Reg... Gabrielle.
Le guerriere sono pronte per la tua ispezione.

 

La Regina Gabrielle leva gli occhi al cielo e sorride, aggiustandosi il mantello sul fianco destro.

 

REGINA GABRIELLE

Allora non facciamole aspettare.

 

Mentre le due donne lasciano la capanna, le osservatrici vedono sul mantello della Regina, il ricamo del CHAKRAM di Xena insieme al disegno che è riprodotto sul pettorale dell'armatura, e le seguono in silenzio.

 

DISSOLVENZA INCROCIATA SU:

 

EST. VILLAGGIO - GIORNO

 

Quando la Regina Gabrielle e la sua Reggente Anfitea entrano nel villaggio, Amazzoni, giovani ed anziane attorniano la loro sovrana, offrendole parole gentili e pane appena sfornato. Un gruppetto di giovanissime le porta fiori selvatici raccolti dai vicini campi, finchè la donna non si trova tra le mani un piccolo mazzo.

 

Xena si piega verso la 'sua' Gabrielle e le sussurra all'orecchio.

 

XENA

Sei molto amata, mio bardo.

 

Man mano che le due donne continuano ad attraversare il villaggio, la folla lentamente si disperde. La Regina guarda i fiori che stringe in mano.

 

REGINA GABRIELLE

Devo portarli a lei.
Sarebbe uno spreco lasciarli morire.

 

La Reggente annuisce soltanto e la segue in un boschetto che dà su una piccola radura, con un prato ed un ruscello che l'attraversa. Un grande albero s'innalza su una piccola altura, facendo cadere la sua ombra su una grande tomba in pietra.

 

La Regina Gabrielle si dirige lentamente verso la tomba e sistema i fiori in un piccolo vaso apposto ad un lato. Lascia scorrere la mano sulla fredda pietra, con un triste sorriso in volto, poi si sporge e vi deposita un leggero bacio.

 

REGINA GABRIELLE

(proseguendo)

Ciao, amore mio. E' una splendida giornata.

 

 

Fa una pausa, asciugandosi una lacrima solitaria che le scende lungo il viso.

 

REGINA GABRIELLE

(proseguendo)

Dèi, Xena... Perché mi ci è voluta la tua morte
per ammetterlo con me stessa? Con te?

 

 

La Reggente Anfitea si limita ad osservare mentre la Regina si siede su una panchina di pietra.

 

Xena attira un po' più vicina a sé Gabrielle quando legge l'iscrizione sulla tomba.

 

 

 

 

 

 

La Regina Gabrielle guarda il sole che brilla luminoso sul prato traendo riflessi di diamante dalle acque del ruscello.

 

REGINA GABRIELLE

(proseguendo)

Le celebrazioni stanno per iniziare. Vorrei che tu fossi qui
a vedere queste donne. Si battono sempre con così tanto impegno
per l'onore di portare il tuo chakram ed essere
per un anno il campione della Regina.

 

La Reggente fa un passo avanti.

 

REGGENTE ANFITEA

Gabrielle, ti prego, ti prego, non farti questo!
Sono quasi dieci anni dalla morte di Xena.
Il popolo prospera sotto il tuo governo. E tu
non ti godi nulla di ciò che ci hai dato.

 

La Regina le lancia un'occhiata ma distoglie subito lo sguardo. La Reggente sussulta un attimo all'espressione sul volto dell'amica ma prosegue.

 

REGGENTE ANFITEA

(proseguendo)

Hai lavorato e combattuto duramente
per rendere questa nazione perfetta, Gabrielle.
Perché vuoi continuare a soffrire?

 

REGINA GABRIELLE

Io soffro, Anfitea, perché è tutto
quello che mi resta. Il dolore soltanto.

 

REGGENTE ANFITEA

Ma ci sono tante fra noi che vorrebbero
esserti amiche, o più, se tu glielo permettessi.
Non credi che sia ora di lasciarla andare?

 

 

REGINA GABRIELLE

No.

 

REGGENTE ANFITEA

Perchè no?

 

REGINA GABRIELLE

Perché non le ho mai detto che l'amavo, Anfitea.
E' morta senza neanche sapere quello che sentivo per lei.

 

La Regina Gabrielle torna a fissare la tomba lisciando con la mano la gelida pietra.

 

REGINA GABRIELLE

(proseguendo)

Non la lascerò andare finché non sarò pronta.

 

REGGENTE ANFITEA

Vale a dire mai! Gabrielle, tu non fai altro
che occuparti dei problemi del villaggio e
startene a sedere qui. Non scrivi più...

 

La Regina getta indietro il mantello mostrando il braccio destro mozzato all'altezza della mano.

 

REGINA GABRIELLE

Io NON POSSO scrivere più, Anfitea!
Ci ha pensato Cesare quando difendevamo
la nostra terra dai Romani.

 

REGGENTE ANFITEA

Ma puoi ancora raccontare storie, e
non fai nemmeno più questo.

 

REGINA GABRIELLE

Tutte la mie storie sono morte con lei.

 

REGGENTE ANFITEA

Gabrielle....

 

L a Regina si alza di scatto dalla panchina, assicurandosi che il mantello nasconda di nuovo la sua menomazione, e con rabbia fa un passo verso Anfitea.

 

REGINA GABRIELLE

BASTA! Ho dato tutto quello che avevo... tutto quello che
sono a questa nazione. Non è abbastanza? Non potete avere
la mia anima, Anfitea. Quella ce l'ha Xena, e tornerà ad essere
completa solo quando sarò di nuovo con lei. E vogliano
gli Dèi che non debba aspettare a lungo!

 

 

Xena tiene Gabrielle strettamente abbracciata, mentre la ragazza ha il viso affondato nella sua spalla, rifiutandosi di guardare la scena di fronte a lei. Una sola lacrima scende lungo la guancia della guerriera quando questa solleva lo sguardo sul fantasma di Anfitea.

 

XENA

Penso che abbiamo visto abbastanza.

 

 

DISSOLVENZA INCROCIATA SU:

 

EST. ACCAMPAMENTO - NOTTE

 

Il terzetto esce dalla nebbia per ritrovarsi nell'accampamento. Xena tiene ancora Gabrielle abbracciata.

 

ANFITEA

Le cose non sono andate esattamente
come vi aspettavate, eh?

 

XENA

(scuotendo la testa)

No. Di tutte le cose che avevo immaginato per
Gabrielle, questa non è mai stata tra quelle.

 

 

GABRIELLE

Xena, non è mai successo. Tu sei ancora qui.
Siamo ancora qui tutte e due. E stiamo bene.

 

 

ANFITEA

Oh sì, ma questa non era che una delle
facce della moneta, vero? C'è ancora altro da vedere.

 

XENA

Ad esempio?

 

GABRIELLE

(in tono pacato)

Cosa sarebbe stato di te se
fosse successo qualcosa a me.

(ad Anfitea)

Giusto?

 

Anfitea annuisce soltanto.

 

Gabrielle si raddrizza, squadrando le spalle, e ripresa la mano di Xena la tira nuovamente vicina a sé.

 

GABRIELLE

(proseguendo)

Andiamo.

 

DISSOLVENZA.

FINE DELL'ATTO 2


ATTO 3