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ATTO 1

 

APERTURA SU:

 

EST. BIVACCO - MATTINO

 

Gabrielle è profondamente addormentata, dopo aver passato la maggior parte della notte a scacciare gli incubi di Xena. È stato solo allo spuntare dell'alba che è finalmente riuscita a chiudere gli occhi per un un po' di riposo di cui aveva un estremo bisogno.

 

Xena, invece, è già in piedi e pronta alla giornata. Ha già ucciso e scuoiato diversi conigli e li sta cuocendo in padella dopo averli cosparsi con le tante spezie sottratte alla scorta segreta di Gabrielle. In un tegame più piccolo sta scaldando dell'acqua per il tè.

 

Accovacciata accanto al fuoco, intenta a rigirare il coniglio a rosolare con un sottile attrezzo di metallo simile ad una spatola, la guerriera si irrigidisce appena coglie il rumore di qualcuno che sta cercando di avvicinarsi di soppiatto.

 

Senza neanche guardare, solleva la spatola, puntandola nella direzione dell'ancora invisibile intruso.

 

XENA

Non lo farei, se fossi in te.

 

Tutti i rumori cessano mentre il bandito si blocca di colpo, sorpreso di essere stato sentito.

 

Dopo un momento, si azzarda ad avanzare ancora, vedendo Xena tornare tranquillamente alle sue mansioni culinarie.

 

XENA

(proseguendo)

Non sto scherzando.

 

Xena punta la spatola alle sue spalle.

 

XENA

(proseguendo)

Si irrita terribilmente quando
non riesce a riposare abbastanza.

 

Il bandito guarda al di là della protezione degli alberi dove, all'interno del bivacco, Gabrielle dorme pacificamente su una disordinata pila di pellicce. L'uomo ride e avanza ancora.

 

Xena sospira, anche se i suoi occhi scintillano.

 

XENA

(proseguendo)

Poi non dire che non ti avevo avvertito.

 

 

Senza alzare lo sguardo, Xena lancia con mano esperta la spatola, infilzando il braccio del bandito, costringendolo a lasciar cadere la sua arma con un grugnito. I suoi compagni lo superano di corsa e irrompono nella radura, impugnando le armi.

 

Con un tuffo oltre le fiamme, Xena rotola su sé stessa fino a ritrovarsi tra due degli uomini, li afferra per il davanti delle loro malassortite armature e gli sbatte insieme le teste. Lasciatone cadere uno, solleva l'altro e se lo getta alle spalle, dove ricade, con un tonfo, a sinistra di una Gabrielle ancora addormentata.

 

GABRIELLE

Non ancora, Xena.

 

Gabrielle si rigira dall'altra parte e torna a rannicchiarsi nelle sue pellicce.

 

Sogghignando, Xena abbatte un altro aggressore con un rapido montante alla mascella, poi se lo lancia oltre la spalla, facendolo cadere privo di conoscenza sull'altro lato di Gabrielle.

 

GABRIELLE

(proseguendo)

Xena… per favore?

 

Xena si volta appena in tempo ad evitare di farsi affettare dal capo dei banditi che ha recuperato la sua arma e sta cercando di colpirla di mancina con un goffo fendente.

 

Abbassatasi sotto il colpo, si raddrizza, tirandogli una testata, e spingendolo all'indietro. L'uomo incespica nel fuoco e atterra come un sacco ai piedi di Gabrielle.

 

Stufa, Gabrielle si gira sulla schiena, si tira a sedere, e scostandosi rabbiosamente i capelli dagli occhi, scorge una Xena sorridente che tiene in mano la padella che è riuscita a salvare dalla rovinosa caduta del bandito.

 

Gabrielle guarda i tre sgraditi ospiti, poi torna su Xena. I suoi occhi si restringono, fissandosi sulla padella.

 

GABRIELLE

(proseguendo)

Non dirmelo.

 

 

Xena sfoggia un sorriso da impenitente.

 

XENA

Colazione?

 

STACCO SU:

 

EST. SENTIERO BOSCHIVO - MATTINO INOLTRATO

 

Il tempo si è irrigidito, e Xena e Gabrielle, entrambe avvolte nei loro mantelli di pelliccia, viaggiano per un sentiero nella foresta. Gabrielle, per riguardo alla schiena e alle gambe guarite di recente, è in groppa ad Argo, mentre Xena cammina davanti tenendo la cavalla per le briglie.

 

Gabrielle si dimena sulla sella, sospirando.

 

GABRIELLE

Xena.

 

XENA

Mm?

 

GABRIELLE

Possiamo fermarci ora? Ho voglia di
scendere e camminare un po'.

 

XENA

Gabrielle, so che credi che ti stia coccolando,
ma se vogliamo arrivare a Potidea in tempo per
il Solstizio, dobbiamo muoverci velocemente,
e io non voglio che ti stanchi troppo i muscoli.

 

GABRIELLE

Lo so questo, ma...

 

Xena si ferma, si gira e si avvicina alla compagna, posandole una mano sul ginocchio.

 

XENA

Se vuoi davvero camminare, non te lo
impedirò. Solo... non mi piace vederti soffrire.

 

Gabrielle legge molti messaggi nei tratti del volto preoccupato di Xena, e sospira ancora una volta.

 

GABRIELLE

D'accordo. Immagino che un altro po' di
tempo su questa bestia non mi ucciderà.

 

Argo nitrisce, altamente offesa.

 

GABRIELLE

(proseguendo)

Scusa, Argo.

 

Argo nitrisce di nuovo.

 

Sorridendo, Xena accarezza la gamba di Gabrielle, ma prima che possa voltarsi, si blocca, in ascolto.

 

GABRIELLE

(proseguendo)

Altri banditi?

 

XENA

Sei. Proprio davanti a noi.

 

 

Gabrielle leva gli occhi al cielo.

 

GABRIELLE

Ma che succede? Pensavo che avessimo già esaurito
il nostro fabbisogno giornaliero di combattimenti.

 

XENA

A quanto pare no.

(pausa)

Gabrielle....

 

GABRIELLE

(infervorandosi)

Non dirmi di restare qui, Xena, perché ti
colpirò in testa con la mia asta se provi
a pronunciare una sola parola in quel senso.

 

Xena sorride.

 

XENA

Tienti solo pronta.

 

D'un tratto l'aria si riempie delle voci di uomini urlanti. Dei banditi stanno caricando alla loro volta, in fila per uno lungo lo stretto sentiero.

 

Ridacchiando tra sé, Xena afferra il primo bandito, lo fa ruotare e lo spinge verso Gabrielle, che mettendo in pratica la sua precedente minaccia lo colpisce alla testa con l'asta. L'uomo si affloscia sul terreno.

 

I banditi numero due, tre, quattro e cinque seguono la stessa sorte finché Argo non è circondata che da uomini svenuti, ed esprime a gran voce la sua contrarietà.

 

Scuotendo la testa, Xena prende le redini e conduce via cavalla e cavaliera dai resti dei loro aggressori.

 

STACCO SU:

 

EST. RADURA NELLA FORESTA - PRIMO POMERIGGIO

 

Un piccolo ruscello, parzialmente gelato, attraversa la radura. Argo sta bevendone l'acqua mentre Xena e Gabrielle stanno consumando gli ultimi bocconi di un pasto veloce, preparandosi a riprendere il cammino. E in quel mentre, entrambe colgono gli inconfondibili rumori di un altro gruppo di banditi diretti verso di loro.

 

GABRIELLE

Non di nuovo!

 

Gabrielle guarda il cielo.

 

GABRIELLE

(proseguendo)

Vi siete svegliati con la
luna storta stamattina?

 

 

Due giovani uomini non grandi abbastanza nemmeno per radersi si riversano nella radura, maneggiando spade alte quasi quanto loro, ed è evidente che non hanno mai sostenuto un combattimento in vita loro.

 

Xena schiva il primo, che la supera finendo quasi addosso a Gabrielle, la quale lo disarma con facilità, punzecchiandolo nel didietro con il sai, e rispedendolo urlante e in fuga nella boscaglia.

 

Xena colpisce al collo il secondo ragazzo, che istantaneamente crolla sulle ginocchia, con un sottile rivolo di sangue dal naso.

 

Xena si piega su di lui, minacciosa.

 

XENA

Conosci le regole.

 

GIOVANE

(soffocando)

Trenta secondi... niente sangue... morto...

 

XENA

Bravo ragazzo. Talmente bravo, che sono sicura
saprai rispondere alla mia domanda senza problemi.

 

Il giovane annuisce.

 

XENA

(proseguendo)

Cos'è questa improvvisa voglia di attaccarci?
C'è una nuova taglia di cui non so niente?

 

GIOVANE

Mo... molle.

 

Xena guarda Gabrielle, che si stringe nelle spalle.

 

XENA

Molle?

 

GIOVANE

Tu! Ti... sei... rammollita... senza chakram...
facile da... uccidere... diventare famoso... ti prego!

 

GABRIELLE

Xena....

 

Sbuffando, Xena libera il ragazzo dalla stretta, poi lo solleva di peso tenendolo per il farsetto a due piedi abbondanti da terra senza alcun visibile sforzo.

 

XENA

Ti sembro 'rammollita', ragazzo?

 

 

Gli occhi del giovane sono tondi e sgranati.

 

GIOVANE

N-no.

 

XENA

Risposta esatta.

 

Passandolo da una mano all'altra, Xena prende il chakram dal gancio al suo fianco, e lo tiene davanti al giovane in modo che possa vederlo bene.

 

XENA

(proseguendo)

Visto che sei così bravo a rispondere
alle domande, ne ho un'altra per te.
Cos'è questo secondo te?

 

GIOVANE

Il tuo chakram.

 

XENA

Ancora esatto. Sapevo che
eri un ragazzo in gamba.

(pausa)

Quindi... se questo è il mio chakram,
cosa ti sembra che voglia dire?

 

Silenzio mentre il ragazzo ci pensa sopra. Quando la risposta gli arriva, i suoi occhi si allargano ancora di più, quasi da sembrare ingoiargli tutta la faccia paffutella.

 

GIOVANE

Lo hai riavuto indietro!

 

Xena si esibisce in un sorriso quasi gioioso.

 

XENA

Di nuovo esatto.

 

GIOVANE

Dal D-Dio della Guerra! Tu...
tu hai ripreso il tuo chakram da Marte!!

 

Xena rimette il giovane a terra.

 

XENA

Congratulazioni. Hai vinto il primo premio.

 

 

GIOVANE

La... mia vita?

 

XENA

Be', quella, e un consiglio amichevole.

(pausa)

Tornatene a casa tua e restaci finché non sarai
abbastanza grande da farti la barba. Dopodiché...

 

Il ragazzo annuisce, fissandola ansiosamente.

 

XENA

(proseguendo)

Io mi sceglierei un'altra attività
se fossi in te. Sei troppo in
gamba per fare il bandito.

 

GIOVANE

(in tono lieto)

S-sì, Signora!

 

Xena raddrizza la schiena e guarda Gabrielle.

 

XENA

(muovendo solo le labbra)

Signora?

 

Gabrielle incrocia le braccia sul petto e sogghigna.

 

XENA

(proseguendo)

Avanti, sparisci prima
che cambi idea.

 

Il giovane scappa via con tutta la velocità che gli permettono le gambe, che è considerevole.

 

STACCO SU:

 

EST. SENTIERO ERBOSO - POMERIGGIO INOLTRATO

 

Xena e Gabrielle stanno percorrendo un sentiero scavato da solchi di carro che si snoda attraverso un vasto terreno erboso. L'erba appare scurita e secca, smossa da un vento gelido e pungente che sembra mormorare e gemere. Rabbrividendo, Gabrielle si avvolge ancor più strettamente nel mantello. Xena la vede, e passa un braccio intorno alle spalle della compagna attirandola a sé.

 

Gabrielle alza il viso per sorriderle.

 

GABRIELLE

Grazie.

 

XENA

Piacere mio.

 

Le due donne odono un fioco brontolio in distanza, e si fermano, guardando verso est.

 

GABRIELLE

Ecco che ci risiamo.

 

XENA

Se sono predoni,
ce ne deve essere un'armata.

 

Un altro debole suono raggiunge le loro orecchie.

 

GABRIELLE

In groppa a delle pecore?

 

 

Argo nitrisce e arretra, tirando le redini. Xena e Gabrielle fanno appena in tempo a spostarsi prima di essere travolte da un piccolo gregge che attraversa loro la strada in fuga disordinata.

 

Un momento dopo, spunta alla vista un giovane pastorello che si ferma di fronte a loro, piegato in due e senza fiato.

 

PASTORELLO

Aiutatemi. Oh, vi prego, aiutatemi.

 

XENA

Quelle pecore sono tue?

 

PASTORELLO

Sì, ed è il mio primo giorno. Mio padre
mi ha detto di non farle uscire dal pascolo,
ma qualcosa le ha spaventate, e...

 

GABRIELLE

Va bene. Abbiamo capito.

 

PASTORELLO

Mio padre mi farà nero se le perdo, lo so!
E stanno dirigendosi verso la scogliera!!

 

Con un sospiro, Xena lascia Gabrielle e si avvicina ad Argo.

 

PASTORELLO

(proseguendo)

No! Hanno paura dei cavalli!
Le spaventerai ancora di più sicuramente!
Oh, mio padre mi ucciderà!

 

Scuotendo la testa, Xena consegna le redini di Argo a Gabrielle e va dal ragazzo.

 

XENA

Tu rimani qui e tienti pronto a radunarle
quando torneranno da questa parte.

 

 

PASTORELLO

Ma come farai?

 

XENA

Lascia fare a me.

 

Lanciando il suo urlo di battaglia, Xena si getta all'inseguimento del gregge in fuga. L'urlo spaventa gli animali, che rallentano per un momento prima di riprendere la corsa. Ma quella momentanea esitazione è tutto ciò di cui ha bisogno Xena, per raggiungere la fila più arretrata del gregge, e lanciarsi in una capriola raggomitolata su sé stessa atterrando loro davanti, ad appena una spanna dal bordo della scogliera. Quindi allarga le braccia.

 

XENA

(proseguendo)

HAH!!!

 

Incapace di arrestarsi, il gregge le piomba addosso, quasi sopraffacendola sotto la sua maleodorante, brulicante massa. Piantando saldamente i piedi nel terreno, Xena tiene il fronte, quasi soffocata dal puzzo. Finalmente le pecore giungono ad una specie di disordinato arresto. I talloni di Xena pendono letteralmente dal ciglio della scogliera, e la guerriera sputa una boccata di lana umida.

 

Resistendo alla quasi travolgente voglia di trasformare le sue indesiderate consegne in cosciotti di agnello, le spinge invece a girare su loro stesse fino a ritrovarsi rivolte verso il pastorello e Gabrielle.

 

 

XENA

(proseguendo)

Avanti! Andate!

 

Le pecore la guardano, belando.

 

XENA

(proseguendo)

ORA!!!

 

Il gregge riparte tutto insieme di corsa nella direzione da cui era arrivato. Gabrielle allontana Argo dalla loro strada, e il piccolo pastorello corre verso di loro, estraendo un flauto di pan dalla sua bisaccia, e inizia a suonarlo.

 

Il gregge istantaneamente si calma e si avvicina al ragazzo, circondandolo con allegri 'bee-hee'.

 

Xena si avvicina al gruppo, ripulendosi braccia e gambe dalla sozzura delle pecore e con un'espressione decisamente cupa. Gabrielle le si accosta, poi torna indietro, facendosi vento davanti al viso. Xena le dà un'occhiataccia. Gabrielle sogghigna.

 

PASTORELLO

Grazie, oh grazie!
Hai salvato loro e anche me!

 

XENA

(sorridendo debolmente)

Nessun problema.

 

PASTORELLO

Be', devo andare adesso prima che
mio padre scopra che non ci sono.

(pausa)

Ehi! La prossima volta che passate
da queste parti, venite a trovarci! Abbiamo
il più grande allevamento di pecore della zona!

 

GABRIELLE

Lo faremo.

 

 

PASTORELLO

Non potete sbagliare.

 

XENA

(asciutta)

No, credo anch'io che non potremmo.

 

PASTORELLO

Basta che seguiate l'indicazione
per BIPUS. Quello è mio padre.

(raggiante)

Io sono Bo.

 

E con queste parole, il ragazzino saltella via allegramente verso il bosco, riportando a casa le sue pecorelle smarrite.

 

STACCO SU:

 

EST. RIVA DI FIUME - TARDO POMERIGGIO

 

Xena e Gabrielle sono giunte sull'altipiano piuttosto elevato di una montagna e si sono fermate davanti ad un grande fiume gelato.

 

Gabrielle guarda dubbiosa il fiume.

 

GABRIELLE

Credi che il ghiaccio sia spesso
abbastanza da sostenerci?
Siamo ad inizio stagione.

 

XENA

Non mi preoccupo per
noi, ma per Argo.

 

 

Argo nitrisce in approvazione.

 

Non appena Xena allunga un piede per verificare la tenuta del ghiaccio, un suono penetrante echeggia nell'aria.

 

GABRIELLE

Cos'era, un urlo?

 

Entrambe alzano gli occhi, mentre un gigantesco CRACK è seguito da grida ancor più terrorizzate.

 

XENA

Presto!

 

Le due donne corrono lungo la riva del fiume, seguendola in una larga curva finché non scorgono la causa del trambusto.

 

Un gruppo di bambini si trova in mezzo al fiume, dove un'enorme crepa nel ghiaccio li ha bloccati, rendendo impossibile andare avanti o tornare indietro senza il rischio di cadere nelle acque gelide sotto di loro.

 

Sotto gli occhi del duo, il ghiaccio si spacca ulteriormente, lasciando il gruppetto abbandonato su di un lastrone instabile, che ondeggia sulle acque turbolente, in preda alla corrente. I bambini gridano ancora, aggrappandosi strettamente gli uni agli altri per evitare di precipitare nel fiume.

 

GABRIELLE

Xena!

 

XENA

Li vedo. Aspetta qui.

 

Xena corre alle bisacce e ne estrae un lungo rotolo di corda. Assicuratene un'estremità al pomolo della sella di Argo, ne fissa stretta l'altra intorno alla propria vita. Poi torna da Gabrielle.

 

XENA

(proseguendo)

Mi serve che tu stia qui e
guidi Argo per me. Controlla
che non si spaventi, va bene?

 

GABRIELLE

Non ti sarei più di aiuto
se venissi con te?

 

 

XENA

Sì, ma il ghiaccio sta già
spaccandosi. Non credo che
ci reggerebbe entrambe.

 

GABRIELLE

Be', io peso meno di te.
Dovrei andare io.

 

Con aria pressante, Xena le posa una mano sulla spalla.

 

XENA

Gabrielle, ti prego. Dammi retta.
Il ghiaccio è molto scivoloso. Non puoi
rischiare di cadere con quella schiena
ancora in via di guarigione. Poi sarei
costretta a buttarmi lo stesso, per
salvare te e quei bambini.

 

Gabrielle abbassa lo sguardo a terra e sospira.

 

GABRIELLE

Odio quando hai ragione.

 

XENA

Te lo prometto. Il prossimo
gruppo di ragazzini in pericolo,
è tutto tuo, d'accordo?

 

Gabrielle la guarda negli occhi, con un lieve sorriso.

 

GABRIELLE

Vai allora. E, Xena?

 

XENA

Mm?

 

GABRIELLE

Sta' attenta. Per favore.

 

Xena sorride.

 

XENA

Tranquilla.

 

 

Mentre Xena posa cautamente un piede sul ghiaccio, Gabrielle alza ancora una volta lo sguardo verso il cielo.

 

GABRIELLE

Sai quel desiderio che ho
espresso l'altra notte?

(pausa)

Non era questo che intendevo.

 

Il cielo rimane prudentemente silenzioso.

 

STACCO SU:

 

EST. FIUME GELATO - TARDO POMERIGGIO

 

Xena si lascia scivolare sulla fragile crosta, mantenendo l'equilibrio grazie a pura fortuna ed esperta determinazione. In pochi momenti, ha raggiunto la lastra di ghiaccio, che sotto l'effetto della corrente del fiume, si è rimpicciolita rapidamente, e continua a sciogliersi a gran velocità. I bambini ammassati tra loro la fissano ad occhi spalancati, tremanti. Il più anziano, un ragazzino dai capelli rossi sui dieci anni, si solleva più che può pur tenendosi agli altri.

 

FANCIULLO PIÙ ANZIANO

(sospettosamente)

Chi sei tu?

 

XENA

Il mio nome è Xena.

 

FANCIULLA

La Principessa Guerriera?

 

XENA

Alcuni mi chiamano così.

 

FANCIULLO PIÙ GIOVANE

(beffardamente)

Stai mentendo. La Principessa
Guerriera è una vecchia.

 

FANCIULLA

Già, lo ha detto Thomus,
e lui sa tutto!

 

XENA

Sa tutto, ma davvero?

 

FANCIULLO PIÙ ANZIANO

Già. Proprio così. Lui dice che può
suonarle a Xena con tutte e due
le mani legate dietro la schiena.

 

Il lastrone di ghiaccio s'inclina sotto una forte spinta delle acque sottostanti. I bambini urlano dal terrore, e la più piccola tra loro, una bimbetta di non più di quattro anni, scivola oltre il bordo.

 

Ma i suoi piedi non arrivano nemmeno a toccare l'acqua, tanto velocemente viene afferrata a mezz'aria e riportata al fianco di Xena, sana e salva.

 

XENA

Stai bene?

 

 

BAMBINA

Hai un odore strano.

 

Xena sospira guardando il suo mantello coperto di peli e di altre porcherie lasciatele dalle pecore che non ha avuto tempo di pulire adeguatamente.

 

XENA

(a disagio)

Stai bene?

 

La piccola annuisce, chiudendosi il naso con le dita.

 

Xena si gira verso il resto dei bambini, ancora rannicchiati sul lastrone che sta rapidamente riducendosi, e tende le mani verso di loro.

 

XENA

Va bene, andiamo. Coraggio.

 

FANCIULLO PIÙ ANZIANO

Cosa?

 

XENA

Saltate. Vi prendo io.

 

FANCIULLO PIÙ GIOVANE

No-no. Io ho paura.

 

XENA

Avanti. Salta! Andrà tutto bene.

 

FANCIULLO PIÙ GIOVANE

NO!

 

XENA

SALTA!

 

Il ragazzino salta.

 

Xena lo agguanta senza difficoltà e lo depone accanto alla bambina che ha già salvato. Poi abbassa lo sguardo su di lui.

 

XENA

(proseguendo)

Vedi questa corda?

 

FANCIULLO PIÙ GIOVANE

Sì.

 

XENA

Voglio che tu l'afferri strettamente e la
segua fino a quella bella signora
laggiù vicina al cavallo.
Puoi farlo per me?

 

FANCIULLO PIÙ GIOVANE

Certo!

 

XENA

E prendi anche la tua amica, qui.

 

FANCIULLO PIÙ GIOVANE

(con aria offesa)

Non è mia amica.
È mia sorella!

 

XENA

Sì. Come vuoi. Adesso andate.

 

Mentre i due ragazzini saldamente afferrati alla corda si dirigono a riva, Xena si volta verso il resto del gruppo.

 

XENA

(proseguendo)

Vedete come fanno loro? È quello che
farete anche voi, non appena sarete
qui. Adesso, coraggio. Il prossimo
della fila si faccia avanti e salti.

 

I bambini si muovono in massa, metà saltando e metà cadendo tra la braccia di Xena, che riesce a prenderli ed indirizzarli per la loro strada.

 

Tutti tranne il più piccolo che resta rannicchiato su quel che rimane della lastra, tremando e piangendo lacrime disperate.

 

FANCIULLO PIÙ ANZIANO

Quello è Procis. Non sa nuotare.

 

XENA

(con rabbia)

Non sa nuotare!? Allora cosa
ci fa in mezzo ad un fiume?

 

 

Il ragazzo abbassa la testa.

 

Xena sospira. Poi, scioglie il nodo della corda che ha intorno alla vita e la lega a quella del ragazzo, stringendola con forza.

 

XENA

(proseguendo)

Assicurati che tutti gli
altri arrivino salvi.

 

FANCIULLO PIÙ ANZIANO

E tu cosa vuoi fare?

 

XENA

Non ti preoccupare. Vai e basta.

 

Il ragazzo si avvia.

 

Xena con cautela monta sulla lastra, cercando di muoversi il più delicatamente possibile per non causare oscillazioni che facciano cadere lei e il bambino in acqua.

 

Il lastrone balla in maniera allarmante e, proprio nel momento in cui Xena afferra il bimbo accovacciato, si spacca al centro, lasciando a galleggiare solo un frammento appena largo abbastanza da permetterle di restare in piedi.

 

La distanza tra la lastra e la superficie solida è adesso troppa perché Xena possa attraversarla semplicemente scavalcandola, e la sua instabilità rende un tentativo di saltarla come minimo assai pericoloso.

 

Resasene conto, Gabrielle guida velocemente i bambini a riva, prende la sua asta, e si avventura sul ghiaccio, slittando e scivolando ma usando l'asta per mantenere l'equilibrio. In pochi secondi, raggiunge il bordo della fenditura che va allargandosi.

 

XENA

Gabrielle! Prendi!

 

Gabrielle lascia cadere l'asta e afferra il bambino un attimo prima di vedere la lastra di ghiaccio ribaltarsi e Xena lanciarsi nel fiume gelido.

 

GABRIELLE

XENA!!

 

 

Destreggiandosi con il bimbo che si dibatte tra le sue braccia, Gabrielle scruta verso la buca nel ghiaccio, fissando la acque turbolente.

 

GABRIELLE

(proseguendo)

XENA!!!

 

Come evocata dal grido di Gabrielle, Xena emerge, e aggrappandosi all'estremità della superficie ghiacciata, si spinge fuori dall'acqua, totalmente fradicia e gelata fino alle ossa.

 

GABRIELLE

(proseguendo)

Xena! Grazie
agli dèi, stai bene!!

 

Xena sorride a denti stretti.

 

XENA

Già. Sto una meraviglia.

 

STACCO SU:

 

EST. RIVA DEL FIUME - TARDO POMERIGGIO

 

Mentre i bambini sono tutti intorno a Gabrielle, Xena se ne sta in un angolo, ad asciugarsi con una delle pelli per il giaciglio, avvolgendovisi subito dopo. È bagnata, tremante, e con addosso ancora l'odore di pecora. In breve, è in condizioni pietose, ma essendo Xena è decisa a non mostrarlo.

 

GABRIELLE

Allora, ripetetemi un po' perché
stavate attraversando il fiume?

 

FANCIULLO PIÙ ANZIANO

Andavamo a raccogliere
more per il Solstizio.

 

GABRIELLE

Da soli?
E i vostri genitori lo sanno?

 

FANCIULLA PIÙ ANZIANA

Non abbiamo genitori.
Siamo orfani.

 

XENA

(sottovoce)

Ma ci sono raduni di orfani
ad ogni Solstizio?

 

 

Gabrielle la sente e sbatte le palpebre riportando subito la sua attenzione sui bambini.

 

GABRIELLE

Non stavate
fuggendo, vero?

 

FANCIULLO PIÙ ANZIANO

Fuggendo? Perché
dovremmo farlo?

 

GABRIELLE

Vi trattano bene?

 

FANCIULLA PIÙ ANZIANA

Certo! Noi vogliamo bene al nostro maestro!

 

BAMBINA

Ecco perché eravamo andati a raccogliere
more! A lui piacciono le torte di more!

 

FANCIULLO PIÙ GIOVANE

(tristemente)

Già. E adesso non potremo
fargliene una per il Solstizio.

 

Gabrielle guarda Xena. Dopo un momento, Xena annuisce. Gabrielle sorride ai bimbi.

 

GABRIELLE

Be', forse potremo essere in
grado di aiutarvi in questo.

 

Avvicinatasi ad Argo, Gabrielle apre la bisaccia e ne estrae un fagotto avvolto in una stoffa, e tornata dai bambini, lo svolge, rivelando un grosso cumulo di more di fine stagione. I bambini le fissano ad occhi spalancati.

 

GABRIELLE

(proseguendo)

Queste andranno bene?

 

FANCIULLO PIÙ ANZIANO

Non possiamo prenderle.

 

GABRIELLE

Perchè no?

 

FANCIULLO PIÙ GIOVANE

Perché sono vostre!

 

Gabrielle richiude il fagotto e lo spinge nelle mani del ragazzino.

 

GABRIELLE

E adesso sono vostre. Consideratelo
come un regalo di Solstizio di Xena e mio.

 

 

BAMBINA

Davvero?

 

GABRIELLE

Davvero.

 

FANCIULLI

Grazie! Grazie!

 

GABRIELLE

Prego. Non c'è di che.

(pausa)

Ora, dateci un momento e vi
riaccompagneremo a casa.

 

FANCIULLO PIÙ ANZIANO

Oh no, non c'è bisogno.
È giusto attraversato quella boscaglia.

 

GABRIELLE

Sei sicuro?

 

FANCIULLO PIÙ ANZIANO

Certo che sono sicuro. Dopotutto,
siamo arrivati fin qui, no?

 

GABRIELLE

Be'...

 

FANCIULLO PIÙ ANZIANO

Andrà tutto bene. Andiamo,
ragazzi. Si torna a casa.

(pausa)

Grazie per il regalo di Solstizio,
e grazie a te, Xena, per averci salvati.

 

Gabrielle sorride, e Xena fa un cenno col capo.

 

FANCIULLA PIÙ ANZIANA

Felice Solstizio!

 

GABRIELLE

Felice Solstizio a voi, bambini.
Fate attenzione.

 

FANCIULLI

Lo faremo!

 

Dopo aver osservato i bambini allontanarsi, Gabrielle torna verso Xena, che continua a tremare infagottata nelle sue pelli.

 

GABRIELLE

(dolcemente)

Ehi.

 

XENA

Ehi.

 

GABRIELLE

Un modo piuttosto infame di
passare la Vigilia di Solstizio, eh?

 

XENA

(sorridendo debolmente)

Sopravviverò.

 

Gabrielle si produce in un ampio sorriso.

 

GABRIELLE

Queste aiuteranno?

 

Aprendo la mano, mostra un piccolo tesoro di more mature, le preferite di Xena. Anche il sorriso della guerriera si allarga.

 

XENA

Solo se mi imbocchi tu.

 

GABRIELLE

Non c'è alcun problema.

 

 

DISSOLVENZA.

 

FINE DELL'ATTO 1
 

 

ATTO 2