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ATTO 4
APERTURA SU:
EST. STRADA OCCIDENTALE - QUASI AL TRAMONTO
Lasciatesi alle spalle il regno di Pilates, Xena e Gabrielle sono all'ultima tappa del loro viaggio. La larga e relativamente uniforme strada che conduce verso occidente, costeggiando Amphipoli e attraversando in pieno Potidea.
In fondo sulla sinistra, poco più avanti, un alto ammasso di cespugli sembra ondeggiare sotto un'inesistente brezza. Gabrielle lo scruta perplessa.
GABRIELLE Conigli?
XENA (sogghignando) Del tipo a due zampe, magari.
Lasciando andare le briglie di Argo e indicando con un gesto alla cavalla di non muoversi, Xena si avvicina silenziosa agli agitati arbusti. Gabrielle la segue altrettanto silenziosamente.
GABRIELLE (sussurrando) Xena....
XENA (sussurrando) Shh. (pausa) Ascolta.
VOCE 1 Dà un'occhiata là fuori.
VOCE 2 Non dò proprio niente. Fallo tu!
VOCE 1 Io non lo faccio.
VOCE 3 State zitti, tutti e due.
I cespugli frusciano lievemente.
VOCE 1 Vedi niente, capo?
VOCE 3 Niente.
VOCE 2 (in tono lamentoso) Ma quanto dobbiamo aspettare, capo? Mi sto
VOCE 3 Sta' zitto, idiota. Aspetteremo finché quella
VOCE 2 E poi ci rotoleremo
VOCE 3 Più di quanto ne hai visto
VOCE 1 Caspita. Gluteus è un tipo furbo,
VOCE 3 Furbo, eccome. Furbo come una volpe.
Con un dito sulle labbra come segno per Gabrielle, Xena s'introduce in silenzio nei cespugli, poi si schiarisce piano la gola.
VOCE 2 Avete sentito??
VOCE 1 Io non ho sentito niente.
VOCE 3 Sentito cosa?
Xena torna a schiarirsi la gola.
VOCE 2 Questo! Questo!! Avete sentito??
VOCE 1 Ho sentito, ma non guardo.
VOCE 3 Idioti!
I cespugli lentamente si aprono per rivelare la testa calva di un uomo ben piantato, anche se estremamente sporco. I suoi occhi si spalancano alla vista di due alti stivali che finiscono in due lunghe gambe, sulle quali risale lento il suo sguardo, che prosegue poi su per indumenti di pelle ed un'armatura in ottone fino agli occhi dell'azzurro del cielo, ma dall'espressione tutt'altro che benevola di Xena.
UOMO 3 Chi sei tu??
XENA (sorridendo) Io? Oh, sono la Fata del Solstizio.
Altre due teste spuntano rapide dai cespugli.
UOMO 1 La Fata del Solstizio! Davvero?
XENA Già. (pausa, in tono sensuale) E sto per realizzare tutti
L'ultima cosa che i tre uomini vedono è la suola di uno stivale che li spedisce ad un precoce pisolino del Solstizio.
STACCO SU:
EST. STRADA OCCIDENTALE - SERA PRESTO
Xena e Gabrielle sono sull'ultimo tratto per Potidea. Giungono di fronte ad un fiume molto familiare e piuttosto grande che sembra mancare di un importante appendice.
GABRIELLE Ehm... Xena?
XENA (preoccupata) Sì?
GABRIELLE Ma una volta non
Distratta dall'esame degli zoccoli di Argo, Xena lascia scorrere lo sguardo sul fiume. Non ci sono ponti in vista.
XENA Una volta.
Un attimo dopo, la sua mano scatta ad afferrare Gabrielle per il mantello, attirandola a sé. Gabrielle la guarda in modo curioso.
GABRIELLE Non stavo progettando
Improvvisamente, il terreno comincia a vibrare, a tremare, a rimbombare. Gabrielle si afferra saldamente a Xena, usando il corpo più alto della compagna per mantenere l'equilibrio.
GABRIELLE (proseguendo) Ma che succede, per il Tartaro?
VOCE (fuori campo) FE! FI! FO! FUM! SENTO ODORE DI...
Una pausa e poi un gigantesco Ciclope cieco irrompe da dietro una grande roccia sporgente di fianco a loro.
CICLOPE (ruggendo) XENA!!!!
Xena sorride, niente affatto sorpresa.
XENA Ti ricordi di me. Sono commossa.
CICLOPE Come potrei dimenticarti?
XENA E neanche posso dire che mi dispiace.
CICLOPE Ti dispiacerà, invece! Mi urlerai
Xena ride.
XENA Ma non mi dire.
CICLOPE Dico sul serio! Non c'è scampo
Xena fa spallucce.
XENA E allora? Torneremo da
Il Ciclope scoppia a ridere.
CICLOPE Io non credo proprio!!
La terra torna a tremare. Xena e Gabrielle si voltano in tempo per vedere un secondo Ciclope cieco uscire dal suo nascondiglio, bloccando la strada.
CICLOPE 2 GRAAAAAAAAHHHHHHH!!
XENA Ooh, hai trovato un
CICLOPE 2 GRAAAAAAAAAHHHHHHHH!!!
XENA Non un granché come conversatore, eh?
CICLOPE Ha solo fame! Di TE!!
XENA Spiacente, ma ho
Gabrielle sorride compiaciuta.
CICLOPE 2 GRAAAAAAAAAHHHHHH!!!
La terra vibra di nuovo mentre il secondo Ciclope avanza pesantemente, le braccia massicce tese in avanti con l'intento di acciuffare Xena e Gabrielle. Le due donne si limitano a scansarsi e il Ciclope va a sbattere nel suo amico, spingendolo indietro fino quasi a finire entrambi nel fiume.
Gli occhi di Xena si illuminano.
GABRIELLE Conosco quello sguardo.
Xena sogghigna.
XENA Dammi una penna.
GABRIELLE Cosa?
XENA Avanti, avanti. Una penna.
Con un'occhiata incuriosita a Xena, Gabrielle prende una penna dalla sua sacca e la passa alla compagna. Xena l'agguanta con un sogghigno.
XENA Grazie!
Nel frattempo, i due Ciclopi sono riusciti a liberarsi e fronteggiano le due donne, le teste inclinate come a cercare di annusare le prede. Xena scatta verso il primo, prende la penna dalla punta e comincia a strusciarne l'estremità piumata sul collo del piede del Ciclope.
CICLOPE Smettila!
Sorridendo maligna, Xena sfrega solo più forte, passando la piuma sull'intero piede.
CICLOPE SMETTILA!!!
Ma le sue minacce non danno esito. Alla fine, solleva il piede, stringendolo nelle mani e scoppiando a ridere. Xena schizza verso l'altro piede e gli adopera lo stesso trattamento.
Un attimo dopo, un Ciclope scosso da risate incontrollate inizia a pencolare.
GABRIELLE Cade!!
La terra trema terribilmente, e quando la polvere si riposa, il Ciclope forma un ponte "umano" attraverso l'acqua.
Gabrielle fa un cenno con la testa alla compagna.
GABRIELLE (proseguendo) Sono impressionata!
CICLOPE 2 GRAAAAAAAAAHHHHHH!!!!!
XENA Hai qualcosa da dire?
CICLOPE 2 Quello con me non funzionerà!!
Xena torna a sogghignare.
XENA Quello no, forse, ma questo sì.
Infilata la mano nella sacca di Gabrielle, Xena ne estrae una pergamena, la controlla accuratamente per accertarsi che non contenga scritti, quindi la srotola completamente. Tenendola aperta in tutta la sua lunghezza, corre verso il secondo Ciclope e comincia a sfregarne il bordo tagliente contro l'alluce del mostro.
CICLOPE 2 No! Non tagliarmi con la pergamena!
Ridendo, Xena prosegue la sua tortura finché anche il secondo Ciclope raggiunge il compagno, congiungendo le sponde del fiume con il suo corpo.
Con un sorrisetto compiaciuto, Xena torna al fianco di Gabrielle, restituendole la penna e la pergamena.
GABRIELLE Strumenti da bardo come armi.
XENA Io ho...
GABRIELLE Non ricordarmelo. (pausa) Forza, abbiamo un
STACCO SU:
EST. PERIFERIA DI POTIDEA - NOTTE
Xena e Gabrielle sono finalmente arrivate a destinazione. L'ultima ora del viaggio è stata occupata dalle osservazioni di Gabrielle sull'unicità della celebrazione della Vigilia del Solstizio a Potidea. Quella sera, l'intera città esce di casa e si raduna intorno all'albero più grande del posto. L'Albero del Solstizio, come viene chiamato, è allegramente decorato con nastri, girandole e candele. Poi la popolazione si unisce in cerchio tenendosi per mano e intona inni mentre scende la notte.
Entrando in città, Xena nota che, effettivamente la popolazione è radunata intorno ad un grande albero nel centro della piazza cittadina. Tuttavia non somiglia molto ad un Albero del Solstizio, dato che le sole decorazioni sono alcuni ciuffi brutti e sparpagliati di foglie morte che a malapena pendono da rami nudi e scortecciati.
Tutti gli abitanti se ne stanno a naso all'insù, e anche Xena fa altrettanto. Ma non riesce a vedere niente che non vada, e guarda Gabrielle interrogativamente. Gabrielle si stringe nelle spalle.
LEUCA Gabrielle?? Gabrielle,
GABRIELLE Leuca!!!
Lasciatasi Xena dietro, Gabrielle attraversa di corsa la piazza per gettarsi nell'abbraccio di benvenuto di sua sorella. Xena sorride nel vedere le due donne stringersi l'una all'altra con forza, e si fa avanti solo quando Gabrielle si distacca e le fa un cenno.
Leuca appare un po' a disagio, nel ripensare al suo coinvolgimento nei piani di Janos contro Xena.
Xena le sorride e gentilmente l'attira in un abbraccio.
XENA Felice Solstizio, Leuca.
LEUCA (piangendo) Mi dispiace così tanto,
XENA Shh. Va tutto bene.
LEUCA Xena, io….
Staccandosi appena da lei, Xena solleva il mento di Leuca affinché i loro sguardi s'incontrino.
XENA Va tutto bene, Leuca. (pausa, sorridendo) Hai fatto quello che pensavi fosse
LEUCA Avrei dovuto aver fiducia in te!!
XENA Volevi solo il bene di tua
(pausa) È ciò che voglio anch'io.
LEUCA Potrai mai perdonarmi?
Sul punto di negare nuovamente, Xena capisce che questo è molto importante per Leuca, quindi annuisce.
XENA Non c'è niente da perdonare,
Un'espressione di profondo sollievo attraversa il volto di Leuca che torna ad abbracciare Xena.
LEUCA Ti ringrazio, Xena.
Le due donne si separano appena Gabrielle si fa avanti, posando una mano su ciascuna delle loro spalle.
GABRIELLE (sorridendo) È una festa privata,
Ridendo, Leuca stringe la sorella, e Xena completa il cerchio, restando così per parecchio tempo prima di dividersi.
GABRIELLE (proseguendo) E Selina dov'è?
LEUCA Dai suoceri. Torneranno
GABRIELLE Non vedo l'ora di rivederla.
Alzando lo sguardo, si accorge che tutti stanno fissandole.
GABRIELLE (proseguendo) Oh! Credo che stiamo ritardando
Leuca arrossisce un po'.
LEUCA No, non proprio.
GABRIELLE Come?
LEUCA L'Albero del Solstizio
Leuca indica un albero gaiamente decorato ad una ventina di metri sulla sinistra.
GABRIELLE (confusa) Allora perché tutti stanno
LEUCA Be', vedi, c'è un
GABRIELLE Problema? Quale?
LEUCA Un gatto. (pausa) È bloccato lassù in cima. (pausa) E non riusciamo a farlo scendere.
Gabrielle guarda Xena, che fa spallucce.
XENA Scenderà quando
LEUCA È là sopra da
XENA Allora scenderà quando
LEUCA Xena, è prevista neve
XENA E allora? Ha la pelliccia.
GABRIELLE Xena....
XENA Gabrielle, se rivogliono il gatto,
LEUCA Ehm... abbiamo provato. Ma nessuno è tanto
Xena e Gabrielle si guardano. Gli occhi di Gabrielle sono ora grandi e rotondi, con un'espressione implorante a cui sa che Xena non può resistere.
Xena sta vacillando.
Improvvisamente, una bambina di non più di tre anni avanza tenuta per mano dalla madre. I suoi occhi sono grandi, rotondi e verdi quanto quelli di Gabrielle, mentre guarda l'imponente guerriera.
BAMBINA Pe' favo'e?
Xena sospira.
XENA D'accordo.
Dirigendosi verso l'albero, Xena sguscia tra la catena umana, allontanando gentilmente gli spettatori. Prende alcuni respiri, fa oscillare la braccia, si piega sulle ginocchia e, lanciando il suo grido di battaglia, spicca un balzo verso l'alto. Afferratasi al ramo più basso circa tre metri e mezzo sulla sua testa, con una capriola vi atterra in piedi.
Si arrampica agilmente sull'albero fino ad arrivare alla cima, dove una minuscola palla di pelo l'accoglie soffiandole contro, mostrando le zanne e gonfiandosi per raddoppiare le sue dimensioni.
XENA (proseguendo) Ascolta, amico, neanche per me
Il gatto soffia di nuovo e arretra di un passo.
XENA (proseguendo) Allora, dovremo farlo nella
(pausa, sottovoce) Perché non mi sorprende?
Tende le dita in avanti, incoraggiando il gatto ad annusarle.
XENA (proseguendo) Vieni qua, micio.
Un altro soffio. Un altro passo indietro.
La mano di Xena scatta per agguantare il felino, ma questo l'anticipa e schizza indietro.
Solo per trovarsi nel vuoto.
XENA (proseguendo) Oh, che bello.
Con un altro scatto, Xena riesce ad acchiappare il gatto prima che cada più giù, ma il movimento spezza il ramo già secco ed anche lei si ritrova senza sostegno.
Il gatto, che dal terrore ha già perso otto delle sue nove vite, si aggrappa a lei con gli artigli, lasciandole graffiature insanguinate mentre cerca disperatamente una presa salda sul suo corpo.
Con una smorfia, Xena si lascia andare nel vuoto, colpendo e spezzando rami nella caduta, finché non è finalmente in grado di afferrarsi al più basso e robusto. E lì resta appesa, dondolando leggermente, con il gatto aggrappato con gli artigli alla porzione del suo petto che sporge da sopra l'armatura.
Abbandonando il ramo, Xena atterra con grazia sul terreno solido. Staccandosi il gatto di dosso con un sussulto interiore, lo consegna alla bambina, che con un sorriso radioso stringe a sé il piccolo mostro, che adesso fa le fusa e si mostra totalmente amichevole.
BAMBINA G'azie.
XENA (simulando un sorriso) È stato un piacere.
Mentre la bambina sgambetta via, Gabrielle corre da Xena ad abbracciarla, ma si scosta subito al leggero gemito che sfugge dalle labbra della compagna.
GABRIELLE Xena! Stai sanguinando!
XENA Sopravviverò.
Gabrielle le prende la mano.
GABRIELLE Vieni con me. Leuca starà da
Xena si tira leggermente indietro.
XENA Sto benissimo, Gabrielle. Godiamoci
GABRIELLE Ma stai sanguinando.
XENA Ho ricevuto punture d'insetti più dolorose. Su.
GABRIELLE Sei sicura?
Xena sorride, accarezza il viso della compagna, e si china per baciarla.
XENA Sicurissima.
E giacché è lì, approfitta della vicinanza per un altro bacio, seguito da un caldo, amorevole abbraccio.
XENA (proseguendo) Felice Solstizio, Gabrielle.
GABRIELLE (con gli occhi che brillano) Felice Solstizio, Xena. E grazie. (pausa) Di tutto.
Mano nella mano, Xena e Gabrielle lentamente camminano con tutti gli altri fino a prendere posto intorno all'Albero del Solstizio. E si uniscono alla popolazione per cantare la notte più lunga dell'anno.
DISSOLVENZA.
FINE DELL'ATTO 4
EPILOGO
APERTURA SU:
INT. CAMERA DA LETTO - NOTTE
Una Xena lavata, strofinata, e medicata di fresco, giace stravaccata di traverso sul grande letto di Leuca, con un gran sorriso rivolto alla compagna. Gabrielle, anch'essa fresca di bagno e avvolta in una veste di seta è in piedi accanto al caminetto. Le sue dita tastano quasi con reverenza la stupenda cartella di pelle lavorata a mano per raccogliere le pergamene che Xena le ha appena consegnato come suo regalo di Solstizio. Con gli occhi lucidi, guarda Xena.
GABRIELLE È assolutamente bellissima, Xena. (pausa) L'hai fatta tu stessa, vero?
Xena annuisce.
GABRIELLE (proseguendo) Ma come? Quando?
XENA Ho...
GABRIELLE (ridendo) Sì, sì, lo so. (pausa) Grazie. L'adoro. (pausa) Ti adoro.
XENA (con un grande sorriso) Io il doppio.
Posando la cartella su un massiccio tavolo, Gabrielle va verso il letto, con una mano nascosta dietro la schiena.
GABRIELLE Pronta per il tuo dono?
Xena si mette seduta, poggiando la schiena contro la parete.
XENA Dammi.
GABRIELLE Stai buona.
XENA Oppure?
GABRIELLE Stai buona e basta.
Xena mette il broncio, poi sorridendo incrocia le braccia sul petto.
Da dietro la schiena, Gabrielle estrae un rotolo. Sciogliendo i lacci di pelle, lo srotola e lancia un'occhiata a Xena da sopra il margine.
XENA Una storia?
GABRIELLE Mm. Più un poema, direi. In realtà,
Xena fa una leggera risatina.
GABRIELLE (proseguendo) Pronta?
XENA Sì.
Gabrielle si schiarisce la gola, poi comincia a leggere.
GABRIELLE Il mio vero amore mi ripete di continuo
Gabrielle solleva lo sguardo sorridente alla dolce risata di Xena.
GABRIELLE (proseguendo) Nei giorni che il Solstizio han preceduto
Xena scoppia a ridere forte. Gabrielle sorride ancora di più, e prosegue.
GABRIELLE (procedendo) Sei Ladri Salpanti.
XENA OOOUUH!!
GABRIELLE (sorridendo… cantando) Cinque Menestrelli Erranti!
XENA (ridendo forte) Oh, dèi.
GABRIELLE Quattro Carri Frantumati
Gabrielle getta uno sguardo a Xena che sorride.
XENA E GABRIELLE (cantando) Ed un Micetto Spaventato Sopra un Albero Bloccato!
In distanza, si sente il miagolio offeso di un gatto, e le due donne crollano una sull'altra ridendo.
Dopo un lungo momento, Xena si rialza, asciugandosi gli occhi dalle lacrime d'ilarità.
XENA Grazie, amore mio.
Gabrielle si tira su a sua volta, baciandola su una guancia.
GABRIELLE Di niente.
Posando la pergamena sul comodino, torna a voltarsi verso Xena.
GABRIELLE (proseguendo) Allora, ci credi adesso che
Xena finge di rifletterci.
XENA Forse.
GABRIELLE Cosa ci vuole per convincerti?
XENA Tu cosa hai?
Sorridendo, Gabrielle si avvicina al letto, porgendole la cintola della sua veste.
GABRIELLE Devi solo scioglierla
DISSOLVENZA.
DISCLAIMER
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