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ATTO 1

 

APERTURA SU:

 

INT. STANZA DEL MOTEL - GIORNO

 

Xena è sul letto, con le coperte tirate fin sulla testa, mentre Gabrielle guarda "Xena e la Stella del Mare". Un sottile sopracciglio biondo si arcua nell'assistere alla scena della rianimazione.

 

GABRIELLE

Non è andata in questo modo.

 

 

Xena solleva lentamente la testa e guarda lo schermo. Anche il suo sopracciglio s'inarca nel vedere lo sviluppo della scena.

 

XENA

Credo che non ne abbiano imbroccate molte.
Qualcuno deve aver fatto casino nel tradurre.
Perché insisti a guardarlo?

 

GABRIELLE

È affascinante.

 

XENA

È ridicolo. E sai che mi fa incazzare.
E se avessimo mezzo cervello vero tra
tutte e due, cercheremmo questo Rob
comesichiama e gli daremmo il vero scoop.

 

GABRIELLE

E cosa gli diremmo? "Salve, siamo i cloni del 21° secolo
delle antiche guerriere di cui parlate nel vostro
telefilm. Antinea ci ha richiamate qui nel
tentativo di resuscitare la Xena Malvagia."

 

XENA

Ci farebbe rinchiudere, eh?

 

GABRIELLE

In un attimo.

 

XENA

O ne farebbe un film.

(pausa)

Adesso dovremmo uscire a
cercare di trovare qualche
tipo di impiego redditizio.

 

 

GABRIELLE

Pensavo che tu non fossi dell'umore.

 

XENA

È così, ma resta il fatto che
abbiamo bisogno di soldi.

 

GABRIELLE

Vero. Andiamo. Sono certa
che troveremo qualcosa.

 

STACCO SU:

 

INT. RISTORANTE - GIORNO

 

Le due donne sono sedute in un separé a bere caffè. È evidente che non hanno avuto molta fortuna nella ricerca del lavoro. Xena sta girando lentamente il cucchiaino nella sua tazza e Gabrielle sta guardando fuori dalla vetrina, tamburellando con l'unghia su un lato della propria. Xena si sporge sulla tavola e le blocca la mano.

 

XENA

Rilassati. Ce la faremo.

 

GABRIELLE

Lo so. È solo frustrante.

 

XENA

Non dovrai dirmelo due volte.

 

Xena infila la mano in tasca e ne tira fuori alcune monete. Prendendo un profondo respiro, esce dal separé. Gabrielle la osserva mentre va a prendere un giornale, lo paga e torna al tavolo, posandolo di fronte a lei.

 

GABRIELLE

Xena, non possiamo...

 

XENA

Per favore, non dirmi che non possiamo
permettercelo. Cinquanta cents non ci
manderanno in rovina, e a te piace leggere.

 

Gabrielle le sorride e le strizza l'occhio.

 

GABRIELLE

Grazie.

 

XENA

È il minimo che posso fare.

 

Sorseggiando il suo caffè, fissa lo sguardo nella tazza, poi lo rialza su Gabrielle che è ora assorbita nella lettura, quindi guarda fuori dalla vetrina il traffico nella strada.

 

GABRIELLE

Xena?

 

XENA

Sì?

 

GABRIELLE

Guarda questo.

 

Le passa il giornale, indicando un articolo. Xena prende il giornale e lo gira verso di sé. Legge attentamente, sollevando prima un sopracciglio e poi l'altro.

 

GABRIELLE

Che ne pensi?

 

 

XENA

Penso che dobbiamo andare
a trovare questo tizio.

 

GABRIELLE

Credi che ci sia qualcosa
di vero?

 

XENA

Me lo auguro. Questa potrebbe
essere la risposta a tutti i nostri
problemi. Andiamo.

 

STACCO SU:

 

INT. CORRIDOIO - GIORNO

 

Giunte davanti alla porta di un ufficio con la scritta PROF. OTTO LEONARD, Xena alza una mano e sta per bussare, quando la porta si apre ed appare sulla soglia il professor Leonard. Sembra di corsa e loro gli ostruiscono la strada.

 

LEONARD

Scusatemi... Sono in
ritardo per una lezione.

 

XENA

Professor Leonard...

 

L'uomo le supera e si avvia per il corridoio a passo rapido.

 

LEONARD

Se volete parlarmi,
dovrete venire con me.

 

Le due donne gli si affiancano, scambiandosi un'occhiata nel capire che parlargli significa praticamente fare jogging insieme a lui.

 

XENA

Professore, la mia amica ed io abbiamo
letto sul Times che lei sta per partire
in spedizione per la Grecia alla ricerca
del tesoro perduto di Xena. Pensiamo
che potremmo esserle d'aiuto.

 

 

A quelle parole, l'uomo si ferma e si gira a guardarle per la prima volta. Poi sorride e scuote la testa.

 

LEONARD

Sentite, io apprezzo che siate
fans del telefilm e tutto quanto, ma
questa è una spedizione scientifica e...

 

XENA

(con impazienza)

Noi non siamo fans del telefilm.

 

GABRIELLE

Siamo venute ad offrirle aiuto. Potremmo
essere in grado di aiutarla a trovarlo.
Conosciamo molto bene la zona.

 

LEONARD

E come è possibile? Io ho un'idea
complessiva di dove cercare, ma niente
di preciso. Non sono ancora riuscito
a tradurre i rotoli in mio possesso.

 

XENA

E se noi potessimo
aiutarla a tradurli?

 

LEONARD

Voi leggete il greco antico?

 

XENA

Leggiamo, scriviamo... parliamo.

 

Lui le osserva per un lungo momento, come per valutarle.

 

LEONARD

Venite al mio studio alle cinque.
Vi darò modo di provarmi ciò che dite.
Se davvero potete tradurre i rotoli,
allora discuteremo su cosa altro
potrete fare per aiutarmi.

 

GABRIELLE

Grazie. Non se ne pentirà.

 

LEONARD

Lo spero. I vostri nomi?

 

Le due donne si guardano l'un l'altra, poi Xena fissa Leonard.

 

XENA

Lucy ed Ethel.

 

 

STACCO SU:

 

INT. MOTEL - GIORNO

 

Xena è seduta allo scrittoio vicino alla finestra ad abbozzare quella che sembra una rozza mappa. Gabrielle sta sfogliando un giornale chiaramente in cerca di qualcosa.

 

GABRIELLE

Non riesco a trovarlo, Xena. So di averlo
scritto. Sono stata attenta ad annotare
ogni cosa che abbiamo ricordato.

 

XENA

Forse è la cosa migliore, Gabrielle.
Ora che so che non stavo ammattendo
e che esiste realmente un tesoro, è preferibile
non lasciare troppe informazioni in giro.
Probabilmente è meglio che resti
al sicuro nella mia testa.

 

GABRIELLE

Ma hai ricordi sufficienti?

 

XENA

No, frammentari. Mi auguro che le
informazioni che il professore ha
in mano colmino qualche lacuna.

 

Gabrielle sospira e si siede sulla poltrona accanto allo scrittoio.

 

GABRIELLE

Xena?

 

Xena osserva la mappa e, mordendosi il labbro inferiore, aggiunge un'altro tratto, poi guarda Gabrielle.

 

XENA

Ci terremo il denaro,
Gabrielle.

 

GABRIELLE

Ma...

 

Xena si gira sulla sedia e posa una mano sul ginocchio di Gabrielle.

 

XENA

La Xena originale nascose il denaro
là per le emergenze. E senza dubbio
questa è un'emergenza.

 

GABRIELLE

Ma il professor Leonard lo sta cercando,
a rischio della sua reputazione.

 

XENA

Non ho intenzione di danneggiarlo, Gabrielle;
ci accerteremo che trovi abbastanza da valere
il viaggio. Solo che non troverà tutto. Se ricordo
bene, da quell'astuta ragazza che ero, ci sono
molte piccole anticamere contenenti notevoli
tesori ed oro... a sufficienza da rendere il nome del
professore famoso in tutto il mondo. Poi mentre
lui sarà in viaggio di ritorno per gli Stati Uniti,
noi apriremo la camera principale e vivremo
per il resto della vita nel lusso e negli agi.

 

GABRIELLE

Ti rendi conto che tutto il denaro del
mondo non basterà a risolvere il problema
di non avere alcun documento di identificazione.

 

XENA

Oh sì, invece. Guardati intorno, Gabrielle.
Oggi è il denaro che fa girare il mondo e quelli
che ne hanno, lo controllano. Se sei ricco,
nessuno ti discute o ti fa domande.

 

GABRIELLE

Xena, quanto denaro c'è in quella caverna?

 

 

XENA

Se la sua memoria non m'inganna... milioni.
Oro e pietre preziose, Gabrielle. Grezzi e solo
in attesa di essere venduti per solido contante.

 

GABRIELLE

C'è qualcosa che non mi torna qui.
Io non ricordo niente di tutto questo.

 

XENA

Xena nascose il suo tesoro
molto prima d'incontrare Gabrielle.

 

GABRIELLE

Per favore, vuoi smetterla di riferirti
a noi in terza persona? Mi dà i brividi. E
quello che intendevo è che non ricordo
che tu me ne abbia mai parlato.

 

XENA

Xena...

 

S'interrompe, chiudendo gli occhi un istante per l'errore appena fatto. Poi, sorridendo, fissa Gabrielle.

 

XENA

(proseguendo)

Io misi quel denaro là come fosse una
polizza assicurativa. Se avessi deciso di
tornare alla vita di signore della guerra, sarei
tornata a prenderlo. Ma quando ti incontrai,
capii che non avrei mai più potuto tornare
indietro. E non volevo avere più niente a che
fare con quei soldi. Ma ora la situazione è
totalmente cambiata. Allora andava benissimo
vivere alla giornata, ma non possiamo più farlo
oggi. Questo mondo è molto più complicato
del nostro. Non possiamo più salvare piccoli
villaggi e ottenere dei polli in pagamento.

 

GABRIELLE

Lo so. So che tutto quello che
dici è vero. Ma comunque mi
sembra disonesto.

 

XENA

Non lo è, Gabrielle. Quel denaro è nostro
e se è ancora là ci faciliterà molto la vita.
Credimi, la gente a cui l'ho preso è morta
da molto tempo e non ne ha più bisogno,
ma noi sì. Ne abbiamo necessità se
vogliamo sopravvivere senza diventare
criminali. Io non escluderei piccoli furti
se significassero mangiare o tenerti
al caldo in una notte gelida. E se comincio
così, dove potrei andare a finire? Ho una
predisposizione programmata per la violenza.

 

 

Xena prende le mani di Gabrielle nelle sue e se le porta alle labbra. Chiudendo gli occhi, quasi in reverenza, le posa delicatamente sul dorso della mano della compagna, tenendole premute. Poi, senza lasciarla, le parla a bassa voce.

 

XENA

(proseguendo)

Io ti amo. E voglio stare con te, ma pensa
all'ultima vita che abbiamo vissuto insieme...

 

GABRIELLE

(con una risatina)

A quella che ricordiamo.

 

XENA

Giusto. Ricordi come è stata dura?
Dormire per terra, lavarsi sotto qualche
gelida cascata. Con la cena da cacciare.
E inseguite da ogni pazzoide, despota o
divinità cui potevi pensare. Avanti, Gabrielle.
Perché dovremmo vivere ancora così?
Non abbiamo già pagato abbastanza?

 

Gabrielle sorride a quel tenero gesto, comprendendo che Xena ha sollevato un ottimo argomento. Si china in avanti finchè le loro fronti si toccano.

 

GABRIELLE

Be', devo concedertelo, Ethel.
Dici un sacco di cose sensate.

 

STACCO SU:

 

INT. STUDIO - POMERIGGIO

 

Xena e Gabrielle sono in attesa nello studio del professor Leonard, sedute su due imponenti poltrone munite di poggiatesta laterali poste di fronte alla scrivania altrettanto maestosa di Leonard, invasa da pile di cartelle, libri e mappe arrotolate.

 

XENA

Sembra proprio che sia vero.

 

GABRIELLE

Cosa?

 

XENA

Il vecchio stereotipo che tutti i brillanti
scienziati non sono altro che squallide talpe che
vivono in buchi luridi tra cartaccia e fossili polverosi.

 

Con un gesto della mano indica una libreria piena di piccoli oggetti ovviamente provenienti da scavi in ogni parte del mondo. Gabriele si alza nel notare qualcosa su uno scaffale. Con cautela raccoglie l'antico rotolo e ne allenta adagio la chiusura. Svolgendolo, torna alla sua poltrona, e lo legge.

 

GABRIELLE

Xena, questa è una delle mie pergamene.

 

 

XENA

Stai scherzando?

 

Alzatasi si avvicina, sbirciando il rotolo da sopra la spalla della compagna.

 

XENA

(proseguendo)

Quale?

 

GABRIELLE

Oh cavolo. Diciamo che spero sia una
di quelle che ha difficoltà a tradurre.
Se è così, dovremo inventarci qualcosa
quando ci chiederà di farlo per lui.

 

XENA

Perché?

 

GABRIELLE

Vuoi che la gente sappia che...

 

S'interrompe e indica la pergamena, muovendo il dito lungo lo scritto mentre gli occhi di Xena lo seguono lentamente, assorbendo ogni parola. Xena prende il rotolo dalle mani di Gabrielle, lo riavvolge e lo infila nello zainetto che si sono portate, poi risistema il contenuto dello scaffale per rendere meno evidente che manchi qualcosa.

 

GABRIELLE

(proseguendo)

Mi chiedo quanti rotoli
si siano salvati.

 

XENA

Abbastanza, a quanto sembra.

 

GABRIELLE

Questo mi preoccupa un po'.

 

XENA

Perché?

 

GABRIELLE

Perché alcune di quelle storie non
dovevano diventare di dominio pubblico.

 

La porta si apre ed un esausto professor Leonard entra. Getta loro un'occhiata come se avesse dimenticato l'appuntamento, poi sorride, e schiocca le dita, ricordandosi di loro.

 

LEONARD

Ah! Lucy e Ethel.

 

Si mette a sedere dietro la sua scrivania e intreccia le dita tra loro.

 

LEONARD

(proseguendo)

D'accordo, signore, tagliamo corto. Sono
in quest'ambiente da abbastanza tempo da
riconoscere una truffa quando la vedo. Qual'è
il vostro gioco e chi siete realmente voi due?

 

Le due donne si guardano. Gabrielle si stringe nelle spalle e Xena prende un profondo respiro e fissa negli occhi il professore.

 

XENA

Le assicuro, professore, non ci sono
truffe. La nostra offerta è genuina.

 

 

LEONARD

E voi cosa ne ricavereste?

 

GABRIELLE

Un passaggio per tornare in
Grecia, con la sua spedizione.

 

LEONARD

Chi diavolo siete voi?

 

XENA

Non ci crederebbe.

 

LEONARD

Mettetemi alla prova.

 

GABRIELLE

Siamo dirette discendenti
di Xena e Gabrielle.

 

LEONARD

(scettico)

Certo.

 

XENA

Le ho detto che non ci
avrebbe creduto, ma è vero.

 

 

GABRIELLE

E abbiamo l'informazione che le
serve per andare dove deve.
Conosciamo la regione.

 

LEONARD

Va bene, supponiamo solo per un
secondo, che io mi beva questa balla.
Perchè non tornate in Grecia e andate
a prendervi tutto il tesoro da sole?

 

XENA

Non possiamo. Diciamo solo che a causa
di circostanze al di fuori del nostro controllo
non siamo in possesso dell'opportuna
documentazione richiesta per farlo.

 

LEONARD

Ma dovrete mostrarmi qui e adesso qualcosa
che mi trattenga dal chiamare la sicurezza e farvi
buttare fuori di qua a calci nel sedere. Qualcosa
di talmente straordinario che mi convinca a
considerare l'idea di fornirvi documenti falsi
che vi portino dall'altra parte del mondo.

 

Xena e Gabrielle si scambiano uno sguardo eloquente. Gabrielle annuisce e Xena estrae la pianta su cui ha lavorato al mattino. La spiega e la porge a Leonard.

 

Il professore dà una scorsa rapida alla sommaria mappa e poi la getta sulla scrivania.

 

LEONARD

Dovrete fare meglio di così.
Questo non prova altro che avete
buone nozioni di geografia.

 

Xena si alza sporgendosi sulla scrivania e punta un dito sul centro della pianta, senza neanche guardarla.

 

XENA

C'è questo su una qualsiasi delle sue mappe?

 

L'uomo si china sulla mappa e dà un'altra occhiata, spostando il dito di Xena.

 

LEONARD

Crede che sia il punto
dove si trova il tesoro?

 

XENA

Io so che il tesoro è lì e posso provarlo.
Lei ha menzionato delle pergamene.
Io so che la sola pergamena che contenga
quell'informazione fu compilata da uno scriba
dell'armata di Xena. L'ubicazione del tesoro
fu dettata da Xena e trascritta in codice.
Ecco perché non è in grado di decifrarla.
Lei può leggere ogni parte dello scritto
eccetto l'ubicazione del tesoro.
Vuole che le reciti le prime righe?

 

LEONARD

La prego.

 

XENA

È il terzo mese d'inverno. Pioggia e neve hanno
rallentato la nostra marcia tra le montagne. Mi
rendo conto che per accellerare il nostro
cammino, dovremo nascondere parte
del bottino delle ultime campagne...

 

S'interrompe e lo guarda. Il professor Leonard è seduto nella sua poltrona, e la fissa a bocca spalancata.

 

LEONARD

Non c'è modo in cui lei potrebbe
sapere questo. A meno che...

 

GABRIELLE

A meno che ciò che le
stiamo dicendo sia la verità.

 

 

XENA

E se lei vuole trovare il tesoro perduto
di Xena, noi siamo la sua unica opportunità,
perché solo io posso decifrare il codice.

 

LEONARD

E tutto quello che volete è
un passaggio per la Grecia?

 

XENA

Esatto. Vogliamo tornare a casa.

 

DISSOLVENZA.

 

FINE DELL'ATTO 1

 

 

ATTO 2