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ATTO 2

 

APERTURA SU:

 

EST. VILLAGGIO - GIORNO

 

Xena sta camminando per il villaggio con Orcin. Grattandosi la testa, si ferma, costringendo anche l'altro a fermarsi e girarsi verso di lei.

 

XENA

Fammi capire. Questo popolo
della Montagna ha rapito Gabrielle
per iniziare una guerra contro di voi e
impadronirsi di questa “fonte del potere”?

 

ORCIN

Sì. Hanno bisogno di una guerriera.

 

XENA

Gabrielle non combatterà per loro.
Non è quel tipo di guerriera.

 

ORCIN

Non avrà scelta, Guerriera.

 

XENA

Certo che l’avrà.

 

Orcin si limita a sospirare e scuote la testa.

 

ORCIN

Tu non hai tutte le risposte ad
un problema che non comprendi.

 

XENA

No, ma conosco Gabrielle
e non combatterà per loro.

 

ORCIN

Vieni con me.

 

XENA

Guarda che sto già perdendo…

 

ORCIN

Pazienza, Guerriera.

 

XENA

Dei!

 

Con un moto di frustrazione, Xena leva gli occhi al cielo, mentre Orcin entra a passo lento nella foresta.

 

STACCO SU:

 

EST. TEMPIO - GIORNO

 

Indicando il tempio, Orcin si ferma alla soglia.

 

ORCIN

Questa è la radice del problema.

 

XENA

Un vecchio tempio?

 

ORCIN

Non è un tempio qualsiasi. Non
come quelli che avevate per i vostri
tanti dei. Questo tempio esiste anche
da prima di loro. Questa struttura
è in piedi dall’inizio dei tempi,
in un luogo o in un altro.

 

XENA

Avete un tempio mobile?
Interessante.

 

ORCIN

Non più. Vedi, c’era un potere in questo
tempio che dava alla mia gente la capacità di
spostarsi da un posto all’altro. Ma molti anni fa
c’è stato un incidente che l’ha spezzato. Ha
ancora un grande potere, ma non abbastanza
da poterci spostare. Tuttavia, ci fu un conflitto
tra le gente del nostro clan unico per la fonte
di questo potere.Gli Argentati volevano usarlo
per esplorare e cambiare questo mondo.

 

XENA

E voi no?

 

ORCIN

È proibito. Noi possiamo solo
osservare. Mai interferire.

 

XENA

Così la tribù si è divisa in due clan,
e da allora siete in guerra
per questa cosa?

 

ORCIN

No, come puoi forse vedere tu stessa,
la mia specie è di indole molto mite. Non
desideriamo la guerra. Saremmo lieti di
riaccoglierli tra noi se accettassero di
vivere in pace nel nostro villaggio.Ma col
tempo sono diventati più aggressivi. Vogliono
il dominio e vogliono la fonte del potere.
Permetterebbero solo a quelli di noi che
possono avere progenie di vivere. Gli altri
che sono troppo vecchi verrebbero massacrati.

 

XENA

Allora come fate a impedirgli di venire
qui a prendersela? Sembrerebbero in
grado di spazzarvi via dalle mappe.

 

ORCIN

Ebbene, vedi, Guerriera, noi
sappiamo difenderci. Solo
non con armi di ferro e legno.

 

XENA

Ah, ho capito adesso.
Giochetti di prestigio come
quelli che usavano gli Dei.

 

 

ORCIN

E sia, se ti fa felice pensarla
così. Ma ti assicuro che i
nostri poteri sono notevoli.

 

XENA

Sono sicura che lo sono.
Così voi li tenete a distanza
con l'abra-cadabra e loro hanno
bisogno di Gabrielle per riuscire
a neutralizzare le vostre difese.

 

ORCIN

Qualcosa del genere, sì.

 

XENA

E una volta che lei sarà riuscita
a passare, loro la seguiranno
e vi distruggeranno.

 

ORCIN

Sì.

(pausa)

Ecco perché abbiamo bisogno
di una guerriera che possa
sconfiggere la loro guerriera.

 

XENA

Io non posso battermi con Gabrielle.

 

 

ORCIN

Dovrai.

 

STACCO SU:

 

INT. SALA DEL TRONO - GIORNO

 

Gabrielle si sta guardando in un altro specchio... Questo è uno specchio a figura intera. Il suo riflesso mostra dei vestiti che le sono estranei ma non riesce a capire il perché. Lunghi pantaloni sono accuratamente infilati in un paio di alti stivali neri. Le cosce sono ricoperte di una leggera maglia corazzata che si estende dalla vita in giù, proteggendola completamente. Dalla sua schiena pende una lunga spada, con l’elsa pronta per essere impugnata da destra. Una camicetta bianca e una veste marrone chiaro con pesanti guanti bianchi completano il tutto.

 

 

Scuote la testa, chiedendosi come mai sente che la cosa non le quadra, ma senza trovare risposta. Prende un calice che si trova immediatamente alla sua destra e ne sorseggia il contenuto, gustandosi la dolcezza del vino. Ghin entra nella stanza, mani infilate nelle maniche del suo vestito e un sorriso in volto.

 

GHIN

Generale?

 

GABRIELLE

Sì, Ghin?

 

GHIN

Confidiamo che il tuo pasto
sia stato soddisfacente?

 

GABRIELLE

Sì, il coniglio era…

 

In un lampo di memoria, rivede un coniglio arrostito allo spiedo.

 

GABRIELLE

(proseguendo)

(lentamente)

...uno dei migliori...
che io abbia mai... mangiato.

 

 

GHIN

Allora sei pronta a recarti
nella sala della guerra?

 

GABRIELLE

Sì, certo. Fammi strada.

 

STACCO SU:

 

EST. TEMPIO - GIORNO

 

Xena è seduta sui gradini del tempio col viso tra le mani ripercorrendo tutto l'accaduto nella sua testa, che a questo punto le fa molto male. Si strofina la faccia e guarda Orcin, che sembra levitare a circa un dito da terra. Ma lei non se ne lascia impressionare.

 

XENA

Vecchio trucco.

 

Orcin si limita a sorridere. Gli piace Xena anche se non sa il perché.

 

ORCIN

Sì, stavo riposando.

 

XENA

Prova un materasso. Fa
meraviglie alla schiena.

 

ORCIN

Tu hai avuto un simile addestramento?

 

XENA

Un paio di vite fa.

 

ORCIN

No, due vite fa, tu
eri un principe, e Gabrielle
una fanciulla della tua corte.

 

XENA

Non la mia principessa?

 

ORCIN

Lo era comunque. Tu potevi aver
sposato un’altra, ma era lei ad avere
il tuo cuore. Allora come oggi.

 

XENA

Sai, pensavo di
averlo solo immaginato.

 

ORCIN

Vuoi dire quella sensazione che avete
quando solo guardandovi tra di voi
sapete con naturalezza cosa l’altra
sta pensando? Quando lei non c’è
tu ti senti incompleta.

 

XENA

Vuoi dire come adesso?

 

ORCIN

Esattamente come adesso.

 

XENA

Allora devo andare a riprenderla.

 

ORCIN

Lo farai, ma non puoi andare su
quella montagna. Ti ucciderebbero.

 

XENA

Uomo di poca fede.

 

Un altro sorriso illumina i tratti raggrinziti di Orcin.

 

ORCIN

Sei un vero enigma, Guerriera.
Grande tenacia, unita ad una dolcezza
che raramente si vede nella tua razza.

 

XENA

La mia razza?

 

ORCIN

Quella dei guerrieri. Per mia
esperienza i guerrieri divenuti
tanto abili nel loro mestiere
dimenticano come si ama.

 

XENA

È così, ma questo è un dono
che Gabrielle mi ha fatto.

 

 

STACCO SU:

 

EST. MONTAGNA - GIORNO

 

Sulla cima della montagna, Gabrielle sta guardando giù verso il piccolo villaggio. Chiude strettamente gli occhi e si strofina la fronte avvertendo qualcosa, ma incapace di individuarla.

 

GHIN

Generale? Stai bene?

 

GABRIELLE

Sto bene. Continuo solo a sentire
come l'eco di qualcuno che
chiami il mio nome.

 

 

GHIN

Hai avuto una giornata faticosa.
Forse dovresti tornare alla
fortezza e riposare.

 

GABRIELLE

No, voglio farmi una passeggiata
e cercare di schiarirmi le idee.

 

GHIN

No!

(pausa)

Voglio dire, non è sicuro.
Non dovresti uscire da sola.

 

La mano di Gabrielle va a posarsi sull’elsa della spada e lei lascia che le sue dita vi tamburellino sopra leggermente.

 

GABRIELLE

Penso che non mi succederà nulla.

 

Ghin si guarda intorno con aria titubante e alla fine annuisce.

 

GHIN

Molto bene, ma per favore
rimani vicina alla fortezza.

 

GABRIELLE

Lo farò.

 

STACCO SU:

 

EST. TEMPIO - GIORNO

 

Orcin sta di fronte a Xena, le mani infilate nelle maniche del suo vestito.

 

ORCIN

Ti piacerebbe vedere
la tua compagna?

 

XENA

Spero fosse una
domanda retorica.

 

ORCIN

Me ne stavo solo accertando.

 

Orcin sembra divertito mentre estrae dalle pieghe del suo abito un piccolo cristallo e lo consegna a Xena, che lo guarda, inarcando un sopracciglio.

 

XENA

Stai scherzando.

 

 

ORCIN

Non scherzo mai. Concentrati
sulla tua compagna
e potrai vederla.

 

Xena prende la pietra, tenendola tra le mani a coppa, quasi con reverenza, poiché è il suo unico legame con Gabrielle per ora. Dentro la pietra sembra vorticare un fumo blu che si dirada rivelando l’immagine di Gabrielle che sta percorrendo un terreno pietroso.

 

 

XENA

(dolcemente)

Gabrielle....

 

 

STACCO SU:

 

EST. PIETRAIA - GIORNO

 

Gabrielle si ferma e si mette le mani ai lati della testa come per un dolore intenso.

 

 

GABRIELLE

(dolcemente)

Xena?

 

STACCO SU:

 

EST. TEMPIO- GIORNO

 

Felicemente sorpresa che Gabrielle sembri averla sentita, Xena sta per riprovarci quando le nubi nel cristallo ricominciano a turbinare e l’immagine sparisce. Balzando in piedi allunga la mano, tendendo il cristallo a Orcin.

 

XENA

Riportala indietro.

 

ORCIN

Non posso.

 

Xena assottiglia gli occhi. La sua pazienza è quasi al limite. Prendendo un profondo respiro si raddrizza.

 

XENA

Perché no?

 

ORCIN

Non è la mia compagna.
Non è in mio potere
comunicare con lei.

 

DISSOLVENZA INCROCIATA SU:

 

INT. SALA OPERATIVA - SERA

 

Gabrielle sta sorseggiando da una tazza dorata e sta guardando una mappa della vallata sottostante. Il focolare è acceso e nonostante le mura nude la stanza sembra quasi confortevole se non accogliente. Gabrielle picchietta col dito sul punto della mappa che indica il tempio.

 

GABRIELLE

Mi chiedo...

 

Alzandosi, attraversa la stanza e apre la porta, chiamando ad alta voce il suo assistente.

 

GABRIELLE

Ghin!

 

 

Questo appare alla fine del corridoio come per magia e si affretta verso di lei.

 

GHIN

Sì, Generale?

 

GABRIELLE

Spiegami ancora una volta
in termini molto chiari perché
dobbiamo prendere questo
tempio dal Clan della Foresta.

 

GHIN

Molti anni fa noi eravamo una sola
tribù. Ci fu un conflitto riguardo
la fonte del potere nel tempio. La
nostra gente voleva distruggerla
affinchè non fosse più una minaccia
per questa terra. Nelle loro mani, essa è
un’arma pericolosissima. Si sono preparati
spiritualmente ad usarla. Dobbiamo fermarli.
Se non lo facciamo, questa terra
diventerà una landa desolata.

 

GABRIELLE

Allora non c'è bisogno di far loro del male...
ma solo distruggere la fonte della forza?

 

GHIN

Vorrei che fosse così semplice. Loro
hanno un grande potere; cercheranno
di tenerci lontani dal tempio. Non
dobbiamo permettere che accada.

 

GABRIELLE

Ci deve essere un modo.

 

GHIN

Temo di no.

 

GABRIELLE

Sento che c’è qualcosa che non va.

 

GHIN

Forse è solo nervosismo, Generale.
Sono sicuro che tutto andrà bene una volta
che il nostro piano di battaglia sarà a punto.

 

GABRIELLE

Forse.

 

DISSOLVENZA INCROCIATA SU:

 

INT. CAMERA DA LETTO - NOTTE

 

Gabrielle si gira e si rigira nel letto. Non riesce a dormire. Alla fine butta via la coperta e va alla finestra. Sbloccando il gancio, apre le persiane e guarda fuori verso la foresta. Può vedere le luci che provengono da diversi piccoli fuochi.

 

GABRIELLE

Tu sei laggiù, vero?
Mi stai aspettando. Chi sei?
E perché sento questo
bisogno di te?

 

 

STACCO SU:

 

INT. STANZA DELLA GUERRA - NELLO STESSO MOMENTO

 

Ghin e Nhif sono vicini al tavolo della mappa, piegati su di esso come se fossero completamente esausti.

 

GHIN

La sua mente è più forte di quanto
pensassimo. Sto avendo molte difficoltà
a tenerne fuori l'altra. Il legame tra loro è più
di una semplice consapevolezza reciproca.

 

NHIF

Non ho mai visto due persone così
unite. Sono parte l’una dell’altra.

 

GHIN

E anche separate sono molto
potenti. Riesco appena a tenere a distanza
la Maestra Guerriera. Lei è angosciata per l'allieva.

 

NHIF

Questo è più di un legame allievo-maestro.
Riguarda quello che chiamano amore, odio,
desiderio, gioia, dolore, e tutte le loro altre
emozioni. È una miscela della loro essenza
stessa. Di come sono riuscite a unirla e a
bilanciarla. L'una riempie le lacune dell'altra.

 

GHIN

Come possiamo sconfiggerlo? Se
non riusciamo a controllare l'allieva,
la nostra ricerca non avrà successo.

 

NHIF

Ma noi la controlliamo; non è in
grado di ricordare niente di rilevante.

 

GHIN

Ma sei d’accordo che sta diventando
sempre più difficile controllarla?

 

NHIF

Sì, la loro reciproca
attrazione è forte.

 

GHIN

Ciò che prendiamo dall'una
è rimpiazzato dall'altra.

 

NHIF

Non possiamo fallire.

 

GHIN

Non falliremo.

 

DISSOLVENZA INCROCIATA SU:

 

EST. VILLAGGIO - NOTTE

 

Xena è sdraiata per terra a guardare la montagna e l’appena visibile facciata della fortezza. Continua a fissarla con determinazione, senza sbattere le palpebre ne muoversi. Una nebbia comincia a formarsi sul terreno e i suoi occhi si chiudono.

 

 

DISSOLVENZA INCROCIATA SU:

 

INT. STANZA DA LETTO - NOTTE

 

Gabrielle finalmente si distende e tira su le coperte, coprendosi fin sotto il mento come un bambino spaventato dai mostri che si nascondono nell’armadio. Fissa il soffitto mentre una nebbia aleggia attraverso la finestra e si introduce nella stanza, e i suoi occhi si chiudono.

 

DISSOLVENZA INCROCIATA SU:

 

EST. NEBBIA - NOTTE

 

Xena sta attraversando una distesa di nebbia. Vi si muove cautamente con la spada in pugno. Scorge davanti a lei una figura con la schiena voltata. Continua ad avanzare. Si ferma improvvisamente quando si rende conto di chi si tratta.

 

XENA

Gabrielle?

 

Gabrielle si gira e la fronteggia. Non c'è segno di riconoscimento nei suoi occhi, mentre a sua volta estrae la propria spada.

 

GABRIELLE

Chi sei?

 

XENA

Gabrielle, sono io. Xena.

 

GABRIELLE

Io non ti conosco.

 

XENA

Sì, tu mi conosci. Siamo state…

 

GABRIELLE

Ho detto che non ti conosco.
Chi sei e dove ci troviamo?

 

 

Xena prende un profondo respiro. Guarda la spada che Gabrielle tiene ben stretta nella sua mano, sapendo che al momento potrebbe essere una vera minaccia, ma nonostante ciò rinfodera la sua.

 

XENA

Non so dove ci troviamo. Ma devi
credermi quando ti dico che tu
mi conosci e siamo amiche.

 

GABRIELLE

Allora dimmi perché non mi ricordo di te.
Fidati, se ci conoscessimo,
me ne ricorderei.

 

XENA

Non so il perché. Ci siamo accampate
solo due notti fa appena dentro la foresta
e quando mi sono svegliata tu eri sparita.
È da allora che ti sto cercando.

 

Gabrielle scuote la testa, cercando di schiarirsela e ripensando a ciò che le è appena stato detto.

 

GABRIELLE

Sei tu.

 

XENA

Cosa?

 

GABRIELLE

Quella che continua a chiamarmi.
Posso sentirti nella mia testa.

 

XENA

Sì, ho cercato di...

 

 

Prima che Xena possa finire la frase, la nebbia diventa nera.

 

DISSOLVENZA.

 

FINE DELL'ATTO 2

 

 

ATTO 3