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ATTO 4

 

APERTURA SU:

 

INT. CAVERNA DI TULA - NOTTE


Gabrielle è in piedi in una caverna. Torce infisse in fenditure nelle pareti provvedono all'illuminazione, ma il suono che sovrasta tutto in quell'anfratto è quello dell'acqua. Sul fondo della caverna una grande cascata scaturisce dalle rocce per precipitare in un oscuro baratro apparentemente senza fine.


Accanto alla cascata c'è una piattaforma di legno, evidentemente costruita a scopi cerimoniali. E' coperta dal simbolo minaccioso del dio, e parte di essa mostra segni di graffi e unghiate.


Gabrielle regge lo scrigno tra le mani. Si guarda intorno per diversi momenti. La cascata d'acqua provoca una costante corrente d'aria che le soffia in faccia ed un getto vaporizzato che la impregna rapidamente.


GABRIELLE
So che questo non è leale, Xena.
(pausa)
Ma sei stata tu ad insegnarmi che
la vita è così a volte.

 


Raddrizzando le spalle, Gabrielle avanza decisa, salendo sulla piattaforma e procedendo verso il bordo. E' ad un passo dall'abisso, quando si sente bruscamente afferrare da dietro e trascinare da un lato, cadendo a terra sotto il peso dell'assalitore.


Gabrielle si lascia rotolare liberandosi e rimettendosi in piedi a fatica, trovandosi davanti Xena, che le blocca il passaggio alla cascata. Le due donne si fissano a lungo. Il fragore delle acque sommerge quasi ogni loro parola.

 


XENA
(urlando)
Gabrielle!


GABRIELLE

(urlando)
Xena, fatti da parte.


XENA
(urlando)
Ascoltami!


Gabrielle fa per oltrepassare la compagna, ma Xena l'agguanta e la trattiene, attirandola a sé.


GABRIELLE
Non lascerò che quell'uomo muoia,
Xena. Non per qualcosa che abbiamo
fatto noi, giusta o sbagliata.


XENA
Beh, io non ti lascerò andare
su quella piattaforma, così
farai meglio a ripensarci.


GABRIELLE
(con rabbia)
Xena, io ho diritto di
scegliere il mio destino.
Proprio come hai fatto tu.


XENA
Non è la stessa cosa!


GABRIELLE
(furiosa)
Davvero? O è solo perché
questa volta saresti tu
quella lasciata indietro?


Xena fissa Gabrielle, chiaramente ferita e un po' scioccata.


XENA
(in tono dimesso)
Credo di essermelo meritato, eh?

 


A queste parole, Gabrielle smette di dibattersi. Resta immobile tra le braccia di Xena e la guarda, tutta la sua rabbia sbollita dalla tristezza nello sguardo tormentato che vede sul volto della compagna.


GABRIELLE
Nessuna di noi lo merita.


Xena le accarezza la guancia.


XENA
No.


GABRIELLE
Ma questa era la mia scelta, Xena.


Xena scuote la testa.


XENA
Non può più trattarsi della tua scelta...
o della mia... non più, Gabrielle.
(pausa)
Se vogliamo che funzioni, dovrà
essere la nostra scelta da ora
in poi. Fatta insieme.

 


Gabrielle fissa la cascata, pensierosa.


GABRIELLE
(sussurrando)
Insieme.


XENA
Avrei dovuto essere sincera
con te, laggiù in Giappone. Avrei
dovuto metterti al corrente della
mia decisione, ma non l'ho fatto.


Gabrielle guarda Xena. Entrambe sono fradice dagli spruzzi della cascata.


GABRIELLE
Quello mi ha ferita.


XENA
(dolcemente)
Lo so.
(pausa)
E mi dispiace. Ma non fare
il mio stesso errore adesso,
perché sei arrabbiata con me.


GABRIELLE
Arrabbiata con te? Forse sono
arrabbiata con me stessa per
non aver seguito il mio cuore
e gettato quell'urna nella sorgente.


Xena stringe Gabrielle a sé.


XENA
(sussurrando)
Gabrielle, Gabrielle,
mi dispiace tanto.


Gabrielle le restituisce l'abbraccio, lasciando che i residui di rabbia l'abbandonino.

 


GABRIELLE
Hai ragione. Dobbiamo essere
responsabili l'una dell'altra.
L'una per l'altra, da ora in poi.


Come sollevata da un grosso peso, Xena posa un bacio sulla testa di Gabrielle, poi quando questa alza il viso verso di lei, uno sulle labbra. Gabrielle la ricambia, quindi le due donne si separano, fissandosi l'un l'altra.


XENA
Da ora in poi. Te lo prometto.


GABRIELLE
Anch'io.
(pausa)
E ora, cosa facciamo, *noi due*
per risolvere questo pasticcio?


Xena sorride e guarda la cascata.


XENA
Complicato. Che cosa
avevi in mente?


GABRIELLE
Non sappiamo per quanto va giù.
Pensavo di lasciarmi trasportare e
vedere se mi avrebbe condotta a Tula.


XENA
(aggrottando la fronte)
E poi?


Gabrielle va sul bordo e guarda giù.


GABRIELLE
Se ci fossi riuscita, sarei andata
da lui e gli avrei chiesto di smettere
di esigere sacrifici da quella gente.
(pausa)
E' solo un dio, Xena.
Entrambe sappiamo che non
significa che sia invincibile.


Xena annuisce pensierosa.

 


XENA
Bel piano.


Gabrielle fissa Xena e poi le sorride.


GABRIELLE
Ho avuto una buona maestra.
(tendendole la mano)
Andiamo.


Xena prende la mano di Gabrielle, indicando con l'altra una fenditura buia nella roccia, sotto l'orlo della cascata.


XENA
Ma concedi alla tua maestra una piccola
debolezza. Credo di aver trovato una strada
migliore per superarla. Come hai detto, non
sappiamo quanto è profonda, e io non vorrei
rischiare di scoprirlo nel peggiore dei modi.


Gabrielle annuisce in approvazione, e le due donne si dirigono all'orlo della cascata, scomparendo insieme sotto l'acqua impetuosa.


DISSOLVENZA INCROCIATA SU:

 

INT. SOTTO LA CASCATA - NOTTE


Xena e Gabrielle sono incollate alle rocce, e vi si aggrappano con tutte le loro forze. L'acqua si riversa vicinissima a loro, con una forza che minaccia di strapparle alla sottilissima sporgenza sulla quale camminano.


Xena è in precario equilibrio e avanza a piccolissimi passi. Arriva ad una roccia sporgente, e si rende conto che dovranno aggirarla per proseguire.


XENA
(urlando)
Non so se ce la faccio
a passare questa!

 


Gabrielle guarda oltre le sue spalle, appena in grado di vedere attraverso l'acqua e il buio. La ragazza lascia andare la presa sulle rocce con una mano e afferra la veste di pelle di Xena.


GABRIELLE
(urlando)
Metticela tutta!


Xena guarda la mano di Gabrielle.


XENA
Se cado, non ce la
farai a sostenermi.


GABRIELLE
No, ma così almeno finiremo
insieme nello stesso posto. Vai!


Xena sorride a quelle parole. Scorge un appiglio sul lato opposto della roccia e salta, trascinando Gabrielle con sé. Per un interminabile momento, le due donne vacillano sull'orlo del disastro, poi Gabrielle riacquista l'equilibrio ed entrambe giungono in salvo. Ma adesso, un'intera porzione del sentiero sembra mancare.


Xena e Gabrielle si guardano costernate.


STACCO SU:

 

INT. CAVERNA - LATO OPPOSTO DELLA CASCATA - NOTTE


La cascata precipita, spargendo una nuvola d'acqua su uno spicchio di terreno roccioso. Sul lato opposto, si innalzano le pareti della caverna, con una larga fenditura su una di queste che sembra essere usata come via di passaggio. La fiamma di una torcia ondeggia su un supporto di ferro fissato alla pietra.


Per un lunghissimo momento, tutto è immobile, ad eccezione dell'acqua ruggente.


Poi il muro d'acqua si apre e Xena e Gabrielle vi saltano attraverso, atterrando contemporaneamente con una capriola a mezz'aria. Xena si scuote vigorosamente, spruzzando gocce d'acqua ovunque. Gabrielle la imita, poi si aggira guardinga con stivali che emettono suoni mollicci. Xena esamina la torcia.


GABRIELLE
Tula deve avere degli adoratori
anche da questa parte.


XENA
A quanto pare. Andiamo.

 

Xena prende la torcia, e apre la strada nella stretta fenditura nella roccia.

 


STACCO SU:

 

EST. CORNICIONE DELLA CAVERNA - NOTTE


Xena e Gabrielle emergono su un cornicione sull'esterno della montagna. Sopra di loro, brilla un cielo stellato. Di fronte, una parete di roccia. Xena annusa l'aria.


GABRIELLE
Cosa c'è?


XENA
Carne che cuoce.


Le due donne si scambiano sguardi foschi. Xena posa a terra la torcia e sfodera la spada. Oltre la parete rocciosa, si scorge una strana luminosità, che sembra aumentare e diminuire irregolarmente. Gabrielle estrae i sai.


GABRIELLE
E' meglio che vada avanti io.


Le sopracciglia di Xena si inarcano.


GABRIELLE

(proseguendo)
(con un sorriso)
Se comincia a lanciare palle
infuocate, scappo e mi butto
tra le tue braccia.


XENA
(sorridendo)
Niente male come piano.


Xena e Gabrielle strisciano lentamente sul muro, avvertendo ora un tuono cupo attraverso la pietra. Raccogliendo il loro coraggio si alzano in piedi, sporgendo le teste oltre la roccia per poter vedere finalmente il potente Tula.

 


STACCO SU:

 

EST. ACCAMPAMENTO DI TULA - NOTTE


Al di sotto del cornicione, c'è un vasto accampamento che si estende irregolarmente in più direzioni, pieno di gente, uomini e donne, mezzi svestiti o in armatura. Dappertutto si vedono tende, con svariati effetti personali appesi all'esterno.


L'intera atmosfera appare trasandata e dissoluta. Tutto intorno sono disseminati barilotti di birra, e casse di provviste, rovesciate e mezze vuote.


Su un lato dell'accampamento è appesa a delle corde un'enorme lastra di metallo, con un ceppo sospeso davanti per colpirla. Poco distante una grande leva fatta di legno e di ferro sostiene un grosso masso, bilanciandolo in modo da poterlo far rotolare a bloccare la cascata.


Accanto alla parete della montagna, una grande pietra è tenuta sospesa da molte corde, legata ad un supporto. Due uomini, ridendo, vi si dirigono e tirano una maniglia di legno. Il supporto si flette, e la grande pietra sbatte con violenza contro il fianco della montagna, provocando vibrazioni in tutta l'area.


Sul fondo, alla base della cascata, si vedono avanzi e rifiuti sparsi. E' evidente che la gente dell'accampamento se la spassa con i tributi di Miltos.


Un uomo avanza faticosamente fino al falò centrale, reggendo lo scrigno che ha portato Gabrielle. Lo apre e una cascata di monete ne fuoriesce, spargendosi dappertutto. Molte donne si precipitano a prenderle, gettandole per aria per poi riporle nelle scollature.


STACCO SU:

 

EST. CORNICIONE DELLA CAVERNA - NOTTE


Xena e Gabrielle osservano la scena, poi lentamente si girano guardandosi l'un l'altra.


XENA
Figli di una Baccante.


GABRIELLE
Xena?


XENA
Sì?


GABRIELLE
Ricordi quel discorso sulle
decisioni da prendere insieme?


XENA
Sì?


GABRIELLE
Siamo d'accordo che laggiù ci
sono svariati sederi con un
serio bisogno di essere presi a calci?


XENA
Oh, sì. Andiamo.


Xena e Gabrielle saltano oltre il muro e si dirigono verso l'accampamento.


STACCO SU:

 

EST. ACCAMPAMENTO DI TULA - NOTTE


Le due donne irrompono nel campo. Xena scavalca alcune casse abbandonate di beni di Miltos e taglia le corde che reggono le tende, facendole crollare sugli occupanti.


Gabrielle con una giravolta, calcia due uomini che la stavano assalendo, poi si gira e affonda il sai in un altro che le stava alle spalle, la spada pronta a colpire. Estratto il pugnale, gli getta un'occhiata e poi si abbassa per schivare altri due malviventi che cercavano di catturarla con una rete.

 


Le donne e gli uomini semivestiti scappano in preda al panico, scontrandosi con delinquenti sorpresi alla disperata ricerca delle loro armi.


CAPOBANDA
Ehi! Ehi!
Chi siete voi?


XENA
Guai.


Xena colpisce il capobanda in piena faccia.


XENA

(proseguendo)
Altre domande?


Il malfattore lentamente si abbatte in avanti, colpendo il terreno con un tonfo sordo. Xena sogghigna, poi si volta e correndo su di un'asse entra in un carro vicino, per poi lanciarsi fuori a braccia spalancate, atterrando su un gruppo di banditi che stavano per assalire Gabrielle. Gli uomini cadono in un mucchio, e Xena con calci e gomitate ben piazzate si assicura che ci restino.

 


Gabrielle è impegnata con un energumeno, intenzionato a colpirla con una mazza chiodata. La ragazza gli gira intorno, schivando i suoi colpi e punzecchiandolo nel didietro con il sai. L'uomo si volta rapidamente, ma la sua avversaria è già scomparsa, saltandolo con una capriola ed atterrando sulle mani per colpirlo alle spalle con un calcio a piedi uniti e mandarlo a volare in una vicina fossa piena di rifiuti, sparpagliando ovunque ossa e spazzatura.


BANDITO 2
Sono demoni!
Scappate!!!


Xena afferra il bandito per la collottola mentre le passa accanto, e lo fa ruotare intorno lasciandolo poi andare a capofitto a rompersi il naso nel carro da cui era appena uscito, facendo tanto rumore da spaventare il cavallo che fugge trascinandosi dietro il carro.


BANDITO 3
Attenti! Ahhhh!!!!!


Il carro passa sopra il secondo bandito.


Xena lo solleva e getta anche lui nel carro mentre la sorpassa con un gran fracasso, sbandando paurosamente e disperdendo la gente sulla sua strada.


XENA
Iiiiaaahh!
Vaiii, cavallino!

 


Gabrielle con un pesante bastone colpisce i banditi che le passano vicino. E' furiosa e sfoga la sua rabbia contro gli uomini che cercano di sfuggirle.

 


GABRIELLE
Avanti! Fuori di
qui bastardi!
Vigliacchi!
BESTIE!!!!


Gabrielle agguanta uno dei fuggiaschi per il colletto, scagliandolo contro una pila di casse. Alza il pugno e lo colpisce con tutta la sua forza. La testa gli scatta all'indietro e l'uomo scivola al suolo. Con il respiro accelerato, la ragazza gli getta un'occhiata, poi, con una smorfia di dolore guarda la propria mano, scrollandola.


GABRIELLE

(proseguendo)
Ahi. Figlio di una...


Un bandito in fuga raccoglie una balestra e la punta su Gabrielle, premendo il grilletto e facendo partire la freccia.


XENA
Gabrielle!


Xena balza in cima ad una cassa e si lancia in avanti, abbattendosi sulla compagna e trascinandola a terra al riparo dalla minaccia.


I rumori di piedi in fuga e uomini urlanti lentamente si attenuano mentre tutti i banditi battono in una precipitosa ritirata, scappando il più velocemente possibile dal loro accampamento distrutto.


Gabrielle si ritrova bloccata sotto il corpo di Xena, che non accenna a volersi spostare.


GABRIELLE
Xena?


XENA
Siiii?


GABRIELLE
Hai dimenticato come si
afferrano al volo le frecce, forse?


XENA
Cosa? Oh. No, volevo solo
essere sicura, ecco tutto.


Gabrielle nota come Xena si stia tutt'ora assicurando che sia salva, al punto di impedirle di muovere un muscolo.

 


GABRIELLE
Perché allora sospetto
che tu abbia altre motivazioni?


Xena sorride, e lascia che si alzi. Le due donne osservano l'accampamento. Sono rimaste sole, circondate dai residui di anni di ruberie ai danni della popolazione di Miltos. Ci sono casse di rifornimenti, scrigni di monete, e poi cibo, birra, tutti doni di una popolazione convinta di onorare una divinità e di proteggere se stessa.


Xena e Gabrielle si congratulano tra loro scambiandosi una pacca a mano aperta.


GABRIELLE

(proseguendo)
Questa è stata una grande
decisione collettiva.


XENA
La prima di molte. Su, muoviamoci.
Abbiamo un sacco di cose da dire
alla gente di Miltos.


GABRIELLE
E un sacco di roba da riportare
ai legittimi proprietari.


Xena e Gabrielle cominciano ad esaminare la roba abbandonata.

 

FINE DELL'ATTO 4

 

DISSOLVENZA.

 

EPILOGO

 

EST. VILLAGGIO DI MILTOS - NOTTE - PIU' TARDI


Gli abitanti si radunano intorno al grande carro dei rifornimenti che le due donne hanno portato indietro dall'altro lato della montagna. In un angolo, il capo del villaggio e sua moglie stanno parlando con Xena e Gabrielle. L'uomo appare avvilito e imbarazzato.


CAPO DEL VILLAGGIO
Non... non riesco a credere che ci
siamo fatti abbindolare per tanto
tempo. Mi sento un vero stupido.


XENA
Avevano messo su un bel raggiro.
Il modo in cui provocavano quei rumori,
il sistema per allagare la zona.
Avevano ingannato anche noi... per un po'.


CAPO DEL VILLAGGIO
Eppure.
(sospirando)
Sembrerà strano non avere
più Tula a guidarci.


GABRIELLE
Avere qualcun altro, o qualcos'altro
a fare le scelte al posto nostro
dà una sensazione di sicurezza.
(pausa)
Ma sono le scelte che facciamo
da soli che contano davvero.


MOGLIE
Gabrielle, grazie.
(esitando)
Grazie ad entrambe.


Un cittadino entra di corsa con un barilotto.


UOMO
Brando, guarda. Dalla tua riserva
di quest'anno! Li avevamo
mandati fino all'ultimo!


CAPO DEL VILLAGGIO
Allora dobbiamo festeggiare.
Xena, Gabrielle - vi prego,
unitevi a noi. E' il meno che
possiamo fare per ringraziarvi.

 


La popolazione le accerchia e Xena e Gabrielle sono trascinate tra una folla felice e danzante.


DISSOLVENZA SU:

 

EST. VILLAGGIO DI MILTOS - NOTTE FONDA


La festa sta terminando. Gli abitanti barcollano verso casa, o giacciono dove sono allegramente caduti. Xena e Gabrielle vanno verso la locanda. Xena passa un braccio intorno alle spalle di Gabrielle che avvolge il suo intorno alla vita della compagna, sbadigliando.


XENA
Stanca?


GABRIELLE
Sì, parecchio.
(pausa)
Forse troppo, perfino
per sognare.


Gabrielle appoggia la testa contro la spalla di Xena, molto più tranquilla adesso.


XENA
Potrei fare qualcosa io
per quei sogni.


Gabrielle sorride, mentre entrano nella locanda strette una all'altra.


DISSOLVENZA SU:

 

INT. LOCANDA DI MILTOS - MATTINO


E' mattino inoltrato. Il sole entra dalla finestra, estendendosi sul letto accanto alla parete dove giacciono Xena e Gabrielle. Gabrielle è addormentata profondamente, il corpo disteso su quello della compagna.


Il sole le cade sulla schiena, evidenziando il tatuaggio del drago tranne che nel punto in cui il braccio di Xena lo copre. Xena è sveglia. Guarda Gabrielle e sorride. Un gallo salta sul davanzale della finestra, sbatacchiando le ali per tenersi in equilibrio. Si dà una pulita al becco sul legno, poi si assesta le piume, pronto a cantare.
Con mossa rapida, Xena fa scattare la gamba e lo scalcia via dalla finestra.

 

 

Una penna fluttua lentamente in aria fino a posarsi sulla coperta. Con un sorriso, Xena richiude gli occhi.

 

 

DISSOLVENZA.

 

 

DISCLAIMER
Nessuna misteriosa divinità onnipotente è rimasta ferita durante la realizzazione
di questo episodio, ma il gallo non se l'è cavata altrettanto a buon mercato.

 


IT'S ALL IN THE MIND
(Xena e il potere misterioso)